Visualizzazione post con etichetta Boring Machines. Mostra tutti i post
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lunedì 15 maggio 2017

Barnacles - Not even a sailor

Barnacles è il nuovo progetto di Matteo Uggeri, un'elaborazione e digestione di registrazioni e campionamenti realizzati per altri progetti. Il risultato è One Single Sound, un album composto da quattro brani in un crescendo di stratificazioni e complicazioni che ti portano da un singolo suono ad una tumultuosa tempesta. Bellissimo. Fuori in cassetta per Non piangere dischi e in cd per Boring Machines.



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mercoledì 13 luglio 2016

PASSED - Illuminant (Slowly We Dissolve)



Percussioni ossessive che vi trascinano in una selvaggia spirale di regressione. L'aretino PASSED esordisce con due brani registrati su 99 vinili e 77 cassette rispettivamente per Boring Machines e per Non Piangere Dischi. A questo brano qui sopra, che mi fa particolarmente orgasmare, fa da controparte Glory (I'll Show You Light Now). Trovate tutto se cliccate su uno di questi link a caso.

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sabato 12 marzo 2016

My Dear Killer - The Electric Dragon of Venus - 2013 [Streaming]

The Electric Dragon of Venus è il nome che i cosmonauti Russi diedero alle scariche elettriche rilevate sotto le nubi della superficie del pianeta Venere nel corso delle loro missioni con magnifiche sonde spaziali. Da qui il titolo del nuovo album di My Dear Killer, Stefano Santabarbara, che dopo sette anni da Clinical Shyness concede a chi ascolterà un'immersione in sonorità lamentose e cigolanti in cui la locuzione hic et nunc viene a mancare, come se non fosse mai esistita. Dieci tracce dalle quali cola spesso un sentimento ruvido e segreto in cui la dimensione spazio temporale si annulla in divagazioni interstellari di rotte inesplorate. Voci di bambini a volte allegre a volte urlanti, altri versi e rumori sinistri arrivano da qualche parte, se vicini o lontani non è dato saperlo, condensandosi ed amalgamandosi magicamente con i complessi intrecci del suono della chitarra. La voce narrante estenuata racconta storie dallo sfondo bianco e nero, solo in qualche zona potrebbero essere colti colori dalla risoluzione pixelata, tutt'altro che nitida. Ecco qui la fine dell'emissione di percezioni soggettive tanto incerte quanto consapevoli, ossimorico abbandono cosciente, quindi sincero, in un dolore fossile dalle sfumature folk-electro. Come trovare soluzioni a piccole catastrofi già accadute. Qui sotto lo streaming!!! (Aprile 2013)


My Dear Killer
The Electric Dragon of Venus
2013
Boring Machines

Tracklist:
1. The Electric Dragon of Venus - pt. 1
2. Good Night
3. Mild Eyes
4. Due
5. Frozen Lakes
6. Nightime
7. Glass Glow
8. Scent of the Water
9. Magnetic Storm
10. The Electric Dragon of Venus - pt. 2


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venerdì 8 gennaio 2016

My Dear Killer - Clinical Shyness - 2006 [Streaming]

Voci incontrollate e, a volte, immaginate parlano di una nuova uscita discografica. La nuova fatica di My Dear Killer, a distanza di anni e anni. Collectable Items. Forse, chissà. Quest'anno? Quello dopo? Come quel terremoto che attendono in California... Se non si può guardare al futuro è meglio volgergli le spalle e giù per quella strada vediamo uno dei primi lavori di My Dear Killer. Correva l'anno duemilasei e lui cantava piano e sottovoce su bellissime melodie. Clinical Shyness. Un titolo più che mai adatto per sette tracce intime e sussurrate. Enjoy! (Settembre 2011)


My Dear Killer
Clinical Shyness
2006
Madcap Collective / Eaten By Squirrels / 
Under My Bed / Boring Machines

Tracklist:
1. A May Afternoon
2. Clinical Shyness
3. Wish Talker
4. Phone Calls
5. (I Fear) Time
6. Words
7. To apologise



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mercoledì 15 aprile 2015

Satan is my Brother - They made us climb up here - 2015 [Streaming]

Suono di sax e trombone si distendono come sottolivello allargandosi in una fumosa nube di nebbia, sonorità jazz gravitano nell'atmosfera di tutte le tracce di They made us climb up here, terzo album dei Satan is my Brother uscito con la Boring Machines. Fosco itinerario dalla soundtrack brumosa, in cui tra fitte ombre fasce di luce si fanno spazio nella vegetazione, come lame. Calpestare le foglie scandisce il fruscio dei pensieri, l'odore di legno bagnato svigorisce i sensi. Cinque sentieri in salita, affanno, tensione e tutto il resto dentro di noi. Un introspettivo e un organico indistinti tra loro. Qui sotto lo streaming.


