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giovedì 24 agosto 2017

Edwood - Punk Music During Sleep - 2007 [Streaming]

Per me questo disco è fatto di ricordi. Indivisibile da un certo periodo della mia vita, da un concerto al Milk. Come un qualcosa ancorato a fondo, nelle pronfondità d'un mare d'anime che si sono messe in mezzo, di parole e gesti. Non vado oltre, che finirebbe col lacrimarmi un occhio. Al di là della mia soggettiva emotività Punk Music During Sleep è il secondo disco degli Edwood ed è un masterpiece del post-rock-dream-pop-shoegaze italiano. Qualcosa di imprescindibile. (Luglio 2011)


Edwood
Punk Music During Sleep
2007
Ghost Records

Tracklist:
1. Tener
2. Riot afternoon
3. Bright
4. The tube
5. Summer climax
6. Spiderland
7. People
8. Sleep
9. The long part
10. Pineapple
11. Love song
12. Close

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sabato 10 settembre 2016

delay_house - delay_house 4 - 2014

Sono tornati i delay_house, ragazzi che credono nel loop, devoti tantissimo ai processori di segnale. delay_house 4 è il titolo del nuovo album, supportato come sempre dalla Stop Records. Devo ammettere che da delay_house 3, album precedente, i miei gusti musicali sono un po' cambiati, eppure l'effetto delay mi gasa sempre. Accavallamento di parole, incomprensione, difficoltà di comunicazione, ripetizioni ossessivo-compulsive di una privazione. Attirare l'attenzione così, ripetendo con testardaggine e proiettarlo fuori da sé, come una sublimazione freudiana. Poi, mi agito così tanto, anche perché nel brano amala, forse solo io, percepisco l'influenza dei Matmos con You, prima traccia di The Marriage of True Minds. Qui sotto lo streaming. Sparatevelo senza pesarci un solo attimo! (Luglio 2014)


delay_house
delay_house 4
2014
Stop Records

Tracklist:
1. Se mi dai i soldi
2. Twittami di notte obsession
3. Amala
4. Nuovo inno nazionale
5. Rivoluzione italiana
6. Se potessi abbracciare qualcuno
7. Una volta mi hanno rubato
8. Tesoro devi sapere che

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lunedì 9 maggio 2016

Farmer Sea - Nobody listens, Nobody cares - 2015

L’estate è ormai finita da un pezzo e l’arrivo dell’autunno ha spazzato via gli ultimi residui della bella stagione. Le foglie ingiallite, il cielo fosco, le prime abbondanti precipitazioni tinteggiano l’aere di un acceso tono nostalgico. Per non farsi prendere troppo dallo sconforto, ci si consola con una fumante tazza di caffè e dell’ottima musica in sottofondo. Da giorni, a farmi compagnia, è il nuovo album dei torinesi Farmer Sea. Nobody listens, Nobody cares è un lavoro compiuto e multiforme che coniuga in sé, oltre ad una forte sensibilità espressiva, una capacità di esecuzione e un virtuosismo sonoro autentico. L’album riesce a tessere trame melodiche dai tratti delicati, sospesi tra psichedelia tenue e un synth pop romantico e seducente. La voce, profonda e ammaliante, si snoda agilmente sugli intrecci ritmici di basso e batteria, donando ad ogni singolo brano il gusto di quella sana malinconia,in un’ottica di pura empatia emozionale. È quasi impossibile resistere al suono pulito e brillante delle chitarre e alle sognanti effusioni dei backing vocals in sottofondo. Il terzo lavoro del quartetto torinese è album di ottima fattura che suscita in chi ascolta un ossimoro continuo di sensazioni, che si alternano ma coesistono simultaneamente come i raggi di sole in una giornata di pioggia. Un album che merita di essere ascoltato, amato e custodito gelosamente. Solo per questa settimana in free download qui!


