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mercoledì 23 marzo 2016

CRTVTR - Streamo - 2016

Urla roche e ritmi ossessivi, con Streamo torna il post-core ipnotico dei chino-genovesi CRTVTR, che probabilmente vuol dire Cathode Ray Tube Video Tape Recorder anche se Acidiviola ha una spiegazione diversa qui. Il nuovo disco arriva a tre anni dall'esordio Here It comes, Tramontane ed è un fiume sonoro che spazza via i detriti dalla vostra giornata. Cd da To Lose La Track, free download dal bandcamp del pazzo quartetto.


CRTVTR
Streamo
2016
To Lose La Track

Tracklist:
1. A.M.
2. Quite Like Me
3. Dog Bones / Canossa
4. I Could Be Her
5. Wait!
6. Untold
7. Soil Guerilla



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sabato 27 febbraio 2016

Suzanne'Silver - Deadband - 2012 [Streaming]

Uscito in vinile lo scorso gennaio per la statunitense Radio Is Down ma registrato (interamente in analogico) nel remoto maggio 2010, Deadband è il secondo album dei siracusani Suzanne'Silver (il precedente The Crying Mary risale al 2007). Il quartetto composto da Francesco Accardi, Mauro Felice, Dario Serra e l'infaticabile Carlo Barbagallo bazzica nei dintorni del post-core anni '90 (roba che in Sicilia è sempre stata amata e reinterpretata magistralmente da grupponi come Uzeda e Bellini); qui i riferimenti più diretti sembrano essere Slint e June Of '44, ma per fortuna i Suzanne'Silver sono un gruppo dalla forte personalità per cui la loro musica suona sempre attualissima, anche grazie ai frequenti inserti di tastiere e sax, che fanno sì che alcuni brani si avvicinino alla psichedelia o al jazz. 
Deadband 
ventidue minuti di bontà 
in 12".
(Maggio 2012)


Suzanne'Silver
Deadband
2012
Radioisdown

Tracklist:
1. Green Ocean Breezer
2. United States Of England
3. Wave A Surfer Waits
4. Y
5. N-Ice
6. Barabolero II (My Right Shoulder Skin)
7. Lady Carpenter
8. La Santa



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martedì 22 dicembre 2015

Marnero - L'Ubriaco e il Cieco


L'Ubriaco e il Cieco è il nuovo galattico singolo dei Marnero (Dopo Il Pendolo) estratto da La Malora. Il disco, prodotto con lo sforzo congiunto di 179 fan(s), esce a Gennaio in cd e vinile col supporto di Sangue Dischi, To Lose La Track, Shove, Fallo ed Escape from Today. Tempesta di urla e disperazione che va a braccetto con il romanzo edito da BéBert scritto dallo stesso J. D. Raudo del quale potete leggere un estratto su Bastonate, qui. Ordinalo qui altrimentitenepenti.



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venerdì 30 ottobre 2015

ERMES - ERMES - 2015

Pensate a cosa, quale, possa essere per voi un'emozione grande, calamitica, che arriva diretta e senza preavviso come un pugno allo stomaco, oppure che incanta e immobilizza facendo perdere la percezione spazio-temporale, che ha il potere di stravolgere i piani futuri, quelli presenti e annullare i passati. Forte come una scintilla di fiamma che nasce da un cuore, o da un ciocco di legno, una scarica elettrica, un martello pneumatico, un fulmine a ciel sereno, una bomba. Sì, una bomba di suoni cavalcanti ed adrenalinici che irrefrenabilmente avranno la meglio su di voi e vi stenderanno, oppure vi caricheranno come un giocattolo a molle destinato a non fermarsi più. Questo per presentarvi gli ERMES - nuovo progetto che vede insieme membri provenienti da Topsy the Great, Architecture of the Universe, Quiet Pig, IDLEGOD, Stake-off The Witch e Hijackers On The Hip - ed il loro omonimo Ep, ERMES, vulcano inarrestabile con le sue sei canzoni che scintillano luminose come il Sole in una giornata di piena Estate nel Mezzogiorno. Sono la vitalità, la potenza, la dinamicità, l'urgenza, il sentimento e la precisione con cui vengono suonati e cantati questi brani ad attirare l'attenzione, coinvolgendo a più non posso, agitando, scuotendo, rivoluzionando le orecchie, il corpo, il cuore, le emozioni. C'è del Punk, del Post-core, del Rock in queste corde di chitarra e basso che pungenti, penetranti, coraggiose, aggressive, divertenti e piene di groove, sfidano il ritmo grintoso e instancabile dell'infuocata batteria, diventando subito un'affiatata famiglia di note e vibrazioni. C'è della verità, che fa male perché sincera, nella voce che canta, balla, urla storie realmente accadute, sbeffeggiate con un sorriso e simpatia, raccontando di tentativi e scelte, sensazioni reali, vissute e combattute, decise e contrastate, crudeli e disarmanti. Con passione, energia e carica lasciate che gli ERMES vi invitino nel loro mondo, accettate, e vi accorgerete di aver appena fatto la scelta giusta.


