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venerdì 26 giugno 2015

Matilde Davoli - I'm Calling You From my Dreams - 2015 [Streaming]

Non poteva esordire meglio Matilde Davoli, già forte delle esperienze in Girl with Gun e Studiodavoli, con questo disco solista. I'm Calling You From my Dreams è pregno di atmosfere trasognanti, di elettronica leggera che accompagna perfettamente la sua voce algida. Questo è un disco che saprà donarvi dieci sfumature diverse, una per ogni traccia, della musica di Matilde Davoli: dagli intrecci sonori di Dust, agli arrangiamenti barocchi della title track, ai ritmi ballabili di Summer Ending. I'm Calling You From My Dream è un disco che mi ha rapito dal primo ascolto, un disco delicato che a ogni traccia cambia ritmo senza mai perdere le sue atmosfere eteree.


Matilde Davoli
I'm Calling You From My Dreams
2015
Loyal to Your Dreams

Tracklist:
1. #1
2. Realize
3. Tell Me What You See
4. Dust
5. I'm Calling You From My Dreams
6. Going Down
7. Summer Ending
8. Still Rolling
9. Salvation
10. Morning



FBSoundcloudBandcamp
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martedì 7 aprile 2015

Wrongonyou - Killer [Video]

Un anno dopo Friends, il romano Wrongonyou (alias Marco Zitelli) torna con Killer, un loop ipnotico e catartico che nasce dalla perfetta fusione di strumenti e voci che si situano nel magico limbo tra l'acustico e l'elettronico. Un aeroplanino di carta telecomandato che svolazza fuori dalla finestra per poi tornare diligentemente nella vostra mano mentre con l'altra buttate giù il primo caffè del giorno.
12 Aprile @ Progetto Chinaski, Sarnico (BG)
15 Aprile @ House Burger, Bologna
16 Aprile @ Sottovoce, Varese
18 Aprile @ Fuorisalone/ Moleskine, Milano
22 Aprile @ 30 Formiche, Roma
9 Maggio @ G-Lan, Alberobello (BA)


Sito ufficialeFBTWSoundcloud
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giovedì 4 dicembre 2014

Bzzzz_ - Oneiros - 2014

Sette onirici brani su cassetta costituiscono il nuovo lavoro di Alberto Tanese (chitarrista del duo tarantino CAPase) che, per il suo progetto solista, ha scelto l'onomatopeico pseudonimo Bzzzz_. Come il pazzo suono della scheda audio morente cui il precedente album,TotumEtNonTotalitum, era dedicato. Consumato l'attimo di cordoglio represso che ciascuno conserva legato al fido pezzo di hardware che infine defunse dopo agghiaccianti flash e gracchianti rumorazzi - Ti penso ancora Cd-Player Sony della mia giovinezza - potete godervi Oneiros. Scaricate senza indugio e navigate ad occhi chiusi tra echi e sogni e chitarre.


Bzzzz_
Oneiros
2014
Musica per Organi Caldi

Tracklist:
1. DreamingOfFly
2. DreamingDance
3. DreamingOldRoom
4. DreamingOfFogTheOceans
5. DreamingAnOldSorcerer
6. DreamingFlavia
7. DreamingNoemi



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sabato 1 novembre 2014

Uyuni - Australe - 2014

Dopo lunga attesa esce per Tafuzzy RecordsStop RecordsdiNotte Records e Bleu Audio il nuovo album degli Uyuni, ovvero Nicola "Lompa", Alice Berni e Inserirefloppino. Australe, come d'altronde anche il primo omonimo disco, ti lascia di stucco e il suo mescolarsi dei suoni ti entra in circolo come una benevola influenza. Sdraiato in poltrona e con un raggio di timido sole che ti bacia in fronte non faresti altro che ascoltare i melliflui suoni prodotti dal trio riminese. Chiama a lavoro e dì che sei malato, oggi esce il disco degli Uyuni la giornata dedicala a te stesso. E a loro.


