venerdì 21 ottobre 2011

Cappuccino Fumante: Collettivo ViVeriVive

Realizzare un sogno, per quanto piccolo e grande, è il desiderio che accomuna tutti gli esseri umani. C'è chi lascia questa voglia confinata alla soglia dell'età adulta e chi invece si arma, si dà un gran bel da fare e alla fine ce la fa. O quantomeno trova la sua strada. E oggi parliamo con qualcuno che sicuramente non si è arreso.

Carissimo Andrea, dietro il progetto Lullabier e la ViVeriVive ci sei tu. Ci spieghi un po' chi sei e cosa ti ha spinto a creare una netlabel che in meno di un anno ha promosso ben sei artisti?
Ho cominciato a suonare slowcore sotto lo psudonimo di Lullabier nel 2009. Ho avuto la fortuna di entrare da subito in contatto con la Silber, un’etichetta americana che, oltre a LP e CD, pubblica anche opere digitali completamente gratuite (per lo più mini-album, dischi live e compilations a tema). Ho pensato che sarebbe stato bello fare lo stesso insieme ad alcuni artisti italiani che diffondono liberamente le proprie opere nel web.

Leggendo qua e là riguardo il tuo conto, si evidenzia la parola gratuità, concetto che ormai neanche più nel mondo del volontariato va di moda. Perché la tua ostinazione in un mondo dove anche le persone hanno un prezzo?
Ritengo che sia impossibile valutare economicamente un testo o una musica; un supporto fisico, come un cd, magari corredato da un bel booklet, può avere un prezzo; una canzone no. E dato che ciò che pubblichiamo sono solo canzoni, che arrivano direttamente sul pc di chi le scarica, esse non possono essere altro che gratuite.
E poi è rincuorante pensare che la nostra musica non sia in vendita, non possa essere comprata!

Come sei entrato in contatto con gli artisti che la ViVeriVive promuove? Qual'è il denominatore comune? Ti occupi anche della dimensione live o solo della parte di divulgazione web?
Fino a poco tempo fa esisteva Myspace, ed era un mezzo formidabile che permetteva ai musicisti di stare in contatto tra di loro, venire affiancati attraverso denominatori comuni. E’ così che inizialmente sono entrato in contatto con alcuni musicisti a me affini, come i Morose o Massimo Saccarola, che poi hanno fatto parte della nostra compilation di debutto L’ombra dell’azione. Oggi Myspace esiste ancora nella forma, ma nella sostanza è stato abbandonato da tutti.
Il denominatore comune di VVV è la lingua italiana: anch’essa nel mondo del rock è sostanzialmente in via d’abbandono, ma, a differenza di Myspace, dobbiamo provare a salvarla! (sì, lo so, piuttosto arrogante da parte nostra; ma ci proviamo lo stesso)
Mi occupo soltanto della promozione e diffusione via web delle releases. Il mese scorso era in effetti prevista la prima data di “ViVeriVive dal Vivo” che è stata annullata all’ultimo causa maltempo. Credo che in inverno verrà organizzato nuovamente qualcosa di simile, ma diciamo che non è tra le mie priorità...

Cosa consigli alle persone che dal nulla vogliono tirare su un progetto come il tuo? Gli sforzi e la fatica sono giustamente ricompensati?
Credo che ormai il mercato discografico si regga sull’interesse collezionistico per il mezzo (cd, vinile, ecc...) piuttosto che per il contenuto. Vero che i cd hanno una qualità audio superiore agli mp3: ma se fosse veramente questo il motivo che spinge la gente a comprare cd piuttosto che a scaricare mp3 non si spiegherebbe il flop commerciale del Super-audio CD (decisamente superiori a livello audio) e il ritorno di vecchi supporti come i vinile e, ultimamente, le cassette. Tutto questo per dire che chi vuole ingegnarsi nella promozione di nuovi gruppi, ma non è un feticista del supporto fisico, può benissimo aprire una netlabel. E’ sicuramente più economico. Ed è un passatempo migliore rispetto a drogarsi o lanciare sassi dal cavalcavia.

Quali sono i prossimi progetti in cantiere?? Cosa c'è da aspettarsi dal futuro di ViVeriVive??
Le prossime uscite portano il nome di personaggi già conosciuti dal pubblico di Breakfast Jumpers: in autunno pubblicheremo il nuovo album dei Mircanto chiamato “Esercizi di statica”, e successivamente sarà la volta di Michele Farinelli. In generale, c’è da aspettarsi tanta buona musica italiana!

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