ERMES
ERMES
2015

Tracklist:
1. Stevie Ray
2. Nascar de la Croix
3. Mons Venus
4. Blank
5. Everything's Dead
6. Decoding Berto's Grill



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domenica 30 agosto 2015

Marnero - Il Sopravvissuto - 2013

Otto canzoni, otto come i mitici Sette Mari più il Marnero. Otto frammenti dal diario del Sopravissuto che, sballottato dall'oceano impazzito e assassino, segue la rotta del fallimento. Sopratutto perchè Il Sopravissuto fa parte, assieme al precedente e altrettanto ottimo Naufragio universale, della trilogia del Fallimento. Appunto.
Camei e apparizioni. Di viola e violini di Michele Boldrin, brividoni la prima e la seconda e la terza volta che ascolti (Come infatti non c'è). Di Francesco Zocca dei Lleroy. Della meravigliosa voce di Lili Refrain. Di Ravelio Fisik e di Alessandro Casolari. Insomma un album dalle mille sfaccettature, potente e violento. Che vorresti poter ascoltare mille volte per la prima volta. Scaricate come se non ci fosse domani. (Giugno 2013)


Marnero
Il Sopravvissuto
2013
Sanguedischi / Escape from today / Dischi Bervisti 
Mothership / Fallodischi / V4V Records / To Lose La Track

Tracklist:
1. Come se non ci fosse un domani
2. (Come infatti non c'è)
3. Non sono più il ghepardo di una volta
4. (Che non sono mai stato)
5. Il porto delle illusioni
6. Prologologia
7. Rotta Irreparabile
8. Zonguldak



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Marnero - Naufragio Universale - 2010

Già solo dall'intro si capisce la potenza di questo album. Una caterva di pugni nello stomaco e nelle orecchie. Non mettere a posto a parole ciò che può esser risolto con un lanciafiamme. Ascoltatelo e ne uscirete persone migliori. Sarebbe meglio comprarsi l'ellepi superfigo ma c'è anche il free download dal bandcamp. Marnero über alles. (Settembre 2010)


Marnero
Naufragio Universale
2010
Donnabavosa / Sanguedischi / Escape from today
Trips und traume / InLimine / NoJoy


Tracklist:
1. Il Diluvio Universale secondo l'ipotesi Ryan-Pitman
2. Zoster (la parte sbagliata / i farmaci giusti)
3. Tanto ride tanto piagne
4. L'isola dei serpenti
5. Ovunque naufragio



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giovedì 19 febbraio 2015

Cabrera - Costellazioni


Ci sono urloni e chitarre spaziali in questo Da qui si vede tutto, primo Lp dei modenesi Cabrera in uscita il 21 Febbraio per Stay Home Records. Nella breve attesa che vi separa dal selvaggio free daunlò di questo disco (programmato per il giorno d'uscita) potete ascoltarvi un brano qui sotto dal titolo Costellazioni. Very figo.



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giovedì 6 novembre 2014

Ruggine - Iceberg - 2014

I Ruggine sono un quartetto cuneese che vi riempirà i canali uditivi di suoni violenti. Simone Rossi, Paolo Scalabrino, Francesco Rossi e Davide Olivero sono i nomi dei criminali in questione che gridano assieme dal 2001 e che lunedì scorso, 3 Novembre, hanno pubblicato (con l'aiuto di cinque ottime etichette) un disco incredibile, questo. Iceberg è tutto quello che sotterri sottopelle, è il tuo teschio urlante sotto la maschera di sorrisi che porti ogni giorno a spasso. Iceberg è nove brani da imparare a memoria in un bellissimo vinile blù. Comprate o scaricate.