Satan is my Brother
They made us climb up here
2015
Boring Machines

Tracklist:
1. First Path
2. Second Path
3. Third Path
4. Fourth Path
5. Fifth Path



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mercoledì 8 aprile 2015

Squadra Omega - Lost Coast (a M​.​A​.​Littler film) - 2015 [Streaming]

Se nel 2011 Le Nozze Chimiche mi aveva conturbato con le sue atmosfere jazz-folk condite di sperimentalismi cosmici, il nuovo disco della Squadra Omega, dal primo ascolto, mi ha semplicemente sotterrato. Nei sei brani che compongono Lost Coast le chitarre rombano come un mare in tempesta che si infrange sulla spiaggia ...E il godimento è puro. Aggiungici poi che i brani sono stati composti per la colonna sonora dell'omonimo film del regista tedesco Marc Alexander Littler uscito nel 2013 (supportato da una campagna su Indiegogo) e l'esperienza si completa anche visivamente. Vinile e Dvd del film li trovate sul Bandcamp di Boring Machines. Una vera chicca!


Squadra Omega
Lost Coast (a M​.​A​.​Littler film)
2015
Boring Machines

Tracklist:
1. Man's Empire Ends at the Waterline
2. I Can See Clearear Now That the Fog Has Come
3. The Rattlesnake Knows the Truth Behind the Manzanita Tree
4. The Flood Makes No Distinction Between Beggars & Kings
5. There is no such thing as permanence
6. The Answer That Fits the Question is Nothing




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sabato 6 dicembre 2014

Be Invisible Now! - Year Future - 2012

Scrivere di musica mi affatica un po', non dovrei palesarlo ma forse quest'affermazione altro non è che una confessione autogiustificante considerato che sto per proporre l'ascolto di un progetto drone, glitch e che si tratta di Year Future, il (quasi) nuovo lp di Marco Giotto a.k.a. Be Invisible Now! Il ragazzo che viene dal veneto ne sa un sacco, ha attivo un progetto parallelo, Be Maledetto Now!, con Andrea Giotto a.k.a. Nihil Is Me ex chitarra dei postpunk With love, ha collaborato con gruppi di ricerca musicale super interessanti e accumulato esperienze nel mondo della sound art, tra tutte quella come sound designer di Apparati Effimeri creatori di spazi immaginifici audio visivi. Adoro! Detto ciò, comprendete la mia ansia da prestazione vero? Ad ogni modo, tralasciando il mio stato interiore, Year Future prodotto da Boring Machine, ha al suo interno tre brani dai titoli apocalittici: Year, Future, After Forever che nel corso dell'ascolto si liquefanno in un'unica traccia elettronico analogica, pura. Forma sonora aperta vivisezionata, scomposta e ricomposta solo dopo aver esperito le numerose e possibili affinità. Prendono così forma composizioni stranianti con annessi silenzi, ronzii, fruscii e il vento che sposta i granelli di sabbia. Lo spazio, tutto, viene invaso dal suono generando altri dove, mille miglia lontano da qui. Lo streaming vi aspetta ed è anche in free download. Yeah! (Gennaio 2013)


Be Invisible Now!
Year Future
2012
Boring Machine

Tracklist:
1. Year
2. Future
3. After Forever



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lunedì 28 aprile 2014

La Piramide di Sangue - Jetem


Il nuovo disco de La Piramide di Sangue si intitola Sette ed esce il 30 Aprile per Boring Machines e Sound of Cobra, ve lo introduciamo con l'pnotica Jetem ma potete già ascoltarvi l'intero disco dal bandcamp di Boring Machines dove trovate anche il pre-order dello psichedelicissimo vinile.



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giovedì 3 aprile 2014

Father Murphy - Pain is on Our Side Now - 2014 [Streaming]

Il reverendo è tornato a predicare con due release a poca distanza una dall'altra. La più recente è un vinile serigrafato su un lato e inciso sull'altro con una traccia unica di 10'10" composta per e abbinata ad un book illustrato da Veronica Azzinari. Diciotto incisioni ispirate a "Chymische Hochzeit Christiani Rosencreutz Anno 1459" ovvero uno dei manifesti rosacrociani nonché mistico romanzo che si sviluppa in sette giorni e ruota attorno a nozze alchemiche e sentieri multipli. Il vinile è uscito il 20 Marzo per CORPOC e Terracava in una edizione limitata di 200 copie. L'autrice ha concepito l'opera indissolubilmente connessa alla componente grafica e quindi, giustamente, non è fruibile separatamente. Quindi sucate, dovete comprarvelo. Qui.


L'altra release dei Father Murphy si intitola invece Pain is on Our Side Now ed è uscita a Gennaio per l'americana Aagoo Records e la nostrana Boring Machines. A Marzo, invece, No=Fi Recordings ha realizzato una doppia musicassetta che dovete vederla qui perché è troppo figa. Il disco è composto di quattro cerimoniosi brani che dilatano il tempo e lo spazio di quei venti minuti scarsi che nella realtà durano. L'ascolto ottimale è raggiunto con la riproduzione simultanea dei due vinili (o delle due musicassette) andando a sovrapporre Let the wrong rise with you con They will all fail you e Bones got dry con Despite all the grief. Qui, invece, sotto lo streaming per i comuni mortali.


