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mercoledì 25 maggio 2016

Dolan Tymas - Ghosts



L'omonimo esordio di Dolan Tymas si apre con una canzone d'amore per un fantasma, impossibile non sculettare al ritmo frizzantino prodotto da questo giovane bolognese. Un disco e quattordici brevi canzoni, altalena tra malinconia e ironia ballerina, che non possono fare altro che catturarvi le orecchie.

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giovedì 10 settembre 2015

Steven Lipsticks and his Magic Band - S/t - 2015

La pillola che oggi vi rasserena la giornata arriva da Bologna, in un blister da dodici un po' spiegazzato. Stefano Rossetti, ovvero Steven Lipsticks, suona tutto quello che gli capita sotto mano con rara maestria e questo suo primo multiforme album spazia piacevolmente dal lo-fi pop al folk passando per svariati loop e rumorazzi. Ascoltando Steven Lipsticks and his Magic Band in loop la mia giornata è comincia nel migliore dei modi. Scaricate come se non ci fosse domani.


Steven Lipsticks and his Magic Band
Steven Lipsticks and his Magic Band
2015

Tracklist:
1. Intro (AKA Playing with Toys)
2. Riding the Tide
3. Dec. 8th
4. Jar of Poetry Revisited
5. Stay Away from My Dreams
6. 99"
7. Aliens Hypnotizing Me (Parts I, II and III)
8. White National Flag
9. Being Together
10. Still Riding the Tide
11. Baby, You Should Know
12. Outro (AKA Clapping Hands)



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venerdì 3 aprile 2015

meanwhile.in.texas - meanwhile.in.texas - 2014 [Streaming]

Mi piacerebbe pensare che la mattina del 12 Aprile 1961, prima di compiere quella che sarebbe passata alla storia come la prima esplorazione spaziale, Jurij Gagarin abbia avuto tempo a sufficienza per ascoltare musica rasserenante e propedeutica alla spedizione; perché forse è questo a cui pensava Angelo Guido, corpo e mente del progetto meanwhile.in.texas, quando ha deciso di incidere il suo lavoro. Concepire la colonna sonora di un viaggio che potesse attraversare la bolgia cosmica e perdurare nel tempo. Missione compiuta per entrambi. Tre brani per trenta minuti di ambient, sperimentale ed elettronico, che si abbandona alla suggestione di ricorrenti delay e riverberi, in una affascinante trama di fields recordings e singolari sprazzi ambientali come il rumore del mare o il sollevamento di un calice in chiesa. Una spiccata tendenza cinematografica in tutta la sua aura trasognante, ipnotizzante come il susseguirsi dei loop alla base della composizione musicale. Paesaggi siderali filtrati da una visione sonora fortemente personale e dal fascino dell’analogico che emana quel calore che allieta ogni cosa. Ben, ben fatto.


meanwhile.in.texas
meanwhile.in.texas
2014

Tracklist:
1. Take Black Pills
2. Diamonds Are My Friends
3. Kailedoscope/ Slow Fuzz



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giovedì 27 novembre 2014

The Baboon - Gentleman - 2013

Due babbuini baffuti suonano un rockabilly sensato e non ripetitivo (date loro una medaglia, please!) e trascinano da dio. Gentleman è il primo Lp, uscito a gennaio 2013 per la EdisonBox e interamente scaricabile qui in pochi pochissimi pocherrimi secondi. Perché ve li siete persi?


