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giovedì 26 febbraio 2015

Psychovox - Somnus - 2015 [Streaming]

Finalmente gli Psychovox, che si ripresentano con un nuovo chitarrista (Guido Brambilla al posto di Francesco Carbone alla chitarra) ed un album (il terzo dopo La Scelta e Paura del Vuoto) pieno di speranza e volontà di cambiamento. Non mi dilungherò sugli aspetti tecnici, fatto sta che il nostro power-trio brianzolo si rivela sempre più come una band di sostanza, realizzando un disco ispirato e superbamente al di sopra di tutte le regole di mercato discografico. I suoni di Somnus (anche con l'aggiunta di un po' di elettronica) potrebbero rappresentare il torpore in cui ci siamo persi o quella stessa insonnia in cui vaghiamo e che ci culla fino al mattino, impedendoci, allo stesso tempo, di sentirci realmente vivi. La voce di Laura Spada accompagna ogni brano come se fosse una preghiera densa di laica spiritualità ed il singolo La corsa dell'elefante non è altro che un accorato invito a riprendere il contatto con noi stessi, nonostante la nostra pesantezza (non a caso l'elefante) e a librarci tra la madre terra e l'aria. Forse non sarete in grado di lasciarvi indietro il buio, ma ascoltare Somnus potrà, comunque, essere un buon viatico.

27 Febbraio @ Agorà Circolo Arci, Cusano Milanino (Mi)
26 Marzo @ Arci Ohibò, Milano (Mi)
24 Aprile @ Bloom, Mezzago (Mi)


Psychovox
Somnus
2015
Prismopaco Records

Tracklist:
1. Dinosauri
2. La corsa dell'elefante
3. Nella stanza
4. Febbre indiana
5. Somnus
6. Allucinazione
7. Anna



Sito ufficialeFBTW
SoundcloudYoutube
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mercoledì 19 novembre 2014

Trans Upper Egypt - Mountains [Video]

Direttamente da Roma est tornano i Trans Upper Egypt con una nuova release uscita con Monofonu Press. Questo qui sotto il è video del quinto brano Mountains in cui fotogrammi de La Grande Estasi dell'Intagliatore Steiner di Werner Herzog si sovrappongono a simboli di un Egitto da documentari in tv. Vorticose sonorità garage psycho-rock scortano Steiner dal candore e il gelo delle montagne di neve, alla calura desertica della sabbia del deserto. Una discrepanza, un fuori sinc significante, su cui lo sciatore con il corpo proteso in avanti scivola sfidando le leggi della gravità. Il video è opera di tab_ularasa (cliccando sul nome trovate altri suoi lavori). Enjoy!
19 Novembre @ Max Pub, Firenze
20 Novembre @ Fanfulla, Roma w/ Phil Reynolds


FB ▼ SoundcloudBandcamp

lunedì 2 settembre 2013

Psychovox - La Scelta - 2011 [Streaming]

Li ho visti calcare i palchi più volte e ogni volta sono rimasta impressionata dalla potenza che sprigionano in concerto, come se i suoni del disco prendessero vita e si dilatassero in immagini suggestive che rapiscono fino all’ultima nota. Questo è il secondo album per il trio brianzolo Psychovox, composto da Laura Spada (voce e basso), Mauro Giletto (batteria) e Francesco Carbone (chitarra). Rispetto al precedente Paura del Vuoto le sonorità sono divenute più asciutte, ma probabilmente anche più incisive e d’impatto. La Scelta non è altro che un concept album in cui l’uomo, inteso come umanità, diventa il filo conduttore, partendo dall'assioma che c'è scelta dove c’è confusione. Perchè come dice Krishnamurti: "Molti problemi scaturiscano dal dire che siamo liberi di scegliere, che la scelta significa libertà. Al contrario, io direi che la scelta significa una mente confusa, e perciò non libera." I testi pervadono di un senso d’inquietudine esistenziale, senza tuttavia mai essere prolissi o enfatici, e s'intrecciano perfettamente con la tensione emotiva trasmessa dagli strumenti e dalla voce. L'uomo è il fulcro nelle sue decisioni, nella ricerca di fede, di un Divino reale e tangibile, che possiamo trovare solo in noi stessi, come rimedio al male. Un acquisto che consiglio vivamente e che vi farà dire che la Brianza non produce solo mobili ma anche ottima musica, tanto più, dato che questi ragazzi hanno registrato senza avvalersi di alcuna produzione o etichetta. (Maggio 2011)


Psychovox
La Scelta
2011
Autoprodotto

Tracklist:
1. Occhi Secolari
2. Caino
3. L’Ultimo Giorno
4. Altalena
5. Sensor
6. Preghiera
7. Jabura
8. Il Divino
9. Una Cosa Sola
10. Baobab
11. In fondo al pozzo
12. Addio



