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lunedì 21 novembre 2016

Soviet Soviet - Endless beauty

Il nuovo album del trio pesarese si intitola Endless e uscirà il 2 Dicembre per Felte e Black Candy. Qui sotto ci trovate Endless beauty e le prossime date del tour:
Mercoledì 23 @ Teatro Dell’Archivolto, Genova
Venerdì 25 @ Circolo Mame, Padova
Sabato 26 @ Isola Club, Chiaravalle (AN)



FBBandcamp

sabato 4 ottobre 2014

Soviet Soviet - Fate - 2013 [Streaming]

I Soviet soviet nelle vesti di Victor Frankenstein che attinge a piene mani dagli anni ottanta danno vita a Fate, il primo disco dopo anni di ep, split e quant'altro. Fate è tutt'altro che un mostro, è la sapiente combinazione di elementi che formano un sound completo, sicuramente un revival, ma per niente datato. Dalle linee di basso tra i Joy Division e i Cure, ad una martellante batteria, alla voce che ricorda terribilmente Neil Tennant, alla chitarra venata di shoegaze e dream pop il risultato è del post-punk con sonorità new wave impreziosite. A partire dagli episodi meglio riusciti, come Introspective trip e Gone fast, Fate colpisce subito per la maturità compositiva, l'omogeneità dei suoni e la bellezza decadente delle sue melodie.


Soviet Soviet
Fate
2013
Felte

Tracklist:
1. Ecstasy
2. 1990
3. Introspective Trip
4. Further
5. Gone Fast
6. No Lesson
7. Together
8. Hidden
9. Something You Can't Forget
10. Around Here



FBBandcamp
♫ Potresti apprezzare anche: Schonwald

lunedì 17 febbraio 2014

Brioscine appena sfornate: Soviet Soviet

Venerdì 10 Gennaio la sala concerti del Controsenso si è trasformata in un coloratissimo caleidoscopio gigante che fluttuava nell'aria seguendo il ritmo New Wave e Post Punk dei Soviet Soviet, rilasciando coriandoli di note che ipnotizzavano menti e orecchie con melodie graffianti, speranzose, energiche, più cupe, impetuose. Come il rito vuole, prima del live ho scambiato due interessanti chiacchiere con Andrea Giometti (voce e basso), Alessandro Costantini (chitarra) e Alessandro Ferri (batteria). Siate curiosi: here we go! (Foto di Angelica Gallorini)



Com'era la vita quando i Soviet Soviet non erano Soviet Soviet?
Alessandro (batterista): I Soviet Soviet per me sono stati un evento, sia dal punto di vista lavorativo - perché sta diventando sempre più impegnativo - sia dal punto di vista personale: già conoscevo Ale e Andre, ed abbiamo fatto nascere tutto questo insieme. È stato un cambiamento del tutto positivo: ne sono soddisfattissimo, spero di fare ancora tanti album, date, di continuare questo percorso per tantissimo tempo.
Alessandro (chitarrista): Per me la vita era un po' più piatta, prima. Ho iniziato a girare scoprendo il piacere di viaggiare grazie al gruppo, ho conosciuto a livello geografico un sacco di posti in cui non ero mai stato, ho vinto tanti blocchi mentali che avevo in precedenza nell'interagire con le persone. Ed è una delle cose più belle che una persona possa vivere.
Andrea: La stessa cosa, più o meno. La bellezza di viaggiare, conoscere altra gente, altre culture, abbattere pregiudizi su luoghi, usi, costumi e modi di vivere. Se non fosse stato per la Musica, non avrei mai visto l'80% dei posti in cui siamo stati. È stato un tassello in più nella mia, nella nostra vita. Prima era un'esistenza come tante altre.