Ruggine
Iceberg
2014
V4V Records / Sangue Dischi / Canalese Noise
Escape From Today / Vollmer Industries

Tracklist:
1. Babel
2. Raijin
3. Ashur
4. Daphnia
5. Siioma
6. Pangea
7. Caio
8. Pinup
9. Cds



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mercoledì 2 aprile 2014

Zu - Goodnight, civilization


Dopo uno iato di tre anni tornano gli Zu con un nuovo Ep e un nuovo batterista, Gabe Serbian dei californiani The Locust. L'Ep in uscita l'8 Aprile per La Tempesta International si intitolerà Goodnight, civilization e conterrà due inediti e una cover dei The Residents. Ospite illustre è Mark “Barney” Greenway, voce dei Napalm Death. 
Mentre aspettiamo l'annuncio delle prime date live eccovi la prima omonima traccia dell'Ep.



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lunedì 2 dicembre 2013

Brioscine appena sfornate: Kubark

Chiudete gli occhi e lasciatevi incantare dalla Musica dei Kubark. Elia, Enrico, Andrea e Federico (rispettivamente: chitarra, basso, voce e chitarra, batteria - e che batteria) sono quattro ragazzi di Piacenza ("Figa!") che regalano emozioni non appena salgono sul palco suonando il loro bel Post-Rock, ora potente, aggressivo senza cattiveria, d'impatto, fluido, ora malinconico, delicato, fatto di note che si inseguono, si scontrano senza farsi male. Un Post-Rock ricco di sfumature che trasmette un'energia degna di essere vissuta sulla propria pelle. Quindi vi dico subito che dovete vederli live, se - purtroppo per voi - non ne avete avuto ancora il piacere. Lo scorso Venerdì 8 Novembre ho avuto l'onore di scambiarci due gradevoli chiacchiere in occasione del loro concerto in quel del Controsenso. Sono persone che sanno quello che fanno, e dicono, credendo ancora nella buona Musica. Non è poco, fidatevi. Complimentoni ai Kubark! (Foto di Angelica Gallorini)


Indipendentemente da quelle che saranno le mie domande: pensate a qualcosa che vorreste vi fosse chiesto perché ritenuto importante per voi.Questa è difficile eh, siamo dei novellini con le interviste!
Enrico: "Quanto è difficile portare avanti un gruppo". Siamo sempre in contatto con altri musicisti, altri gruppi e molti di loro, nonostante abbiano un progetto tanto bello quanto interessante, dopo un po' non ce la fanno più per vari motivi: chi ha la morosa, chi è stanco, chi ha il lavoro, chi non gliene frega niente, chi vorrebbe fare ma non ci riesce. Penso sia una dinamica che spezza un sacco di band super interessanti. Come è successo per esempio ai Dyskinesia, una band di amici più o meno della nostra scena. E ce ne sono molte altre che magari ti fanno il disco bellissimo e poi, per una menata o un'altra, non riescono ad andare avanti senza motivi apparenti. Questo succede per questioni di esigenze. Mi mette angoscia e tristezza, e il "punto di stallo" mi spaventa anche tanto, sinceramente: stai arrivando in alto, sei felice e stai bene, perché senti che attraverso la tua Musica sei riuscito a scrivere qualcosa che a parole non riuscivi a esprimere, ma non riesci a concretizzare quello che stai facendo. In questo periodo della mia vita vedo che succede molto spesso: è come se non si trovasse il coraggio, la forza di affrontare le cose.
Elia: "Quanto conta l'immagine per un gruppo". Però non saprei darti una risposta perché speravo che lo facesse uno di loro!
Enrico: È un discorso di coerenza. Nel momento in cui sali sul palco, qualcuno ti vuole guardare: curare un certo tipo di immagine, purché ti rispecchi, è anche una forma di rispetto. Sul palco puoi essere chi e cosa vuoi, e forse è questa la cosa più bella, ché sennò staresti sempre in studio e non faresti mai date in giro. Dovresti riuscire a tirar fuori quello che non riusciresti a tirar fuori altrimenti. Anche nei vestiti si può riscontrare un'immagine di coerenza della tua band: faccio un certo tipo di Musica, mi pongo in un certo modo; e queste sono scelte che un gruppo fa. Che poi ci siamo concentrati sui vestiti, ma secondo me c'è una serie di dinamiche incredibili: noi per esempio abbiamo sempre curato l'aspetto estetico, dalle grafiche ai fliers, perché ci abbian sempre tenuto molto.