FB ▲ Soundcloud ▼ Buy it!

mercoledì 14 agosto 2013

Psychovox - Paura del Vuoto - 2008 [Streaming]

Questo è il primo album (il secondo lo trovate qui), per questo trio che viene dalla Brianza e che si presenta con la classica formazione chitarra (Francesco Carbone) - batteria (Mauro Giletto) - basso e voce (Laura Spada). Ascoltandoli, si sente che gli Psychovox hanno masticato tutto quel rock alternativo che fa capo a gruppi come Afterhours o Verdena. Tuttavia il risultato che si evidenzia è qualcosa di omogeneo e perfettamente digerito in un personalissimo stile che non cerca appigli né riferimenti ad altri gruppi più o meno conosciuti. Lasciatevi infettare dai loro suoni e dalla loro carica in concerto. (Gennaio 2010)


Psychovox
Paura del Vuoto
2008
Autoprodotto

Tracklist:
1. I padroni del mondo
2. Psylobox
3. Sicilia
4. Bacche
5. Le Follie
6. Voci
7. Uno
8. Il canto delle Sirene
9. Al mio nemico



Recensione (RockLab) ▼ FBBuy it!

sabato 30 marzo 2013

The PotT - To those in the eyes of God - 2011

Il progetto The PotT (acronimo per The Parasites of the Tablecloth) nasce come duo elettronico a Torino formato da Emanuele Bertasso (autore dei testi e cantante) e Simone Seminatore. Dopo un primo demo, intitolato Showing Muscles, si aggiungono tre elementi all'organico e il sound si fa più definito. The PotT riesce ad individuare nell’industrial e nello stoner la propria essenza musicale. Mi sono ritrovata quest’album sull’Ipod e l’ho ascoltato quasi per caso... Un disco piacevolmente nevrotico e ossessivo che mi ha subito rapita e inglobata tra le spire di contaminazioni allucinate e deliri introspettivi di atmosfere synth e chitarre distorte, che può capire perfettamente chi ama gruppi come Tool o Nine Inch Nails. Insomma, sembra strano che una band nostrana possa avere tali modelli, riuscendo a produrre comunque un album innovativo e senza scopiazzature. To those in the eyes of God per essere un esordio è un album già maturo, suonato e arrangiato benissimo. Un pezzo (Alice) è addirittura in italiano, con una ghost-track curiosa e piena di sorprese. Complimenti a Sinusite Records che ha creduto in loro. (Gennaio 2012)


The Pott
To those in the eyes of God
2011
Sinusite Records

Tracklist:
1. The Hollow
2. Prison Of Social Conformity
3. Showing Muscles
4. Intimacy
5. Sick
6. The Lost Art Of Pretending
7. In this Hole
8. Alice
9. SBV


Recensione (Ondarock) ▲ FacebookBuy it!

venerdì 25 gennaio 2013

Black Eyed Dog - Heather [Video]

Regia di Giovanni Tomaselli
Da Too Many Late Nights
FB

sabato 12 gennaio 2013

Montezuma - Di Nuovo Lontano - 2011 [Streaming]

All'inizio questo quartetto di Pesaro mi sembrava solo un gruppo stoner, ma quasi subito ho dovuto ricredermi: c'era tutto il post-rock delle mie fantasie... Scenari apocalittici uniti al noise, al grunge ed al progressive, per un album interamente strumentale e suonato benissimo! Non saprei nemmeno scegliere un brano preferito, tanto sono tutti collegati perfettamente tra loro. Sette pezzi esplosivi che mantengono alta l'attenzione, con uno solo più lento e melodico (Lenta In D) per lasciare spazio ad emotività e commozione. Di Nuovo Lontano nasce dopo un Ep autoprodotto nel 2008, ed è stato inciso tra lo Studio 73 di Ravenna e soprattutto lo Studio Wave di Paolo Rossi a Pesaro (non so se avete presente Altro, Cosmetic, Be Forest, General Decay tanto per citarne alcuni), durante i primi mesi del 2011.
Montezuma è il nome del collettivo che ha dato vita alla loro sala prove nella quale hanno suonato per la prima volta, dove sono nati e cresciuti come gruppo e come persone. Un nome che rappresenta i giovani del quartiere e che significa "Colui che diventa sovrano con rabbia". E direi che si adatta benissimo all'autorità con cui si presentano questi quattro ragazzi. Da non perdere assolutamente in versione live. (Settembre 2011)