Qual è stato il fattore scatenante per cui avete iniziato a suonare? Sia individualmente che a livello di gruppo.
Alessandro (chitarrista): Ce ne siamo accorti un po' nel mentre. Il progetto è nato diciamo per caso, dall'incontro mio e di Andre: uscivamo entrambi da due progetti precedenti, più o meno nello stesso periodo, e Andre mi ha proposto di fare qualcosa insieme. Conoscevo Ale, che suonava la batteria, e abbiamo deciso semplicemente di iniziare a provare. Non so se ci sia stato un momento preciso in cui ci siamo accorti che stava funzionando, ma nei primi mesi siamo andati avanti a diritto nel produrre e buttare via pezzi, funzionava bene. È stato un processo naturale. Qualcosa che non è fermo funziona già. Personalmente ho sempre ascoltato un sacco di Musica fin da quando ero piccolino, dai quindici anni in poi avevo già dei miei gusti musicali. Inizi scimmiottando il video che becchi su MTV, capisci cosa ti piace, senti di poter fare qualcosa che apprezzi, qualcosa di tuo. La prima volta che ho comprato una chitarra acustica era tardi, avevo circa diciotto anni: era la seconda volta che tentavo di comprarne una, la prima sono tornato a casa con un aquilone, che è un po' diverso! Ho messo su il primo gruppo verso i diciotto, diciannove anni. Ecco com'è iniziata la mia avventura nel mondo della Musica.
Alessandro (batterista): Anche io ho iniziato verso quell'età, un po' come ha detto Ale: ascoltavo Musica, giravo per i concerti, mi piaceva un sacco suonare la batteria. L'idea era quella di suonare: quando mi divertivo con la batteria in mansarda di mia nonna rompevo le palle a tutto il quartiere! Da cosa nasce cosa, la passione è continuata; conoscendo sempre meglio lo strumento, ti ritrovi a suonare nei primi gruppetti, a fare cover, fino a che non hai l'esigenza e la voglia di costruire un gruppo TUO. Il risultato è questo. E non è mai tardi per iniziare.


Andrea
: Io ho iniziato a suonare a ventidue anni e non ascoltavo nemmeno Musica nell'adolescenza. Ho cominciato a fare entrambe le cose molto tardi. Da qui deriva anche la mia ignoranza nell'ambito musicale. Quando c'è una cosa che mi piace fare, voglio farla subito, e con la Musica non è possibile, devi di volta in volta superare degli step. La vedevo come una cosa troppo difficile, e probabilmente non avrei avuto la pazienza necessaria, quindi ho lasciato perdere. Era il 2006, e un mio amico (con cui avevo molto in comune per quanto riguarda la Musica: per esempio, adoravamo tutti e due i Green Day; li adoro tuttora - quelli dei primi tempi però - porto anche tatuaggio dedicato a loro) voleva iniziare a suonare in tutti i modi. Ecco che ho comprato il mio primo basso, ed ecco che sono arrivate le prime lezioni di Musica. La mia grossa fortuna è stata quella di iniziare a suonare con un gruppo, di Fano, due mesi dopo aver comprato lo strumento: avevo così l'opportunità di mettere in pratica quello che imparavo col maestro. Dopo due anni ho abbandonato il gruppo. Luglio/Agosto 2008 è iniziata la storia dei Soviet Soviet.

Secondo molti gruppi e artisti stranieri, il pubblico italiano si rivela essere sempre il più caloroso. Voi, che siete italiani e andate a suonare all'estero (ricordiamo le tappe negli Stati Uniti, in Messico, nell'Est- Europa), cosa pensate riguardo questa affermazione?
Alessandro (chitarrista): Pensiamo semplicemente il contrario. Andrea tempo fa se ne è uscito con un concetto abbastanza veritiero: in Italia si tende a portare su un piano più alto un gruppo che viene da fuori piuttosto che un gruppo che viene dall'Italia stessa. A parità di importanza e qualità musicale, un gruppo straniero in Italia viene visto più di buon occhio rispetto a gruppo Italiano, e forse all'estero è la stessa cosa, ma questo non te lo so dire. Escluso gli ultimi due/tre mesi in cui siamo riscuotendo successo anche in Italia, inizialmente abbiamo da subito avuto un riscontro più che positivo fuori dal nostro paese, soprattutto nell'Est-Europa. Prima era sempre un grande punto interrogativo fare una data qua: ora, per fortuna, ci sono più probabilità rispetto a prima di fare una bella serata.
Andrea: Dall'uscita di FATE, a Novembre, forse si sono accorti (non solo i locali o i promoter, ma anche gli addetti ai lavori come Rockit o le radio più importanti) che qualcosa c'è.

E quindi, a detta vostra, qual è il pubblico in cui avete trovato più riscontro?
Andrea: Uno da podio è il Messico.
Alessandro (chitarrista): Sì, lì abbiamo una fanbase molto vivace. Così anche nell'Est-Europa, in particolare Russia e Ucraina. Il live è fondamentale, perché capisci l'importanza non solo della Musica che suoni, ma anche il modo in cui viene vissuta da chi è lì per vederti: se uno sta con l'occhio attento e braccia conserte per capire se canti qualcosa, oppure se è lì che ti aspetta da una vita e non vede l'ora che il concerto cominci. Alcune cose scatenato un certo tipo di energia. Quando c'è l'enfasi e la voglia di divertirsi sotto il palco, sopra succede di tutto e di più e la serata andrà benone. Dobbiamo molto a chi viene ai concerti, per divertirsi, stare bene e godersi la nostra Musica.