Farmer Sea
Nobody listens, Nobody cares
2015
Dead End Street Records

Tracklist:
1. Happiness (Ocean/Space #2)
2. Nice Places
3. Goodbyes (Marvin Gaye Overdrive Blues)
4. Comes A Day
5. We Were Amazing
6. Useless
7. Lies For Good Things
8. Killers



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lunedì 7 marzo 2016

After Crash - #Lostmemories - 2016 [Streaming]

La scena è quella di un uomo sul cornicione dell’ultimo piano di un palazzo. Ha gli occhi spalancati. Non ha paura di gettarsi. È pronto a colmare quel vuoto che ha dentro di sé, sfamando lo stesso vuoto, per pochi secondi, con il suo corpo. Una discesa nel blu, in time lapse, lungo una traiettoria ben definita di proiezioni visive e flashback. Sul volto, il sorriso beffardo dello scorrere del tempo, tra fantasmi e memorie perdute, o meglio #Lostmemories. La parte sonora del primo full-lenght dei bolognesi After Crash è un tutt'uno con le suggestioni visive che il duo sa evocare in modo molto vivido. Spaziando tra ritmi colorati e caleidoscopici e composizioni astratte ed eteree, quella di Nicola e Cesco è una musica che procede per immagini: questa combinazione tocca vette di rara bellezza sin dall’attacco del primo brano fino alla chiusura dell’ultimo. Il disco è in continua oscillazione su dinamiche ritmiche multiformi che si evolvono oltre i sentimenti, nell'armonia che c'è nell'opera d'arte riuscita, all’interno di una texture straripante di ricercati espedienti sonori. Un viaggio, a tratti utopico, attraverso i ricordi, in uno stato di sospensione ibrida, in cui le parole diventano figure senza tempo. Come un loop ripetuto all’infinito, tutto è ciclico e la fine non è mai davvero la fine (Dovremmo riuscire ad amarci tanto da vivere fuori dal tempo, distaccati... distaccati…). Gli arrangiamenti e la produzione sono impeccabili e la capacità assoluta di abbandono, che trapela dai brani, è preparatoria allo slancio ritmico che li attraversa. Serve dire altro?


After Crash
#Lostememories
2016
Museek

Tracklist:
1. We Leave
2. Texture In Pectore
3. Don't Change For Me
4. Leica (feat. Mark Borgazzi)
5. Overrated
6. Timeless Room
7. Delplace
8. Organic Summer
9. Transports



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sabato 27 febbraio 2016

Suzanne'Silver - Deadband - 2012 [Streaming]

Uscito in vinile lo scorso gennaio per la statunitense Radio Is Down ma registrato (interamente in analogico) nel remoto maggio 2010, Deadband è il secondo album dei siracusani Suzanne'Silver (il precedente The Crying Mary risale al 2007). Il quartetto composto da Francesco Accardi, Mauro Felice, Dario Serra e l'infaticabile Carlo Barbagallo bazzica nei dintorni del post-core anni '90 (roba che in Sicilia è sempre stata amata e reinterpretata magistralmente da grupponi come Uzeda e Bellini); qui i riferimenti più diretti sembrano essere Slint e June Of '44, ma per fortuna i Suzanne'Silver sono un gruppo dalla forte personalità per cui la loro musica suona sempre attualissima, anche grazie ai frequenti inserti di tastiere e sax, che fanno sì che alcuni brani si avvicinino alla psichedelia o al jazz. 
Deadband 
ventidue minuti di bontà 
in 12".
(Maggio 2012)


Suzanne'Silver
Deadband
2012
Radioisdown

Tracklist:
1. Green Ocean Breezer
2. United States Of England
3. Wave A Surfer Waits
4. Y
5. N-Ice
6. Barabolero II (My Right Shoulder Skin)
7. Lady Carpenter
8. La Santa



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venerdì 22 gennaio 2016

Holiday INN - Holiday INN - 2015 [Streaming]

Addentrarsi in territori off-limits, dove le macerie degli abusi edilizi hanno lasciato il posto all’insorgenza delle nuove sagome moderne. Girovagare tra le vie che portano il nome dei grandi scrittori, tra gli stralci di cemento lungo i marciapiedi, dove i bambini ancora giocano a calcio, ignari dell’incombente futuro. Sono queste le sensazioni che trapelano dall’ascolto del 7’’pollici degli Holiday Inn. Fotogrammi sonori acidi e distorti scorrono su una rapida sequenza di riverberi, in un cataclisma noise e synth punk, suonato ad una velocità impetuosa. Un labirinto paranoico, in cui la voce convulsa di Gabor si insinua severa tra tempi dilatati, rumoristiche escursioni delle tastiere e, incede incalzante in una mistura di elettronica e pulsazioni art punk. L’approccio è diretto, l’impatto frontale. Lo si ascolta tutto d’un fiato e il battito del cuore prontamente si sincronizza con quello dei tre brani, e dopo un attimo, un solo attimo, si ha l'impressione di essere catapultati in uno stato di estasi totale. Una bomba!


