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mercoledì 14 dicembre 2016

The Volume Setting Folder - How To Catch A Falling Leaf

A distanza di un anno dalla sua cartella di ricordi numero cinque, The Volume Setting Folder ci rende partecipi delle sue esplorazioni sonore a sud di Venezia. E con questo sottofondo è facile immaginarlo camminare su una costa limacciosa che ogni ciclo di marea ruba e nuovamente dona terra ai suoi stivali. Questa è How To Catch A Falling Leaf, il primo brano di Folder #06. Suoni dalla laguna impacchettati con amore.


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giovedì 27 ottobre 2016

Glauco Salvo - 5 haiku - 2016 [Streaming]

Dopo of rivers and trains Glauco Salvo torna in un progetto solista con questi 5 haiku, intense tracce sonore in cui le trame acustiche di cetra e banjo sono riprodotte proprio come i modelli metrici della poesia haiku. Circa tre anni dopo il progetto precedente, è come se i suoni si fossero sviluppati, reiterati in una dimensione più distesa, fossero diventati con il tempo più maturi. Forse si tratta delle stesse rive, degli stessi treni vissuti più a lungo, oppure a quelli se ne sono aggiunti altri, chi lo sa. Certo è che la percezione interna non può non risentirne, allungarsi e accogliere il depositare di emozioni e sensazioni.
Attila Faravelli ha registrato i suoni di un bosco romagnolo, così ha preso piede l'esplorazione: una ricerca di equilibrio tra sonorità acustiche folkeggianti, apparacchiature elettroacustiche e suoni d'ambiente. Il progetto è uscito con la Kohlhass Records, l'art cover è curato dall'artista Clio Casadei.


Glauco Salvo
5 Haiku
2016
Kohlhaas Records

Tracklist:
1. Haiku 1
2. Haiku 2
3. Haiku 3 - Haiku 4
4. Haiku 5

FBBandcamp

mercoledì 8 giugno 2016

Enrico Coniglio - Solèra



Solèra è il nuovo lavoro di Enrico Coniglio, parte di una mini-serie dedicata alla laguna di Venezia intitolata Bragos: dittico di 10" rilasciati in edizione limitatissima dalla label veneta 13 / Silentes. Field recordings che si sovrappongono, risacca di droni. Una meraviglia. La prima parte della serie, Astrùra. uscita in Aprile lo trovate qui.

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sabato 12 marzo 2016

My Dear Killer - The Electric Dragon of Venus - 2013 [Streaming]

The Electric Dragon of Venus è il nome che i cosmonauti Russi diedero alle scariche elettriche rilevate sotto le nubi della superficie del pianeta Venere nel corso delle loro missioni con magnifiche sonde spaziali. Da qui il titolo del nuovo album di My Dear Killer, Stefano Santabarbara, che dopo sette anni da Clinical Shyness concede a chi ascolterà un'immersione in sonorità lamentose e cigolanti in cui la locuzione hic et nunc viene a mancare, come se non fosse mai esistita. Dieci tracce dalle quali cola spesso un sentimento ruvido e segreto in cui la dimensione spazio temporale si annulla in divagazioni interstellari di rotte inesplorate. Voci di bambini a volte allegre a volte urlanti, altri versi e rumori sinistri arrivano da qualche parte, se vicini o lontani non è dato saperlo, condensandosi ed amalgamandosi magicamente con i complessi intrecci del suono della chitarra. La voce narrante estenuata racconta storie dallo sfondo bianco e nero, solo in qualche zona potrebbero essere colti colori dalla risoluzione pixelata, tutt'altro che nitida. Ecco qui la fine dell'emissione di percezioni soggettive tanto incerte quanto consapevoli, ossimorico abbandono cosciente, quindi sincero, in un dolore fossile dalle sfumature folk-electro. Come trovare soluzioni a piccole catastrofi già accadute. Qui sotto lo streaming!!! (Aprile 2013)


My Dear Killer
The Electric Dragon of Venus
2013
Boring Machines

Tracklist:
1. The Electric Dragon of Venus - pt. 1
2. Good Night
3. Mild Eyes
4. Due
5. Frozen Lakes
6. Nightime
7. Glass Glow
8. Scent of the Water
9. Magnetic Storm
10. The Electric Dragon of Venus - pt. 2