The Baboon
Gentleman
2013
Edisonbox records

Tracklist:
1. Glorious Nothing
2. Boat & Dog
3. Do I Smell Like I Only Wanna Fuck
4. Fear Of Fire
5. I'll Understand
6. The Rover
7. People Talking Anyway
8. The Price To Pay



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giovedì 3 ottobre 2013

The Clothes - Fairy Lights Dress - 2013

Ogni mattina, con fare pigro e assente, fisso il mio armadio. Il massimo disordine degli indumenti al suo interno è confortante quasi come un’opera di espressionismo astratto. Passano dieci minuti e decido di lasciar perdere. Allora, per rimanere in tema, accendo lo stereo e metto su il nuovo Ep dei The Clothes. Il potenziale di Fairy Lights Dress è esplosivo, e ogni singolo brano ti si cuce addosso con la sua stoffa migliore. Così in un batter d’occhio ti ritrovi da uno stato di caspita se sono bravi a non credo più di poterne fare a meno. Con quell'aria da bravi ragazzi, Massimo e Laura dimostrano di avere la capacità di dar vita ad un suono limpido, minimale senza ricorrere ad inutili ed elaborati artifici; concentrandosi così sulla ricerca di soluzione melodiche fresche e originali, che rimandino alla mente l’atmosfera spigliata e spontanea dei live. Insomma, con loro, il pop non è mai banale. L’accoppiata batteria-chitarra tanto basta per catturare l’attenzione, con la voce vagamente reminiscente di una dolcezza quasi vulnerabile. Delizioso jangle pop, dai ritmi velocissimi che sa incorporare la frenesia del punk e l’amabile melodismo del surf pop. Molte idee in un lavoro carico di pathos, estremamente coinvolgente che sa ammaliare ogni volta che lo si ascolta, e non è certo poco. Provare per credere!


The Clothes
Fairy Lights Dress
2013
IndiePress

Tracklist:
1. Cry baby
2. Shadows
3. Creepy creepy world creepy creepy shoes
4. My pink pig hat
5. No future
6. Foaming waves
7. Back in town


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mercoledì 18 settembre 2013

Calcutta - The Sabaudian Tape Ep - 2013

Amanti dell'alta fedeltà, dei suoni puliti, degli aperitivi con erre moscia sul tramonto di Porto Cervo e cose così: girate al largo se non volete farvi scoppiare una botta di orticaria. The Sabaudian Tape Ep - lo dice il titolo, dopotutto - è una roba per nostalgici di nastri fruscianti e suggestioni sonore allo stato brado. 
Calcutta pubblica per Selva Elettrica una veloce raccolta di appunti sparsi, agrodolci, agropontini, infraditali e insabbiati. Registrate durante e dopo la preparazione di Forse (2012), le tracce del lungo Ep si articolano senza impegno come brevi passeggiate fra dune litoranee e ironiche epifanie esistenziali. È possibile che chi è sopravvissuto a una qualche forma di Sabaudian seaside experience venga persino pervaso da sensazioni miste di tenera malinconia e pizzicore di aghi di pino ai piedi... L'Ep è in free download, e qua e là trovate tracce e zampini dei (sempre deliziosi) Le Rose.


Calcutta
The Sabaudian Tape EP
2013
Selva Elettrica

Tracklist:
1. Giannantono
2. Il tempo che resta
3. Hermada
4. Fari
5. La luna a quarti
6. Bar tucano
7. Se dici che...
8. Carezza
9. Entusiasmo (Le Rose cover)
10. Un amore a metà
11. Mi piace andare al mare


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mercoledì 24 luglio 2013

Caffiero - 3 by the gin [Video]


da Moscagrande
realizzato da Karin El Taifiova
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giovedì 18 luglio 2013

Calcutta - Forse... - 2013 [Streaming]

Raccontare ricordi, stato d'animo variegato all'amarena, vane attese, un cane, un tale di nome Enrico, Nicole e Isabella. Queste e altre storie sono Forse… primo album di Calcutta che canta il suo mondo così come lo pensa e che poi, si ha quasi la sensazione di conoscere un po'. Solo voce e chitarra, qualche magico riverbero e altri effetti -a tratti mi sembra di percepire anche il frinire delle cicale- in un'atmosfera intrisa di un non so che di etereo, di sospirato nei colori pastello sbiaditi nel tempo. Ascoltando tutti i dodici brani a volte si sorride, altre volte anche no. L'album è uscito sotto Geograph Records, etichetta che predilige la scena di Borgata dai mille colori della Roma Est, gente che mi sembra faccia quello che fa perché lo desidera e basta. Bello tutto!