Uyuni
Australe
2014
Tafuzzy Records / Stop Records
diNotte Records / Bleu Audio

Tracklist:
1. Australe I
2. Ojos del salar
3. Albero
4. Parallasse
5. Knocknarea
6. Molte volte niente
7. Qualcosa a cui non pensavi da tempo
8. Australe II



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sabato 21 giugno 2014

Dumbo Gets Mad - Elephants At The Door - 2011

Bad Panda Records dopo una lunga vita da netlabel la butta sul fisico. Esordio congiunto per etichetta e musicista. Sempre emozionante. Dumbo gets Mad altri non è che un reggioemiliano trasferitosi in California con uno stile incredibile. Elephants at the door stupisce ad ogni traccia. Qualcosa che si aspettava da tempo. Godo! (Febbraio 2011)


Dumbo Gets Mad
Elephants At The Door
2011
Bad Panda Records

Tracklist:
1. Limbo’s Village
2. Plumy Tale
3. Marmelade Kids
4. Sleeping Over
5. Harmony
6. Why Try?
7. Eclectic Prawn
8. Self-esteem
9. Raymond Play
10. You Make You Feel



Recensione (IndieRiviera) ▲ Sito ufficialeFB
BandcampDownload (Pay With a Tweet) ▲ Buy it!

mercoledì 12 marzo 2014

Girl With The Gun - Ages - 2013 [Streaming]

Abbiamo dovuto attendere quattro anni per il nuovo album dei Girl With The Gun. La domanda sorge spontanea. Ne è valsa la pena? La risposta non necessita di alcuna nenia verbosa ma di una sola emissione di voce: Sì! Ages, uscito lo scorso 27 dicembre per l'etichetta elettronica italo-berlinese Folk Wisdom e la romana Bad Panda Records, è un album che fa riverberare il moto e che dissolve ogni barriera temporale. Il disco si apre con le armonie in slow motion di Only Twice, farcita da nugoli pop e richiami eterei d'arpa che accompagnano dolcemente fino al brano successivo. Hold On For Cues, sulla scia del singolo perfetto, è mosso dalle avanguardistiche elucubrazioni elettroniche di Populous, perfettamente incastrate in un ingranaggio vocale sensuale e accattivante. Solo qualche secondo e subito ci si imbatte nel climax ascendente di Fireflies, innestata su una melodia placida, gravida  di percussioni in effusione. Dal minimalismo meccanico di Long Gone alla sicurezza compositiva di Love Far, ci si ritrova a metà percorso in uno stato di  inebriante folgorazione emotiva. Nemmeno il tempo di riprendersi dall'intermezzo sonoro di Sad che il febbrile synth-funky di Hover erompe da una caleidoscopica esplosione di forme e colori, intatto e immacolato. Kid e At All, su coordinate sonore intelligenti, si gettano nell'ultimo passaggio del lavoro. La chiusura è affidata a EchoAlone, che da una stasi apparente sfalda la propria essenza su percorsi ambient, illuminati tenuemente da una remota coralità. Il meraviglioso influsso di una modernità classica, attraente tanto nelle folate elettroniche quanto in una delle voci più ipnotiche della scena indipendente italiana (se ancora se ne può parlare), redimerebbe ogni singolo padiglione auricolare con il suo ascolto ad libitum, e a noi non resta da fare altro che consigliarvi di ascoltare questo splendido album.


Girl With The Gun
Ages
2014
Bad Panda Records / Folk Wisdom

Tracklist:
1. Only Twice
2. Hold On For Cues
3. Fireflies
4. Long Gone
5. Love Far
6. Sad
7. Hover
8. Kids
9. At All
10. Echo Alone


FBSoundcloudYouTube

mercoledì 8 gennaio 2014

Girl With The Gun - Hold On For Cues [Video]

Pose muscolari e culturisti nel video di Hold On For Cues, primo singolo estratto dal secondo lavoro in studio dei Girl With The Gun, uscito lo scorso ventisette dicembre per la new sub-label Folk Wisdom. Diretto dal collettivo Sterven Jonger, il videoclip crea stupore per la sua natura spiccatamente paradossale e ironica, incentrata sull'antitesi tra il dolcissimo mood del brano e l'austerità delle inquadrature. Un brano dal fascino irresistibile e intrigante che ci mostra una band in formissima. Qui il video!



► FBYoutube
Soundcloud ▲ Folk Wisdom ◄

giovedì 3 ottobre 2013

Videodreams - A Place [Video]

A Place è il titolo del nuovo video dei Videodreams, ultima traccia dell'album Shipwrecks. Quasi come in un'opera di Magritte ci si ritrova catapultati in uno dei quadri affissi alla parete da qualche parte lassù sui monti. I due fratelli Filippo e Marco Marra suonano e cantano dentro un fienile, testa bassa, occhi chiusi e il sole che oltrepassa il legno consumato dal tempo. Meravigliosamente live.

