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mercoledì 2 maggio 2012

Un mondo del tutto differente. La storia di Wow e dei Verdena – Intervista a Emiliano Colasanti

E' di qualche mese fa l'uscita di un libro, che racconta la storia dell’album che ha fatto conoscere al grande pubblico una band che si è sempre distinta per la mancanza di compromessi con l’ambiente mainstream e il cui unico interesse è solo quello di suonare e comporre musica: i Verdena. Il gruppo di Albino è ancora protagonista nel panorama italiano, dopo più di dieci anni, grazie soprattutto ad un approccio creativo, fondato sulla sperimentazione di sonorità psichedeliche vintage, nel tentativo (riuscito) di renderle personali e attuali. Emiliano Colasanti (giornalista musicale di Rolling Stone e curatore per GQ.com del blog musicale Stereogram, conduttore radiofonico, nonchè fondatore dell'etichetta indipendente 42 Records) ci racconta la gestazione, la crisi interiore e il percorso evolutivo che ha portato al concepimento di un disco completamente diverso dal passato, un album doppio (ben 27 brani), imposto alla casa discografica major, in piena crisi di vendite, dal titolo palindromo (WoW, appunto), che suggerisce che dove c’è la fine c’è già un nuovo inizio. Un mondo del tutto differente è stato pubblicato da Arcana, con prefazione di Federico Guglielmi. Ecco le domande che ho posto ad Emiliano:


Parlaci prima di tutto del titolo, il mondo dei Verdena è davvero “Un mondo del tutto differente”? E se sì, rispetto a cosa?
Il titolo è "colpa" loro, nel senso che si tratta solo del sottotitolo di uno dei brani di "WoW" (Lei Disse) che pure mi sembrava perfetto per riassumere l'anomalia che i Verdena rappresentano all'interno del mainstream italiano e non solo. Insomma, per citare Federico Buffa (uno che per me è meglio di Lester Bangs): "Quantità di fantasia usata? Poca". Luca, il batterista dei Verdena, voleva chiamarlo "L'iniziazione". L'editore non lo avrebbe mai permesso. Per un po' è stato "Solo un grande WOW", ma alla fine credo di avere fatto la scelta giusta.

Sei riuscito ad affrontare tutti i temi che ti eri proposto o ne hai dovuto tralasciare qualcuno per questioni di editing?
Delle cose che sono rimaste fuori ci sono, ma non per via dell'editing. Il libro ha avuto una fase preparatoria molto lunga, ma ho capito che direzione volevo prendere proprio mentre lo stavo scrivendo. Rispetto molto i Verdena e le scelte che li hanno portati a essere la band che sono, per cui ho provato a dare vita a un libro che somigliasse in tutto alla band. Anche se è scritto da me, che comunque sono un esterno e ho delle idee che non so quanto combaciano con quelle che il gruppo ha di sé. A lavorazione finita ho tagliato un intero capitolo, molto lungo, in cui parlavo di "Wow" partendo da dischi altrui che secondo me avevano molto a che fare con l'album dei Verdena. Ricordo che c'erano i Moby Grape, "Loveless", l'ultimo Deerhunter e altri. Sono contento di averlo tolto, comunque, sarebbe stato pleonastico.


Avevi già un’idea chiara o mentre scrivevi ti ha sorpreso qualche aspetto che non avevi per niente preso in considerazione?
Io non avevo rapporti personali con i Verdena prima di cominciare a lavorare al libro, per cui ero prontissimo e disponibile a lasciarmi stupire. Devo dire però che tutte le idee che mi ero fatto sul loro conto, sul modo di lavorare e rapportarsi alla musica, sono state confermate dai fatti. Mi piace il fatto che siano un gruppo vero, che non faccia niente per apparire figo e che tutta l'attenzione sia sulla musica, sulle canzoni.