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mercoledì 2 marzo 2016

uBiK - Circadian Rythm, Sleep Disorders - 2014 [Streaming]

L'Hypnagogia è l'iniziale, pressoché magico, momento fluttuante tra sonno e veglia, uno stato sensibile a fenomeni illusori e allucinatori da cui Marco Bonini, a.k.a. uBiK, ha tratto ispirazione per concepire Circadian Rythm, Sleep Disorders. Meraviglioso progetto sui disturbi del sonno e l'incipiente assopimento, uscito nel 2014 supportato dall'etichetta super minimal interessata a sonorità "interiorizzate", Farmacia901. Un inerpicarsi di suoni, pensieri e rumori delle nottate insonni catturando in digitale il vibrare delle sei corde della chitarra mixate poi a field recordings casalinghi, nella speranzosa attesa di cadere nel sonno. Tanto poetico e delicato che le palpebre potrebbero iniziare a farsi pesanti nell'ascolto. Lo streaming è qui sotto, ma la produzione di Bonini non è certo ferma a quel momento di semi coscienza, qui i suoi ultimi lavori.


uBiK
Circadian Rythm, Sleep Disorders
2014
Farmacia901

Tracklist:
1. Irregular Sleep-Wake (Tryptophan)
2. Delayed Sleep Phase (Melatonin)
3. Periodic Limb Movement Disorder (Light Therapy)
4. Hypnic Jerk (Zeitgeber)
5. Suprachiamastic Nucleus (Barbiturates)
6. Sleep Paralysis (Amitriptyline)
7. Bruxism (Biofeedback)



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lunedì 4 gennaio 2016

Matteo Uggeri/Hue - Un'estate senza pioggia - 2006 [Streaming]

Un'estate senza pioggia è il titolo del primo album di Matteo Uggeri registrato durante il suo primo viaggio in compagnia di sé stesso, un microfono e un minidisc, nel corso dell'estate del 2003, la più calda dello scorso secolo. L'album è composto da sette brani suddivisi per località, ciascuno è la trasposizione sonora dell'esperienza vissuta. L'anno successivo Uggeri è tornato in una delle cittadine visitate e con il suo amico musicista Davide Valecchi ha suonato chitarra e altri strumenti. Queste registrazioni sono poi state mixate ai field-recordings catturati l'anno precedente. Decisamente più letterale rispetto ai suoi ultimi lavori, questo è un racconto personale risultato di un'esperienza emotiva. Il viaggio è fruibile quando lo si desidera, come sfogliare un album di foto kodachrome dai colori sbiaditi nel tempo, o bianco e nero, o fuori fuoco. Basta guardarle e alla mente ritorna quel che ora non c'è più, come se ci fosse ancora. Il sole tramonta, il sole sorge, bambini urlano pura felicità, tu bisbigli e ci si confonde tra sogno e realtà. Vorrei tanto questa fosse un'estate così. Qui sotto lo streaming! (Luglio 2014)


Matteo Uggeri/Hue
Un'estate senza pioggia
2006

Tracklist:
1. Prima tappa: Medelana (Bologna)
2. Seconda tappa: Laterina (Arezzo)
3. Terza tappa: Ariccia (Roma)
4. Quarta tappa: Casaline (l'Aquila)
5. Quinta tappa: Ancora Laterina (Arezzo)
6. Ultima tappa: Medelena (Bologna)
7. La canzone dell'estate (Il Borro)



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venerdì 18 dicembre 2015

Nicola Di Croce - Istruttiva Serie - 2015 [Streaming]

Nicola Di Croce è un giovane architetto veneziano che indaga la relazione tra suono e territorio, cattura e sintonizza al suo sentire i suoni di un luogo in una amalgama cosciente di campionamenti, field recording, suoni melodici. Istruttiva Serie è il titolo di quest'album meravigliosamente delicato, supportato dall'etichetta trentina Kohlhaas Records, include anche un poster very bello di Caterina Gabelli, designer del gruppo Studio Fludd. Cinque capitoli di decostruzione e integrazione sensibile dello spazio urbano, organico, umano; da assaporare ad occhi chiusi per godere del senso di deriva.


