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sabato 9 maggio 2015

Trees of Mint - S/t - 2012 [Streaming]

Trees of Mint è l'ideale per chi si sente solo e non vuole circondarsi di ingombranti esseri umani. Un'orchestra di echi discreti e continui, un metronomo di suoni scanditamente astratti, una sorta di film acustico che stira i nervi e non occupa spazio, pur riempiendolo. Alla base di tutto c'è Francesco Serra, classe 1980, chitarrista e compositore autodidatta col dono di incantare anche le orecchie non abituate al genere. Loop-machine e chitarra elettrica, questi gli ingredienti. Niente frasi strappalacrime, niente titoli ermetici, niente di niente, solo risonanze e lo stretto indispensabile per piastrare i pensieri, le domande, i pugni stretti.


Trees of Mint
Trees of Mint
2012
Trovarobato

Tracklist:
1. Pt. 1
2. Pt. 2
3. Pt. 3
4. Pt. 4



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lunedì 4 maggio 2015

Dino Fumaretto - Sotto Assedio - 2015 [Streaming]

Chi non ha mai vissuto almeno un'esperienza di "due di picche" di quelli "importanti" è verosimile che non abbia mai vissuto veramente fino in fondo, o almeno non conosce ancora la parte più derelitta e scardinata di sé, il "cuore di tenebra" che viene fuori dalle crisi più nere e che dà la misura vera di quanto il nostro cuoricino sia in grado di sopportare e contenere. Se c'è un'esperienza in grado di mandare fuori di testa anche il più razionale e composto fra gli essere umani, forse è proprio quella lì, l'essere piantati in asso dall'Amore - qualunque cosa Amore significhi. Da qui la riflessione marzullesca di turno, ovvero se non siamo magari paradossalmente più "noi stessi" e maggiormente prossimi alla nostra essenza più estrema, in tutti i suoi limiti difettosi e zoppicanti, proprio nella follia e nello squilibrio che scaturiscono da certi non voluti abbandoni. Insomma, se è vero che “chi non risica non rosica”, purtroppo “a volte a forza di vivere va a finire che si muore” (vedi Poca cosa), ma sempre meglio la bella gastrite nervosa del Mal d'Amore con annesse pippe mentali, ossessioni diurne e insonnia, piuttosto che l'atarassia e la verginità a vita (e che noia!). Dino Fumaretto è destabilizzante come al solito, e tutto questo è come al solito l'unico aspetto indiscutibile della questione. Continua a martellare sul piano, tormentato e lucidamente sconvolto, un po' serio, un po' per niente serio, un po' per “ridere con ansia”, un po' per dare ai nervi. Se detestate il rumore del trapano non è roba per voi; altrimenti, arrendetevi sereni ché tanto l'amore è una guerra, siamo tutti Sotto Assedio nessuno escluso e quindi amen.


Dino Fumaretto
Sotto Assedio
2015
Trovarobato

Tracklist:
1. Più ti rivedo e più mi manco
2. Il male
3. Poca cosa



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giovedì 16 aprile 2015

Iosonouncane - Die - 2015 [Streaming]

Die io lo leggo così: /'di:e/. In sardo è femminile e significa “giorno”, e questo disco è impregnato di Sardegna e di tutte le Sardegne e le isole personali di ogni ipotetico ascoltatore. Però, se uno vuole, può anche intenderlo come /'daɪ/, che in inglese è “morire”, ed entrambi i modi hanno a che fare con un concetto temporale di finitudine. Certo che “morire” riguarda una finitudine un po' più urticante, e Die è un disco complessissimo, da mal di pancia, disturboso all'estremo. Die è una specie di Odissea ridotta all'osso che scortica e mescola i piani di Eros e Thanatos, in cui ogni cosa precipita agli elementi puri e tutto diventa l'opposto di tutto. C'è un uomo in mezzo al mare che non riesce a tornare a riva, si ritrova a fare i conti con i limiti della propria persona, e il contesto fa di questo corpo, in balìa dell'incerto, l'universo intero. Il resto è un rumore di fondo nella fatica della sopravvivenza tout court, che però funziona da enorme memento vivere: più giù, aldilà della crisi, sta l'ordinario quotidiano. Così arrivano gli echi di polifonie umane virili e rotonde, dei muretti a secco che intersecano le campagne aride su cui trovano nutrimento bestie, sugherete e contadini, a dispetto della sterilità apparente. Nel mentre, tutt'intorno, le acque materne e feconde per definizione stanno lì lì per dargli il colpo di grazia e risucchiarselo per sempre. E poi c'è una donna sulla terraferma - ma un'isola è terraferma davvero? - che aspetta il ritorno, e ogni cosa riporta a una specie di trance in sospensione fra i ritmi circolari e percussivi e la voce aguzza e lacerante come un amo da pesca di Jacopo Incani / Iosonouncane. Die è intenso e viscerale al pari di e forse più de La macarena su Roma; c'è da innamorarsene seriosamente da quanto muove e commuove. Non abbiatene timore e ascoltate...