Com’è stata presa da parte del gruppo l’idea di una sorta di biografia su di loro? Come sei riuscito a convincerli a darti tutto il materiale (foto, appunti, ritagli e quant’altro) che troviamo nelle pagine di “Un mondo del tutto indifferente”?
Questa non è una biografia, è una specie di strano saggio che cerca di raccontare i Verdena analizzando il loro ultimo album e al tempo stesso cerca di raccontare una storia: quella molto travagliata che ha portato alla nascita del disco, la sua lavorazione complicata segnata da momenti di profonda crisi e poi tutto quello che è venuto dopo. È stata dura convincerli, hanno cambiato idea mille volte e mentre cambiavano idea anche io ripensavo continuamente a quello che stavo facendo: l'editore avrebbe voluto un libro di analisi critica dei testi della loro carriera, ma non mi sembrava la strada giusta. Il gruppo era assolutamente contrario all'idea di una biografia tradizionale e neanche io ero troppo convinto: i Verdena sono al quinto album, ma sono ancora all'inizio del loro percorso. Hanno molto da dare e ancora parecchia gente da stupire. Non era questo il momento giusto per tirare le somme.


Se dovessi riassumere Wow in una manciata di canzoni, quali potrebbero essere i pezzi che meglio lo rappresentano?
Oddio, è veramente difficile. Io non ho il dono della sintesi, sono logorroico. Figurati se riesco a condensare in tre canzoni un disco di ventisette. Però posso dire le mie tre preferite del momento (anche se è parecchio che non lo ascolto, finito il libro ho iniziato una strana terapia di disintossicazione): Nuova Luce, Lei Disse, Canzone Ostinata.


Con chi tra Alberto, Luca e Roberta hai trovato particolari affinità?
Devo dire che mi sono trovato bene con tutti e tre. Alla fine siamo coetanei, abbiamo molta musica in comune (un nome su tutti: i Flaming Lips) e un rapporto di stretta confidenza con l'ansia. Loro sono molto timidi e anche io, pure se in modo diverso. È stato difficile riuscire a conquistare la loro fiducia e credo di esserci riuscito davvero solo a libro finito.

Info e buy it!Sito Arcana Edizioni
FB ArcanaFB Verdena

domenica 8 aprile 2012

Warm Up: Sherwood Festival

Lo Sherwood Festival è uno dei festival più longevi in italia, vive dal duemilaquattro grazie agli sforzi del Laboratorio Sherwood di Padova e di Radio Sherwood, defunta da qualche anno in Fm ma che continua la sua attività di proposta alternativa musicale e culturale in streaming. Ecco le prime conferme per l'edizione di quest'anno del festival padovano: Manu ChaoThe Flaming Lips, Pat Metheny e Gogol Bordello. Il Festival avrà un Main Stage e un Second Stage entrambi situati nel Parcheggio Nord dello Stadio Euganeo di Padova e si svolgerà dal 14 Giugno al 15 Luglio. Stay tuned!


Line Up (Provvisoria):
25 Giugno
Manu Chao
Prezzo: € 20,00

10 Luglio
The Flaming Lips + Verdena
Prezzo: € 22,00

11 Luglio
Pat Metheny Unity Band
Prezzo: € 35,00 (in platea numerata)

14 Luglio
Gogol Bordello
Prezzo: € 20,00


Sito UfficialeFB

domenica 25 dicembre 2011

domenica 4 dicembre 2011

Verdena - Scegli Me (Un Mondo Che Tu Non Vuoi) [Video]


da Wow
regia di Roberto Cinardi
Vincitore del premio PIVI Per Miglior Regia

giovedì 28 luglio 2011

Live at Maps: Vol. 4 - 2011

Finisce questa settimana la quarta stagione di Maps, il programma di Francesco Locane e Jonathan Clancy su Radio Città del Capo. Dopo centinaia di puntate eccovi la raccolta dei live fatti in trasmissione, quarantotto artisti italiani e internazionali e le versioni live e acustiche delle loro più belle canzoni. Enjoy!


















