lunedì 28 novembre 2011

Brioscine appena sfornate: Maria Messina

Questa settimana facciamo quattro chiacchiere con una giovane artista veronese, (ma da tempo trapiantata nell’irrequieta Torino) il suo nome è Maria Messina e sicuramente farà parlare di sé.



Ciao Maria, innanzitutto le solite domande di rito: chi sei? cosa fai nella vita oltre cantare e suonare benissimo piano e chitarra?
Ahahahah “chi sono” come prima domanda rischia di mandare a rotoli tutta l’intervista.. Diciamo che sto cercando di smetterla di chiedermelo e vedere cosa succede. Vorrei scrivere colonne sonore di film.

Dalla tua biografia si evince che con la musica ci sei nata, piccola ribelle tutta note e piano, com'è evoluto in te il bisogno di raccontare piccole storie in forma di canzoni?
Quand’ero piccola, probabilmente traumatizzata da qualche musical, cantavo sempre. Anche quando disegnavo mi raccontavo delle storielle che finivano sempre in musica. Roba brutta, son piena di cassette registrate.
Dopo aver scritto un inno contro la mia maestra, verso i 6-7 anni, ho iniziato anche a cantare canzoni con un testo in inglese inventato strimpellando piano e chitarra. Non dovendo pensare a un testo e trasportata dalle armonie ho iniziato a capire che la musica si poteva creare. Mi son sempre composta la colonna sonora speciale della mia vita. Quando avevo bisogno di una canzone che dicesse certe cose, la scrivevo. La musica è cresciuta con me, per questo la considero una parte del mio essere, non ci penso molto.

Sicuramente sei ispirata da altre grandi artiste internazionali, da Tori Amos a Bjork (di cui nei live fai qualche cover), ma rispetto al panorama nostrano, pensando ad esempio a Beatrice Antolini che come te canta in inglese e alla nuova generazione di cantautrici - Carlot-ta, Naif Herin, etc... - qual'è la figura a cui ti senti più legata?
Credo che ognuna di noi abbia un suo modo di sentire, comporre e suonare la musica e questo ci distingue e caratterizza. Forse con Beatrice Antolini e Carlot-ta ho più da spartire in fatto di ascolti comuni.



Com'è venuto fuori Never Walking Shoes? Quanto tempo di gestazione prima della sua uscita? Qual'è il tema centrale dell'album?
Never Walking Shoes è una selezione delle canzoni a cui sono più legata, è un punto di partenza o un chiodo in un muro. Scrivo canzoni da sempre e avevo bisogno di materializzarle, di avere un punto fermo da osservare e dimenticare, amare e odiare. Ogni canzone è un’autoanalisi del momento in cui l’ho scritta con relativi consigli e “ridiamoci su”.
Una settimana prima di andare a registrare l’album ho pensato che mi dava fastidio non ci fossero pezzi nuovi, così ho scritto Clean e Just Dust.

Il disco è autoprodotto, prendi tu i contatti con i locali in cui suonare o ti sei affidata a qualcun altro per il booking? E' faticoso riuscire ad avere il giusto compenso per il tuo lavoro?
Ahahahah i contatti li prendo io, è per questo che le date sono poche, il mio carattere mi impedisce di propormi o impormi e pare che il momento non sia dei più favorevoli (specialmente se non hai un’etichetta). Ovviamente prendo in considerazione anche il fatto che la mia musica possa non piacere. A me piace.

Compri musica? La scarichi? Quali sono gli album nostrani indispensabili? Hai usato Bandcamp per far ascoltare il teaser del tuo album, come pensi che le nuove tecnologie possano aiutare i giovani artisti?
Compro musica, sì. Compro artisti emergenti per sostenerli e se entro in un negozio di dischi non riesco a uscirne a mani vuote,magari finendo i soldi per la spesa.. per questo non li frequento più troppo spesso.
Scarico musica perché mi piace ascoltare quello che mi comprerò o andrò ad ascoltare live. Odio il fatto che gli artisti abbiano smesso di fare il libretto dei cd..
Le nuove tecnologie danno la possibilità a tutti di farsi sentire ma abbassano il livello qualitativo non solo perché chiunque può chiamare musica una qualsiasi produzione sonora ma soprattutto perché la gente è confusa e non riesce mai a capire cosa gli piace (e non parlo solo di musica..)
Non ho mai ascoltato tanta musica italiana. Sono cresciuta con Elio e le Storie Tese, adoro Max Gazzè e i live di Federico Fiumani.



Salutandoti, ancora un paio di punti interrogativi... Quali sono i tuoi progetti futuri? L'inverno è alle porte, lo passerai in giro a suonare?
L’idea sarebbe quella di suonare in giro quando capita e, come al solito, produrre molto in casa nel mio studietto. Comunque non mancherò di aggiornare il sito (www.mariamessina.it) con le date dei live.

Grazie mille!

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