Iosonouncane
Die
2015
Trovarobato

Tracklist:
1. Tanca
2. Stormi
3. Buio
4. Carne
5. Paesaggio
6. Mandria



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martedì 14 ottobre 2014

Musica per Bambini - Dal Dottore [Video]

Capolavoro! è il sesto album di Musica Per Bambini in uscita ad inizio Novembre per Trovarobato. Se vi siete persi il tour estivo potete recuperare la vostra dose di geniale follia musicale con il sottostante video da assumersi sedici volte al dì, lo dice il dottore.



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giovedì 22 maggio 2014

Eterea Post Bong Band - Fibometraggio [Video]

Il presente geniale Fibometraggio è una chicca fino ad ora visibile solo ai concerti dei veneti Eterea Post Bong Band nel tour di Bios, l'ultimo album della band pubblicato da Trovarobato nel 2013. Il video proiettato in apertura ai concerti introduce il concept del disco legato a Fibonacci e la sua magica serie di numeri, delle animazioni se ne è occupata The Good Bread Company, dei testi lo stesso Gigi Funcis degli Eterea mentre la voce è di Monique degli Honeybird & the Birdies. Il video, che dal secondo minuto diventa nero per permettere deliranti proiezioni, si sincronizza con il brano Fibo realizzato da quei pazzi degli Eterea Post Bong Band seguendo la sequenza di Fibonacci. 



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martedì 4 febbraio 2014

Hobocombo - Utsu [Video]

L'esotico trio Hobocombo allarga la distribuzione del suo nuovo album Moondog Mask, uscito per Trovarobato, grazie alla distribuzione europea della Broken Silence di Amburgo e nel contempo stampa anche 500 vinili con la giovane etichetta Linèria. La gioia per questi eventi viene celebrata con un nuovo videoclip dedicato al brano Utsu e realizzato da Mirco Santi per Home Movies di Bologna. Il sound e le immagini ritagliate del video si intrecciano in modo naturale, come fosse la colonna sonora originale di questo vecchio documentario orfano di madre.



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giovedì 14 febbraio 2013

Zona MC - Odissea di Ulisse pensionato di Bellaria


Ulisse è un personaggio mitologico che ha attraversato pericoli e difficoltà per oltre vent'anni prima di tornare alla sua isola Itaca. Questo perché ha fatto incazzare il Dio del Mare e si sa che certa gente è proprio permalosa. 
Ulisse è anche un pensionato della provincia romagnola con l'Alzheimer (il moderno oblio dei Lotofagi) che allo stesso modo del suo omonimo affronta mille pericoli per cercare di tornare neanche lui sa dove. Ma il corso degli eventi vuole che Ulisse si ritrovi inerte dentro un ospedale a finire il resto dei suoi giorni. Suo figlio fa passare questo trattamento per amore, ma dentro di sé Ulisse non può non pensare a un dio come quello del mare che lo ha osteggiato e preso in giro per tutta la sua vita.
Zona MC, invece, è un rapper italiano. Forse il miglior rapper italiano. Sicuramente il rapper più amato da chi non ama il rap. Da diversi anni, oltre ad esibire in giro per l'Italia delle doti sopraffine nel freestyle, Zona MC sforna senza sosta un disco più bello dell'altro, unendo breakbeat e filosofia, sarcasmo e retorica, piadina romagnola e resistenza intellettuale.
Il 18 Febbraio esce per le etichette Trovarobato Netlabel, Corpoc e Rxstnz e per l'ufficio stampa Sfera Cubica la sua nuova fatica in studio Scrivere con il sangue, alla quale hanno collaborato Rico Gamondi degli Uochi Toki, Luigi Funcis di Eterea PostBong Band e Gigs dei Dawn Under Eclipse. Nel brano in anteprima Odissea di Ulisse Pensionato di Bellaria, Zona MC veste i panni di un Omero moderno e disilluso, pieno di compassione ed empatia per chi non ha più le facoltà ne le forze per decidere di sé stesso. Una perla anche per chi non ama il rap o chi non ha ancora scoperto di amarlo.