Live at Maps
Vol. 4
2011

Tracklist:
1. The Crazy Crazy World of Mr Rubik - My Mama Told Me
2. Nadine Khouri - A Song To The City
3. Young Wrists - Wedding Day
4. The Acorn - I Made the Law
5. Mystery Jets - Show Me the Light
6. Brunori Sas - Guardia 82
7. Oratio - Tre Cuscini
8. Geoff Farina & Chris Brokaw - Little Maggie
9. Jules Not Jude - The Hospital
10. Powerdove - Spinning Daisy
11. ZonaMC - Follia vs Robotica
12. Ofeliadorme - The Wizard
13. Sara Lov - Just My Heart Talking (Ron Sexsmith cover)
14. Katsudoji - August
15. Denise - Burning Flames
16. Iosonouncane - Il Sesto Stato
17. My Awesome Mixtape - Brotherhood
18. Daniel Benjamin - Dirty Love
19. Il Pan Del Diavolo - Il Boom
20. Marie Antoinette - Joan Of Arc
21. Bob Corn - Just the Garden
22. Blessed Child Opera - Reflection After Nothing
23. Manuok - Serves You Right
24. Hobocombo - Stamping Ground
25. Allo Darlin - Dreaming
26. Male Bonding - Your Contact
27. Perturbazione - Mondo Tempesta
28. Fragil Vida - Ottobre
29. L'Altra - Favorite Flavor
30. Guano Padano - Bella Vista
31. Sonny & the Sunsets - Too Young To Burn
32. Verdena - Razzi, Arpia, Inferno e Fiamme
33. Calibro 35 - Milano odia
34. Lo Stato sociale - Cromosomi
35. Mariposa - Pterodattili
36. Movie Star Junkies - Untitled (Milf)
37. Gazebo Penguins - Tutto Legna (medley)
38. Quakers & Mormons - Louder Than Bombs
39. Marco Parente - C'era una stessa volta
40. Very Short Shorts - Namibia
41. A Toys Orchestra - Celentano (in italiano)
42. Brain In Vain - Superimposition
43. Baby Blue - I Don't Know
44. Enrico Brizzi e Yu Guerra - Una donna di pane
45. Everybody Tesla - Narvali
46. Josephine Foster - Blue Roses
47. Iori's Eyes - Matter of Time
48. Badly Drawn Boy - Born in the UK

Streaming prima parteSeconda parte
Sito UfficialeDownload

domenica 26 giugno 2011

Consigli estemporanei per bisogni momentanei #1

Da ora in poi, ogni domenica, cercheremo di tenervi informati sui concerti della settimana a venire. Le segnalazioni solo esclusivamente dettate dal gusto personale, quindi non abbassate la guardia che magari vi suona sotto casa un gruppo fighissimo che non conosco o che non mi sconfinfera più di tanto. Rock on!
Domenica 26 Giugno
Be My Delay + Fannullare + Kongrosian + Tm Sky + Electric Moans + Brain in Vain + Jackpine ◄
Bologna (Parco della Montagnola) @ Spore 2011

Martedì 28 Giugno
► Bancale + caso + Il garage ermetico + La nevicata dell'85
Bottanuco (BG) @ Rock Island Festival

▲ A classic education
Firenze @ Glue

◄ Mariposa + Marco Notari + Everybody Tesla
Bologna @ Giardini di via Filippo Re

Mercoledì 29 Giugno
Zu + Aucan + Verbal + Diego Potron ◄
Bottanuco (BG) @ Rock Island Festival

Giovedì 30 Giugno
► Verdena + Gea + NoTimeFor
Bottanuco (BG) @ Rock Island Festival

▲ Annie Hall + Lava Lava Love + Beatrice Antolini
Ferrara @ Emergency Days 2011 (Programma completo)

▼ Massimo Volume + Bachi da pietra
Cuneo @ Nuvolari Libera Tribù

▲ Marco Parente
Padova @ Sherwood Festival (Programma completo)