Holiday INN
Holiday INN
2015
Rave Up Records

Tracklist:
1. The Order Of The Day
2. Zero Divided By 2*
3. The Destruction We Assure With Each Other



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venerdì 8 gennaio 2016

Last Minute to Jaffna - Promo - 2006

Arriva da Torino la potente proposta dei Last Minute to Jaffna, con il loro growl dalle sonorità metallare. Potenza sonora ed energia pura in due tracce per un totale ventiquattro minuti di (slow) headbanging garantito. In fri daunlò. (Marzo 2011)


Last Minute to Jaffna
Promo
2006

Tracklist:
1. Dawn
2. Heating The Blood



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lunedì 4 gennaio 2016

Matteo Uggeri/Hue - Un'estate senza pioggia - 2006 [Streaming]

Un'estate senza pioggia è il titolo del primo album di Matteo Uggeri registrato durante il suo primo viaggio in compagnia di sé stesso, un microfono e un minidisc, nel corso dell'estate del 2003, la più calda dello scorso secolo. L'album è composto da sette brani suddivisi per località, ciascuno è la trasposizione sonora dell'esperienza vissuta. L'anno successivo Uggeri è tornato in una delle cittadine visitate e con il suo amico musicista Davide Valecchi ha suonato chitarra e altri strumenti. Queste registrazioni sono poi state mixate ai field-recordings catturati l'anno precedente. Decisamente più letterale rispetto ai suoi ultimi lavori, questo è un racconto personale risultato di un'esperienza emotiva. Il viaggio è fruibile quando lo si desidera, come sfogliare un album di foto kodachrome dai colori sbiaditi nel tempo, o bianco e nero, o fuori fuoco. Basta guardarle e alla mente ritorna quel che ora non c'è più, come se ci fosse ancora. Il sole tramonta, il sole sorge, bambini urlano pura felicità, tu bisbigli e ci si confonde tra sogno e realtà. Vorrei tanto questa fosse un'estate così. Qui sotto lo streaming! (Luglio 2014)


Matteo Uggeri/Hue
Un'estate senza pioggia
2006

Tracklist:
1. Prima tappa: Medelana (Bologna)
2. Seconda tappa: Laterina (Arezzo)
3. Terza tappa: Ariccia (Roma)
4. Quarta tappa: Casaline (l'Aquila)
5. Quinta tappa: Ancora Laterina (Arezzo)
6. Ultima tappa: Medelena (Bologna)
7. La canzone dell'estate (Il Borro)



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mercoledì 25 novembre 2015

The Marigold - Kanaval - 2014 [Streaming]

Kanaval appartiene a quel tipo di cose che stanno aldilà del bene e del male, quelle che indagano il nocciolo della questione e la sfoltiscono di parafrasi e cerimoniali innecessari. Una sorta di carattere tribale predomina il mood generale del disco, nella sua gutturalità primordiale e nella sua circolarità ipnotica e ossessiva. Questo terzo album di The Marigold - cui prendono parte anche compagni di label quali Amaury Cambuzat (Ulan Bator e Faust) e Gioele Valenti - è un'asfaltata di noise martellante dalle chitarre nervose e destabilizzanti, inframezzato da brevi mantra che chiamano i pensieri a raccolta. Kanaval travolge dalla prima all'ultima traccia, e se ne esce non poco stropicciati.


The Marigold
Kanaval
2014
DeAmbula Records

Tracklist:
1. Organ-Grinder
2. Magmantra
3. Fade Down To Go Down
4. Sick Transit Gloria Mundi
5. Sludge-Jungle
6. Third, Melancholia
7. So Say We All
8. Disturbed
9. Demon Leech



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lunedì 9 novembre 2015

O A K - We Were Elsewhere - 2015 [Streaming]