FBTW ▲ Bandcamp ◄

mercoledì 18 settembre 2013

Calcutta - The Sabaudian Tape Ep - 2013

Amanti dell'alta fedeltà, dei suoni puliti, degli aperitivi con erre moscia sul tramonto di Porto Cervo e cose così: girate al largo se non volete farvi scoppiare una botta di orticaria. The Sabaudian Tape Ep - lo dice il titolo, dopotutto - è una roba per nostalgici di nastri fruscianti e suggestioni sonore allo stato brado. 
Calcutta pubblica per Selva Elettrica una veloce raccolta di appunti sparsi, agrodolci, agropontini, infraditali e insabbiati. Registrate durante e dopo la preparazione di Forse (2012), le tracce del lungo Ep si articolano senza impegno come brevi passeggiate fra dune litoranee e ironiche epifanie esistenziali. È possibile che chi è sopravvissuto a una qualche forma di Sabaudian seaside experience venga persino pervaso da sensazioni miste di tenera malinconia e pizzicore di aghi di pino ai piedi... L'Ep è in free download, e qua e là trovate tracce e zampini dei (sempre deliziosi) Le Rose.


Calcutta
The Sabaudian Tape EP
2013
Selva Elettrica

Tracklist:
1. Giannantono
2. Il tempo che resta
3. Hermada
4. Fari
5. La luna a quarti
6. Bar tucano
7. Se dici che...
8. Carezza
9. Entusiasmo (Le Rose cover)
10. Un amore a metà
11. Mi piace andare al mare


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sabato 27 luglio 2013

Giampiero Riggio - Separations (2007-2012) - 2012

Separations (2007-2012) è l'uscita numero zero de La Vigna Dischi, neonata etichetta di Mazara Del Vallo interessata a promuovere le realtà musicali della provincia trapanese. In questo caso si tratta della riedizione del disco che Giampiero Riggio pubblicò in sole 80 copie numerate con la Centre Of Wood nel 2007. Sono nove ballate d'amore acustiche registrate a bassa fedeltà (che il musicista ha preferito lasciare inalterata nonostante la rimasterizzazione di questa seconda stampa), con l'aggiunta di una soffice elettronica dal sapore autunnale che avvicina Riggio ai conterranei Tellaro o al pugliese Populous. In questa ristampa digitale è inoltre presente un disco bonus contenente sette remix registrati in germania e Separation X (Go), una traccia inedita che non avrebbe affatto sfigurato nell'edizione del 2007. (Marzo 2012)


Giampiero Riggio
Separations (2007-2012)
2012
La Vigna Dischi

Tracklist:
Side A:
1. Separation I (Souvenir)
2. Separation II (Reverb)
3. Separation III (My Neck)
4. Separation IV (Nails)
5. Separation V (Deadspace)
6. Separation VI (The Evening, Naked)
7. Separation VII (Smell)
8. Separation VIII (Skeletons)
9. Separation IX (Smell)

Side B:
1. Deadspace
2. Souvenir
3. Nails
4. Reverber
5. My Neck
6. The Evening, Naked
7. Smell (or Springtime)
8. Separation X (Go)


►  FBBandcampMyspaceDownload

sabato 13 luglio 2013

Luke Lukas - Tiny Numbers - 2011

La Lepers Produtcions, mi raccomando la T e la C invertite, continua a superare se stessa e a regalarci delle perle incredibili. Il nuovo disco di Luke Lukas è a dir poco superlativo. Cinque tracce dalle sonorità elettro folk rock su testi malinconici, le orecchie in visibilio e il cuore sotto lo schiacciasassi. Nulla di meglio per martoriarsi quando, seduto al sole sulla poltrona di pelle, sai solo sudare. (Giugno 2011)


Luke Lukas
Tiny Numbers
2011
Lepers Produtcions

Tracklist:
1. Introverted Future
2. Ain't True
3. Shut It Up
4. Sooner Than Later
5. Best I'll Ever Be


Recensione (SentireAscoltare) ▲ MyspaceDownload

mercoledì 5 giugno 2013

Wrong On You - As Usual Ep - 2013 [Streaming]

I Wrong On You sono il giovane gruppo che lo scorso 11 Maggio ha vinto la prima edizione di Ti Souno Nuovo, il contest di Fusoradio volto a scovare nuova musica originale e di qualità. Il duo mescola efficacemente sonorità ambient ad un etereo elettro-pop per un risultato che vi scioglierà tutti i nodi che avete in gola. Prima che si chiudano in studio a registrare il loro primo full lenght fate ancora in tempo a trovarli in tour; questo venerdì sunano a Roma al Fusolab 2.0 assieme ai KuTso. Non ve li perdete!