Ottimo, ottimo. Cominciamo con le mie curiosità. Chi sono i Kubark e perché sono nati.
Enrico: Io suonavo in un'altra band, e ogni tanto mi capitava di fare qualche data con altri gruppi a fare cover. Avevo conosciuto Federico in altre situazioni: è un batterista molto bravo, e sapevo già dove andavo a parare con lui. Poi ho conosciuto Elia, abbiamo cercato di fare una band insieme ma non aveva funzionato perché si trattava di un progetto abbastanza pesante e lui era molto frocio per farne parte; in ogni caso comunque mi era piaciuto. Alla fine, ho conosciuto Andrea perché sapevo che cantava. Ci siamo ricontattati, e abbiamo iniziato a fare un po' di prove insieme.
Elia: Io e Federico abbiamo fatto il liceo insieme, ci conosciamo da mille anni. Mi aveva chiamato con il gruppo in cui suonava lui per fare un po' di Noise ma erano troppo pesanti per quello che volevo fare io. Dopo tre, quattro prove ci siamo guardati in faccia come per dire "Via ragazzi basta, che così non va bene". Io avevo da parte qualche giro di chitarra, e ci siamo ritrovati tra di noi per fare qualcosa insieme: con la scoperta di avere sia il batterista che il cantante abbiamo deciso di mettere su il gruppo. Saranno passati sì e no cinque anni ormai.


Cosa non vorranno diventare i Kubark - tra non so quanto tempo?
Andrea: Metal Frocio (ed è stata acclamata come miglior risposta). È un'etichetta che ci siamo sentiti affibbiare.

Quali sono le componenti fondamentali di una canzone per essere definita tale?
Enrico: Non so parlarti in generale, mi rapporto sempre alla mia esperienza che sto vivendo in questa band. Di conseguenza ti dico che non c'è una regola in generale, non è il mio mestiere, non sono un compositore, nessuno di noi lo è; avevamo iniziato in un modo e stiamo cercando ora di proseguire in un altro, che probabilmente ci porterà qualche delusione, e qualche "passo falso". Una cosa che ho capito è che, secondo me, la canzone deve avere personalità, non deve annoiare e deve essere per l'ascoltatore un qualcosa di non troppo difficile, perché può diventare pesante.
Andrea: Scrivere un pezzo di otto minuti con tante atmosfere al suo interno è un po' come fare un film, raccontare una storia completa. Tante volte ci siamo anche chiesti se sarebbe stato il caso di fare la canzone che fosse una persona, quella cosa lì e basta; non c'è bisogno di raccontare tutta una storia completa, perché magari uno non ha nemmeno voglia di farsi tutto il viaggio, magari ha solo voglia di essere incazzato, oppure tranquillo. L'approccio quando scrivi cambia un casino. Scrivi pezzi dove magari dai importanza a un giro che poi non sviluppi come avresti dovuto fare.

Riguardo i vostri brani: come avviene la composizione? Jam sessions, quindi improvvisazione, riff portati in sala prove…?Enrico: Ora non facciamo più jam sessions, anche se una volta i pezzi li scrivevamo proprio così, e venivano fuori tutte cose che per noi erano nuove, perché non sapevamo come suonavamo. Adesso, invece, è tutto diverso, perché, quando ci mettiamo a scrivere, so esattamente dove stanno andando a parare gli altri. Gli ultimi lavori sono molto basati su Andrea, nel senso che abbiamo cercato di riarrangiare alcuni pezzi scritti parzialmente da lui, dove molta importanza ricade sulla sua chitarra e sulla sua voce; c'è un certo clima dietro, ed è stato veramente complicato: lui è fatto in un modo, noi siamo fatti in un altro, quindi è tosto mettere nero su bianco quello che lui cerca di dire. Ultimamente stiamo provando diversi metodi di scrittura. Comunque, nasce tutto in sala prove: lavoriamo sempre insieme per produrre qualcosa che sia frutto di tutti noi.
Andrea: E il problema più grosso per noi è trovare il modo di mettere la voce sui pezzi.


