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giovedì 25 giugno 2015

Démodé - Ison - 2015 [Streaming]

Ecco finalmente lo streaming completo del nuovo impeccabile lavoro dei friulani Démodé, un turbinìo di folklore nostrano e balcano, di virtuosismi jazz e contaminazioni retrò. Ison è uscito a Maggio anticipato dal brano La Fuga, gli altri dieci appassionanti brani li trovate ora qui sotto assieme agli opportuni link per avere fra le mani i meravigliosi cd dell'orchestrina tascabile. Fatevi guidare da piano e clarinetto e la giornata prenderà tutta un'altra svolta!


Démodé
Ison
2015

Tracklist:
1. La Fuga
2. Ison
3. Arturo
4. Memento
5. Nuances
6. Il Sentiero Incantato
7. Il Papiro di Ani
8. Split Inside
9. Charlotte
10. Luna Indiana
11. Zucchero Sotto Sale



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martedì 28 aprile 2015

Démodé - La Fuga


La Fuga è il gustoso appetizer del nuovo disco della mia orchestrina friulana preferita, i DémodéIson uscirà il 10 Maggio e conterrà undici nuovi brani nel loro stile unico che mescola musica folk, jazz ed elettronica per un risultato coinvolgente ed emozionante. Chi li ha già conosciuti con Le Parole al Vento non potrà che apprezzare la continua evoluzione del sound dell'orchestra tascabile, tutti gli altri possono/devono recuperare il prima possibile cliccando qui!



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sabato 4 aprile 2015

Démodé - Le Parole al Vento - 2011 [Streaming]

I Démodé sono Lucia Soramel, Francesco Zanon, Claudio Colaone, Luca Laruina, Carin Marzaro e Alberto Zenarolla e vengono da udine. Dopo un primo ep estremamente stuzzicante hanno finalmente registrato il loro primo full-length che è uscito il ventiquattro settembre. Le parole al Vento è un disco che lascia basiti per il caleidoscopio di suoni, il trasformismo di cui è capace il giovane sestetto. Certo, in parte l'originalità della loro musica è data anche dall'accostamento di strumenti che non sono soliti comparire sui palchi del sottobosco italiano, quantomeno non tutti assieme. Violino, sassofono, clarinetto e piano sono però solo legno e ottone. E corde e meccanismi e fiato e archetti. E tutto il resto. Quello che c'è dietro però è l'orchestra, nel suo complesso, capace di trascinarti e farti ballare da solo in camera e farti perdere in continenti sconosciuti senza muoverti di un passo. La commistione di generi e musiche popolari, di jazz, folk e quant'altro. Quando si ha una così potente espressività musicale le parole non servono. Le parole al vento. (Luglio 2012)


Démodé
Le Parole al Vento
2011

Tracklist:
1. Circense
2. VeraLuna
3. Unobanana
4. Oltremare
5. Pizzica!
6. China Boid
7. Dante
8. Baciami Elvira
9. Vecchiomondo
10. New Pest
11. Serpenti



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sabato 7 marzo 2015

Starfuckers - Infrantumi - 2015 [Streaming]

Gli Starfuckers, ovvero Manuele Giannini, Roberto Bertacchini e Alessandro Bocci, nonostante la scarsa notorietà in Italia e la scarna discografia, vengono considerati dalla critica estera una delle band più importanti del panorama rock nostrano. Infrantumi esce nel 1997 ed è il terzo disco della band toscana (ma bolognese d'adozione) e mai titolo potrebbe essere stato più azzeccato: un disco di destrutturazioni, silenzi e sonorità grezze in cui tutto sembra assolutamente casuale, l'impressione, infatti, è quella di voler abbattere ogni genere di barriera per creare qualcosa di spontaneo e autentico. Gli ingredienti sono un campionatore, un synth analogico, un multieffetto, una chitarra elettrica, un amplificatore a transistor, una batteria vintage, un monitor e un piatto da dj. All'interno del disco vengono, inoltre, invitati a partecipare diversi ospiti, tra cui alcuni membri dei Massimo Volume. Infrantumi oggi è stato rimasterizzato e ristampato in vinile da Corpoc, in una edizione limitatissima e imperdibile di 300 copie numerate e serigrafate a mano. Che altro dire? Buon ascolto...
“It sounds like an eternal sound check" Lydia Lunch


Starfuckers
Infrantumi
2015
Corpoc

Tracklist:
Lato A
1. Ode
2. Distribuisce Pastiglie
3. Di Marmo
4. Ostinato
5. Un Segno Esterno
6. Onde Corte

Lato B
1. Da Zero
2. Colei Con Cui
3. In Minor Meno
4. Di Me
5. Chiodi
6. Qua Che


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venerdì 9 gennaio 2015

Grand River - Cellophane


Cellophane è l'apertura eterea di Wers, lp di Grand River uscito a novembre per MagmatiQ Records. Aimée Portioli, trasferitasi a Milano dalla terra dei mulini a vento, riuscirà a farvi immergere nel mare del Nord con tutti i vestiti addosso e a risollevarvi completamente asciutti.