Nicola Di Croce
Istruttiva Serie
2015
Kohlhass Records

Tracklist:
1. I
2. II
3. III
4. IV
5. V



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lunedì 27 luglio 2015

Tettu Mortu - Fields Ep - 2011

Fields Ep è un album di Tettu Mortu, un ragazzo di latina che ora non abita più lì, un progetto non tra i più recenti ma tanto bello e delicato uscito con l'etichetta italiana poi trasferitasi a Rotterdam, Eaten by Squirrels. Sette tracce che si susseguono scivolando l'una sull'altra con dolcezza, seppur diverse si appartengono legate da un file rouge intimo e profondo. Chiacchiericcio, sfregamenti e rumori sottili, sono il tappeto delle melodie di chitarre adornate qua e là da effetti delay. Sorprendono picchi emotivi resi con garbo dall' incontro tra accordi e registrazione, ad un tratto poi, giunge perfino un sospiro spontaneo. Questo haiku in note è in free download ma, badate bene, la cassettina dall'art design tagliuzzato e composto a mano è meravigliosa, regala al nastro analogico un'aurea di preziosa unicità. Disarmante. Qui sotto lo streaming.


Tettu Mortu
Fields Ep
2011
Eaten by Squirrels

Tracklist:
1. 1
2. 2
3. 3
4. 4
5. 5
6. 6
7. 7



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lunedì 4 agosto 2014

Sparkle in Grey - The Calendar - 2014 [Streaming]

The Calendar è l'ultimo album degli Sparkle in Grey, iniziato a registrare nel 2007 e portato a termine nel 2014. Un viaggio sentimentale nel susseguirsi delle stagioni, poesia narrante di un magico mondo interiore i cui versi assecondano la metrica di violini, viole, chitarra classica, percussioni e inserti di field recordings. Ascoltando si visualizza il tempo che passa, la lancetta scandisce i minuti, il vento soffia procurando freddo alle ossa e malinconia di qualcosa ma poi l'odore di castagne calde spazza via le nuvole, smuove le foglie in danze, pozzanghere riflettono il sole, sorrisi, le gote si colorano di rosei pigmenti, mare salato sulla pelle, le zanzare pizzicano. Ecco come perdersi nei pertugi del suono senza alcun timore di ritrovare il cammino. L'artwork curato da Matteo Uggeri è composto da un booklet abitato da un immaginario bestiario dei mesi. Tutto una meraviglia, qui sotto lo streaming!


Sparkle in Grey
The Calendar
2014
Under My Bed / Old Bicycle Records / Grey Sparkle
Lizard / Gattolino / Moving Records

Tracklist:
1. Ianuarius
2. Februairius
3. Martius
4. Aprilis
5. Maius
6. Iunius
7. Quintilis
8. Sextilis
9. September
10. October
11. November (Just Like Anything)
12. December
13. The Thirtheenth Month



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lunedì 21 luglio 2014

Heroin in Tahiti - Canicola - 2014 [Streaming]

Canicola è la nuova musicassetta dei romani Heroin in Tahiti. Calura e afa nelle ore centrali della giornata, umidità e assenza di vento, sono queste le percezioni invalidanti su cui il progetto si espande. Il lato A più introspettivo e solipsistico è privo del soggettivo che prende il sopravvento nel lato B usufruendo delle ricerche elaborate da Alan Lomax, collezionista di musica folk, i field recordings nel sud Italia degli anni '50 di Diego Carpitella, docente di etnomusicologia, gli studi dell'etnologo Ernesto De Martino e altri interventi estrapolati da fonti importanti come la voce di Carmelo Bene in Nostra Signora dei Turchi. Un approccio da studiosi -non saprei in che altro modo definirlo- per suggerire l'idea del sole che brucia e offre alla vista un cielo dalla consistenza mielosa, cornice paesaggistica alle ossessive credenze spirituali e divine. Racconto sulla volontà di accordare il personale di società rurali, con l'oggettivo magnetico della natura tramite magia e suggestioni. La cassetta è supportata dalla No=Fi Recordings, uscita in edizione limitata di 100 copie. Il progetto è stato anche presentato nel Sound Corner dell'Auditorium di Roma, installazione sonora permanente collocata in uno spazio di passaggio della struttura. Preparatevi a sudare e godere. Non sono canzonette!!