Calcutta
Forse...
2013
Geograph Records

Tracklist:
1. Senza Asciugamano
2. Amarena
3. Pomezia
4. Enrico
5. Nicole
6. Cane
7. Isabella
8. Arbre magique
9. Il tempo che resta sing along
10. I dinosauri
11. Stella
12. Vieni sola


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lunedì 20 maggio 2013

Brioscine appena sfornate: Caffiero

Della band di Fano ne avevamo già parlato tempo fa in occasione dell'uscita del loro album d'esordio. Questa settimana abbiamo avuto l'onore di intervistarli, e cosa poteva venirne fuori se non una piacevolissima chiacchierata? Loro sono i Caffiero e questo è tutto ciò che bisogna sapere su una delle band più interessanti del panorama musicale nostrano. A voi!


Partiamo dalle origini. Quando avete mosso i primi passi nell'ambiente musicale? Suonavate già qualche strumento da piccoli? E soprattutto, come vi siete conosciuti e come avete iniziato a fare musica assieme? 
Andrea suona il basso da quando era piccolo, per un breve periodo ha imbracciato la chitarra (mirando a diventare un menestrello :D ) poi ha iniziato a suonare il contrabbasso ed ha continuato col basso. Anche Alessandro ha iniziato molto presto, in un primo momento con la chitarra poi è passato alla batteria, solo all'età di sedici anni però ha iniziato a suonare con continuità. Mattia ha suonato il basso per tre anni alle scuole medie, poi ha comprato un sintetizzatore e negli ultimi anni si è dedicato all'elettronica homemade. Ci siamo conosciuti sui campi da pallacanestro, giocavamo tutti nella squadra di Fano, circa 20 anni fa…abbiamo continuato a frequentarci fuori dal campo e a quindici/sedici anni abbiamo iniziato a suonare assieme. Con il primo gruppo che abbiamo avuto suonavamo black metal, qualche brano originale e un po' di cover (Dimmu Borgir, Cradle of Filth…). Musicalmente poi abbiamo preso strade diverse, solo tre anni fa ci siamo riuniti per questo progetto.

Negli ultimi anni si parla tanto di Do It Yourself, slogan del fai da te e fenomeno in continua espansione. Pensate che la scelta di autoprodursi  precluda la possibilità di usufruire di particolari vantaggi e qualsiasi ipotesi realistica di sviluppo? O l’aver il totale controllo del proprio prodotto favorisce il benessere del gruppo, in quanto liberi da condizionamenti da parte di terzi? 
Abbiamo scelto la via del DIY perché volevamo libertà assoluta a livello tecnico, tempistico e compositivo; ovviamente vi sono dei risvolti negativi, non abbiamo potuto contare, ad esempio, sui canali di promozione e distribuzione che una valida etichetta può offrire.

Avete deciso di mettere in free download, su bandcamp, il vostro album, e avete creato un packaging speciale per la versione fisica. Come mai siete ricaduti su questa scelta? Adesso che il supporto fisico è un’opzione,  credete che il file sharing sia un ottimo modo per aumentare la popolarità, e quindi la diffusione  del lavoro di un artista o band indipendente che dir si voglia?
Siamo molto legati ai supporti fisici,  è una forma di comunicazione più calda rispetto al download digitale che riteniamo semplicemente un modo per farsi conoscere. A noi piace acquistare dischi, piace come "suonano" e siamo convinti che una volta ascoltata la musica di una band è sempre bello avere qualcosa di fisico se si rimane catturati dal prodotto.