Wrong On You
As Usual Ep
2013

Tracklist:
1. Intro
2. Side
3. Hands
4. Man
5. Smile


BlogFBBandcamp

lunedì 29 aprile 2013

Brioscine appena sfornate: My Dear Killer

Ultimo lunedì di aprile con lunga intervista in compagnia di My Dear Killer. Stefano Santabarbara, dopo sette anni dal precedente Lp racconta, limpido, l'ultimo album The Electric Dragon of Venus e l'asse di rotazione pregno di emozioni e pensieri profondi intorno al quale ruota questo e tutto il suo lavoro. Da non perdere!


Ciao Stefano, la mia prima domanda riguarda le voci fuori campo presenti nel tuo ultimo album The Electric Dragon of Venus. Contestualizzarle potrebbe essere utile a potenziare l'ascolto, potresti indicarne la provenienza?
Grazie per avermi contattato. Le voci nei due strumentali sono di due "tipi". Le voci maschili sono campionate da dei documentari russi degli anni '70/'80 e sono degli scienziati che facevano parte del programma spaziale "Venera" (Venere). Queste sono descrizioni delle disavventure che hanno avuto le sonde su Venere (e in un caso su Marte) in quanto trovarono un ambiente ben diverso e più ostile di quel che si attendevano. Uno dei campioni è la "descrizione" del "dragone elettrico di venere", un fenomeno elettrico simile ai tuoni e fulmini nostri, che è stato registrato ma per cui non c'è motivazione. Da lì il titolo. Alcuni dei campioni sono le registrazioni del dragone elettrico di venere. Le altre voci le ho registrate io e sono di amiche, una russa e una bulgara (quindi è un simil falso), e non so esattamente cosa dicano, le ho lasciato libertà assoluta, purché parlassero di Venere e delle esplorazioni stellari durante la loro infanzia.

Parlando ancora del field recording domando se c'è un processo che ti porta a scegliere di accostare un brano ad una determinata registrazione di suoni d'ambiente. Sono utili nella resa di uno stato umorale e suggestivo? Sono narrativi? Potrebbero essere un approfondimento,  possibilità di espansione sonora in altri luoghi?
I field recordings non sono presenti solo a fini "cosmetici", allo stesso tempo sono di solito inseriti successivamente alla stesura dei pezzi, che potrebbero essere altrimenti costruiti intorno ad essi.