L'affiatamento in un gruppo serve, e non poco, anzi, altrimenti potrebbe diventare difficile convivere. Che aria tira in casa Kubark? C'è qualcuno che porta i pantaloni? Andate d'amore e d'accordo? Vi scannate, che ne so, durante i live/tour, visto che passate molto tempo insieme?
Elia: Portiamo tutti i pantaloni stretti! (scherzando). Tra noi si discute un sacco, si litiga a volte.
Enrico: Ognuno tira a modo suo verso la sua parte, secondo me. Tutti hanno un proprio ruolo che è assolutamente inscindibile da quello che è la band, ed è il giusto equilibrio: se mancasse uno di questi elementi non si potrebbe più andare avanti, proprio per una questione di equilibrio che si è formato. Magari puoi anche riformarlo e gestirlo in altro modo, ma quello che siamo adesso è proprio frutto di questa cosa: è come se camminassimo uno dietro l'altro su un filo, e appena uno scureggia cade.
Elia: Che bella immagine che le hai dato! Comunque, avendo anche noi tante cose da fare, nella vita vera, c'è il momento in cui qualcuno di noi è più impegnato a lavoro, e allora sono gli altri a tirare di più la baracca, così riusciamo a compensarci e aiutarci a vicenda.
Enrico: Dopo cinque anni che suoniamo insieme sappiamo di cosa abbiamo bisogno per funzionare. Quando qualcosa viene a mancare da parte di qualcuno, di conseguenza uno di noi deve in un qualche modo sostituirlo. Altrimenti mi accorgo che viene a mancare qualcosa a discapito di tutti.

Ascoltando Ulysses, ultimo vostro Ep (e ne approfitto per complimentarmi, sia per le canzoni sia per l'intero artwork - che ho apprezzato moltissimo), mi sembra di ritrovarmi a camminare per una città metropolitana e sentire a momenti il battito del suo cuore, la caoticità del traffico nelle ore di punta, persone che camminano, la tranquillità della sera che subito viene sovrastata da un uragano di suoni energici. Città, massa, anonimità, movimento: concetti molto espressionistici. Mi dite com'è nato Ulysses, insieme ai suoi brani e alla scelta dei rispettivi titoli?
Andrea: I pezzi sono nati uno dopo l'altro senza che avessero un filo conduttore (in realtà non ce l'hanno), e cercare un titolo è sempre molto difficile. Alla fine avevamo cinque pezzi scritti e uno un po' "casuale" - diciamo scritto giusto per entrare in sala prove, e strumentale - che però ci aveva convinti. Abbiamo pensato a questo titolo, Ulysses, perché era un po' sfigato, e glielo abbiamo dato per antisfiga; abbiamo poi pensato di chiamare tutto l'ep con tale nome. Per quanto riguarda anche l'artwork, il disco si concentra molto sull'anonimato: ho cercato in tutti i modi di contattare un po' di persone che lavorassero anch'esse su quest'aspetto. Yamasaki Ko-ji, fotografo Giapponese, è stato molto disponibile fin da subito rivelando un certo entusiasmo per il progetto. Comunque, i testi non parlano di questo argomento qua, ne sono staccati. Mi piace l'idea che le parole vengano colte anche singolarmente: si sente una sola parola, in un momento specifico della canzone, perché fondamentale rispetto a quelle dette in precedenza. In generale, i testi non sono mai scritti dall'inizio alla fine: sono frammenti che scrivo nel tempo che vengono poi uniti, come un collage.