L’album prende il via con il brano intitolato A Damn Fine Cup Of Coffee. Tutti gli appassionati di Twin Peaks sanno bene si tratti di una delle citazioni più celebri  della serie televisiva statunitense. A mio avviso, uno tra i pezzi migliori del disco. È un brano dal mood a tratti quasi onirico, con un humus sonoro cesellato da finiture dubstep e microfrequenze glitch. Giusto per togliermi una curiosità, di cosa parla esattamente il brano? Quando dite no one cares a chi vi riferite? 
Il brano era nato come strumentale poi Mattia prendendo spunto dalle sonorità del pezzo ha scritto la voce ispirandosi a Twin Peaks. Nel testo l'agente Cooper parla in prima persona del suo cambiamento (vedi ultimo episodio di Twin Peaks). Con No one cares volevamo comunicare l'impotenza, l'ineluttabilità della sua discesa verso il male… non importa più che Dale Cooper sia un agente del FBI, niente lo può salvare. In definitiva abbiamo provato a riportare nella canzone il fantastico clima pesante ed onirico che tanto abbiamo amato in Twin Peaks.


Immerso in un’atmosfera del tutto surreale, il video di Caffiero nei boschi secchi è mosso da un filo logico bizzarro, che si esaurisce nel procedere a ritroso nell’evoluzione della specie umana. Un'ironia che fa ridere di situazioni paradossali come può essere la lotta tra il subumano e il primitivo. Il risultato è perfetto. Di chi è stata l’idea? Chi vi ha aiutato nella realizzazione del video?
Partiamo con una premessa: siamo appassionati di b-movies, trash, sci-fi ed horror. L'intenzione era, quindi, sin dal principio di creare un video assurdo… una sorta di incontro fantascientifico tra esseri distanti nello spazio e nel tempo, e volevamo farlo con pochi mezzi come il cinema Exploitation insegna.
L'idea è nata casualmente, avevamo da tempo intenzione di collaborare con Andrea Eusebi, un amico che lavora nel campo degli effetti speciali, ma non ne avevamo avuto l'occasione. Un giorno Andrea (Gobbi), per fare uno scherzo, si è presentato alla porta con la maschera del primitivo, ne abbiamo immediatamente approfittato ed abbiamo iniziato a girare. Per quanto riguarda la realizzazione abbiamo filmato con un ipad e, per le riprese aeree,  un drone e lo abbiamo montato in casa. Oltre ad Andrea Eusebi, l'autore della maschera, altri amici hanno aiutato nelle riprese del video: Nicola Sbrozzi e Pietro Peccio Fornasini (voce in "Van Der Kraftcshe") che si è occupato di istruire il primitivo sulle movenze :)

Voi provenite da Fano. È senza dubbio un momento di grande fermento per la scena musicale marchigiana. Penso a band come i Be Forest, i Soviet Soviet, Karibean, Brothers in Law e tantissime altre. Citarle tutte potrebbe risultare prolisso, ma sono veramente tanti i gruppi validi dell’East Coast. Che rapporto avete con la vostra terra d’origine? Vi sentite parte di una scena che va oltre l’Italia? E a tal proposito, c’entra nulla con la scelta di cantare in inglese?
Ci son sempre state buone band in zona, magari meno esposte prima della diffusione di internet ma effettivamente questo è un periodo particolarmente vivace dal punto di vista musicale, deve essere l'ambiente :), scherzi a parte a Fano ci troviamo bene, è un posto piuttosto tranquillo, forse troppo e come in molte altre città suonare rappresenta una delle poche alternative alla noia. Quella che molti definiscono scena per noi è semplicemente un  gruppo di amici con cui usciamo sempre,  membri di band diverse spesso hanno progetti paralleli assieme, senza invidia e senza pestarsi i piedi, è una situazione molto fortunata. La scelta del' inglese è stata naturale, abbiamo sempre ascoltato musica straniera, ci piace il suono della lingua e crediamo sia pertinente alla nostra proposta musicale. Speriamo di riuscire un giorno ad uscire anche all'estero, forse a livello di genere musicale potremmo avere più riscontri fuori che in Italia.