Qual'è il processo creativo, o meglio l'approccio, che ti consente di dar forma ad un brano e poi ad un intero album? Mi spiego meglio. In questo caso hai scelto di basare il lavoro su un macro argomento, il programma Venera che per certi versi è stato fallimentare poiché le condizioni "atmosferiche" sul pianeta causarono la perdita precoce delle sonde spaziali. Le sonorità dell'album e i testi sono immersi nello spleen del cuore, mi chiedo e domando a te, se c'è una connessione tra universale e particolare, tra avvenimento scientifico con dinamiche temporali storiche apocalittiche e avvenimento dell'anima con dinamiche temporali soggettive, introspettive ed esistenziali.
In realtà nella composizione di "The Electric Dragon of Venus" non ho direttamente basato la scrittura incentrandola sul programma Venera, che però è un argomento che m'incuriosisce e su cui cerco informazioni ormai da quasi una decina d'anni. Ci sono arrivato con un percorso, diciamo, indiretto. Il nucleo centrale dei brani è stato composto in un periodo abbastanza breve di tempo e pertanto è spontaneamente compatto, più che altro per quel che riguarda la struttura, o meglio la destrutturazione delle linee armoniche. Questo per me ha una certa importanza perché prediligo una certa omogeneità all'interno dello stesso lavoro. Allo stesso tempo, le tematiche toccate dai testi sono in pratica un filo conduttore di tutto quel che ho fatto finora come My Dear Killer; fondamentalmente è una riflessione, ma anche un tentativo di esternazione dell'incapacità di comunicare, e probabilmente anche di comprendere in profondità tutti quelli che potrebbero essere definiti come sentimenti d'affetto. E' più che ovvio che questo è un soggetto per nulla originale ma anche allo stesso tempo un elemento fondamentale dell'esistenza di qualsiasi essere umano. La cosa che può essere considerata, in qualche misura, caratterizzante di quel che cerco di fare è l'accento sulla barriera comunicativa, così che il fuoco non sia puntato su una relazione o i suoi sviluppi, quanto sulla loro reale assenza. La ricerca delle motivazioni di questa situazione, così come, ultimamente la sua accettazione in quanto inevitabilità, porta, una volta presone atto, pressoché inevitabilmente ad una dissezione microtomica della propria persona perché le altre rimangono avvolte dal manto del mistero. Ed è quindi una sorta di viaggio tra il buio, il vuoto e l'ignoto e come soli compagni certi, il silenzio e la solitudine. Ed è a questo punto che mi è sorta la suggestione del programma spaziale sovietico verso Venere, perché si sono trovati a esplorare un pianeta che si è verificato essere completamente differente da quel che si attendevano e questo ha generato una serie di fallimenti più che spettacolari. Ma ha anche dato modo di scoprire fenomeni imprevedibili, uno di questi è quello che è stato interpretato come una sorta di temporale elettrico pressoché permanente, registrato come una sequenza di scariche e che siccome è, a che ne sappia, tuttora incompreso ed era certamente incomprensibile all'epoca, è stato chiamato "il dragone elettrico (di venere)". Così ho preso questo termine, che è all'apparenza abbastanza esoterico e l'ho appiccicato alla raccolta di canzoni che avevo a disposizione, cui ho solo aggiunto i pezzi strumentali di apertura e chiusura del lavoro.


D'altra parte questa idea di un percorso attraverso spazi più o meno inesplorati, freddi, e soprattutto vuoti, ha influenzato la scelta dell'arrangiamento del disco, che è molto flebile e soffuso, a parte qualche episodio, rispetto al precedente Clinical Shyness che era stato pressoché sommerso, se non soffocato, da una densa stratificazione di umoristica. In questo svuotamento, se così è possibile chiamarlo, trovano un posto rilevante i campionamenti sia d'ambienti che di conversazioni, così come l'utilizzo di suoni sintetici, in quanto  diventano percepibili e discriminabili dal mantello di feedback e distorsioni. Quest'apparente differenza stilistica è in realtà anche sufficientemente spontanea e non completamente pianificata, tant'è che nei due lavori completi, ma anche in quelli più brevi, penso esista una sostanziale coerenza sia tematica sia, mi auguro, espressiva. D'altra parte, mentre nel primo lavoro c'era quasi un riflesso incontrollato a nascondere, in quel caso dietro a un mantello di suono, quel che è poi  il nocciolo delle storie, quasi a tenerlo segreto, incerti di essere compresi quel che si sta cercando di dire, nel caso di "The Electric Dragon of Venus" c'è la maturata certezza di non essere compresi e quindi nessuna ragione di mascherare, foss'anche sotto la lente del microscopio. Per questo la stesura finale dei pezzi e degli arrangiamenti è molto più trasparente, a tratti quasi evanescente che in passato. Anche in trasparenza, non si capisce, veramente, né si è capiti, veramente, e nulla cambia la sostanza delle cose, con le immancabili conseguenza che tutto ciò comporta. Soprattutto, a non capire e a non saper dire, sono io.