Father Murphy
Pain is on our Side now
2014
Aagoo / Boring Machines / No=Fi Recordings

Tracklist:
1. Let the wrong rise with you
2. Bones got dry
3. They will all fail you
4. Despite all the grief


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Buy it! (LP) ▲ Buy it! (MC)◄

mercoledì 5 marzo 2014

Von Tesla - Raised by Clear Acid - 2013 [Streaming]

Raised by Clear Acid è il titolo del primo album del progetto Von Tesla, pubblicato su vinile con il supporto dalla mitica Boring Machine. Ascoltando questo splendido vinile serigrafato dai ragazzi di CorpoC, nulla sembra essere lasciato al caso, ammesso che il caso esista. Ci si ritrova in una galassia sconosciuta dalle tonalità blu cobalto perfettamente ordinata, nessuna forte scossa stabilizzante, piuttosto mutevoli folate di vento, spostamenti percettibili sottopelle. Arguta sperimentazione giocata machiavellicamente con un Korg MS 20, sintetizzatore monofonico semi modulare creato nel 1900 con una patch panel che pare consenta  un particolare dirottamento di audio e di modulazione, abbinato ad un compositore Roland TR-909. Tralasciando questa roba da ingegneri, quel che è certo è che con le cuffie sulle orecchie e il volume al massimo mi sono sentita quasi aliena. Qui sotto lo streaming, allacciate le cinture.


Von Tesla
Raised by Clear Acid
2013
Boring Machine

Tracklist:
1. n3
2. Understanding of gravity_ de Sitter space
3. Null hypersurface
4. All Cycles Lost
5. Unifying all fundamental interactions (Vertical horizon)


Sito ufficialeFB
SoundcloudBandcamp

mercoledì 8 gennaio 2014

Mai Mai Mai - Theta - 2013 [Streaming]

Sotto la maschera di Mai Mai Mai si nasconde Toni Cutrone. Forse vi ricorderete di lui per i Trouble vs Glue, gli Hiroshima Rocks Around, la NO=FI Recordings, il progetto Borgata Boredom e il circolo romano Dal Verme, location che lo scorso anno ha ospitato il festival Thalassa. Ed è appunto il Mar Mediterraneo il luogo in cui Theta ci invita a smarrirci; Cutrone, con frequenti riferimenti a una certa grecità, ci guida infatti lungo un percorso a ritroso di poco più di trenta minuti che porta alla riscoperta delle proprie origini. Il mezzo è un'elettronica d'ambiente cupa, oscura, accompagnata da sinuosi field recordings marini che, se nel lato A culla e ipnotizza l'ascoltatore (Theta, i canti della tragedia di Eschilo in Prometheus), lasciandolo a volte galleggiare con delicatezza appena sopra la superficie ad ascoltare voci che sembrano provenire dall'abisso (Noeo), nel lato B lo scaraventa in una vorticosa tempesta, preannunciata da Upnos e che trova il suo culmine in Telos, probabilmente la traccia più riuscita dell'intero disco.
Theta è uscito il due novembre (uh!) scorso in 300 copie viniliche serigrafate da Legno, con l'artwork curato da Canedicoda. Mix del signor Jamie Stewart (Xiu Xiu). Sigillo di garanzia Boring Machines.


Mai Mai Mai
Theta
2013
Boring Machines

Tracklist:
1. Theta
2. Prometheus
3. Noeo
4. Upnos
5. Muo
6. Telos


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lunedì 30 dicembre 2013

Playlist Nebulosa - 2013

Questo ultimo lunedì del 2013 si merita una playlist Nebulosa, ricca di suoni dissonanti e di forti sberle sonore. Magari hai rotolato tanto sotto le coperte che ti svegli coi piedi sul cuscino quindi ci vuole una playlist che ti faccia guardare le cose da un'angolo diverso. Più di un'ora di Marnero, OvO, DuChamp, Von Tesla, Tetuan e mille altri vi guidano nel 2014 ricordandovi che Italia non facciamo solo pop segaiolo. Qui sotto oltre alla nostra playlist ci sono un sacco di link per ascoltarvi altra musica pazza pazza. Il pennone sul mare di nubi che fa da azzeccatissima cover a questa playlist è, come sempre, di Fabrizio Musu. Tutte le sue foto sono qui.