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venerdì 27 luglio 2012

Brioscine appena sfornate: Démodé

L'appuntamento di questa settimana con un gruppo appena sfornato vede protagonisti di Démodé, orchestra da camera friulana di meravigliosa musica strumentale che nel loro ultimo disco, Le Parole Al Vento, ha fuso jazz, folk e quant'altro rendendone l'ascolto una esperienza estremamente goduriosa per le orecchie.

Cari e numerosissimi Démodé, prendete pure una sedia dalla sala e accomodatevi nella piccola cucina di The Breakfast Jumpers dove, invece di fare colazione, faremo due chiacchere. In primis la solita tiritera: Da dove venite? Come e quando nasce il vostro meraviglioso sestetto? Quali evoluzioni di sound e di formazione dall'inizio ad ora?
Checo: I Démodé nascono nell’agosto 2005 dall’incontro di violino basso e sax, ai quali si sono subito uniti pianoforte e clarinetto; per l’assetto definitivo si è dovuti arrivare all’inizio del 2009. Siamo tutti Friulani D.O.P. innamorati della musica, ognuno a modo proprio, e con l’intenzione di fondere senza schemi le proprie esperienze con la voglia di fare qualcosa di bello.


Il vostro background musicale si sente che è molto vario e spazia dalla musica leggera, al jazz e al folk con rapidità e naturalezza. Come emerge il gusto musicale del singolo componente dell'orchestra nel momento di comporre un pezzo?
Alberto: Tutto ciò che si può sentire nella musica dei Démodé è semplicemente spontaneo, non abbiamo mai deciso razionalmente di comporre seguendo un certo stile e siamo sempre entusiasti di sperimentare strade nuove, chiunque abbia un’idea nuova è il benvenuto.

Luca: Il gusto musicale del singolo componente emerge talvolta trasformato dal contributo degli altri elementi, talvolta come concepito in origine dal singolo componente... di solito, dopo aver provato le varie versioni, la decisione finale spetta alla commissione suprema (composta da dodici orecchie). La varietà del background, comunque, non è solo il risultato della fusione musicale di sei persone: ognuno di noi ascolta con interesse e apertura mentale i più svariati generi musicali senza pregiudizi.

Le Parole al Vento è il vostro disco d'esordio, autoprodotto e registrato magistralmente nello studio Artesuono, avete sentito la mancanza di un'etichetta oppure ormai si può davvero fare tutto da soli?
Kerin: Si può e si deve fare da soli. Soprattutto quando la propria musica non è categorizzabile in una corrente definita ma percorre molti generi e ispirazioni, come nel nostro caso. Non sei mai abbastanza jazz, folk, acustico, prog, indie… ecc. per quel particolare editore o situazione. Un paio di piccole etichette si sono interessate ai Démodé ma, vedendo che ce la cavavamo da soli, si sono complimentate spiegandoci che non avrebbero potuto aiutarci più di quanto stessimo già facendo. Crediamo che l’autoproduzione abbia molti vantaggi: puoi decidere come e cosa registrare, in che studio farlo, su che supporto stampare, come presentarti. Serve certamente molta più energia, una grande organizzazione e il budget per tutti i passaggi della produzione. Molte band decidono poi di affidarsi ad un ufficio stampa che, a suon di qualche centinaio di euro, ti garantisce qualche buona recensione o passaggio radiofonico. La cosa che fa la differenza, forse, è trovare un’agenzia di booking che riconosca e investa sull’originalità e sulla qualità live di un progetto. Ecco, quella ci piacerebbe davvero!