MDK a sottovoce - concerti fatti in casa

Per meglio entrare nella tua "estetica" e comprendere l'universo culturale a cui t'ispiri e in qualche modo appartieni, ti andrebbe di fare un elenco di dischi, libri, film che posseggono un valore nella tua formazione?
Questa può essere una domanda un po' difficile, così d'acchito sono sicuro che dimentico tre quarti delle cose che altrimenti riterrei fondamentali, ma proviamoci; via all'elenco palazzeschiano. Come registi, restringendo la lista quelli che penso mi abbiano più influenzato/appassionato sono Kieslowski, Herzog, Tarkovsky, Petri, Germi, Loach, Ferrara, Peckinpah, Zhang Yimou, Cukor, Kazan, Truffaut, Rohmer, e un po' tutto il genere noir alla Charles Laughton per dirne uno; libri, Pavese, Montale, TS Eliot, Coleridge, Gozzano, Bulgakov, LF Céline, Dostoevsky, Pushkin, Fenoglio, Gadda, Papini, Lee Masters, Capote, Conrad, Melville, Poe, insomma tutta roba decrepita; gruppi, selezionando brutalmente e citando a casaccio, Nick Drake, JC Frank, Low, Bedhead, Codeine, Seam, Gastr del Sol, Current 93, Cabaret Voltaire, Throbbing Gristel, Coil, Jesu, Slowdive, My Bloody Valentine, Black Sabbath, Sleep, Hood. Mi fermerei prima di compilare l'elenco del telefono.

Trovi ci sia una sottile similitudine tra Under My Bed Recordings, l'etichetta da te fondata, e la Boring Machines che promuove il tuo ultimo Lp? Entrambe si prendono cura di un atteggiamento sonoro intimo e solipsistico d'amore e dedizione sincero. Che ne pensi?
Ci sono decisamente delle somiglianze molto forti nell'attitudine alla produzione e specialmente nella scelta dei gruppi, progetti, che si decidono di supportare tra Under My Bed e Boring Machines: nessuno di noi si muove in ottica che potremmo definire "commerciale", ma questo è vero per la maggior parte delle piccole etichette. Lo facciamo perché siamo mossi da qualche cosa di indicibile, probabilmente la sincerità è uno di questi fattori, che ci portano a spendere le nostre quattro lire guadagnate sfacchinando di giorno e sperperarle, più che investirle, nella nostra passione. Spesso intervengono anche i rapporti personali, e questo è pressoché inevitabile essendo tutto sommato un ambiente abbastanza ristretto nel quale ci si muove.



Poi esistono delle differenze marcate tra UMB e BM; con UMB ci limitiamo a produzioni tranquillamente definibili come "minimaliste", sia dal punto di vista della confezione, che del supporto, in generale "povero" su cd-r o cassette, che del contenuto, privilegiando essenzialmente il cantautorato (è un termine che non mi piace molto, ma non ne trovo uno migliore), il folk, per quanto deviato o poco convenzionale. Under My Bed è un'etichetta che ha come fine mettere allo scoperto, anche solo in piccolissima comunità, delle perle (per noi) nascoste, indipendentemente dalla qualità della produzione. Ed è questo l'ambito in cui confido continueremo a muoverci. Boring Machines ha d'altra parte un approccio molto più professionale, a partire dalla confezione del prodotto, che è in generale quasi sempre spettacolare, a partire dai cd e ancora più col passaggio al vinile, è più centrata verso musica di "ricerca" particolarmente in ambito elettronico, ma non solo, e pubblica esclusivamente prodotti che potrei definire compiuti e maturi. Secondo me il lavoro di Onga è assolutamente impressionante, e sono onorato più che fiero di avere il suo supporto per i miei dischi.

Essendo Under My Bed Recordings una tape-label, il nastro magnetico supporto che registra e riproduce mediante apposite apparecchiature suoni, immagini e dati di memorie, possiede quindi significato e importanza?
Abbiamo mantenuto la definizione di tape-label anche se la stragrande maggioranza delle produzioni di UMB è su cd-r, perché crediamo che questa sia stata l'attitudine originale delle prime etichette su cassetta. In realtà quando nel 2001 abbiamo parlato di fare uscite su cassetta, ci è stato risposto che non avevano più il mangianastri nemmeno in macchina. Credo che all'epoca l'unico che sopravvivesse con le cassette fosse Best Kept Secret, che difatti ha sempre avuto la mia stima più sincera. Da lì la virata verso il cd-r. Quella di mettere in primo piano il contenuto, fosse anche su un supporto di bassa qualità ma disponibile, a livello di duplicazione, a chiunque, piuttosto che alla sovrastruttura della produzione. Questa poi si è evoluta in una estetica minimale della produzione "casalinga" che spesso è più apprezzabile di quella prodotta su larga scala. Altra cosa, quasi parallela, ma ad un certo modo indipendente, è l'utilizzo dei nastri o comunque di supporti analogici in fase di registrazione.