Per fare buona musica non basta soltanto avere delle grandi qualità come musicista, esiste un talento che va ben oltre il suonare bene uno strumento. Una sana dose di empatia è difatti indispensabile per creare la giusta connessione emozionale con il pubblico, ma anche tra gli stessi componenti della band; ed è questo quello che accade ascoltando l’Ep d’esordio degli O A K. L’alchimia che si instaura tra i quattro ragazzi bolognesi, è tale al punto da rendere magica ogni singola traccia del disco. We Were Elsewhere non racconta una storia, ma intreccia meravigliosamente più storie d’amore, servendosi di un innesto di sonorità elettroniche dallo spirito fresco e sereno anche quando le stesse risultano connotate da una velata malinconia che rende il tutto più intimo e sincero. Ciascun brano, ciascun giro armonico di chitarra, lascia trasparire un’elevata sensibilità artistica, con un songwriting di alta fattura, in cui la dinamica amorosa viene presentata nella sua ambigua complessità. La sinergia di voci riscalda la stanza proiettando chi ascolta in un'atmosfera, impalpabile e dai contorni idilliaci e  rendendo l'esordio degli O A K davvero difficile da dimenticare!


O A K
We Were Elsewhere
2015
Collettivo HMCF

Tracklist:
1. Robert John
2. Sherwood
3. Not To Get Along
4. Elephant And Castle



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sabato 12 settembre 2015

Silvia Dainese - Soggiorno a Sant'Ilario - 2004 [Streaming]

Facciamo un passone indietro nel tempo di oltre un decennio e rispolveriamo il primo album di Silvia Dainese, che proprio in questo periodo sta tornando con un nuovo progetto discografico
Il Sant'Ilario del Soggiorno del titolo è un quartiere di Genova pieno di verde affacciato sulla Riviera, una specie di isola serena dall'animo un po' bucolico e un po' urbano nel quale va da sé immaginarci una giovanissima Silvia immersa fra il sé malinconico e quello fresco andante di fine estate – magari al tavolino di un bar con un thè menta&limone davanti, oppure un libro fra le mani che si lascia sfoglio-spettinare dalla brezza marina. Poi – e chissà mai, scegliamo di non chiedere – il Soggiorno a Sant'Ilario del titolo è soltanto un piccolo nido ideale nell'idea generale del disco, e queste congetture pseudo biografiche/toponomastiche allora sono innecessarie e lasciano il tempo che trovano. 
Comunque sia, quello che, al contrario, impatta per bene di questo disco, e per cui vale davvero la pena parlarne, è l'essenzialità e l'immediatezza dei testi di Silvia Dainese, insieme alla spontaneità disarmante con cui dà forma ai suoi pensieri sparsi – sparsi ma cristallini e caratterizzati per mezzo di immagini quotidiane, sostanziali e, allo stesso tempo, inconsuete ed evocative. 
Soggiorno a Sant'Ilario è una prova di sincerità e urgenza di condivisione, e ancor prima un disco di pop prezioso, venato di funky ed elettrogiochini che si fa ascoltare a braccia aperte. Se amate le voci intime e luminose siete nel posto giusto.


Silvia Dainese
Soggiorno a Sant'Ilario
2014

Tracklist:
1. Come fosse un'attesa
2. Lacrime di sole
3. Acqua e limone
4. Lo ritengo impossibile
5. Fondo di bicchiere
6. Mercurio tra le dita
7. Non credo ai segni zodiacali
8. Parole soltanto
9. Ti odio tra virgolette
10. Soggiorno a Sant'Ilario
11. Parto per la luna


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giovedì 25 giugno 2015

Démodé - Ison - 2015 [Streaming]

Ecco finalmente lo streaming completo del nuovo impeccabile lavoro dei friulani Démodé, un turbinìo di folklore nostrano e balcano, di virtuosismi jazz e contaminazioni retrò. Ison è uscito a Maggio anticipato dal brano La Fuga, gli altri dieci appassionanti brani li trovate ora qui sotto assieme agli opportuni link per avere fra le mani i meravigliosi cd dell'orchestrina tascabile. Fatevi guidare da piano e clarinetto e la giornata prenderà tutta un'altra svolta!


Démodé
Ison
2015

Tracklist:
1. La Fuga
2. Ison
3. Arturo
4. Memento
5. Nuances
6. Il Sentiero Incantato
7. Il Papiro di Ani
8. Split Inside
9. Charlotte
10. Luna Indiana
11. Zucchero Sotto Sale



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giovedì 7 maggio 2015

Omake - Columns - 2015 [Streaming]