Venerdì 1 Luglio
 One Dimensional Man + Ardecore + Spread + Requiem for Paola P. ◄
Bottanuco (BG) @ Rock Island Festival
Sabato 2 Luglio
► Bud Spencer Blues Explosion + Il Cielo Di Bagdad + Aim + Minnie's
Bottanuco (BG) @ Rock Island Festival

▼ Pazi Mine + Fast Animals and Slow Kids + The Death of Anna Karina
Rolo (RE) @ Rock in Rolo (Programma completo)

▲ Aucan + Casino Royale 
Marghera (VE) @ C.S.O. Rivolta

◄ Fabio Orsi
Napoli @ Riot Studio

▼ port-royal
Abbiategrasso (MI) @ Piazza Castello

Domenica 3 Luglio
 Virginiana Miller + Mariposa + Bangarang! + Miss Chain and the Broken Heels ◄
Bottanuco (BG) @ Rock Island Festival

 Fine Before You Came + Gazebo Penguins ▼
Bussero (MI) @ Reggherocche Festival

 Comaneci + Bob Corn
Roma @ Circolo degli Artisti

Sakee Sed + Iosonouncane + Spread + Aucan (Cortile del Castello) ◄
Jennifer Gentle featuring Alberto e Luca Ferrari + Dinosaur jr +
Verdena (Piazza Castello)

mercoledì 18 maggio 2011

Un giorno del tutto differente!

3 luglio 2011 – Ferrara
Piazza Castello e Cortile del Castello Estense



Un giorno del tutto differente:

Giusto premio per i VERDENA, una band da sempre fedele al proprio percorso di evoluzione musicale, quello di coronare una stagione di successo travolgente potendosi circondare per una sera di alcuni dei loro artisti preferiti.
Ecco allora, sui 2 palchi di Piazza Castello e della più raccolta Corte del Castello Estense, il meglio del fermento italiano secondo il trio bergamasco, con uno special guest d'eccezione, gli storici Dinosaur Jr., ispiratori e precursori della scena indie anni '90, qui alle prese con la riproposizione integrale del loro capolavoro del 1988 “Bug”.

Apertura porte: Ore 18,00
Inizio Concerti: 18,30
Biglietto: 15 euro+d.p.

Verdena, Dinosaur Jr., Jennifer Gentle feat. Alberto e Luca Ferrari, Aucan, Iosonouncane, Spread e Sakee Sed... Ma che volete di più? Qui siamo ai livelli della Tempesta sotto le stelle! Di certo una serata entusiasmante se pensate che con la stessa cifra ci mangiate una pizza. Quindi digiunate. Meno pizza, più musica! Più cani meno tivù!
Sperando magari risolvano qualcuno degli intoppi dell'anno scorso come far entrare la gente a concerto iniziato (già gli Altro suonano pochissimo se poi mi fai pure predere dei pezzi, beh ti odio!) oppure il traffico a singhiozzo sul ponte levatoio per vedere chi suona nel cortile del castello. Oppure l'unico treno del ritorno ridotto a carro bestiame. Basta polemiche. Più alberi, meno polemiche!

Ferrara sotto le StelleFBBiglietti

martedì 15 marzo 2011

Live Report: Verdena @ Latte+, Brescia, 12/03/2011


Se tutto ciò si potesse riassumere in una parola, non sarebbe diverso da Delusione.
Forse troppa l'attesa, troppa l'aspettativa, forse troppo geniale l'ultimo album, troppi gli anni senza un live, troppi i ricordi, le emozioni, i momenti che avevano come sottofondo le loro note, le loro parole. E ancora è forse troppo attendere tutta settimana, lavorare, vivere, aspettare il sabato per assistere ad un loro concerto, il primo dopo lunghi anni d'astinenza. È come rivedere una vecchia amante che non vedi da anni, bramarla, desiderarla e finalmente averla. Per poi accorgersi che tutto è diverso, che tutto è cambiato. E poi ti ritrovi “...solo, qui, alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino e voglia di bestemmiare.” Con questa citazione semi colta, reprimo ogni commento, o forse lo rimando, ed inizio la cronaca di quel che è stato.