Heroin In Tahiti
Canicola
2014
No=Fi Recordings

Tracklist:
Side A
1. Canicola
Side B
1. C'è La Morte Che Ti Cerca E Tu Sei In Giro
2. La Madonna
3. Agri Deserti
4. Atlantropa (Panorama)
5. Granaglia



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giovedì 12 giugno 2014

Tellas / Progetto Abitare - 25 Minute of Grey - 2013 [Streaming]

Tellas è un'artista sardo che dipinge sui muri e inventa storie camminando per il mondo. Durante questi mille giri abbozza, tratteggia, assembla pensiero-visioni narrandoli in composizioni bidimensionali, tridimensionali e musicali (cliccate qui se volete capire bene cosa combina).
Progetto Abitare è il suo pseudonomino da artista del suono e 25 Minutes Of Grey è il titolo di uno dei suoi ultimi lavori. Una melodia di consapevoli field recordings incontra una partitura strumentale elettro romantica quasi inconscia, ma solo quasi. Il racconto di un circostante intriso in un morbido mondo introspettivo, una natura frammentata in reliquie stagionali è intrappolata in un diario sonoro. Collisione necessaria, ma non armata, tra natura invincibile e sensibile soggettivo umano. Spontaneo, e quindi un po' infantile, ma anche maturo e quindi, un po' consapevole. Bello. Qui sotto lo streaming e se vi garba ascoltate e soprattutto scaricate tutto quello che trovate sul suo bandcamp.


Progetto Abitare
25 minutes of grey
2013

Tracklist:
1. 25 minutes of grey

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venerdì 9 maggio 2014

Matteo Uggeri - Untitled Winter - 2014 [Streaming]

Untitled Winter è l'album di Matteo Uggeri. Viaggio immaginifico intriso in suggestioni sonore tutte in fase di lento sgocciolamento. Trama intima colma di timide ma ripetitive inclusioni. Un'ossessione catartica nella replica di particolari, densa di significati connessi in un percorso/discorso, un fil rouge. Ho impiegato dieci giorni circa per trovare le parole, ammesso ci siano parole adeguate e ammesso di non essere la persona adatta, concludo esprimendo una sorta di gratitudine per i tintinnii, gli armonici rimandi e i bisbigli segreti. Ascoltando è possibile vedere il verde delle foglie, la rugiada, il colore marrone intenso dei tronchi, percepire creature sussurrare amori segreti, discostarsi dal qui e ora. Il tragitto all'interno dell' inverno senza titolo nel mondo Matteo Uggeri è da considerarsi prima uscita totalmente solista/solitaria, il packaging del cd è in cartone duro con inserti stampati e pressati, cento copie in edizione limitata, fino ad oggi ne rimane solo una. Qui sotto lo streaming.


Matteo Uggeri
Untitled Winter
2014
Scissor Tail Editions

Tracklist:
1. We Are the Fog
2. Spiegel Ics Spiegel
3. Untitled I
4. Did I Make You Sleep?
5. Pillow Talk pt. II
6. Untitled II
7. Zadar
8. Untitled III
9. Solfeggio N°33
10. Tender is the Night



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venerdì 1 novembre 2013

Routine - Sì - 2013 [Streaming]

I Routine sono Filippo Mazzei e Fabio Ricci, progetto romano impegnato dal 2000 a registrare la concretezza del suono. Nel 2013 danno alla luce , titolo dell'ultimo album uscito per Nephogram Records. Tutta la poetica dei field recordings è impegnata in un profondo discorso amoroso esistenziale con chitarra, piano e strumenti a fiato sparsi all'interno delle sette tracce, laddove la drammaturgia lo richiede. Scricchiolii legnosi, pioggia di vetri, dagli oggetti viene prelevato lo spessore emotivo. L'essenza dei rapporti con le cose, materia tattile inanimata si fonde ad una melodia creando un connubio di forme e sensazioni che plasmandosi vicendevolmente danno corpo ad uno stato d'essere, una modalità d'azione. Tutta l'atmosfera dell'album è cosparsa dalla rugiada e dall'umido d'autunno, mi sembra di essere in un film di Antonioni in cui il paesaggio uniforme e sospeso avvolge l'incomunicabilità. Qui sotto lo streaming. Meraviglia!