Sarà che fuori piove, che è Maggio e i conti non tornano, che l’atmosfera intorno è greve e che la primavera non è poi stata così di parola, eppure, in questo stato di gravosa sconvenienza, qualcosa che vada per il verso giusto c’è, e risuona da giorni tra le pareti di questa stanza. Senza nemmeno rendermene conto, Columns, il nuovo album di Omake, uscito lo scorso Febbraio per Sherpa Records, è diventato il diversivo alla cioccolata calda, anche nei giorni successivi, nonostante il sole poi avesse deciso di palesarsi. Quello che subito colpisce di questo album è il modo in cui riesca, sin dal primo ascolto, a ghermire l’attenzione dell’ascoltatore, grazie alla presenza costante di quel flusso di tensione emozionale che prende e stringe alla gola. A rendere il tutto più viscerale ci pensa poi la voce profonda e baritonale, eccellente contraltare delle travolgenti ritmiche marziali. Stratificazioni sintetiche, flutti abrasivi di beat e cavalcate dark wave, lambiscono l’aria, impregnandola di quel senso di inadeguatezza e malinconia che custodisce l’esiziale. Tutto questo si rafforza ulteriormente nei testi introspettivi che trasudano di sofferenza, mista ad una sensibilità che esula dal reale per rintanarsi in un posto lontano ed isolato. Nessuna esitazione, nessun punto morto, per un lavoro ineccepibile, che non lascia un attimo di respiro. Assolutamente, da non perdere.


Omake
Columns
2015
Sherpa Records

Tracklist:
1. Darkside/The Fighter
2. Purest Love
3. Nighthawk
4. Deer/The Hunter (feat. A Safe Shelter)
5. Like A Snake, As An Eagle
6. Slowrunner (feat. Machweo)
7. Woman
8. Korsakoff
9. Florida



FBTW
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lunedì 4 maggio 2015

Dino Fumaretto - Sotto Assedio - 2015 [Streaming]

Chi non ha mai vissuto almeno un'esperienza di "due di picche" di quelli "importanti" è verosimile che non abbia mai vissuto veramente fino in fondo, o almeno non conosce ancora la parte più derelitta e scardinata di sé, il "cuore di tenebra" che viene fuori dalle crisi più nere e che dà la misura vera di quanto il nostro cuoricino sia in grado di sopportare e contenere. Se c'è un'esperienza in grado di mandare fuori di testa anche il più razionale e composto fra gli essere umani, forse è proprio quella lì, l'essere piantati in asso dall'Amore - qualunque cosa Amore significhi. Da qui la riflessione marzullesca di turno, ovvero se non siamo magari paradossalmente più "noi stessi" e maggiormente prossimi alla nostra essenza più estrema, in tutti i suoi limiti difettosi e zoppicanti, proprio nella follia e nello squilibrio che scaturiscono da certi non voluti abbandoni. Insomma, se è vero che “chi non risica non rosica”, purtroppo “a volte a forza di vivere va a finire che si muore” (vedi Poca cosa), ma sempre meglio la bella gastrite nervosa del Mal d'Amore con annesse pippe mentali, ossessioni diurne e insonnia, piuttosto che l'atarassia e la verginità a vita (e che noia!). Dino Fumaretto è destabilizzante come al solito, e tutto questo è come al solito l'unico aspetto indiscutibile della questione. Continua a martellare sul piano, tormentato e lucidamente sconvolto, un po' serio, un po' per niente serio, un po' per “ridere con ansia”, un po' per dare ai nervi. Se detestate il rumore del trapano non è roba per voi; altrimenti, arrendetevi sereni ché tanto l'amore è una guerra, siamo tutti Sotto Assedio nessuno escluso e quindi amen.


Dino Fumaretto
Sotto Assedio
2015
Trovarobato

Tracklist:
1. Più ti rivedo e più mi manco
2. Il male
3. Poca cosa



Sito ufficialeFB
TWSoundcloud

martedì 28 aprile 2015

Démodé - La Fuga


La Fuga è il gustoso appetizer del nuovo disco della mia orchestrina friulana preferita, i DémodéIson uscirà il 10 Maggio e conterrà undici nuovi brani nel loro stile unico che mescola musica folk, jazz ed elettronica per un risultato coinvolgente ed emozionante. Chi li ha già conosciuti con Le Parole al Vento non potrà che apprezzare la continua evoluzione del sound dell'orchestra tascabile, tutti gli altri possono/devono recuperare il prima possibile cliccando qui!