Marnero - Quadrante IV - Zonguldak (Feat. Lili Refrain)
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Tetuan - Luxor
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Mombu - Niger
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Von Tesla - N°3
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Mai Mai Mai - Telos
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The Great Saunites - Medjugorje
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OvO - Fly Little Demon (Feat. Carla Bozulich)
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DuChamp - Gemini
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Cannibal Movie - Mondo Music (I)
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Heroin in Tahiti - At the Edge of the Jungle
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Luminance Ratio - Priscilla/In Dreams
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Fabio Orsi & Pimmon - Procrastination



Soundcloud

domenica 22 dicembre 2013

Mu.Vi.Ment.S. Festival #9, 28 e 29 Dicembre @ Castello Medievale di Itri (Lt)

Music, Vision, Mental, Silence. Il Castello Medievale di Itri si appresta ad essere invaso dal festival organizzato dalla Cineteca Atomica del GArigliano, che giunge quest'anno alla sua nona edizione! Laboratori di rilegatura e serigrafia con Stranedizioni e Mirumi Handmade, workshop di fumetti con Maicol & Mirco, esposizione, tanti stand e distro e ovviamente una line up incredibile. OvO, Zeus! e Tetuan per cominciare. Eccovi il Mu.Vi.Ment.S. Festival.


Sabato 28 Dicembre
dalle 19.00:
Zeus!, Roseluxx
Luminance Ratio
Dalila Kayros
Tetuan, Spettro
Matar Dolores
Lost future

Domenica 29 Dicembre
dalle 17.00:
L’Enfance Rouge
Ovo, Sneers, Raajmahal
Fulkanelli, Nicola Ratti
Trouble vs. Glue
Phlox feat. Gianluca Natanti

Labels & distro :



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giovedì 5 dicembre 2013

Mai Mai Mai - Telos


Aspettando lo streaming completo, nella speranza di poterne godere al più presto, è giunta l'ora di ascoltare Mai Mai Mai, ennesimo progetto di Toni Cutrone (Hiroshima Rock AroundsTrouble VS GlueNO-FI Recordings e gestore del Dal Verme di Roma) incappucciatosi per l'occasione. Theta, uscito con Boring Machinesè il titolo dell'album nonché ottava lettera dell'alfabeto greco e valore di nove nello stesso sistema numerale. Progetto super drone, ambient, colmo di field recordings in cui onde provenienti da un qualche luogo, impronte di respiri, di affanni, fumi di vapore e tutto l'inafferrabile fossilizzatosi nella memoria, si trasforma in frequenza udibile. Fantasmi sonori di un passato prossimo e remoto sono catturati nelle sei tracce di quest'album ed offerte come dono alle nostre orecchie. Non c'è molto altro da dire, c'è solo da ascoltare. Qui sotto lo streaming di Telos.



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venerdì 22 novembre 2013

Mamuthones - More Alien Than Aliens


Uscirà il 30 Novembre per CORPOC e Boring Machines il nuovo mistico Ep di Alessio Gastaldello, ex Jennifer Gentle. Una sola traccia di quindici minuti, una cerimonia druida, un rito pagano. Di More Alien Than Aliens trovate qui sotto alcuni estratti da ascoltare mentre attendiamo fremendo l'ostensione del nuovo 12" dei Mamuthones.



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sabato 2 novembre 2013

Morose - La vedova d'un uomo vivo - 2009 [Streaming]

Dalla fine degli anni novanta i Morose furono la colonna sonora della disperazione quotidiana. Punto. Internet ha però la memoria corta e non c'è traccia di quelle prime musicassette che sono ora chiuse in qualche scatola di scarpe assieme a perle musicali successive come La mia ragazza mi ha lasciato o People Have Ceased To Ask Me About You. È per questo che ho esultato (in silenzio e mestamente come si addice a questa release) quando mi sono imbattuto nello streaming di questo ben più recente ma non per questo meno meraviglioso disco, La vedova d'un uomo vivo. Rilasciato nel 2009 da Ribéss RecordsBoring Machines, Travelling Music e Shyrec lo trovate sul Bancamp di quest'ultima assieme alla promessa di una serata piacevolmente funebre.


Morose
La vedova d'un uomo vivo
2009
Shyrec / Ribéss Records
Boring Machines / Travelling Music

Tracklist:
1. Elena dalle candide braccia
2. Cantimplora
3. Intorno a una donna dai molti mariti
4. Ancora una parola
5. Il campo ha occhi, la foresta orecchi
6. Tu m'hai detto
7. Un uomo perduto
8. Jacques
9. Lungo la strada


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lunedì 1 luglio 2013

Il riassuntone di Giugno

Finisce un altro mese ed è tempo di riassunti e qui sotto trovate, specialmente per la gente pigra, una sorta di meglio del nostro meglio. Le nostre recensioni di Giugno una canzone alla volta.

Meravigliosi più che mai i montanari C+C=Maxigross tornano, a due anni da Singar, con un album folk-pop eclettico e estremamente originale. Dall'album Ruvain, uscito per Vaggimal Records, imprescindibile è l'ascolto dellla bellissima Hills, Hills, Hills, che trovate qui sotto. Qui invece la nostra recensione.



Dalla compilation stagionale realizzata da David Drago e ospitata su The Breakfast Jumpers potete ascoltare qui sotto una nuovissima canzone dei Walking the Cow intitolata Mydriasys, prima anticipazione del nuovo album della band fiorentina in uscita dopo l'estate. Scarica e ascolta la compilation da qui!