La scelta del titolo. Mi piace immaginare che sia venuta così, spontaneamente, senza alcuna particolare ricerca. Tipo che una mattina vi siete svegliati di soprassalto, nel mezzo di un bel sogno, per sbarazzarvi della mosca che vi ronzava tra i capelli, ed Eureka!, vi si è accesa la lampadina. Perché non chiamare allora il disco Moscagrande?! Ma delirio mentale permettendo, ci parlereste del vero motivo che si cela dietro tale scelta?
In effetti è stato molto casuale, stavamo suonando in sala prove il giorno in cui è morto Germano Mosconi (il giornalista / bestemmiatore) probabilmente qualcuno aveva fatto una ricerca su internet e sullo schermo era rimasta a schermo intero un'immagine di una mosca… ed ecco il titolo. Cercavamo qualcosa che potesse descrivere la nostra musica e Moscagrande ci è subito sembrato adatto al nostro ronzio digitale ed ai nostri brani a tratti ossessivi e perché no anche fastidiosi come può esserlo una mosca!



Cosa mi dite dei vostri concerti. Come procede l’attività live? C'è un episodio particolarmente divertente legato al tour che merita d’essere raccontato?
L'attività live procede... lentamente, ma procede; proponiamo musica particolare ed abbiamo diversi progetti paralleli quindi facciamo un po' fatica ad organizzarci (il male del DIY ). Un paio di settimane fa siamo stati in Calabria per la prima volta ed è andata benissimo, ora, invece, siamo fermi per lavorare ad un nuovo video (3 By the gin) e per dedicarci all'allestimento di un nuovo live show che comprenda visual. Ci conosciamo da sempre e siamo molto affiatati quindi quando usciamo a suonare ci divertiamo parecchio… al momento, però, non ci viene in mente nessun episodio in particolare, perdonaci :).

Un’ultima domanda spassionata. Cosa state ascoltando in questo momento?
Mattia per lo più Scratch Acid e The December Sound. Alessandro, dopo un viaggio con un amico che aveva solo quel disco in auto, ascolta sempre Vic Chesnutt. Andrea gli Shellac.

E con questo è tutto, grazie mille per la chiacchierata ragazzi. A presto!
Un abbraccio Mara e grazie ancora per la bellissima chiacchierata. Baci

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Caffiero - Moscagrande - 2012

Visto che la fine del mondo è oramai dietro l’angolo e il tempo stringe sempre più, pensavo che sarebbe stato inopportuno lasciare quest’universo senza prima aver parlato dell’album d’esordio del trio marchigiano, meglio noto come Caffiero. E visto anche che con un incipit del genere si rischia di sfiorare apparenti assurdità, non sarà di certo un problema se nel presentare Moscagrande farò ricorso ad una favolistica effigie figurativa. Immaginate allora, una fattucchiera e un pentolone in cui ribollono sostanze indefinite, gli elementi si mescolano vertiginosamente tra di loro come una rete di cellule impazzite per creare una pozione magica. Il risultato è soddisfacente. Sperimentalismo allucinato ed elettronica d’avanguardia si sposano in un equilibrio strafatto di acidità noise ed estasi psichedelica. Un sound orbitale frutto di una cultura musicale degli stessi componenti della band, che è mutata e cresciuta nel tempo, in un marasma di generi differenti la cui catalogazione potrebbe risultare riduttiva per l’essenza stessa dell’album. I ragazzi riescono a mettere su una struttura ritmica che affianca forme più astratte di minimalismo elettrico ed elucubrazioni sintetiche, con modulazioni di roboanti ed ipnotici synth, il tutto in una prospettiva tipicamente lo fi. Undici brani carichi di groove e tensione che scorrono via molto bene tra incubi psichedelici e scosse di IDM; l’album volteggia disinvolto, l’atmosfera estrania dalla realtà e nel buio lancinante dei sample si esce dall’ascolto con addosso i postumi di una ciclopica sbronza sonora. E come accade con i lavori migliori, appena finito viene subito voglia di riascoltarlo.