L'esperienza che non dimenticherete mai - se c'è stata.
Alessandro (chitarrista): Beh, ce ne sono tante di esperienze. Personalmente, il primo live in assoluto che abbian fatto all'estero, nel 2010 a Nizza. Mi ricordo che guidavo, e una volta arrivati a Sanremo mi son detto "Ma che cazzo sto facendo? Ma dove stiamo andando?". Non sapevamo nemmeno dove saremmo andati a dormire! Eravamo in contatto con questo gruppo francese che, dopo esserci scambiati un po' di complimenti su MySpace, ci hanno chiesto di andare dalle loro parti a suonare. Siamo arrivati in questo club bassissimo, in cui potevano starci tre/quattrocento persone, pieno, pubblico vario dal ragazzetto con la cresta al tizio in giacca e cravatta. C'è stato un preciso momento durante il live in cui c'era così tanta enfasi che mi son girato verso Andre e gli ho detto "Ma ci stan prendendo per il culo! Ma cosa sta succedendo?". Finito il live, dopo aver rotto di tutto, ci siamo abbracciati nel backstage perché era appena successo un qualcosa di inaspettatamente bello. Lo ritengo il momento che ha sancito l'inizio di qualcosa. Che poi si trattava di una data unica eh, siamo tornati in Italia il giorno dopo! Andrea e Alessandro (batterista): Sì, siamo d'accordo.
Alessandro (chitarrista): Fortunatamente ce ne sono capitate tante, di cose inaspettate. L'etichetta americana che ti contatta perché vuole produrti, finire su Pitchfork col primo lavoro e ti ritrovi nella stessa pagina di Thom Yorke, il tuo ep da quattro soldi recensito con 7 e mezzo. Ce ne son successe tante, sia belle che brutte, più belle fortunatamente.

Ho apprezzato molto la vostra cover di "Curami" dei CCCP: avete suonato e cantato rivisitandola secondo il vostro stile, mantenendo il giusto equilibrio con la versione originale. Secondo me è proprio così che si fa una cover. Detto ciò, qual è il vostro pensiero sulle cover/tribute band dei gruppi, che propongono sempre le stesse identiche versioni dei brani?
Andrea: Due cose: mi dispiace per loro perché non fanno un qualcosa di personale, bravi perché prendono i soldi (ride).
Alessandro (chitarrista): A me spaventa un pochino più l'idea di chi cerca di assistere a questo tipo di live, di chi non ha la curiosità di scoprire qualcosa di nuovo; piuttosto che andarsi a vedere il concertino carino sotto casa, uno cerca la cover band dell'artista che ti viene passato cento volte in radio, e fa gli stessi concerti cento volte. Mi piace essere positivo e pensare che le cose stanno cambiando. Però ecco, l'effetto cover band non lo vedo preoccupante per la cover band stessa ma per chi approva e va ai concerti. È una forma di accontentarsi e implica poca curiosità, difetto che affligge parte dell'Italia e parte delle serate in cui sei in Italia.
Alessandro (batterista): Io ho iniziato facendo cover degli Oasis. Ti lascia un po' così, vuoto: non è altro che la riproduzione tecnica di un brano, di tuo non c'è niente, e non è Musica tua. O fai la cover in un certo modo mettendoci un po' del tuo, altrimenti non c'è soddisfazione.

I peggiori nemici della Musica, secondo voi.
Andrea: La mentalità della gente, per come ragiona, per come si rapporta nelle varie serate e nell'andare a vedere un gruppo.
Alessandro (batterista): Suonare senza aver più la voglia e lo stimolo, farlo diventare solo un lavoro. Spero non accadrà mai, perché mi sentirei molto a disagio, non sarebbe più assolutamente la stessa cosa. Ti manca lo scatto di divertimento. E purtroppo c'è anche tanta invidia, tra i gruppi. C'è e ci sarà sempre, ed è una cosa che non ho mai sopportato.