Estratto dal primo di DuChamp intitolato Nar e uscito per Boring Machine vi consigliamo calorosamente di ascoltarvi A Worship, quarta traccia dell'album realizzata in colalborazione con Brian Pyle (Ensemble Economique, Starving Weirdos). Capolavoro drone ansiolitico, ipnotico e psichedelico. La recensione la trovate qui.



Eccovi un bel pezzo urlato a squarciagola, si intitola In memoria di nessuno è degli Shizune e chiude lo split realizzato assieme a Minus Tree. "Allora / aspettami / raccontami / la più bella storia / quanto mai fu la nostra..." Che altro vi devo dire? Qui la nostra recensione.



Vabbè ma che te lo dico a fare? I Fine Before You Came con Dura dal loro disco nuovo, Come fare a non tornare, che ti distruggerà la vita.



giovedì 6 giugno 2013

DuChamp - Nar - 2013 [Streaming]

Duchamp è il progetto solista di una scienziata italiana che vive a Berlino. Pedale, fisarmonica, basso, chitarra, tastiera e voce. In pratica, tenta di ricreare il rumore del suono dell'asciugacapelli di sua mamma, reminiscenza di quand'era bambina. Un flashback dai capelli bagnati, incluso il freddo d'inverno e la sensazione di sollievo e rilassatezza dell'aria calda sulle tempie, la stessa che procura il rossore sulle orecchie e fa strizzare gli occhi. Nar, disco d'esordio uscito con il supporto della Boring Machines, scioglie il suo file rouge nelle trame ingarbugliate di questo ricordo ossessivo in cinque brani che s'estendono a macchia d'olio in un puro minimalismo drone. Gemini, motivo portante, sembra introdurre una narrazione che attende la sua evoluzione, Protect me from what I want tratteggia particolari e lievi spiragli di luce figurano negli arpeggi di chitarra, sempre più fitte percezioni interiori si coagulano nel nostro organismo. A worship è un colpo al cuore reso più profondo dalla voce di Brian Pyle degli Ensemble EconomiqueA way to grasp joy immediatly segna l'inizio della fine che arriva con Seisachtheia in un crescendo di sensazioni, più forti e ancor più forti fino a raggiungere il culmine, spegnersi e abbandonarsi. Giostra e luminarie passano in modalità off aspettando che altri suono-rumori, come una madalaine, siano artefici di altri ricordi sentimentali. Album decisamente perturbante, stasi armonica come stato mentale in cui affondare, molto intenso. Qui sotto lo streaming!


DuChamp
Nar
2013
Boring Machines

Tracklist:
1. Gemini
2. Protect me from what I want
3. A worship
4. A way to grasp joy immediatly
5. Seisachtheia


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lunedì 29 aprile 2013

Brioscine appena sfornate: My Dear Killer

Ultimo lunedì di aprile con lunga intervista in compagnia di My Dear Killer. Stefano Santabarbara, dopo sette anni dal precedente Lp racconta, limpido, l'ultimo album The Electric Dragon of Venus e l'asse di rotazione pregno di emozioni e pensieri profondi intorno al quale ruota questo e tutto il suo lavoro. Da non perdere!


Ciao Stefano, la mia prima domanda riguarda le voci fuori campo presenti nel tuo ultimo album The Electric Dragon of Venus. Contestualizzarle potrebbe essere utile a potenziare l'ascolto, potresti indicarne la provenienza?
Grazie per avermi contattato. Le voci nei due strumentali sono di due "tipi". Le voci maschili sono campionate da dei documentari russi degli anni '70/'80 e sono degli scienziati che facevano parte del programma spaziale "Venera" (Venere). Queste sono descrizioni delle disavventure che hanno avuto le sonde su Venere (e in un caso su Marte) in quanto trovarono un ambiente ben diverso e più ostile di quel che si attendevano. Uno dei campioni è la "descrizione" del "dragone elettrico di venere", un fenomeno elettrico simile ai tuoni e fulmini nostri, che è stato registrato ma per cui non c'è motivazione. Da lì il titolo. Alcuni dei campioni sono le registrazioni del dragone elettrico di venere. Le altre voci le ho registrate io e sono di amiche, una russa e una bulgara (quindi è un simil falso), e non so esattamente cosa dicano, le ho lasciato libertà assoluta, purché parlassero di Venere e delle esplorazioni stellari durante la loro infanzia.

Parlando ancora del field recording domando se c'è un processo che ti porta a scegliere di accostare un brano ad una determinata registrazione di suoni d'ambiente. Sono utili nella resa di uno stato umorale e suggestivo? Sono narrativi? Potrebbero essere un approfondimento,  possibilità di espansione sonora in altri luoghi?
I field recordings non sono presenti solo a fini "cosmetici", allo stesso tempo sono di solito inseriti successivamente alla stesura dei pezzi, che potrebbero essere altrimenti costruiti intorno ad essi.