Una parte è legata certamente al romanticismo, abbiamo anni a sufficienza sulle spalle da aver registrato i singoli dell'estate dalla radio su cassette magari dieci volte prima che si impigliassero e poi bisognava cavarsela con la bic per rimetterle in sesto. L'altra parte, almeno per me, è stata cominciare a registrare con i piccoli "showbox" a cassetta che avevo ereditato da mio nonno: a tutti gli effetti un orrore, specialmente a livello di fruscio, ma in qualche modo un supporto "vivo". Secondo me il migliore esempio nelle produzioni UMB è . Sono sicuro che molti lo trovano inascoltabile per il livello di sfrigolio, ma se smetti di farci attenzione, allora ti porta verso viaggi nell'abisso, non solo del lago citato. Questa affezione per i supporti analogici, mi ha spinto a usare i registratori a bobina per quasi tutti gli album più compiuti, o sviluppati, di My Dear Killer, almeno come registrazioni "iniziali" (alcune delle sovra-registrazioni sono state prese direttamente in digitale, anche perché è un problema spostare il "cassone"), mentre il fruscio del nastro può essere utilizzato esso stesso come fonte/generatore di segnali; ce ne sono moltissimi esempi, William Basinski ci ha fatto qualche disco, per dirne una. Anche per me sono una delle fonti principali di "rumore" da utilizzare, così come le radio mal sintonizzate opportunamente, anche qui il verbo non è forse il più corretto, elaborate con una serie di effetti, modulatori, distorsioni, riverberi e cose del genere. Penso sia la segreta speranza di captare qualche segnale sconosciuto.

Finirei qui. Vuoi dire qualcosa?
Grazie.

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martedì 29 gennaio 2013

Rio Mezzanino - Love is a Radio - 2012 [Streaming]

I Rio Mezzanino sono un quintetto fiorentino attivo dal 1997 e composto da Antonio Bacchiddu alla voce, Federica Fabbri (chitarra e voce), Oretta Giunti (batteria e voce), Leonardo Baggiani (basso e voce) e Giuseppe Viesti alle percussioni, anche se della formazione attuale rimane solo il cantante Bacchiddu. Questo secondo lavoro arriva quattro anni dopo Economy With Upgrade (un album di folk-rock-noir contaminato che può ricordare molto le atmosfere desertiche dei Calexico) e l’ep Together to get out. L’impostazione è rimasta simile al passato ma gli arrangiamenti di Love is a radio sono ancora più curati e le atmosfere risultano sempre più raffinate, grazie soprattutto alle armonizzazioni delle voci femminili con il cantato corposo di Bacchiddu e ad un uso sapiente di un’elettronica mai invadente. Il tema è principalmente quello dell’amore e della libertà. Come dice Bacchiddu: Gli ostacoli a questa libertà sono infiniti e la maggior parte autocostruiti come blocchi mentali per difenderci dal dolore, senza renderci conto che, cosi facendo, sprofondiamo sempre di più nell’incomunicabilità. Questo disco racconta dell’amore, che nasce o che finisce, che si scontra o che si incontra, sintonizzato o senza sintonia. Il titolo, infatti, allude al parallelismo tra l’Amore e la Radio, dove il sentimento è inteso come una radiofrequenza, instabile ma capace di regalare emozioni e forza.


Rio Mezzanino
Love is a Radio
2012
A Buzz Supreme/Audioglobe/Burriccu Records

Tracklist:
1. Sleep Together
2. Ghost song
3. Thorn
4. A Star
5. Mint and Holy Water
6. Silver
7. My Enemy JR
8. Get Me Down
9. Animal
10. For love



Recensione (Kalporz) ▲ FBBlog
SoundcloudSitoBuy it!

mercoledì 23 gennaio 2013

The Stoop - Somewhere - 2012 [Streaming]