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giovedì 16 aprile 2015

Iosonouncane - Die - 2015 [Streaming]

Die io lo leggo così: /'di:e/. In sardo è femminile e significa “giorno”, e questo disco è impregnato di Sardegna e di tutte le Sardegne e le isole personali di ogni ipotetico ascoltatore. Però, se uno vuole, può anche intenderlo come /'daɪ/, che in inglese è “morire”, ed entrambi i modi hanno a che fare con un concetto temporale di finitudine. Certo che “morire” riguarda una finitudine un po' più urticante, e Die è un disco complessissimo, da mal di pancia, disturboso all'estremo. Die è una specie di Odissea ridotta all'osso che scortica e mescola i piani di Eros e Thanatos, in cui ogni cosa precipita agli elementi puri e tutto diventa l'opposto di tutto. C'è un uomo in mezzo al mare che non riesce a tornare a riva, si ritrova a fare i conti con i limiti della propria persona, e il contesto fa di questo corpo, in balìa dell'incerto, l'universo intero. Il resto è un rumore di fondo nella fatica della sopravvivenza tout court, che però funziona da enorme memento vivere: più giù, aldilà della crisi, sta l'ordinario quotidiano. Così arrivano gli echi di polifonie umane virili e rotonde, dei muretti a secco che intersecano le campagne aride su cui trovano nutrimento bestie, sugherete e contadini, a dispetto della sterilità apparente. Nel mentre, tutt'intorno, le acque materne e feconde per definizione stanno lì lì per dargli il colpo di grazia e risucchiarselo per sempre. E poi c'è una donna sulla terraferma - ma un'isola è terraferma davvero? - che aspetta il ritorno, e ogni cosa riporta a una specie di trance in sospensione fra i ritmi circolari e percussivi e la voce aguzza e lacerante come un amo da pesca di Jacopo Incani / Iosonouncane. Die è intenso e viscerale al pari di e forse più de La macarena su Roma; c'è da innamorarsene seriosamente da quanto muove e commuove. Non abbiatene timore e ascoltate...


Iosonouncane
Die
2015
Trovarobato

Tracklist:
1. Tanca
2. Stormi
3. Buio
4. Carne
5. Paesaggio
6. Mandria



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martedì 14 aprile 2015

Etruschi from Lakota - I Nuovi Mostri - 2013 [Streaming]

I Lakota – senza "Etruschi del" – sono un gruppo di nativi nordamericani che appartiene alla grande famiglia dei Sioux (quelli di Toro Seduto e Cavallo Pazzo). In quanto cosiddetti pellirossa ne hanno di ben donde per essere idrofobi col mondo intero a prescindere, e questa qualità di incazzatura midollare è ciò che con loro spartiscono gli Etruschi from Lakota, che invece sono stanziati in un piccolo borgo medievale della Val di Cecina. I nostri giovani capelloni ce l'hanno su un po' con tutto quello che passa il convento: bigotti, amori infelici, ingabbiature sociali, provincialismo... Come dar loro torto? La loro è sana rabbia giovanile, gradevolmente smargiassa e lucida al punto giusto tanto per non scadere nel naïf. I Nuovi Mostri suona folk e blues più un pelino di psichedelia, e non può non riportare alla mente le prime cose di Zen Circus e Pan del Diavolo. In chiusura del disco c'è una cover davvero riuscita di Enzo Jannacci, che segue un omaggio scombussolatissimo a Jesus Christ Superstar. Ascoltatene tutti e salvate Maddalena!


Etruschi from Lakota
I Nuovi Mostri
2013
Phonarchia Dischi

Tracklist:
1. Elenoir
2. Guerra tra poveri
3. P.M.P. (panorama musicale provinciale)
4. Una storia
5. I nipoti di Pablo
6. Aulin
7. Il politico alternativo
8. Insetti
9. Nessuno si muove
10. Re dei Giudei
11. Vengo anch'io



FBTW
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sabato 4 aprile 2015

Démodé - Le Parole al Vento - 2011 [Streaming]