Qual'è il processo creativo, o meglio l'approccio, che ti consente di dar forma ad un brano e poi ad un intero album? Mi spiego meglio. In questo caso hai scelto di basare il lavoro su un macro argomento, il programma Venera che per certi versi è stato fallimentare poiché le condizioni "atmosferiche" sul pianeta causarono la perdita precoce delle sonde spaziali. Le sonorità dell'album e i testi sono immersi nello spleen del cuore, mi chiedo e domando a te, se c'è una connessione tra universale e particolare, tra avvenimento scientifico con dinamiche temporali storiche apocalittiche e avvenimento dell'anima con dinamiche temporali soggettive, introspettive ed esistenziali.
In realtà nella composizione di "The Electric Dragon of Venus" non ho direttamente basato la scrittura incentrandola sul programma Venera, che però è un argomento che m'incuriosisce e su cui cerco informazioni ormai da quasi una decina d'anni. Ci sono arrivato con un percorso, diciamo, indiretto. Il nucleo centrale dei brani è stato composto in un periodo abbastanza breve di tempo e pertanto è spontaneamente compatto, più che altro per quel che riguarda la struttura, o meglio la destrutturazione delle linee armoniche. Questo per me ha una certa importanza perché prediligo una certa omogeneità all'interno dello stesso lavoro. Allo stesso tempo, le tematiche toccate dai testi sono in pratica un filo conduttore di tutto quel che ho fatto finora come My Dear Killer; fondamentalmente è una riflessione, ma anche un tentativo di esternazione dell'incapacità di comunicare, e probabilmente anche di comprendere in profondità tutti quelli che potrebbero essere definiti come sentimenti d'affetto. E' più che ovvio che questo è un soggetto per nulla originale ma anche allo stesso tempo un elemento fondamentale dell'esistenza di qualsiasi essere umano. La cosa che può essere considerata, in qualche misura, caratterizzante di quel che cerco di fare è l'accento sulla barriera comunicativa, così che il fuoco non sia puntato su una relazione o i suoi sviluppi, quanto sulla loro reale assenza. La ricerca delle motivazioni di questa situazione, così come, ultimamente la sua accettazione in quanto inevitabilità, porta, una volta presone atto, pressoché inevitabilmente ad una dissezione microtomica della propria persona perché le altre rimangono avvolte dal manto del mistero. Ed è quindi una sorta di viaggio tra il buio, il vuoto e l'ignoto e come soli compagni certi, il silenzio e la solitudine. Ed è a questo punto che mi è sorta la suggestione del programma spaziale sovietico verso Venere, perché si sono trovati a esplorare un pianeta che si è verificato essere completamente differente da quel che si attendevano e questo ha generato una serie di fallimenti più che spettacolari. Ma ha anche dato modo di scoprire fenomeni imprevedibili, uno di questi è quello che è stato interpretato come una sorta di temporale elettrico pressoché permanente, registrato come una sequenza di scariche e che siccome è, a che ne sappia, tuttora incompreso ed era certamente incomprensibile all'epoca, è stato chiamato "il dragone elettrico (di venere)". Così ho preso questo termine, che è all'apparenza abbastanza esoterico e l'ho appiccicato alla raccolta di canzoni che avevo a disposizione, cui ho solo aggiunto i pezzi strumentali di apertura e chiusura del lavoro.


D'altra parte questa idea di un percorso attraverso spazi più o meno inesplorati, freddi, e soprattutto vuoti, ha influenzato la scelta dell'arrangiamento del disco, che è molto flebile e soffuso, a parte qualche episodio, rispetto al precedente Clinical Shyness che era stato pressoché sommerso, se non soffocato, da una densa stratificazione di umoristica. In questo svuotamento, se così è possibile chiamarlo, trovano un posto rilevante i campionamenti sia d'ambienti che di conversazioni, così come l'utilizzo di suoni sintetici, in quanto  diventano percepibili e discriminabili dal mantello di feedback e distorsioni. Quest'apparente differenza stilistica è in realtà anche sufficientemente spontanea e non completamente pianificata, tant'è che nei due lavori completi, ma anche in quelli più brevi, penso esista una sostanziale coerenza sia tematica sia, mi auguro, espressiva. D'altra parte, mentre nel primo lavoro c'era quasi un riflesso incontrollato a nascondere, in quel caso dietro a un mantello di suono, quel che è poi  il nocciolo delle storie, quasi a tenerlo segreto, incerti di essere compresi quel che si sta cercando di dire, nel caso di "The Electric Dragon of Venus" c'è la maturata certezza di non essere compresi e quindi nessuna ragione di mascherare, foss'anche sotto la lente del microscopio. Per questo la stesura finale dei pezzi e degli arrangiamenti è molto più trasparente, a tratti quasi evanescente che in passato. Anche in trasparenza, non si capisce, veramente, né si è capiti, veramente, e nulla cambia la sostanza delle cose, con le immancabili conseguenza che tutto ciò comporta. Soprattutto, a non capire e a non saper dire, sono io.