Cambiamenti, miglioramenti, maturità tra Ulysses e i nuovi brani Collapse The Day e Blind Games.
Enrico: Dopo Ulysses abbiamo fatto un po' di tour, e abbiamo fatto anche un po' cagare, nel senso che mentre eravamo in giro per suonare ci siamo divertiti, ci beccavamo in sala solo per provare i pezzi in vista dei concerti, e di conseguenza abbiamo scritto poco in quel periodo lì. Ad un certo punto abbiamo detto "Oh ragazzi, FIGA! Abbiamo fatto cagare" e ci siamo messi sotto a scrivere e… Delusione. Perché con i primi pezzi che scrivevamo eravamo un po' arrugginiti, c'era qualcosa che non andava. Per quanto mi riguarda, sono molto più ispirato dalla Musica Americana che da quella Inglese. E ultimamente, in America, vanno molto queste Sessions, riprese dal vivo in studio di registrazione che, per farsi pubblicità e per farne al gruppo, li chiama per suonare ed essere ripresi live; un sacco di band hanno fatto così. Ci siamo detti "Ma perché qui non lo fa nessuno? Sarà uno sbattimento? Proviamoci: due microfoni marci, è una stronzata".
Andrea: Era passato "tot. tempo" e avevamo solo due pezzi pronti, che ci sarebbero diventati antipatici prima di scrivere un disco: o li registravamo in quel periodo per conto loro, o li buttavamo via.
Enrico: Sento quei pezzi lì molto diversi da Ulysses: anche se fossero registrati nello stesso modo, mi suonerebbero comunque molto lontani dai pezzi vecchi. Abbiamo pensato: "Registriamo questa cosa, buttiamo lì un video, iniziamo a fare una prova con questa nuova "testa" di iniziare a pensare a una strofa e a un ritornello, e vediamo come la gente reagisce". Credevamo fosse una stronzata, invece è diventata una cosa complicatissima, dall'organizzazione del tutto (e qui volano termini come "Quinte - prima armate, poi abbiamo scoperto essere controventate") alla realizzazione del video. La cosa più facile, tra tutto questo, era suonare i pezzi: ma non potevi sembrare cretino, perché ovviamente non te lo potevi permettere visto che era tutto ripreso!
Elia: Quando abbiamo finito questa session, dopo aver passato una settimana chiusi lì dentro, volevamo tipo morire! E' stato veramente, veramente impegnativo.


Tra l'altro, il video della Downgrade Session (di appunto questi due nuovi brani) è perfetto nella sua semplicità. Dove l'avete girato? Che il posto, di cui si intravedere anche il fuori, sembra molto bello.
Enrico: La storia del posto è questa. Ho uno zio, fratello di mio padre, che si chiama Enrico Crippa, come me, che ha sposato un'avvocata (!) cicciona e insopportabile ("Vabè, non scrivere 'ste cose" - "E invece scrivile, scrivile ti prego!" gli altri in coro - "Ok tanto non me ne frega un cazzo") ultraprotettiva con i due figli che hanno avuto. Quindi ha costruito all'interno di casa sua una specie di "castello" per i bambini, che ormai son cresciuti anche perché uno già guida. Hanno una casa a Piacenza, la loro città, dove c'è di tutto, e in più una casa in campagna (fatta molto bene visto che mio zio è architetto) che è devastante, con piscina, campo da calcetto, lago per pescare. Una casa che in realtà sembra normale, ma che dentro è un regno. Per questa session, di Collapse The Day e Blind Games, avevamo bisogno di stare in un posto dove nessuno ci avrebbe dato noia per poter suonare a volumi indecenti, trascorrerci un po' di tempo e costruire una specie di regia, perché comunque andava tutto registrato. Abbiamo pensato di andare lì, e abbiamo dovuto risistemare tutto da zero. Era un posto trashissimo: parete viola con le stelline luminose, il calcio-balilla, un ping pong nel mezzo, i pesci di quelli che parlano e muovono la coda attaccati al muro, la città che si illumina, locandine di film erotici. Siamo andati lì in cinque, noi quattro e mio fratello, e in una settimana l'abbiamo rivoltato e fatto diventare un posto che comunque funzionava, portando un po' di cose dalla nostra sala prove, andando a prendere in giro ampli di amici, sporcando in giro, lasciando in giro lattine di birra per far sì che diventasse più vissuto. Ed è stato un macello, perché abbiamo dovuto prima distruggere tutto, per poi rimontarlo. Una super menata! Elia: Per quanto riguarda il video, girato in piano sequenza, abbiamo chiamato Umberto Nicoletti che ha curato anche quello di VIXI - e lui è davvero un professionista.
Andrea: È bello che tu accenni alla semplicità, perché è una cosa che abbiamo cercato molto per questi ultimi due pezzi, e per la session in generale. Anche se non si è rivelato semplicissimo, perché c'è stato tutto un lavoro prima di riuscire a smagrirsi così tanto.