Routine

2013
Nephogram Records

Tracklist:
1. 01
2. 02
3. 03
4. 04
5. 05
6. 06
7. 07


Sito ufficialeFBTW
SoundcloudBandcamp

lunedì 5 agosto 2013

Sparkle in Grey - Thursday Evening - 2013 [Streaming]

Thursday Evening è il nuovo album dei Sparkle in Grey uscito il due giugno di quest'anno, produzione italo-svizzera sostenuta da Lizard Records, Old Bicycle Records e Show Me Your Wounds. Pare che Alberto Carozzi,  Cristiano Lupo, Franz Krostopovic e Matteo Uggeri ogni giovedì sera abbiano percorso chilometri e salito quattro rampe di scale con addosso tutta la strumentazione necessaria per raggiungere la sala prove e suonare fino a non essere esausti. Il risultato delle loro fatiche s'addensa con passione in questi nove brani. Emozioni vaporosamente condensate in un accurato connubio elettro acustico carico d'atmosfera. Immancabile presenza, per mia gioia, dei field recordings e della loro poetica intrinseca. Storie di un altrove, voci, cigolii e fruscii vari, tutto s'interseca con grazia a sviolinate e ritmo di tromba. S'insinuano tra le tracce anche tre cover: Of Swift Flight dei Empyrical Sleeping Consort,  Soft City dei Bourbonese Qualk e Piano Song dei God Machine. Non credo si celino intenti revivalistici in questa scelta, piuttosto come un manifesto artistico, si palesano ascolti creativi, ispirazioni indispensabili. Nulla è lasciato al caso.   Da ascoltare in un solo sorso, senza riprendere fiato, in silenzio e in profondità, meglio se con super cuffie isolanti. Molto bello.


Sparkle in Grey
Thursday Evening
Lizard Records / Old Bicycle Records / Show Me Your Wounds

Tracklist:
1. Der Mauer
2. Boiling Humiliations
3. Gridaoahaoa
4. Of Swift Flight
5. Song for Arch Stanton
6. Soft City
7. Thursday Evening (Ieri)
8. Piano Song
9. Der Harbour


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lunedì 29 aprile 2013

Brioscine appena sfornate: My Dear Killer

Ultimo lunedì di aprile con lunga intervista in compagnia di My Dear Killer. Stefano Santabarbara, dopo sette anni dal precedente Lp racconta, limpido, l'ultimo album The Electric Dragon of Venus e l'asse di rotazione pregno di emozioni e pensieri profondi intorno al quale ruota questo e tutto il suo lavoro. Da non perdere!


Ciao Stefano, la mia prima domanda riguarda le voci fuori campo presenti nel tuo ultimo album The Electric Dragon of Venus. Contestualizzarle potrebbe essere utile a potenziare l'ascolto, potresti indicarne la provenienza?
Grazie per avermi contattato. Le voci nei due strumentali sono di due "tipi". Le voci maschili sono campionate da dei documentari russi degli anni '70/'80 e sono degli scienziati che facevano parte del programma spaziale "Venera" (Venere). Queste sono descrizioni delle disavventure che hanno avuto le sonde su Venere (e in un caso su Marte) in quanto trovarono un ambiente ben diverso e più ostile di quel che si attendevano. Uno dei campioni è la "descrizione" del "dragone elettrico di venere", un fenomeno elettrico simile ai tuoni e fulmini nostri, che è stato registrato ma per cui non c'è motivazione. Da lì il titolo. Alcuni dei campioni sono le registrazioni del dragone elettrico di venere. Le altre voci le ho registrate io e sono di amiche, una russa e una bulgara (quindi è un simil falso), e non so esattamente cosa dicano, le ho lasciato libertà assoluta, purché parlassero di Venere e delle esplorazioni stellari durante la loro infanzia.

Parlando ancora del field recording domando se c'è un processo che ti porta a scegliere di accostare un brano ad una determinata registrazione di suoni d'ambiente. Sono utili nella resa di uno stato umorale e suggestivo? Sono narrativi? Potrebbero essere un approfondimento,  possibilità di espansione sonora in altri luoghi?
I field recordings non sono presenti solo a fini "cosmetici", allo stesso tempo sono di solito inseriti successivamente alla stesura dei pezzi, che potrebbero essere altrimenti costruiti intorno ad essi.