Caffiero
Moscagrande
2012
Autoprodotto
  
Tracklist:
1. A damn fine cup of coffee
2. Bullshit
3. Chinaboy
4. Violence in the kitchen
5. 3 by the gin
6. Tubi: ceci n'est pas une pipe
7. Secondo
8. My skeleton is older than my father
9. John Starks
10. Caffiero nei boschi secchi


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sabato 13 aprile 2013

The Clever Square - I Wish Jelle Was Italian (So We Could Get Wasted Together Every Friday) Ep - 2008

La Tea Kettle è piccola piccola ma in quello che fa ci mette tanto amore. La Tea Kettle è fatta di gruppi "che erano sfigati quando essere sfigati non era ancora una cosa figa." (Quant'è vero!). Ed è per questa etichettina che i The Clever Square partoriscono il primo album, dopo Ep su Ep. Ora, visto che è tutto scaricabile dal loro myspace e dal sito dell'etichetta, qui mi piaceva dar risalto a questo eppi in particolare perchè mi piace un casino. Ora in download direttamente al soundcloud! (Settembre 2009)


The Clever Square
I Wish Jelle Was Italian (So We Could Get Wasted Together Every Friday) Ep
2008
Tea Kettle Records

Tracklist:
1. They're Acting A Porn Movie On My Bedsides
2. Rutherford, Thomson And Bohr (Or, Beautiful Boy)
3. I Did Not Mean To Fall Asleep While We Were Having Sex
4. The Wedding Photographer
5. Would You Believe Me?, Part 2



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mercoledì 10 aprile 2013

The Clever Square - Ask The Oracle - 2013

Prima un duo, poi un trio e ora un quartetto d'assi: loro sono Giacomo D’Attorre, Stefano Vespa, Mirko Montevecchi e Stefano Bacchilega, ovvero i The Clever Square, band romagnola dalla lunga carriera con un impeccabile sound lo-fi indie rock. Ask the coracle è il loro nuovo lavoro, cinque tracce che volano via come il vento e che ti fanno venire voglia di abbracciare qualcuno. Il disco dura meno di dieci minuti ma ti può succedere che metti il repeat dieci volte e allora passano cento minuti e tu che volevi andare a letto presto sei invece incollato magneticamente a bandcamp. Che poi dal detto bandcamp, ovvero quello dell'etichetta che li ha prodotti, Flying Kids Records, lo potete pure scaricare. Fuck yeah!


The Clever Square
Ask The Oracle
2013
Flying Kids Records

Tracklist:
1. February is a lie
2. Baby's fun trip
3. Yawn Parade of Stings
4. Jar of evil
5. Imaginary Latex Gloves


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sabato 16 marzo 2013

Horrible Present - Golden Shot


Nicola Dona ha la capacità di trasportarti nella fotografia sbiadita di qualcun altro e farti sentire a casa tua, dentro le tue memorie. Golden Shot è la nuova canzone che ci regala mentre lui è a New York a fabbricare nuovi futuri ricordi e avvolgerli in quell'alone fifties che caratterizza il suo sound. Così semplice e così efficace. Senza altre chiacchere, Horrible Present.

"...Keep your hands around my neck /
your nails inside my skin / let it bleed..."



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venerdì 15 febbraio 2013

Stead - Rough - 2012 [Streaming]

L'intimo e gentile songwriting di Stead, siciliano di Londra, l'ho scoperto per caso o per fortuna. Dopo un concerto di Veivecura, in una Pisa meno scura di adesso, scoprendo che i due sarebbero stati impegnati in un fittissimo tour europeo, venti date concentrate nei trenta giorni di Novembre. Solo loro due, Davide Iacono al piano e Stefano Antonici D'Agostino alla chitarra, la mia mente già viaggiava con loro. Internet fece il resto. Rough esce nel 2012 ma è esperienza degli anni precedenti, gli anni che portano Stefano in giro per il mondo fino a stanziarsi a Londra abbandonando una casa dopo l'altra solo per trovarne una in queste canzoni. L'album è frutto di un lungo percorso che ha visto tante colalborazioni tra cui il già citato Veivecura, Cesare Basile, Giuliano Dottori, Roberta Cartisano, Francesco Saverio Gliozzi dei Sursum Corda ed è stato prodotto in collaborazione con lo stesso Basile.