Il concerto che vi ha cambiato la vita: c'è già stato o deve ancora venire?
Enrico: Per me la domanda che funziona meglio è "i concerti più belli che avete visto negli ultimi due anni": a questa so rispondere, all'altra no, perché il concerto della vita significa veramente tanto, e spero che ancora debba venire. Non ti dirò i Mogwai, ma i Godspeed You Black Emperor, freschi di reunion: mi è piaciuto molto averli visti dal vivo. Poi Chelsea Wolfe a Milano, Bon Iver a Ferrara e i Nine Inch Nails con il loro concerto veramente meraviglioso.
Federico: Anche io ho visto Bon Iver, all'Alcatraz di Milano però. E poi il Boss, Bruce Springsteen. Elia: Io sono il mago dei "concerti belli persi", infatti non potrei risponderti a questa domanda. C'è un concerto che mi ha cambiato, ed è stato quello dei Verdena a Travo, per la Festa della Birra, quando ero in seconda superiore. Ero impazzito completamente.
Andrea: L'altro giorno stavo ripensando che una delle robe più sconvolgenti che io abbia mai visto dal vivo è stato Greg Dulli che ha suonato Helter Skelter con gli Afterhours, un concertone a Bologna anni fa. E i Radiohead a Bologna. Belli, molto belli.

Come vivete i cambi generazionali legati anche alle perdite, i cambiamenti di stile - a volte deludenti - di formazione, riguardanti la scena musicale? Perché io, purtroppo o per fortuna, mi scopro ogni giorno sempre più nostalgica...
Andrea: I vecchi devono morire, questa è la regola, ed è la natura.
Enrico: Secondo me ha ragione lui: che il vecchio muoia, è il suo percorso, ed è il più normale che ci sia. Tanti artisti, invecchiando, rischiano di diventare vergognosi. O vai in giro e porti i tuoi pezzoni per dare la possibilità ai giovani di sentirli, o sennò fai altro, aprendo uno studio di registrazione per esempio, o diventando un produttore. Hai fatto successo, carriera, soldi, hai una moglie, sei una rockstar: fai in modo che quello che hai ancora da dare sia utile, e levati dai coglioni nel modo giusto. Federico: Il problema è che non c'è nessuno a cui lasciare lo scettro, al giorno d'oggi: non c'è un gruppo uscito negli ultimi dieci anni che rimarrà nella Storia e farà Scuola come i Nirvana.


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mercoledì 13 marzo 2013

Unminutodisilenzio - Corridoio [Video]


Registrata, mixata e masterizzata da Marco Quaglia
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sabato 16 febbraio 2013

A Cold Dead Body - Promo - 2009

Primo lavoro degli A Cold Dead Body, gruppo di Udine che miscela sapientemente post-rock e post-core per un risultato non inedito ma di certo coinvolgente. Tre tracce che vi faranno venire la bava alla bocca, bramando di sentire il resto vi fionderete al live più vicino. Enjoy! (Aprile 2011)


A Cold Dead Body
Promo
2009

Tracklist:
1. Collapse
2. The Chosen Ones
3. Divinity Pt.1

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sabato 26 maggio 2012

Monsieur Gustavo Biscotti - The disastrous fall of... - 2012

Il progetto Monsieur Gustavo Biscotti nasce a cavallo tra il 2005 e il 2006 per mano di Paolo, Lorenzo, Filippo e Jacopo. I quattro serimentano con l'hardcore e il noise creando un muro sonoro di forte impatto con due bassi, farfisa e batteria. Il primo disco esce nel 2008 e dopo molte date live a supporto del disco le loro strade si incontrato con quella di Giandomenico. È il duemilanove, la line up si allarga e il suono si arricchisce della chitarra che scala il suono come una parete di roccia. Inizia così un lungo periodo in sala prove, viene aggiunta la voce e il risultato è The distraous fall of..., secondo disco totalmente auto prodotto della band. L'album naviga tra post-punk e post-hardcore ed ha la potenza di una facciata sul muro. Questa è la caduta disastrosa del Sig. G. Biscotti e siete tutti invitati ad assistere.























Monsieur Gustavo Biscotti
The disastrous fall of...
2012

Tracklist:
1. Ko Ko Death
2. Usa IN Bolt
3. Bikini Contest Blues
4. Loch(li)ness Fisherman
5. It's the Moonlight
6. Once Upon a Tape
7. Neanderthal