Qual'è il processo creativo, o meglio l'approccio, che ti consente di dar forma ad un brano e poi ad un intero album? Mi spiego meglio. In questo caso hai scelto di basare il lavoro su un macro argomento, il programma Venera che per certi versi è stato fallimentare poiché le condizioni "atmosferiche" sul pianeta causarono la perdita precoce delle sonde spaziali. Le sonorità dell'album e i testi sono immersi nello spleen del cuore, mi chiedo e domando a te, se c'è una connessione tra universale e particolare, tra avvenimento scientifico con dinamiche temporali storiche apocalittiche e avvenimento dell'anima con dinamiche temporali soggettive, introspettive ed esistenziali.
In realtà nella composizione di "The Electric Dragon of Venus" non ho direttamente basato la scrittura incentrandola sul programma Venera, che però è un argomento che m'incuriosisce e su cui cerco informazioni ormai da quasi una decina d'anni. Ci sono arrivato con un percorso, diciamo, indiretto. Il nucleo centrale dei brani è stato composto in un periodo abbastanza breve di tempo e pertanto è spontaneamente compatto, più che altro per quel che riguarda la struttura, o meglio la destrutturazione delle linee armoniche. Questo per me ha una certa importanza perché prediligo una certa omogeneità all'interno dello stesso lavoro. Allo stesso tempo, le tematiche toccate dai testi sono in pratica un filo conduttore di tutto quel che ho fatto finora come My Dear Killer; fondamentalmente è una riflessione, ma anche un tentativo di esternazione dell'incapacità di comunicare, e probabilmente anche di comprendere in profondità tutti quelli che potrebbero essere definiti come sentimenti d'affetto. E' più che ovvio che questo è un soggetto per nulla originale ma anche allo stesso tempo un elemento fondamentale dell'esistenza di qualsiasi essere umano. La cosa che può essere considerata, in qualche misura, caratterizzante di quel che cerco di fare è l'accento sulla barriera comunicativa, così che il fuoco non sia puntato su una relazione o i suoi sviluppi, quanto sulla loro reale assenza. La ricerca delle motivazioni di questa situazione, così come, ultimamente la sua accettazione in quanto inevitabilità, porta, una volta presone atto, pressoché inevitabilmente ad una dissezione microtomica della propria persona perché le altre rimangono avvolte dal manto del mistero. Ed è quindi una sorta di viaggio tra il buio, il vuoto e l'ignoto e come soli compagni certi, il silenzio e la solitudine. Ed è a questo punto che mi è sorta la suggestione del programma spaziale sovietico verso Venere, perché si sono trovati a esplorare un pianeta che si è verificato essere completamente differente da quel che si attendevano e questo ha generato una serie di fallimenti più che spettacolari. Ma ha anche dato modo di scoprire fenomeni imprevedibili, uno di questi è quello che è stato interpretato come una sorta di temporale elettrico pressoché permanente, registrato come una sequenza di scariche e che siccome è, a che ne sappia, tuttora incompreso ed era certamente incomprensibile all'epoca, è stato chiamato "il dragone elettrico (di venere)". Così ho preso questo termine, che è all'apparenza abbastanza esoterico e l'ho appiccicato alla raccolta di canzoni che avevo a disposizione, cui ho solo aggiunto i pezzi strumentali di apertura e chiusura del lavoro.


D'altra parte questa idea di un percorso attraverso spazi più o meno inesplorati, freddi, e soprattutto vuoti, ha influenzato la scelta dell'arrangiamento del disco, che è molto flebile e soffuso, a parte qualche episodio, rispetto al precedente Clinical Shyness che era stato pressoché sommerso, se non soffocato, da una densa stratificazione di umoristica. In questo svuotamento, se così è possibile chiamarlo, trovano un posto rilevante i campionamenti sia d'ambienti che di conversazioni, così come l'utilizzo di suoni sintetici, in quanto  diventano percepibili e discriminabili dal mantello di feedback e distorsioni. Quest'apparente differenza stilistica è in realtà anche sufficientemente spontanea e non completamente pianificata, tant'è che nei due lavori completi, ma anche in quelli più brevi, penso esista una sostanziale coerenza sia tematica sia, mi auguro, espressiva. D'altra parte, mentre nel primo lavoro c'era quasi un riflesso incontrollato a nascondere, in quel caso dietro a un mantello di suono, quel che è poi  il nocciolo delle storie, quasi a tenerlo segreto, incerti di essere compresi quel che si sta cercando di dire, nel caso di "The Electric Dragon of Venus" c'è la maturata certezza di non essere compresi e quindi nessuna ragione di mascherare, foss'anche sotto la lente del microscopio. Per questo la stesura finale dei pezzi e degli arrangiamenti è molto più trasparente, a tratti quasi evanescente che in passato. Anche in trasparenza, non si capisce, veramente, né si è capiti, veramente, e nulla cambia la sostanza delle cose, con le immancabili conseguenza che tutto ciò comporta. Soprattutto, a non capire e a non saper dire, sono io.