L'influenza di Internet sul panorama musicale - sicuramente ha contribuito a creare un rapporto più rapido e diretto con la Musica, ma al tempo stesso è come se denigrasse il tutto: i negozi di Musica, purtroppo, stanno sempre di più scomparendo - e avere un CD, o un vinile, non è proprio la stessa cosa di scaricare file audio, che possono essere cancellati con un solo click. In più, è aumentata anche la superficialità nella conoscenza e nell'apprezzamento delle realtà musicali. Opinioni?
Alessandro (chitarrista): Internet è uno strumento che va saputo utilizzare, e a seconda di come lo fai puoi trarne sia dei vantaggi che, purtroppo, degli svantaggi. È come un'affettatrice. Internet è un'affettatrice. Sta a chi lo usa saperne fare buon uso, saper non farsi prendere dalla fretta e dalla quantità: è importante conoscere le cose un po' per volta, per approfondirle in modo migliore. Sicuramente Internet rende più difficile la lentezza: hai tutto subito e immediatamente, ti ascolti un album con disattenzione, saltando tracce in qua e in là.
Andrea: Non è colpa al 100% di Internet perché a sbagliare sono le persone a causa della loro mentalità. C'è della pigrizia di fondo che non è positiva.
Alessandro (chitarrista): C'è stato un periodo in cui avevo smesso di comprare CD. Poi ho ridato importanza alla cosa, soprattuto all'acquisto durante i live, unendo la scoperta del gruppo che sono andato a vedere al gesto del comprare la loro Musica. Se posso è la cosa più bella che possa fare, per me e per il gruppo.

State già buttando giù qualcosa per il vostro prossimo lavoro?
Alessandro (chitarrista): Sì, giusto ieri abbiamo finito un nuovo pezzo.
Andrea: C'è una grandissima voglia di fare cose nuove. Non che FATE sia vecchio, ma ha già sei/sette pezzi di undici mesi e i restanti di un anno e mezzo abbondante. Bisogna sempre stare al passo, senza essere forzato a farlo.

BiografiaFBFelte Sounds
Soundcloud Bandcamp  ◄

domenica 23 giugno 2013

IndieRocket Festival, 5, 6 e 7 Luglio @ Parco Le Naiadi, Pescara

Dieci anni, dieci edizioni di un festival che ha la musica nel cuore. L'IndieRocket Festival anche quest'anno fa il botto con una line up stupefacente che conta tantissimi artisti che amiamo molto. Chambers, The Death Of Anna Karina, Gazebo Penguins, Fine Before You Came, Brothers In Law, Soviet Soviet, Saroos, Reiziger, Flowers Or Razorwire... Giusto per farvi un esempio. E sarà il Parco Le Naiadi a diventare scenario e protagonista delle tre serate del festival, quelle del 5-6-7 luglio, che ripercorreranno il senso e l'origine dell'evento senza rinunciare a percorsi innovativi, rappresentando la musica italiana (e anche straniera) in tutte le sue sfaccettature.


5 Luglio
Die! Die! Die!, Chambers
The Death Of Anna Karina
Reiziger, Gazebo Penguins
Fine Before You Came
+
Marco Mathieu (Negazione) presenta "Il Giorno del Sole"

6 Luglio
Sonic Jesus, Brothers In Law
Soviet Soviet, Saroos
Galaxians, Fabio Nirta

7 Luglio
Flowers Or Razorwire
Givda, Sinkane
Dj Sets: Fabio Nirta
Campetter, Razzputin Crew

Biglietto per un giorno: 5 Euro
Ingresso 3 Giorni con Tessera IndieRocket: 7 Euro

Sito ufficialeFB

venerdì 11 gennaio 2013

Soviet Soviet - Summer, Jesus - 2011 [Streaming]

Chi non conosce i Soviet Soviet? Nell'improbabile caso, a voi affamati di novità musicali, sia sfuggito questo gruppo di tre ragazzotti di Pesaro e provincia, questa è l'occasione giusta per dare loro una possibilità d'ascolto. Decisamente english post punk style, con richiami hardcore, tutta pancia e nessuna pietà, comprendono che il futuro è alle nostre spalle. Sia chiaro però, alcun intento revivalistico caratterizza la loro musica, piuttosto, essendo coscienti di ciò che è stato, suonano oggi assecondando lo spirito reazionario che scorre nelle loro vene. Privo d'intrecci sonori complessi, il suono è puro in quanto sporco, ruvido e goduriosamente liberatorio. Dall'ascolto dell'Ep Summer, Jesus, potreste essere colti, com'è successo a me, dalla sindrome delle gambe irrequiete. Sarebbe bello sentirli suonare in uno di quei posti definiti underground con tanto di tunnel con soffitto a botte e una nube di fumo attorno, ovviamente.
Yeah!