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sabato 12 novembre 2011

Ornaments - Promo - 2011

Gli Ornaments rinascono dalle ceneri, dopo il primo demo del duemilaquattro si sono presi una lunga pausa interrotta solo ora da questo nuovo Promo, una sorta di assaggio. I ragazzi hanno intenzioni serie stavolta, puntano dritti al disco e questa è una maniera per dire che sono tornati e, soprattutto, "preparatevi". Il quartetto emiliano è così composto: Alessandro Zanotti alla chitarra, Davide Gherardi all'altra chitarra, Enrico Baraldi al basso e Riccardo Bringhenti alla batteria. Dal vivo questi ragazzi sono una vera bomba, li ho visti pochi mesi fa all'Ultimo Anti Mtv Day e hanno suonato per primi rendendo basita molta gente che, come me, non li aveva mai sentiti. Soprattuto generando commenti del tipo "Se questi sono i primi..." e infatti dopo c'è stata l'apocalisse, con tanto di cavalieri e gente sciolta in pozze di sudore.
Insomma, questo promo è composto da quattro lunghe session strumentali che vi travolgeranno e vi scombussoleranno ma ancora non sarà niente. DOVETE sentirli live, per questo vi ho messo qui sotto le prossime date. Cari trentini, suonano proprio stasera in casa vostra. Non ve li perdete.
 11 Novembre - C.s. Bruno, Trento
12 Novembre - Vintola 18, Bolzano
27 Gennaio - Sons Of Vesta festival, Arezzo
28 Gennaio - Arci Valverde, Forlì

















Ornaments
Promo
2011

Tracklist:
1. Yoganumi - Rebirth
2. Cassiopean
3. Oannes
4. The lotus and the multiple scroll


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domenica 30 ottobre 2011

Magdalene - Sail With the Tide - 2010

Dopo due anni riemergevano i Magdalene, era il duemiladieci e il loro selftitled era uscito nel duemilaotto. Due anni. Eppure nell'attesa, ad ascoltare infinite volte Following a false beacon dal loro myspace mi è sembrato fossero passati secoli, che niente ci fosse stato in mezzo, solo tanto buio. E poi eccolo. Sail with a tide, infine. Quattro tracce cupe come una notte illune, strazianti e bellissime. Canzoni che nella loro violenta lentezza vi faranno sprofondare nei vostri antri più bui dove resterete inevitabilmente intrappolati come in sabbie mobili musicali. Ecco il disco che ascolterete ininterrottamente per il prossimo mese. Utile è farsi lasciare, perdere il lavoro o ammazzare il gatto per entrare nel mood. In free download dal Bandcamp. Link sotto.


Magdalene
Sail With the Tide
2010
Sons Of Vesta

Tracklist:
1. Following a false beacon
2. Sail with the tide
3. Thousand of plagues
4. Pagan



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sabato 9 luglio 2011

Block! Antonius Block! - The Tyranny of Small Decisions - 2010 [Streaming]

Frohike regala una chicca dietro l'altra. Il giovane trio Block! Antonius Block! partoriscono assieme alla succitata etichetta il loro primo disco, ed è già un capolavoro. Sei tracce di musica strumentale post-rock, o post-metal, o quel che è. Il tag è sempre riduttivo ma mai come in questo caso. The Tyranny of Small Decisions è una melassa sonora che cercerà di sopraffarvi e infine, sedotti e distrutti, cederete. Eccletticismo musicale coraggioso che, ad esempio, in Death of a post​-​modernist comincia col prenderti a sberle per arrivare a cullarti nella melodia finale. Menzione d'onore anche al dischetto nella sua mera fisicità. La foto in questione non rende giustizia. Il packaging di questa release, come se non bastasse, è fatto tutto a mano in cartoncino e carta riciclata, un capolavoro di DIY che trovate a dieci euros nello shop dell'etichetta.
























Block! Antonius Block!
The Tyranny of Small Decisions
2010
Frohike

Tracklist:
1. Economy class consciousness
2. Business class fall
3. Death of a post-modernist
4. Open fields
5. Eden gardens RD
6. Methaphysics of action illustrated



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sabato 13 febbraio 2010

k.c.milian / La Quiete - Split 7" - 2004



k.c.milian / La Quiete
Split 7"
2004
Cragstan Astronaut

Tracklist:
1. La Quiete - Lettere Che Avevo Intenzione Di Spedire
2. La Quiete - Fobbeo
3. K.C. Milian - A Cusack Movie

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domenica 7 febbraio 2010

k.c.milian - Season//Repeat - 2002




k.c.milianSeason//Repeat
2002
Marsiglia Records

Tracklist:
1. Gummy Bears
2. Sunday Sleepers
3. Did You Use Your Brain Today?
4. FP's Improvised Theory To Conquer The World

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