Stead
Rough
2012

Tracklist:
1. Colors
2. Another Me
3. Flaming Red Horizon
4. Wheeler Dealer
5. Instead
6. Repetitive
7. Twenty-nine Times
8. Giuggiulena



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sabato 3 novembre 2012

venerdì 19 ottobre 2012

Matt Confusion - Songs in the Night - 2012

Capita una mattina di svegliarsi e sentire la necessità di accantonare un vecchio progetto per dedicarsi a qualcosa di totalmente differente, ma nei pensieri già ipotizzabile. Questo è quello che è accaduto a un giovane ragazzo di Monza che nel 2011, ha deciso di mettere da parte la freneticità del grunge e del rock alternativo per abbracciare un genere musicale totalmente diverso rispetto al precedente. Così da membro dei Confusion Is Next, Matteo Radice ha utilizzato il suo tempo per lavorare a un progetto solista che si è realizzato con un cambio di nome, Matt Confusion, e un album, Songs in the Night, registrato interamente a casa con un’apparecchiatura a basso costo. Paradossalmente, nonostante l’esiguità della produzione, il disco è di un’espressività ed efficacia prodigiosa. Pare inoltre che i nove brani che compaiono nel lavoro, siano stati composti tutti rigorosamente di notte, quasi a volere imprimere nella mente dell’ascoltatore l’intimità e la magia delle suggestive atmosfere diurne. Ricca di passione, la musica conquista sin dal primo ascolto grazie alle splendide sonorità cameristiche e alla spontaneità ritmica del blues, ricco di fraseggi dalle figurazioni ritmate. La voce calda e sensuale di Matt rimbalza con toni surreali sopra taglienti assoli di chitarra, in una mistura sapiente di natural groove, in grado di coinvolgere senza troppe difficoltà. Blues autentico, nostalgico ed elettrizzante che vi darà la carica per tutta la giornata. La straordinaria sensibilità, la bellezza del suono, il virtuosismo tecnico e non ultima, la versatilità compositiva del giovane musicista, trascinano in un universo sonoro da gustare ogni volta con rinnovato piacere. Provateci. 


Matt Confusion
Songs in the night
2012
Autoprodotto

Tracklist:
1. Word
2. Joe's Diner
3. Longtime Loner
4. Every Now And Then
5. Simply The Blues
6. Sneaking Upstairs
7. Heading Downtown
8. xmas 2011
9. Night Sweat


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mercoledì 11 luglio 2012

René e i darwinisti - Negli appositi spazi - 2012

Ecco un martellante quarto d'ora pericolosamente denso di stilettate, ospitate e colpi di scena sonori e scioglilinguistici. René e i darwinisti sfornano una baraonda grottesca, traboccante paradossi e crudeltà più o meno sottili, e ficcano dentro un bizzarro inferno tricotico a base di baffo alla Marco Columbro, peluria facciale di Sarah Palin, caschetto stile Carrà impriastricciato col gel... Di cosa cappero sto parlando? Di un delirio totale. Negli appositi spazi è un cassonetto deliziosamente indifferenziato di arrangiamenti sgangherati tenuti su con lo spago, rattoppati a tastierine, trombettine e tamburelli. Imperdibile per cultori di spadrillas e Non è la RAI, e per chi in generale non ama prendersi troppo sul serio - in questo, il duo di "cantautori paffuti" from Piemonte ha davvero stile. Per tutti gli altri è possibile che René e i darwinisti siano quel tipo di entità che muove per istinto due reazioni esclusive e diametralmente opposte: l'amore a primo ascolto, oppure l'orticaria.