Generalemente la musica strumentale in Italia suscita all'orecchio medio lo stimolo di chiedere al cervello "Ma quando comincia a cantare?" Eppure i Démodé sono riusciti a ritagliarsi un ottimo spazio tra stampa e concerti per promuovere questo fantastico disco. Raccontateci l'esperienza live più soddisfacente di questa stagione di concerti.
Checo: Vessillo dello stile musicale italiano in Europa e nel mondo sono da sempre le grandi melodie dei grandi autori (Verdi, Puccini) o della Canzone Napoletana (‘O Sole Mio’), ma al pari di queste anche i temi di composizioni quali “Le Quattro Stagioni”, i Concerti Grossi di Corelli, l’Adagio di Albinoni, la produzione del Boccherini e (beati noi!) tutto il genio del nostro contemporaneo Ennio Morricone! Noi diamo libertà a chi ci ascolta di essere regista della propria colonna sonora.

Alberto: Forse l’esperienza più emozionante della passata stagione di concerti è stata il concerto tenutosi in sala Ajace a Udine per la rassegna Concerti Aperitivo. Eravamo l’unica “band” in un cartellone di formazioni di musica da camera note a livello nazionale, il pubblico andava dai 6 agli over 80, una bellissima sala di marmo in stile liberty strapiena di persone attentissime e di gusti non facili. La soddisfazione che dà avere successo in una situazione del genere è impagabile.

Kerin: Ahh, orecchio medio, cosa ti perdi! Sarà che siamo cresciuti ascoltando generi che non di rado sceglievano la via dello strumentale... Il fatto di utilizzare il cantato è solo una delle infinite possibilità che la musica concede. A me capita spesso, invece, di ascoltare band che troverei fantastiche salvo poi non apprezzare il timbro o lo stile vocale, perdendo di conseguenza interesse per il progetto. A voi no? (Spessissimo)

Luca: C’è da stupirsi a sentire l’idiozia di certi testi e l’incompetenza di certi cantanti piuttosto che a sorprendersi di brani solo strumentali. Secondo me questa diffusa necessità di avere una voce, un testo ed un brano con una struttura e un ritmo banali e preconfezionati, sono il risultato di un appiattimento cerebrale, agevolato con forza dai mass media. Nella storia abbiamo migliaia di esempi di musica senza testo, (non siamo certo i primi) e non è necessario fare un analisi compositiva e armonica per potersi emozionare all’ascolto di questa musica. L’esperienza live più soddisfacente è stata anche per me quella del concerto in Sala Ajace; anche la serata di presentazione del disco Le Parole al Vento (24 settembre 2011) è stata un evento ricco di soddisfazioni: in quell’occasione ci siamo veramente messi a dura prova per l’ambizione e la portata del progetto ed è stato un successo!
Kerin: anche per me il live più significativo è stato certamente l’evento di presentazione del disco: un mese di lavoro, dozzine di mail e telefonate, concitazione e privazione del sonno ma la gioia a fine serata era fuori da ogni metro di misurazione. Anche per merito delle persone che hanno collaborato per puro spirito d’avventura e voglia di mettere in piedi qualcosa di bello.


Progetti futuri: Le parole al vento è uscito lo scorso Settembre, da allora vi siete concentrati solo sulla parte live oppure stanno già emergendo pezzi nuovi?
Kerin: Dall’uscita del disco ci sono stati molti live e di conseguenza il tempo da dedicare alla sala prove si è un po’ ridotto. Abbiamo comunque ripreso prontamente a lavorare, alla nostra scaletta si sono già aggiunti i pezzi inediti e c’è così tanto materiale in cantiere che a volte non sappiamo da che parte iniziare a srotolare le partiture impolverate. Ammetto, infine, che mi/ci piacerebbe molto poter collaborare con qualche scaltro filmmaker per la realizzazione di qualcosa che non vorrei chiamare “video musicale” (ché, di questi tempi, ce n’è così tanti e tutti uguali che anche no) ma, piuttosto, sia più vicino al concetto di cortometraggio. Così, per mantenere un basso profilo. :)

martedì 10 luglio 2012

Claudio Rocchetti - The Carpenter - 2010 [Streaming]

Claudio Rocchetti è ormai da diversi anni uno dei musicisti più interessanti in ambito ambient/sperimentale sia in Italia che in Europa (da qualche anno risiede a Berlino); i suoi progetti sono numerosi e tutti di straordinaria bellezza, basti qui citare 3/4 HadBeenEliminated, In Zaire e Olyvetty. In The Carpenter Rocchetti decide, da buon artigiano del suono, di costruirsi quasi tutto da solo, facendosi aiutare qua e là dagli amici Beatrice Martini (arpa), Jukka Reverberi (chitarrista dei Giardini di Mirò ma anch'egli interessante sperimentatore come Die Stadt Der Romantische Punks), Margareth Kammarer (voce) e Stefano Pilia (compagno di Rocchetti nei 3/4 Had Been Eliminated e chitarrista nei Massimo Volume, qui al contrabbasso). Rocchetti assembla in The Carpenter otto ipnotiche tracce con l'ausilio di field recordings, giradischi modificati, microfoni e vecchie radio come nella migliore tradizione della musica concreta, il tutto accompagnato dalle dolci aperture melodiche degli ospiti.
Il disco lo potete procacciare sia in vinile (grazie a Holidays e Presto!? records) che in cd (Wallace e Boringmachines). Buon viaggio.