I Démodé sono Lucia Soramel, Francesco Zanon, Claudio Colaone, Luca Laruina, Carin Marzaro e Alberto Zenarolla e vengono da udine. Dopo un primo ep estremamente stuzzicante hanno finalmente registrato il loro primo full-length che è uscito il ventiquattro settembre. Le parole al Vento è un disco che lascia basiti per il caleidoscopio di suoni, il trasformismo di cui è capace il giovane sestetto. Certo, in parte l'originalità della loro musica è data anche dall'accostamento di strumenti che non sono soliti comparire sui palchi del sottobosco italiano, quantomeno non tutti assieme. Violino, sassofono, clarinetto e piano sono però solo legno e ottone. E corde e meccanismi e fiato e archetti. E tutto il resto. Quello che c'è dietro però è l'orchestra, nel suo complesso, capace di trascinarti e farti ballare da solo in camera e farti perdere in continenti sconosciuti senza muoverti di un passo. La commistione di generi e musiche popolari, di jazz, folk e quant'altro. Quando si ha una così potente espressività musicale le parole non servono. Le parole al vento. (Luglio 2012)


Démodé
Le Parole al Vento
2011

Tracklist:
1. Circense
2. VeraLuna
3. Unobanana
4. Oltremare
5. Pizzica!
6. China Boid
7. Dante
8. Baciami Elvira
9. Vecchiomondo
10. New Pest
11. Serpenti



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venerdì 3 aprile 2015

meanwhile.in.texas - meanwhile.in.texas - 2014 [Streaming]

Mi piacerebbe pensare che la mattina del 12 Aprile 1961, prima di compiere quella che sarebbe passata alla storia come la prima esplorazione spaziale, Jurij Gagarin abbia avuto tempo a sufficienza per ascoltare musica rasserenante e propedeutica alla spedizione; perché forse è questo a cui pensava Angelo Guido, corpo e mente del progetto meanwhile.in.texas, quando ha deciso di incidere il suo lavoro. Concepire la colonna sonora di un viaggio che potesse attraversare la bolgia cosmica e perdurare nel tempo. Missione compiuta per entrambi. Tre brani per trenta minuti di ambient, sperimentale ed elettronico, che si abbandona alla suggestione di ricorrenti delay e riverberi, in una affascinante trama di fields recordings e singolari sprazzi ambientali come il rumore del mare o il sollevamento di un calice in chiesa. Una spiccata tendenza cinematografica in tutta la sua aura trasognante, ipnotizzante come il susseguirsi dei loop alla base della composizione musicale. Paesaggi siderali filtrati da una visione sonora fortemente personale e dal fascino dell’analogico che emana quel calore che allieta ogni cosa. Ben, ben fatto.


meanwhile.in.texas
meanwhile.in.texas
2014

Tracklist:
1. Take Black Pills
2. Diamonds Are My Friends
3. Kailedoscope/ Slow Fuzz



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lunedì 23 marzo 2015

Good Morning Finch - Gemini - 2015

Sognatori terrestri, dotati di mera immaginazione e pragmatica realtà, con i piedi ben saldi a terra e la mente costantemente altrove. Anime felici e inquiete, con stati d’animo dissonanti, pronti ad oscillare, come l’ago instabile di una bilancia che non sa da quale parte pendere. Sognatori sì, ma testimoni coscienti di una duplicità esistenziale che ci fa scontrare continuamente con l’altra metà di noi stessi. Ascoltare tutto d’un fiato il nuovo lavoro dei Good Morning Finch, oltre a scatenare tutta questa forza evocativa, fa capire quanta dedizione e impegno ci sia dietro Gemini, che a distanza di due anni dal precedente Cosmonaut, atterra sul suolo terrestre sollevando una nube di vibrazioni che ti si infila sottopelle e difficilmente va via. Le atmosfere intime del post rock si insinuano tra venature dark-wave quasi fossero iniezioni a lento rilascio di fremiti ed emozioni. La calma apparente di ogni singolo brano cela una realtà fatta di contrasti e imperfezioni, resa perfettamente vivida dall’alternarsi ostinato delle linee di basso che abbracciano le distorsioni delle chitarre, mentre la batteria alimenta una tensione palpabile sin dall’inizio. La forza di Gemini non è da rintracciare solo nella sua compattezza sonora ma soprattutto nel possedere una personalità carismatica e tenebrosa, che ammalia e scuote gli animi. Senza pensare troppo, il segreto sta nel lasciarsi andare all’ascolto e godersi il suono come navi che partono nelle notti senza luna, in corsa verso il niente.


Good Morning Finch
Gemini
2015
Waves for the Masses
Tracklist:
1.  La stagione delle eclissi
2. Cerimonia
3. Amo quando cadi giù
4. Notte elettrica
5. Atomite
6. Copenhagen
7. La stanza blu
8. Malìa
9. Zero
10. Cane
11. Gemini



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