Mi appropinquo al locale ad un orario improponibile, addirittura presto per l'aperitivo, con la certezza di conquistarmi la prima fila. Vedo la ressa al di fuori, il che mi fa già agitare. “Stai tranquillo” mi dico. Ed infatti...già accatastati nelle immediate vicinanze del palco, una serie di giovanotti a cavallo della maggiore età, occupava i posti che mi ero già convinto di avere per diritto (quanto meno come premio fedeltà). Pianto radici, temendo di giocarmi la posizione duramente guadagnata. Dopo circa due ore di attesa, entrano i componenti del gruppo spalla: i Torquemada. Niente affatto male, ma lo scarso interesse è dato dall'attesa per il dopo. L'attesa è molta, palpabile, urla e fischi chiedono l'ingresso dei tre (anzi quattro). Luca con pantaloncino poco più lungo di un paio di boxer, Roberta rossa fiammate e Alberto, accompagnati da un quarto, Omid Jazi dice Wiki, di cui fino ad allora ignoravo l'esistenza. Alberto si siede alle tastiere intonando dei versetti senza senso, seguito da Roberta con il giro di basso di Adoratorio. É un'espolsione! Tutta l'attesa è valsa a qualcosa, e non credo di essere l'unico con questo pensiero. Poi Scegli me, e mi sento quasi commosso, essendo una delle canzoni che non avrebbero potuto mancare, nella mia personale lista. I quattro, vistosamente emozionati, dopo i consueti ringraziamenti, riprendono con Per sbaglio, subito seguita dall'intro beatlesiana distorta di Rossella roll over. È un tripudio, spinte da destra, da sinistra, da dietro, mi sento in balia di un mare di persone che non immaginavo si potessero stipare in un locale. Fatico a reggermi sui miei piedi, equilibrio precario che inizia ad infastidirmi. Stupito dal ripescaggio che sa tanto di “facciamo un pezzo che non ha mai cagato nessuno” inizia Il tramonto degli stupidi, presente sul lato D del 12” di Solo un grande sasso. Un'abitudine dei Verdena (e non solo loro) proporre pezzi solitamente fra i meno conosciuti, alternati ad altri di immediato impatto, com'è la successiva: Non perdere l'acme, Eugenio. Ormai al ventesimo o forse più concerto a cui assisto dal lontano 1998, mi sembra di conoscerli come dei cugini alla lontana. A questo punto Alberto ruba il Gibson EB-3 di Roberta, la quale passa al sinth, ed introduce Badea Blues; ma dura poco ed il LA se ne va, tanta è l'irruenza scagliata contro il povero basso, subito sostituito con il classico Rickenbacker. La reazione a questo pezzo? Totale delirio, il che mi fa anche intimorire dalla violenza con cui vengo scagliato a desta e a manca senza senso e controllo alcuno. Riprendo un attimo fiato e conoscenza chiedendomi “dove cazzo sono finito” sentendo le rassicuranti note di Nuova luce. Ma dura poco e con Lui gareggia rimpiango di non essermi defilato appena c'era stata la possibilità. Mi chiedo, e mi convinco, che sono io ormai troppo vecchio per concedermi il lusso del pogo, senza riportarne danni a livello lombare, che immagino perdureranno per tutta la domenica. Ma non c'è tempo per pensare in quanto lo sballottamento continua se possibile ancor più violento con Caños e poi ancora con Spaceman, e poi ancora con Muori delay. Il mio zen è rotto, come buona parte delle mie articolazioni e lo sdoppiamento di personalità inizia a lambire il mio cervello. Mi chiedo che cazzo di senso abbia continuare a spingersi, saltare addosso all'immediato vicino (che condivide con te i 30 cm² gentilmente concessi), con inaudita violenza soltanto per poter dire io c'ero, io ho pogato al concerto dei Verdena. Se devi sfogarti fallo nel modo che ritieni più opportuno, non so datti al Kick boxe o una partitella di rugby con gli amici, ma non rompere i coglioni altrui. Prima di essere etichettato come un pensionato untore (il che probabilmente è vero), vorrei precisare la totale sregolatezza del pogo contemporaneo, più visto come atto di violenza che come condivisione, ben distante da quelli della mia fanciullezza.