Montezuma
Di Nuovo Lontano
2011
I Dischi dell'Apocalisse / Dicks and Decks / Mukkake Agency

Tracklist:
1. L'alba di Marrakech
2. La Foresta Imbalsamata
3. Quattro
4. Lenta in D
5. La Congiura delle Polveri
6. Supernova
7. Il Codice di Dresda


Recensione (Impatto Sonoro) ▼ Facebook
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giovedì 22 marzo 2012

Male di Grace - Tutto è come sembra - 2012

Male di Grace è il progetto, nato nel 2007, di quattro ragazzi di Milano. Dopo una demo, bene accolta dagli addetti ai lavori, a gennaio è uscito il primo lavoro dal titolo “Tutto è come sembra”. Totalmente autoprodotto e composto da undici tracce, lo si può interpretare come la disillusione per la realtà di un paese che non lascia più margini di speranza, ma, nonostante i toni malinconici, non aspettatevi nulla di arrendevole o depresso, quest’album parte col piglio giusto fin dal primo pezzo Anni Luce: un sound genuino, in cui si percepisce immediatamente il piacere di suonare un rock vivace e concreto, molto anni ’90 (a me sempre gradito), con incursioni nel desert-rock di matrice statunitense e nella psichedelia, fuori, insomma, dai soliti cliché dell’indie di casa nostra. Le voci si alternano spesso e i testi sono molto curati e in italiano. Curiosità: come ospite nella strumentale Ninna nanna per Grisù compare l’artista americano Mario Lalli, musicista che milita e ha collaborato con band della scena desert californiana come Fatso Jetson, Desert Sessions, Brant Bjork).



Male di Grace
Tutto è come sembra
2012
Autoprodotto

Tracklist:

1. Anni luce
2. Il condannato
3. Disfatta
4. Dolce miele
5. Il Paracadutista Equino
6. Scena tragica
7. Tentazione
8. Ninna nanna per Grisù
9. Ai confini
10. Male di Grace
11. Ninna Surf



Recensione (Noize) ▲ MyspaceDownloadFacebook

sabato 25 febbraio 2012

domenica 13 novembre 2011

Sterbus - Iranian Doom - 2011

Quando ho sentito la prima volta questo disco ho quasi gridato al miracolo. Una vera delizia per i sensi. Come aprire un cassetto di vestiti che non mettevi più, e scoprire, non solo che sono ancora nuovi e attuali, ma che addosso ti stanno immensamente bene. Sterbus non è altro che il progetto solista di Emanuele Sterbini, cantante polistrumentista romano, ed Iranian Doom è il suo terzo lavoro, dentro al quale convivono le forme d’ispirazione più disparate, con riferimenti soprattutto alla musica degli anni settanta e novanta, riassemblate magicamente con una vivacità tale da riportare alle mente immagini di zappiana o beckiana memoria. Non solo, il dissacratore Sterbus si permette in Sloop Jai B di rivisitare un pezzo dei Beach Boys rimaneggiandolo a piacere, pur conservando la voce originale di Brian Wilson. Nell'album citazioni e cambi repentini si sprecano, passando nello stesso pezzo (From head to twelve) dai Mogwai addirittura alle Spice Girls. Ah, dimenticavo, tutto il disco è suonato da lui con il software della Apple Garageband. Complimenti alla DougTheDog che ha scoperto questo meraviglioso pazzo. Ascoltate, godete e scaricate perché è pure gratis.



Sterbus
Iranian Doom
2011
DougTheDog

Tracklist:
1. Any Minute Now
2. Sloop Jay B
3. Trapped in the GRA
4. Crash City
5. Big Daisy
6. Miles Monroe
7. Cheap-com
8. From Head to Twelve
9. Iranian Doom
10. Too Many Mistakes
11. Parallelepyped Song
12. Their Own, Not Each Others



Recensione (LetLoveGrow) ▲ MyspaceDownload

venerdì 4 novembre 2011

giovedì 20 ottobre 2011

Death Mantra for Lazarus - MU - 2010

Nati nel 2008 come progetto parallelo di tre gruppi attivi nella scena abruzzese, Lorenzo Conti (chitarra) della band Santo Niente, Alessandro Di Fabrizio (chitarra) cantante e chitarrista dei Milf, Tonino Bosco (basso) e Federico Sergente (batteria), sezione ritmica degli Zippo e del Santo Niente iniziano a creare un proprio repertorio originale solo un anno dopo, ma, grazie alle loro performance live, riescono ad avere presto intorno a sè un solidissimo nucleo di seguaci. MU è il cd d'esordio, registrato e prodotto con l'etichetta Grammofono alla Nitro di Fabio di Zio. Al disco partecipa anche la violinista classica Federica Vignoni. E' inutile che vi dica quanto sia rimasta affascinata dalle atmosfere cupe e ipnotiche dei sei pezzi che lo compongono. Un album suonato benissimo, con diverse sfumature, ma prevalentemente di post-rock strumentale, alla faccia di chi dice che questo è un genere vecchio e superato. Unica eccezione la voce di Umberto Palazzo nella perla Maria Callas, in cui il mito viene colto nel momento della sua decadenza, brano che, per ironia della sorte, vi porterà alla mente i Massimo Volume. Come dice proprio Palazzo: "Ci vuole classe, per essere delle dee".