MDK a sottovoce - concerti fatti in casa

Per meglio entrare nella tua "estetica" e comprendere l'universo culturale a cui t'ispiri e in qualche modo appartieni, ti andrebbe di fare un elenco di dischi, libri, film che posseggono un valore nella tua formazione?
Questa può essere una domanda un po' difficile, così d'acchito sono sicuro che dimentico tre quarti delle cose che altrimenti riterrei fondamentali, ma proviamoci; via all'elenco palazzeschiano. Come registi, restringendo la lista quelli che penso mi abbiano più influenzato/appassionato sono Kieslowski, Herzog, Tarkovsky, Petri, Germi, Loach, Ferrara, Peckinpah, Zhang Yimou, Cukor, Kazan, Truffaut, Rohmer, e un po' tutto il genere noir alla Charles Laughton per dirne uno; libri, Pavese, Montale, TS Eliot, Coleridge, Gozzano, Bulgakov, LF Céline, Dostoevsky, Pushkin, Fenoglio, Gadda, Papini, Lee Masters, Capote, Conrad, Melville, Poe, insomma tutta roba decrepita; gruppi, selezionando brutalmente e citando a casaccio, Nick Drake, JC Frank, Low, Bedhead, Codeine, Seam, Gastr del Sol, Current 93, Cabaret Voltaire, Throbbing Gristel, Coil, Jesu, Slowdive, My Bloody Valentine, Black Sabbath, Sleep, Hood. Mi fermerei prima di compilare l'elenco del telefono.

Trovi ci sia una sottile similitudine tra Under My Bed Recordings, l'etichetta da te fondata, e la Boring Machines che promuove il tuo ultimo Lp? Entrambe si prendono cura di un atteggiamento sonoro intimo e solipsistico d'amore e dedizione sincero. Che ne pensi?
Ci sono decisamente delle somiglianze molto forti nell'attitudine alla produzione e specialmente nella scelta dei gruppi, progetti, che si decidono di supportare tra Under My Bed e Boring Machines: nessuno di noi si muove in ottica che potremmo definire "commerciale", ma questo è vero per la maggior parte delle piccole etichette. Lo facciamo perché siamo mossi da qualche cosa di indicibile, probabilmente la sincerità è uno di questi fattori, che ci portano a spendere le nostre quattro lire guadagnate sfacchinando di giorno e sperperarle, più che investirle, nella nostra passione. Spesso intervengono anche i rapporti personali, e questo è pressoché inevitabile essendo tutto sommato un ambiente abbastanza ristretto nel quale ci si muove.



Poi esistono delle differenze marcate tra UMB e BM; con UMB ci limitiamo a produzioni tranquillamente definibili come "minimaliste", sia dal punto di vista della confezione, che del supporto, in generale "povero" su cd-r o cassette, che del contenuto, privilegiando essenzialmente il cantautorato (è un termine che non mi piace molto, ma non ne trovo uno migliore), il folk, per quanto deviato o poco convenzionale. Under My Bed è un'etichetta che ha come fine mettere allo scoperto, anche solo in piccolissima comunità, delle perle (per noi) nascoste, indipendentemente dalla qualità della produzione. Ed è questo l'ambito in cui confido continueremo a muoverci. Boring Machines ha d'altra parte un approccio molto più professionale, a partire dalla confezione del prodotto, che è in generale quasi sempre spettacolare, a partire dai cd e ancora più col passaggio al vinile, è più centrata verso musica di "ricerca" particolarmente in ambito elettronico, ma non solo, e pubblica esclusivamente prodotti che potrei definire compiuti e maturi. Secondo me il lavoro di Onga è assolutamente impressionante, e sono onorato più che fiero di avere il suo supporto per i miei dischi.

Essendo Under My Bed Recordings una tape-label, il nastro magnetico supporto che registra e riproduce mediante apposite apparecchiature suoni, immagini e dati di memorie, possiede quindi significato e importanza?
Abbiamo mantenuto la definizione di tape-label anche se la stragrande maggioranza delle produzioni di UMB è su cd-r, perché crediamo che questa sia stata l'attitudine originale delle prime etichette su cassetta. In realtà quando nel 2001 abbiamo parlato di fare uscite su cassetta, ci è stato risposto che non avevano più il mangianastri nemmeno in macchina. Credo che all'epoca l'unico che sopravvivesse con le cassette fosse Best Kept Secret, che difatti ha sempre avuto la mia stima più sincera. Da lì la virata verso il cd-r. Quella di mettere in primo piano il contenuto, fosse anche su un supporto di bassa qualità ma disponibile, a livello di duplicazione, a chiunque, piuttosto che alla sovrastruttura della produzione. Questa poi si è evoluta in una estetica minimale della produzione "casalinga" che spesso è più apprezzabile di quella prodotta su larga scala. Altra cosa, quasi parallela, ma ad un certo modo indipendente, è l'utilizzo dei nastri o comunque di supporti analogici in fase di registrazione.