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lunedì 11 giugno 2012

Alessio Lega + Mariposa - Resistenza e amore - 2004

Questo è un album della serie "è uscito anni fa, ma è un peccato mortale non parlarne su TBJ"; da ascoltare con le orecchie spalancate e pulite per bene, e per almeno due ragioni che si possono chiamare per nome, ovvero coi nomi delle entità che lo hanno partorito. 
Prima ragione: Alessio Lega, autore di testi e musiche, è uno che le parole le sa mettere in fila per bene, è di quelli che ti fanno gasare a mille per il fatto di parlare la stessa tua lingua e per il modo in cui sono in grado di ottimizzarne le possibilità in forma di arte. A parte il valore di ciò che è sotteso al disco - sarebbe davvero riduttivo trattarne in questa sede, ergo qui come mai altrove vi esorto a scaricare i brani e ascoltare - Lega non sgarra di una sillaba, e tutto è necessario e giustificato di per sé. Resistenza e amore canta "l'equilibrio del moto perpetuo, la vita che si muove silente, il genio fecondo dell'ingegneria che sconfigge la fretta". Alessio Lega ama scorazzare in bicicletta fra una canzone e l'altra, generoso eppure sobrio, con misura, "senza strepito o fumi che inquinino il mondo", perché "la rivoluzione - compagni - arriverà in bicicletta". Con gli arrangiamenti azzeccatissimi degli splendidi Mariposa (ecco il secondo buon motivo per ascoltare come si deve l'album), qui in modalità frugale-ma-mai-piatto/essenziale-senza-sciatteria/adagio-con-brio.
Un lavoro che ha alle spalle quasi un decennio di vita, ma assolutamente da riscoprire.


Alessio Lega + Mariposa
Resistenza e amore
2004
Trovarobato

Tracklist:
1. Straniero
2. Framm. 1
3. Parigi val bene una mossa
4. Framm. 2
5. Nemmeno per un attimo
6. Resistenza e amore
7. Un'oasi nel deserto
8. Framm. 3
9. Chi?
10. Ode al moto perpetuo
11. Rachel Corrie
12. Framm. 4
13. Vigliacca!
14. Dall'ultima galleria
15. Altrove

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martedì 22 maggio 2012

Mariposa - Suzuki Bazuki EP - 2004

La recente pubblicazione di Semmai Semiplaya è anche un bel pretesto per rispolverare i vecchi lavori che i Mariposa hanno da tempo liberato in free download nell'etere digitale.
Suzuki Bazuki
venne spiegato come ''un EP sulla guerra'', e se i testi dell'ormai dipartito Fiori sono tutt'altro che linearmente espliciti in merito all'argomento, si ode invece un gran cozzare di pioggia contro nuraghi abbandonati a se stessi, su un paesaggio di cupo Medioevo e cortei funebri sotto la luna immobile e menefreghista. Tripudio in chiusura con ''l'impotenza degli stati membri'', la dermatite seborroica e le battaglie - perse? - a colpi di pomate cortisoniche.
Suzuki Bazuki EP uscì nel 2004, l'anno della bandana di Berlusconi, dell'infarto di Bossi, dello Zecchino d'Oro a Il gatto Puzzolone. Masini vinse Sanremo, mentre Ciampi si fratturò la clavicola e Fidel Castro il ginocchio. Gran parte di questi avvenimenti si può fare a meno di ricordarli senza tanti rimpianti; Suzuki Bazuki EP, invece, sarebbe un peccato non (ri)ascoltarselo ogni tanto, perché aldilà della sua immarcescibile - purtroppo - attualità tematica, è un gioiello in miniatura. E a tratti commuove, in senso buono.