Claudio Rocchetti
The Carpenter
2010
Holidays / Presto!? / Wallace / Boringmachines

Tracklist:
1. Anna
2. The Black Lake
3. Northern Exposure
4. Numbers
5. Altopiano
6. Mendelsshon
7. Arienti
8. I Came Over The Snow


Recensione (SentireAscoltare) ▲ FBBlogBandcamp

venerdì 20 aprile 2012

Orpo! - ProvoCanti - 2011

ProvoCanti è un disco che trascende qualunque classificazione, e forse è questo il motivo principale che mi ha intrigato e fatto provare interesse per la musica di Matteo e Claudio, due ragazzi veneto-trentini, ex garage rocker, ex membri dei favolosi The Space Cakes. Il numero di pezzi è inconsueto per un album (ben 18), per di più (come avrete notato) se con degli incomprensibili titoli alfanumerici. L’ispirazione sembra provenire dal prog anni '70, gli anni d’oro della musica d’avanguardia, con incursioni in territori psichedelici stralunati e improvvisazioni che sembrano all’apparenza senza senso, ma che mantengono nell’insieme un’identità e una coerenza di fondo. Un album che, nonostante la lunghezza, è tutt’altro che monotono. E’ solo un peccato che non avendo dei titoli riconoscibili si faccia fatica a identificare ciascun brano. Davvero consigliato per i vostri pomeriggi lisergici.



Orpo!
ProvoCanti
2012
Autoproduzione

Tracklist:
1. h2
2. c27
3. c15
4. c25
5. 15
6. 06
7. c26
8. c30
9. 28
10. m06
11. 03
12. 11
13. 25
14. 22
15. c17
16. c24
17. c21
18. c28




Recensione (BandBlog) ▲ FBDownload

giovedì 19 aprile 2012

Tucano - Homeless Mandingo - 2012

Dicesi "tucano", con "t" minuscola, un uccellone Sud americano giocherellone dal becco enorme color arancio. Dicesi "Tucano", con "T" maiuscola, il recentissimo progetto solista di David Starr, già OneFuckOne con Luca Giommi. All'inizio della corrente primavera, il suddetto Tucano se ne esce con 62 copie contate in cassettina - nel senso di nastro sonoro - di un lavoro dal titolo Homeless Mandingo, e se ne va a portare le sue musichine sintetiche in giro per mezza Europa - Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Germania.Tucano, chi è questo Tucano? Prima di tutto di lui sappiamo che non è Padre Pio, perché Padre Pio non è Tucano (vedi traccia d'apertura del disco), e perché la proprietà commutativa dice che scambiando tra di loro gli addendi il risultato non cambia. Poi sappiamo che suo zio si fa gli acidi dentro l'armadio (traccia seconda), e in effetti il mood dominante l'album è di un intrippante estremo (non nel senso di "trippa" ma di "trip"). Per il resto, Homeless Mandingo è un'esperienza elettronica molto anni '80, colorata di punk e kazoo, ipnotica, pazzoide, un po' porno-bestiale e un po' boccetta di Diazepam sul comodino fra un libro di Paolo Brosio e una madonnina di plastica con l'acquasanta di Lourdes. Menzione d'onore per lo splendido artwork di Ciro Fanelli. Scaricatene aggratis! Cosissia.