Sono calmo, sono calmo, Jekyll ritorna in me, seguito o meglio anticipato dalla chitarra acustica di Alberto, che fa tanto spiaggia, estate, Castelli per aria. E poi fermo immobile, inizia Canzone ostinata ed anch'io, come il nostro cantore, mi chiedo se tornerà la clorofilla. Con questo dubbio, un po' di magone e la calma ritrovata, parte Razzi arpia inferno e fiamme, primo singolo estratto da Wow che personalmente è quella che meno preferisco dell'ultimo magnifico regalo del il trio bergamasco. Come un battito, esaltato dalle note di basso, parte Miglioramento, e l'ultimo impeto da comunista deluso si fa avanti, che è poi l'ennesima constatazione della lenta quanto inesorabile avanzata del tempo, non solo per le ideologie, ma anche per i Verdena. Che cosa significa tutto ciò? Che tutto è cambiato? Che tutto è diverso? Che quelli che li seguivano al tempo di Verdena o di Solo un grande sasso, ormai sono sposati con figli, mentre i ragazzini che ora affollano i loro concerti, al tempo giocavano con i Pokémon?
Forse non bisogna ascoltare la propria mente a favore della musica. Ma c'è qualcosa anche in loro, che dopo un'ora e mezza di concerto inizia a palesarsi. Qualcosa di impalpabile che non so spiegarmi nemmeno col senno di poi.
Riprendendo la cronistoria del concerto, è l'ora dell'introduzione di Le scarpe volanti. Le prime note della successiva canzone (Ovunque) mi riportano al passato, alle scritte sugli zaini: è buio ormai, non mi frega se piangi o no... Solo un insieme di emozioni, soltanto il rimpianto del tempo che fu, può portare sulla pelle e mi rimane impressa la frase: che male fa rivedermi in me. È un caso?
È chiaro che ci si avvicina al finale, con pezzi movimentati in rapida sequenza, infatti ciò che segue è a mio avviso il singolo mancato. Loniterp che live devo ammettere acquisisca ancora più energia. Poi Isacco nucleare, seguito da una chiusura che ti verrebbe voglia di abbracciarti con l'immediato vicino: Morbida.
I quattro escono ed inizia il solito balletto tra fischi e “fuoriii” che non devono insistere per molto. Il rientro è segnato da Sorriso in spiaggia pt. I e II, seguita da Il gulliver che suscita in me lo stesso sentimento di malinconia di Ovunque comprensivo del rimpianto per le canzoni di 12 minuti.
È veramente la fine (del concerto) suggellata dalle triste ritmo di Lei disse (un modo del tutto differente). Altro caso?


La sensazione finale? Delusione. Delusione dalla fredda e quasi asettica esecuzione, assolutamente perfetta, ma non è quello a cui ero abituato e di cui avevo bisogno. Raccolgo ciò che di me si era sparso sul pavimento e me ne vado, con in testa una grande confusione. Perché non si può giudicare male un concerto che effettivamente non ha molto da criticare, e l'unico rancore è ciò che non mi ha dato.
Finalmente liberato da quel senso di occlusione (soprattutto fisica) che porta lo stipamento di un numero esoso di persone in un luogo che effettivamente potrebbe contenerne molte meno. Ma si sa la logica del 10€ in più, tanto chissenefrega è sempre quella che trionfa...



Foto Album

mr_n

domenica 27 febbraio 2011

giovedì 6 gennaio 2011

lunedì 27 dicembre 2010

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