MDK a sottovoce - concerti fatti in casa

Per meglio entrare nella tua "estetica" e comprendere l'universo culturale a cui t'ispiri e in qualche modo appartieni, ti andrebbe di fare un elenco di dischi, libri, film che posseggono un valore nella tua formazione?
Questa può essere una domanda un po' difficile, così d'acchito sono sicuro che dimentico tre quarti delle cose che altrimenti riterrei fondamentali, ma proviamoci; via all'elenco palazzeschiano. Come registi, restringendo la lista quelli che penso mi abbiano più influenzato/appassionato sono Kieslowski, Herzog, Tarkovsky, Petri, Germi, Loach, Ferrara, Peckinpah, Zhang Yimou, Cukor, Kazan, Truffaut, Rohmer, e un po' tutto il genere noir alla Charles Laughton per dirne uno; libri, Pavese, Montale, TS Eliot, Coleridge, Gozzano, Bulgakov, LF Céline, Dostoevsky, Pushkin, Fenoglio, Gadda, Papini, Lee Masters, Capote, Conrad, Melville, Poe, insomma tutta roba decrepita; gruppi, selezionando brutalmente e citando a casaccio, Nick Drake, JC Frank, Low, Bedhead, Codeine, Seam, Gastr del Sol, Current 93, Cabaret Voltaire, Throbbing Gristel, Coil, Jesu, Slowdive, My Bloody Valentine, Black Sabbath, Sleep, Hood. Mi fermerei prima di compilare l'elenco del telefono.

Trovi ci sia una sottile similitudine tra Under My Bed Recordings, l'etichetta da te fondata, e la Boring Machines che promuove il tuo ultimo Lp? Entrambe si prendono cura di un atteggiamento sonoro intimo e solipsistico d'amore e dedizione sincero. Che ne pensi?
Ci sono decisamente delle somiglianze molto forti nell'attitudine alla produzione e specialmente nella scelta dei gruppi, progetti, che si decidono di supportare tra Under My Bed e Boring Machines: nessuno di noi si muove in ottica che potremmo definire "commerciale", ma questo è vero per la maggior parte delle piccole etichette. Lo facciamo perché siamo mossi da qualche cosa di indicibile, probabilmente la sincerità è uno di questi fattori, che ci portano a spendere le nostre quattro lire guadagnate sfacchinando di giorno e sperperarle, più che investirle, nella nostra passione. Spesso intervengono anche i rapporti personali, e questo è pressoché inevitabile essendo tutto sommato un ambiente abbastanza ristretto nel quale ci si muove.



Poi esistono delle differenze marcate tra UMB e BM; con UMB ci limitiamo a produzioni tranquillamente definibili come "minimaliste", sia dal punto di vista della confezione, che del supporto, in generale "povero" su cd-r o cassette, che del contenuto, privilegiando essenzialmente il cantautorato (è un termine che non mi piace molto, ma non ne trovo uno migliore), il folk, per quanto deviato o poco convenzionale. Under My Bed è un'etichetta che ha come fine mettere allo scoperto, anche solo in piccolissima comunità, delle perle (per noi) nascoste, indipendentemente dalla qualità della produzione. Ed è questo l'ambito in cui confido continueremo a muoverci. Boring Machines ha d'altra parte un approccio molto più professionale, a partire dalla confezione del prodotto, che è in generale quasi sempre spettacolare, a partire dai cd e ancora più col passaggio al vinile, è più centrata verso musica di "ricerca" particolarmente in ambito elettronico, ma non solo, e pubblica esclusivamente prodotti che potrei definire compiuti e maturi. Secondo me il lavoro di Onga è assolutamente impressionante, e sono onorato più che fiero di avere il suo supporto per i miei dischi.