Soviet Soviet
Summer, Jesus
2011
Tannen Record

Tracklist:
1. Contradiction
2. Human Nature
3. Prince, prostitute
4. Warmata
5. The beasts are brave
6. Aztec aztec


Recensione (Osservatori Esterni) ▲ FBBandcamp

domenica 5 agosto 2012

Riassuntone concerti #2

Domenica 5 Agosto
Dente // DiROCKato Festival, Monopoli (BA)

Nicolò Carnesi // Circolo Magnolia, Segrate (MI)

Lunedì 6 Agosto
Drink to me, Soviet soviet // DiROCKato Festival, Monopoli (BA)

Lo Stato Sociale // Horcynus Orca, Messina


Martedì 7 Agosto
Diaframma, Sycamore age, Boxeur the Coeur // Indies Summer Festival, Vieste (FG)

The Zen Circus // DiROCKato Festival, Monopoli (BA)

Mercoledì 8 Agosto
Emika (De/Uk), The dub sync, Big charlie, Lies // Indies Summer Festival, Vieste (FG)

Drink to me // Geko Spacelove, San Benedetto del Tronto (AP)

Giovedì 9 Agosto

Venerdì 10 Agosto
Johnny Mox // Beach Party, Torbole sul garda (TN)

Gentless3, Altre di b, Trust, Of Montreal, Stephen Malkmus and the Jicks // Ypsigrock Festival 2012, Castelbuono (PA)

Sabato 11 Agosto
Le Rose // Surf Cafè, Marina di Lizzano (TA)

Chalk Talk (USA), Everyone Everywhere (USA), Chambers, Havah, Tiger! Shit! Tiger! Tiger!, L'Amo, Girless and The Orphan, Dimaggio // Italian Party 2012, Montecastello - Umbertide (PG)

VeneziA, DID, We Were Promised Jetpacks, Shabazz Palaces, Fuck Buttons // Ypsigrock Festival 2012, Castelbuono (PA)

Afterhours // Arena Villa Dante, Messina


Domenica 12 Agosto
Drink to Me // Jump Out Fest, Pesaro

Alt-J, Django Django, Primal Scream // Ypsigrock Festival 2012, Castelbuono (PA)

Lincompreso, Leitmotiv, BAMBOO // Onda Wave, Capo Peloro (ME)


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Fonti: Komakino, Last.fm, Musicclub, Rockol
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martedì 29 novembre 2011

Kill Surf City Vol. 1

Kill Surf City è una web-magazine realizzata a Palermo che nasce nel Novembre 2010 per dare spazio a musica, arte, moda, eventi, con una particolare attenzione per l'Italia, ma rimanendo proiettati sul resto del mondo. Sono state messe insieme alcune band che, a parere della redazione (ma anche noi approviamo!), rappresentano la scena indipendente italiana, anche se d'italiano hanno veramente poco, oltre il fattore anagrafico. Per voi in streaming e/o download rigorosamente gratuito, Kill Surf City Vol. 1, primo episodio di questa saga promettente.



A.A.V.V.
Kill Surf City Vol. 1
2011

Tracklist:
1. Casa del Mirto – just promise (feat. Freddy Ruppert of Former Ghosts)
2. Death in Plains – Occupy Hollywood
3. Did – Stop giving up
4. Drink to Me – The end of history (America)
5. Soviet Soviet – Human nature
6. His Clancyness – Misinterpret my words
7. Dumbo Gets Mad – Plumy tale
8. Too Young to Love – Mytria
9. Father Murphy – Jesus
10. Eels on Heels – Blank skin.



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mercoledì 13 luglio 2011

lunedì 12 aprile 2010

Soviet Soviet - 2° EP - 2010

Già meritori di una menzione su Pitchfork, tornano i Soviet Soviet.
Qualcuno ha deciso di presentarmeli cosi: "furore post punk, suoni impuri, ritmi serrati, voci filtrate, detonazioni".
Beh.
















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Soviet Soviet

2° EP
2010
(Autoprodotto)

Tracklist:
1. Lokomotiv
2. Cobretto
3. White Details
4. S.Y.
5. Bulgary

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