Una parte è legata certamente al romanticismo, abbiamo anni a sufficienza sulle spalle da aver registrato i singoli dell'estate dalla radio su cassette magari dieci volte prima che si impigliassero e poi bisognava cavarsela con la bic per rimetterle in sesto. L'altra parte, almeno per me, è stata cominciare a registrare con i piccoli "showbox" a cassetta che avevo ereditato da mio nonno: a tutti gli effetti un orrore, specialmente a livello di fruscio, ma in qualche modo un supporto "vivo". Secondo me il migliore esempio nelle produzioni UMB è . Sono sicuro che molti lo trovano inascoltabile per il livello di sfrigolio, ma se smetti di farci attenzione, allora ti porta verso viaggi nell'abisso, non solo del lago citato. Questa affezione per i supporti analogici, mi ha spinto a usare i registratori a bobina per quasi tutti gli album più compiuti, o sviluppati, di My Dear Killer, almeno come registrazioni "iniziali" (alcune delle sovra-registrazioni sono state prese direttamente in digitale, anche perché è un problema spostare il "cassone"), mentre il fruscio del nastro può essere utilizzato esso stesso come fonte/generatore di segnali; ce ne sono moltissimi esempi, William Basinski ci ha fatto qualche disco, per dirne una. Anche per me sono una delle fonti principali di "rumore" da utilizzare, così come le radio mal sintonizzate opportunamente, anche qui il verbo non è forse il più corretto, elaborate con una serie di effetti, modulatori, distorsioni, riverberi e cose del genere. Penso sia la segreta speranza di captare qualche segnale sconosciuto.

Finirei qui. Vuoi dire qualcosa?
Grazie.

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domenica 31 marzo 2013

Riassuntone di Marzo

Marzo è finito la primavera non l'ha portata ma almeno c'è tanta musica per ingannare l'attesa. Qui sotto trovate un piccolo ma comodo riassunto dei megliori album che abbiamo recensito in questo mese.

Gli Eternal Zio, dopo un demo del 2011, esordiscono con disco composto da sei tracce che vanno a formare una splendida jam psichedelica. Un disco che diventa ancora più suggestivo se ascoltato al buio, magari lasciando entrare un po' di vento dalla finestra e sorseggiando della buona grappa. Per iniziare il viaggio potete intanto ascoltare la terza traccia dell'album qui sotto, la recensione la trovate qui. (Fabri)


E' a Marzo che sono sbocciati i KennyMuoreSempre con il loro omonimo album d'esordio. Non è semplice scegliere una sola traccia tra le sette proposte, tutte fortemente piene di personalità e grinta. Rossella, numero tre della tracklist, mi ipnotizza particolarmente oggi, ed è per questo che ve la propongo. Per i giri della chitarra inglobata da un vortice distorto, per il sound graffiato, per la malinconia che, in giuste dosi, si sprigiona in 3 minuti e 12 secondi. Questa è la nostra recensione, il loro bandcamp lo trovate qui. Non ve ne pentirete per nessun motivo: agite! (Elena)


Diplomacy è il brano che apre l’Ep dei vicentini Tropical Disease. New wave persa tra arpeggi di chitarra, rintocchi di tastiera e una batteria che sembra dettare il tempo. Suoni visionari e atmosfere tese e oniriche, si dilungano per tutta la durata del brano, smussate da lunghe code strumentali, in equilibrio tra post rock e shoegaze. Un brano dall'impronta decisa, che da solo basterebbe a dare un’idea del mondo sonoro della band. Un’abile sintesi d’influenze e richiami che si fondono perfettamente rendendo questo Ep un lavoro, senza ombra di dubbio, ben riuscito. Savage Ep è in free download sul loro bandcamp, mentre qui potete leggere la nostra recensione! (Mara)


Per il meglio di marzo ho pensato a Jabberwock, settima traccia dell'album Set Your Spitir Freak! di K-Conjog. Lo scricchiolio di passi iniziale muove in direzioni sonore beat tanto trascinanti da pensare di poterci abbinare un buon rapping, cosicché al movimento spontaneo del capo seguirebbe il molleggiare delle ginocchia. Nonostante questa mancanza l'impatto risulta un bel po' energizzante. All'anticonformismo beat si aggiunge, immancabile, la presenza del pianoforte che scalda il cuore. Yo with love. La pioggia a catinelle e il rumore del traffico chiudono il brano e si ripercuotono in quello successivo. Nel caso in cui vi sia sfuggito l'ascolto eccovi qui il Bandcamp, questa è invece la nostra recensione. (Mariateresa)


Era quasi un anno che non si faceano vivi, un pò come lo zio che vedete solo a Pasqua, ma i What Conteporary Means tornano portando in dono un Ep nuovo di zecca uscito in vinile per la Fallo Dischi. Cinque tracce da stappare e bere d'un sorso. Se la primavera ancora non si accinge ad arrivare ci sono questi quattro bolognesi a tirarvi su il morale. Qui c'è la nostra recensione e qui il loro Bandcamp.


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