Death Mantra for Lazarus
MU
2011
Grammofono alla Nitro

Tracklist:
1. Atlantide
2. Carousell
3. Mu
4. Opinion is not math
5. Maria Callas
6. Boreale

Recensione (Impatto Sonoro) ▼ Facebook Download

lunedì 12 settembre 2011

mercoledì 1 giugno 2011

sabato 22 gennaio 2011

mercoledì 15 dicembre 2010

Giobia - Come and Get Me EP - 2010 [Streaming]

Come ci si sente a svegliarsi e ritrovarsi immersi in un'atmosfera psichedelica di sixties garage allucinato e minaccioso...? I Giobia sono grandissimi anche in questa manciata di canzoni. E vi ricordo che dal vivo sono pure meglio...



Giobia
Come and Get Me EP
2010
Autoprodotto

Tracklist:
1. Come And Get Me
2. Hard Stories
3. Jaws
4. Fake Smile on Statues



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venerdì 10 dicembre 2010

domenica 24 ottobre 2010

judA - Malelieve - 2010

Sono molto felice di pubblicare oggi il secondo album dei milanesi judA. Un disco ispirato, schietto e appassionato, che ci riporta, per le atmosfere, ai gloriosi anni della scena indie italiana: Afterhours, Marlene Kuntz e Verdena in primis, ma anche col pensiero rivolto al post-rock dei Mogwai. La voce di Marco Antoci d'Agostino sa trasmettere intensità alle canzoni, esprimendo ora malinconia, ora rabbia, ora nevrosi, attraverso testi estremamente coinvolgenti. Inevitabile, ad esempio, in Lame di sabbia, percepire riferimenti all’alienazione cui costringe la vita moderna con la conseguente necessità di un’evasione, di una liberazione dalle gabbie insostenibili della realtà opprimente. I suoni hanno una struggente evocazione emotiva, con al servizio una carica strumentale non indifferente. Il trio si avvale anche della collaborazione di Laura Spada degli Psychovox in "3C", Xabier Iriondo in "Invasa di umori a distanza", Paolo Fusini degli Spread in "Lame di sabbia" e del pianoforte di Stead (Stefano Antoci D'Agostino) nella toccante "Trema".
“Non ho bisogno di motivi per morire
solo mi basta una ragione per vivere”
(da Lame di sabbia)


judA
Malelieve
2010
il verso del cinghiale records

Tracklist:
1. Lontano dagli occhi
2. Lame di sabbia
3. Il tuo male
4. L'invenzione della verità
5. Trema
6. 3c
7. Invasa da umori a distanza
8. Molestie
9. Uomo di palcia
10. Il giorno più lungo
11. La+Ma

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giovedì 17 giugno 2010

Santo Niente - Il Fiore dell'Agave - 2005

Dopo lunghi anni di assenza dalle scene, i Santo Niente tornano a proporre un nuovo disco, con una nuova formazione ma con la stessa voglia di affascinare. Produzione low budget, "Il fiore dell'agave" è un disco che fonde punk, rock e noise con melodie ricercate. Registrato in presa diretta, nel giro di una decina di giorni e sotto la supervisione dell'ottimo Fabio Magistrali, è un album onesto e a suo modo coraggioso. Sa parlare con sincerità di una desolazione recondita (caratteristica tipica di Palazzo), nascosta sotto l'asfalto delle metropoli e pronta a rapire l'anima. C'è una grande evoluzione musicale rispetto al passato, il nuovo Santo Niente è una band di puro rock'n'roll con la cupa genialità tipica dei Joy Division, nella costruzione dei brani, la psichedelia che da sempre li contraddistingue, ma con aperture decisamente meno aspre e più melodiche.



Santo Niente
Il Fiore Dell'Agave
2005
Black Candy Records / Audioglobe

Tracklist:
1. Luna viola
2. Spirituale
3. Prima della caduta
4. Nuove cicatrici
5. Facce di nylon
6. Occhiali scuri al mattino
7. Candele
8. Le superscimmie
9. Santuario
10. L’attesa
11. Aloha

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