Mariposa
Suzuki Bazuki EP
2004
Trovarobato

Tracklist:
1. Servitù coattiva di elettrodotto
2. I bambini collaterali
3. La luna ha molto tempo da buttare
4. Il pappagallo (è maturo il tempo della rivoluzione)



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sabato 5 maggio 2012

Mariposa - Semmai Semiplaya - 2012 [Streaming]

Per l'innesto di Serena Altavilla dei Baby Blue, anticipato all'ultimo Premio Tenco, i Mariposa hanno scelto una formula di passaggio ''morbido''; per cui, sebbene Semmai Semiplaya sia il primissimo lavoro pubblicato dopo il congedo di Alessandro Fiori, tuttavia non rappresenta uno spartiacque vero e proprio fra le due ere. Primo: perché non è un disco di pezzi originali ma di rivisitazioni elettroacustiche del passato sonoro del gruppo (più, nientepopodimenoché, una spassosa versione di Whip It dei Devo in italiano), e quindi con le liriche del Fiori di cui sopra. Secondo, perché Serena, in cui mi aggrada vedere la fatina dai capelli turchini che sulla copertina del disco si rinfresca la glottide sorseggiando il colorato cocktail a base di succo di pterodattilo (vedi origamino dell'art-work di Semmai Semiplay), non è un componente storico dei Mariposa ed è una femminuccia: se ci avesse messo la voce un veterano del gruppo, magari avrebbe fatto un po' ''surrogato in prova, mettiamoci una pezza con quello che c'è e vediamo se va'' - pure se pezza di pregio. E invece sarebbe fuorviante e del tutto impreciso ridurre Semmai Semiplaya al rango di lavoretto di transizione, perché da una cosa del genere ci si aspetterebbe sciatteria e indecisione sul da farsi. Al contrario, Serena è più che a suo agio, mentre gli arrangiamenti sono quelli cazzuti e divertenti di sempre - qui più late Sixties che mai.
In attesa di scoprire chi e come metterà testi e voce nei capitoli futuri, godiamoci a piene orecchie i Mariposa versione ''Biancaneve e i sei barbuti''. Buona colazione musicale!



Mariposa
Semmai Semiplaya
2012
Trovarobato

Tracklist:
1. Pterodactyls
2. Tre mosse
3. Pompelmo rosa
4. Frustalo
5. Chambre
6. Specchio
7. Pterodattili


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lunedì 23 aprile 2012

Eildentroeilfuorieilbox84 - La fine del potere - 2012 [Streaming]

Ma voi lo sapevate che a Roma ci stanno le pecore? E lo sapevate che nel mondo esistono pecore ovine che pascolano l'erba e pecore umane che sognano di ''trovare dollaroni per terra''? La fine del potere, quarto lavoro dei capitolini Eildentroeilfuorieilbox84 - Rampone, Maulucci, Lemme - si apre con uno spiazzante coretto belante; ed è subito amore.
Riforma
, Rivolta, Antisogni, La guerra continua... Se uno si ferma a leggere i titoli delle canzoni, magari si aspetta un album da Anni di piombo - un po' parka, un po' costine di velluto, e un po' anche pesante. E invece, questi tre sedicenti pionieri dell'hard-quore tirano fuori tredici pezzi di crossover allucinatissimo, serrato e sbudellato, e come funamboli riescono a metterci dentro cose che per non allungarci troppo definiremo serie - riforma agraria, mercati finanziari, apolidia, proprietà privata...- senza il morbo della sindrome da capopopolo con la verità in saccoccia, e senza prendere se stessi troppo sul serio. La fine del potere è un lavoro credibile e onesto, perché solleva questioni piuttosto che teorizzare soluzioni. E dato che, nel bene e nel male, ''la condivisione è la colla del potere'' (vedi Democrazia), e siccome ''chi magna da solo se strozza'', godiamoci insieme lo streaming integrale di questo bel dischetto.



Eildentroeilfuorieilbox84

La fine del potere
2012
Trovarobato

Tracklist:
1. Intro
2. Antisogni
3. La fine del potere
4. Consapevolezza
5. Proprietà
6. Acqua
7. Riforma
8. Rivolta
9. Denaro
10. Natura
11. Democrazia
12. Sanità e istruzione
13. La guerra continua



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