Essendo Under My Bed Recordings una tape-label, il nastro magnetico supporto che registra e riproduce mediante apposite apparecchiature suoni, immagini e dati di memorie, possiede quindi significato e importanza?
Abbiamo mantenuto la definizione di tape-label anche se la stragrande maggioranza delle produzioni di UMB è su cd-r, perché crediamo che questa sia stata l'attitudine originale delle prime etichette su cassetta. In realtà quando nel 2001 abbiamo parlato di fare uscite su cassetta, ci è stato risposto che non avevano più il mangianastri nemmeno in macchina. Credo che all'epoca l'unico che sopravvivesse con le cassette fosse Best Kept Secret, che difatti ha sempre avuto la mia stima più sincera. Da lì la virata verso il cd-r. Quella di mettere in primo piano il contenuto, fosse anche su un supporto di bassa qualità ma disponibile, a livello di duplicazione, a chiunque, piuttosto che alla sovrastruttura della produzione. Questa poi si è evoluta in una estetica minimale della produzione "casalinga" che spesso è più apprezzabile di quella prodotta su larga scala. Altra cosa, quasi parallela, ma ad un certo modo indipendente, è l'utilizzo dei nastri o comunque di supporti analogici in fase di registrazione.



Una parte è legata certamente al romanticismo, abbiamo anni a sufficienza sulle spalle da aver registrato i singoli dell'estate dalla radio su cassette magari dieci volte prima che si impigliassero e poi bisognava cavarsela con la bic per rimetterle in sesto. L'altra parte, almeno per me, è stata cominciare a registrare con i piccoli "showbox" a cassetta che avevo ereditato da mio nonno: a tutti gli effetti un orrore, specialmente a livello di fruscio, ma in qualche modo un supporto "vivo". Secondo me il migliore esempio nelle produzioni UMB è . Sono sicuro che molti lo trovano inascoltabile per il livello di sfrigolio, ma se smetti di farci attenzione, allora ti porta verso viaggi nell'abisso, non solo del lago citato. Questa affezione per i supporti analogici, mi ha spinto a usare i registratori a bobina per quasi tutti gli album più compiuti, o sviluppati, di My Dear Killer, almeno come registrazioni "iniziali" (alcune delle sovra-registrazioni sono state prese direttamente in digitale, anche perché è un problema spostare il "cassone"), mentre il fruscio del nastro può essere utilizzato esso stesso come fonte/generatore di segnali; ce ne sono moltissimi esempi, William Basinski ci ha fatto qualche disco, per dirne una. Anche per me sono una delle fonti principali di "rumore" da utilizzare, così come le radio mal sintonizzate opportunamente, anche qui il verbo non è forse il più corretto, elaborate con una serie di effetti, modulatori, distorsioni, riverberi e cose del genere. Penso sia la segreta speranza di captare qualche segnale sconosciuto.

Finirei qui. Vuoi dire qualcosa?
Grazie.

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martedì 10 luglio 2012

Claudio Rocchetti - The Carpenter - 2010 [Streaming]

Claudio Rocchetti è ormai da diversi anni uno dei musicisti più interessanti in ambito ambient/sperimentale sia in Italia che in Europa (da qualche anno risiede a Berlino); i suoi progetti sono numerosi e tutti di straordinaria bellezza, basti qui citare 3/4 HadBeenEliminated, In Zaire e Olyvetty. In The Carpenter Rocchetti decide, da buon artigiano del suono, di costruirsi quasi tutto da solo, facendosi aiutare qua e là dagli amici Beatrice Martini (arpa), Jukka Reverberi (chitarrista dei Giardini di Mirò ma anch'egli interessante sperimentatore come Die Stadt Der Romantische Punks), Margareth Kammarer (voce) e Stefano Pilia (compagno di Rocchetti nei 3/4 Had Been Eliminated e chitarrista nei Massimo Volume, qui al contrabbasso). Rocchetti assembla in The Carpenter otto ipnotiche tracce con l'ausilio di field recordings, giradischi modificati, microfoni e vecchie radio come nella migliore tradizione della musica concreta, il tutto accompagnato dalle dolci aperture melodiche degli ospiti.
Il disco lo potete procacciare sia in vinile (grazie a Holidays e Presto!? records) che in cd (Wallace e Boringmachines). Buon viaggio.



Claudio Rocchetti
The Carpenter
2010
Holidays / Presto!? / Wallace / Boringmachines

Tracklist:
1. Anna
2. The Black Lake
3. Northern Exposure
4. Numbers
5. Altopiano
6. Mendelsshon
7. Arienti
8. I Came Over The Snow


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