Viviamo sommersi di remix e di mush-up dove milioni di componenti di un passato prossimo e remoto si aggregano. Eppure, non c'è limite alla ricerca, alle novità, no. La buona musica esiste ancora ed esisterà sempre. Questo è il caso di Somewhere, ultimo LP degli Stoop prodotto dalla Youthless Records.
Undici brani densi e cremosi come il miele mille fiori di buona qualità, spingono verso un vorticoso viaggio travolgente da qualche parte. Dalle prime tracce i bit si sentono forte, navicelle spaziali orbitano vicine, sempre più. Dopo I've got time prende corpo un'atmosfera più folk rock che raggiunge l'apoteosi in Hang in There, tutta strumentale. Verso la fine, con Iceberg, si avverte il freddo, il rumore del vento glaciale, sempre più pungente fino a Somewhere che include il mio adorato effetto eco. La fine arriva improvvisa, come spesso accade, e il mio cervello coglie riverberi western, quelli da fine dei conti, ai quali segue la verità, improvvisa, amara e in cui esitare non è concesso. I ragazzi emiliani con questo terzo lavoro addensano tastiere, synth, pedal steel guitar, una tromba e, dulcis in fundo, perfino un mandolino, very italian style. Ebbene, è così che in questo mondo privo d'avanguardie, è possibile spostare, reinventare, ridefinire continuamente, e tutti vissero felici e contenti. Ascoltate!


The Stoop
Somewhere
2012
Youthless Records


Tracklist:
1. Green Dot
2. Poison Like
3. I've got time
4. Antwerp
5. The Seeder
6. The Seed
7. Hang in There
8. Iceberg
9. Somewhere
10. Golden Box
11. Shake and Disaster


Recensione (Osservatori Esterni) ▲ FBBandcamp

mercoledì 5 dicembre 2012

giovedì 28 giugno 2012

Above the tree - From the memory of my hard disk - 2012

From the memory of my hard disk non è un nuovo disco di Marco Bernacchia ma piuttosto un sito archeologico dal quale emergono cocci di musica antica, lasciata nel cassetto nel quale galleggia l'anima intima di Above the tree. L'effetto e il gusto che lascia al palato è quello di un genere che non hanno ancora inventato, sembra un western folk del futuro, sembra di vedere il momento in cui atterrano le astronavi al saloon dell'asteroide MC-25AT per portare via al povero gestore immigrato le poche casse di lingotti di ferro, così rari ormai nell'universo. From the memory of my hard disk contiene undici frammenti, undici file piuttosto scollegati tra loro che provocano alle vostre ossicine auricolari una serie di piacevolissime sensazioni. Enjoy!


Above the tree
From the memory of my hard disk
2012
Miacameretta Records

Tracklist:
1. Disco shit inferno
2. Boxer
3. Pappagallo rosso
4. I love you
5. Rappy
6. To the loft
7. Le signorine che nuotano (lo-fi version)
8. Azzurro
9. Imbutu
10. Dogy-02
11. Final one



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martedì 3 aprile 2012

Angela Kinczly - Le cose più strane [Video]


Da The Legendary Indian Aquarium and Other Stories
Sito

lunedì 5 marzo 2012

Farewell to Hearth and Home - The domestic Ep - 2010

Farewell to Hearth and Home sono Marco Marrucci e Diego Boboli, all'attivo hanno questo magnifico Ep di quattro tracce a cavallo tra gli Smiths e i Former Ghosts. The domestic Ep si apre con Hegel says nothing about desperate Sundays fatto di chitarra, batteria e un testo carico, racconto di una domenica estiva fuggendo da aria riciclata e canzoni d'amore. "And summer radios / keep spreading summer love songs. / They're so intrusive. / They seem to know about me. / This is outrageous. / This is outrageous." 
L'ep continua con la stessa carica, un pò più elettronica, in Domestic bellissimo pezzo in cui mi riconosco particolarmente tutti quei sabati sera in cui non voglio uscire di casa. Lo stile è preciso e definito come di chi ha chiara la strada che percorre e il risultato sonoro che vuole raggiungere. Precisi, chirurghici. Anche le ultime due canzoni, Every time I miss you my songbook rejoices e Nocturne, sono un qualcosa di davvero speciale che ti bucano la stagnola del cuore con una cannuccia e succhiano finchè non è rimasto niente. Neppure negli angoli o nelle pieghe del tetrapack. Scaricate (dal bandcamp) questo disco come se non ci fosse un domani.



















Farewell to Hearth and Home
The domestic Ep
2010

Tracklist:
1. Hegel says nothing about desperate Sundays
2. Domestic
3. Every time I miss you my songbook rejoices
4. Nocturne



FBSoundcloudBandcamp

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