René e i darwinisti
Negli appositi spazi
2012
gone/core

Tracklist:
1. Overland
2. Baffi
3. Documentari
4. Il disprezzo
5. <3
6. Negli appositi spazi


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martedì 12 giugno 2012

Gli Ebrei - Dio è morto [Single]

Ecco la nuova release de Gli Ebrei che hanno rivistato il famoso brano di Francesco Guccini con la gentile partecipazione di Simona Gretchen, la quale recita un estratto da "Il Vangelo Secondo Gesù Cristo" di Josè Saramago. La band lo-fi shoegaze punk band marchigiana è attesa al varco dopo i clamori del primo, omonimo, album datato 2010. Il brano è presentato oggi in esclusiva streaming/download su alcune piattaforme webzine italiane: Osservatori Esterni, Impatto Sonoro, Shiver Webzine, Dance Like Shaquille O'Neal. E ovviamente lo trovate anche qui sotto. Enjoy!



► Simona Gretchen ▲ FB ▼ Soundcloud ◄

venerdì 8 giugno 2012

Love Yourself First - Un bacio - 2012

Ed è proprio quando meno te l’aspetti che arriva qualcosa di piacevole a destarti da un noioso pomeriggio di fine maggio. Il nuovo mini ep di Love Yourself First è apparso all’improvviso, lucente come un raggio di sole sul muro della stanza. La fame di creatività del giovane Maraglino non conosce limiti e se la voglia di scrivere canzoni è cosi veemente, noi non possiamo che esserne felici. L‘approccio è quello di sempre, musica lo-fi dalla forte componente pop, calibrato accuratamente tra ritmiche incalzanti e inserti synth-punk.  Abbandonati transitoriamente  titoli lunghi e stravaganti, in un “Un bacio”, LYF riesce ancora una volta a parlare con disivoltura di tematiche inerenti la vita di tutti i giorni, animate però da una vena ironizzante che da sempre accompagna i testi del giovanotto, e che butta in faccia la verità pur mantenendo il sorrisetto sulle labbra. Su colorati tappeti melodici, scorrono immagini sbiadite dal sonno e da un’immaginazione fin troppo vivace, in cui la vocalità, nonostante tutto, appare capace di trascendere la tangibilità dei propri desideri.  Due brani, semplici e azzeccati che catturano e ammaliano con seducenti refrain , testimonianza di  una perseveranza geniale e strabordante di invettiva.  Siate affamati!


Love Yourself First
Un bacio
2012
Autoprodotto


Tracklist:
1. Un bacio
2. Mezza giornata all'anno




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martedì 27 dicembre 2011

Laghisecchi e Numero6 - Discografia completa - 1998-2010

Ci sono artisti e artisti, e fin qui siamo alla fiera dell'ovvietà. Ci sono anche artisti che hai sotto il naso da anni, che pensi di conoscere come le tue tasche, che entrano nei tuoi umori quotidiani con le loro canzoni e che pensi non possano più sorprenderti. E che invece scopri che fanno cose semplicemente grandi e che continuano a stupirti punto e basta. Oggi parlo di Michele Bitossi, alias Mezzala, oppure Numero6, ma anche Laghisecchi, che ha deciso di mettere in free download tutto il suo vecchio materiale, dal 1998 al 2010. E noi che siamo famelici ed ingordi anche in questo periodo di bagordi, vi mettiamo a dsposizione i link per il download di tutto il materiale disponibile:


Laghisecchi


Radical Kitsch
1998
Noys - Baracca e Burattini

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Numero6
Iononsono
2003
Alternative Produzioni

Download



Numero6
Dovessi mai svegliarmi
2006
Ecletic Circus Records

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Numero6
I love you fortissimo
2010
Supermota, Audioglobe

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