Tucano

Homeless Mandingo
2012
Brigadisco / Bloodysound Fucktory / NO=FI Recordings

Tracklist:
1. Padre Pio non è Tucano
2. Mio zio si fa gli acidi dentro l'armadio
3. Rita ama Tarzan
4. Message Part 1 / Lucrezia B e la terza adolescenza
5. Kill You
6. Ufo M Ufo
7. Message Part 2 / Tenersi per mano è pornografia
8. Tucano adios! Tucano adios!
9. God Save the James Deans


Recensione (Indie Eye)▲ Bandcamp

mercoledì 14 dicembre 2011

Sparke in Grey - Mexico - 2011 [Streaming]

Gli Sparkle in Grey sono un gruppo di musica elettronica e sperimentale che nasce nel 1999 come progetto solista di Matteo Uggeri, a cui si aggiungono in seguito Alberto Carozzi, Cristiano Lupo e Francesco Brambilla. Avevamo già parlato di questo meraviglioso gruppo qui, e sono passati ben tre anni da quell’opera prima. Mexico, (nonostante io non abbia ancora capito quale sia il legame con questo paese), è un album raro di questi tempi, da ascoltare in cuffia, da bere tutto d’un sorso, e lasciarsi trapassare (concentratevi sulla bellissima Thatone, ad esempio) dal crescendo di suoni che si libera, per poi defluire ed espandersi. La mia gioia è stata immensa, inoltre, nel sentire, rivisitata, una delle mie pietre miliari, e cioè From The Air di Laurie Anderson. Quello che sembrano dirci gli Sparkle in Grey è che a volte si riesce a fare la rivoluzione anche senza bisogno di parole, o forse ne bastano poche, ma incisive, come dimostra l'evocativa Sunrising, con la voce severa di Salvatore Borsellino che s’immerge e riemerge ripetutamente tra le note e le percussioni, per chiudere con un'accorata supplica: E' l’unica cosa che ci resta da fare, prima di cadere in un regime dal quale non ci potremo più districare. Resistenza.. Resistenza.. RESISTENZA!



Sparkle in Grey
Mexico
2011
Lizard / AFE / Grey Sparkle / Musica di un Certo Livello / Old Bicycle

Tracklist:
1. Boys Vomit
2. Thatone
3. From The Air
4. Sunrising
5. Dimissioni
6. Mexico
7. Phennel Song



Recensione (Ondarock) ▲ Myspace
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venerdì 28 ottobre 2011

Shootin' Stars - In the morning-in the dark - 2011 [Streaming]

Le deliziose stelle cadenti, di cui parliamo, sono un trio di ragazze romane polistrumentiste (Francesca Bottaro batteria, sassofono contralto, clarinetto, piano, cori, glockenspiel; Giulia Bottaro basso, flauto traverso, voce, piano, metronomo; Francesca Cricco voce, chitarre, glockenspiel) che, con un primo album, curioso e coraggioso, accarezzando diverse sonorità, attraversano svariati generi, dal dream-pop alla folk-dark, dall’italiano all’inglese, allo strumentale, assemblando il tutto in modo nuovo e caleidoscopico, tanto da farvi giungere alla conclusione di non essere per niente etichettabili. Un disco che, nel suo continuo mutare, lascia comunque addosso una sensazione di rilassante freschezza (e la qualità del suono è tale da non farvi pensare neppure ad un’autoproduzione). Serie e giocose al tempo stesso, si presentano al pubblico, nonostante la giovane età, con grande autorità. E l’album, con la copertina ed i suoi interni acquarellati, merita davvero di essere acquistato.



Shootin’ Stars
In the morning – in the dark
2011
Autoprodotto

Tracklist:
1. Teeny-Weeny Kit (streaming)
2. Mirrors
3. Before the Battle of Moher
4. L'epifania Di Vita
5. In The Morning - L'acquario
6. Magpies - In the Dark (streaming)
7. Quartetto D'archi
8. The Second Coming (streaming)
9. Creatures
10. Disharmonious (streaming)
11. Lullabye-Bye



Recensione (Rockambula) ▼ Facebook
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venerdì 7 ottobre 2011

Démodé - Démodé Ep - 2009 [Streaming]

Per chi non li conoscesse i Démodé vengono da Udine e sono Francesco Zanon al violino, Lucia Soramel al clarinetto, Claudio Colaone al sassofono, Luca Laruina al Pianoforte, Carin Marzaro al basso e Alberto Zenarolla alla batteria. Sono sempre stati un pò schivi come gatti ma ora hanno deciso di mettere in streaming il loro primo Ep, la speciale occasione è l'uscita del loro primo disco full lenght, Le Parole al Vento. La loro musica da salopette galoppa leggera nell'etere e infine, dopo averli visti un lontano mattino sepolto nel tempo all'Italia Wave, posso di nuovo godere di questa fantastica orchestrina tascabile direttamente dal divano. Enjoy!


Demodè
Demodè Ep
2009

Tracklist:
1. Il Teatro dei Gatti
2. Jade
3. Tango!
4. Tristeza


Sito UfficialeFBTWBandcamp

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