lunedì 30 gennaio 2012

Fontanelle, la magia dei ritagli.

La musica incontra spesso anche altre arti. O viceversa. Fatto sta che le contaminazioni, il cambiamento di punto di vista e di prospettiva fanno sempre un gran bene. Questo lunedì lo spazio delle interviste è dedicato ad un'artista che amiamo particolarmente anche perchè autrice di uno dei più begli header che Breakfast abbia mai avuto. Loredana Coco è Fontanelle, l'artista dei ritagli e... il resto ce lo facciamo raccontare da lei. In fondo trovate tutti i suoi link.

Cominciamo dal principio. Chi è Fontanelle, da dove viene e cosa fa nella vita?
Fontanelle è il moniker che ho scelto per siglare la mia produzione “artistica” e rappresenta un omaggio nei confronti di una delle band musicali che più amo, le Babes In Toyland. Non amo definirmi un’ artista, ma credo comunque di avere un potenziale creativo. Prima di esser Fontanelle , sono innanzitutto una normalissima ventiduenne. Sono pugliese, ma risiedo ad Urbino, dove sono iscritta a Lettere e Beni Culturali.


Quando e come ti sei avvicinata a questo modo di fare arte? Hai fatto scuole artistiche di qualche tipo? Ti ispiri a movimenti o artisti in particolare?
Ho iniziato a sperimentare con la tecnica del collage abbastanza recentemente, per la precisione a partire dal 2009. Non ho mai frequentato scuole artistiche, ma il mio corso di studi alimenta costantemente la mia curiosità nei confronti dell’ arte. Non prediligo un movimento artistico in particolare, ognuno di essi ha, in qualche modo, qualcosa che mi ha colpito. Due artisti che ammiro particolarmente sono Frida Kahlo e Jean- Michel Basquiat, ma tantissimi altri esercitano un certo fascino su di me (stilarne una lista sarebbe un’ impresa mastodontica!).

Il fatto di creare qualcosa di unico con pubblictà di qualsiasi sorta che sono spesso la cosa più dozzinale (in quantità) che si incontra, lo trovo significativo. Che tipo di materiale utilizzi? Mi incuriosisce poi l'utilizzo delle parole o frasi dentro le tue opere. Le cerchi o ti trovano?
I miei collage sono composti quasi esclusivamente da ritagli di carta ricavata da riviste. Assemblo il tutto utilizzando colla vinilica. Ho un vero e proprio archivio di immagini (strappate e ritagliate con cura precedentemente), al quale attingo ogni qual volta mi metto a lavoro. In molti dei miei lavori inserisco singole lettere, in altri parole, in altri ancora veri e propri versi che riportano brani musicali di band che ammiro particolarmente.



Come ti raggiunge l'ispirazione per una nuova opera? La catasta di giornali che sicuramente accumuli da qualche parte la organizzi in qualche maniera e al momento dell'idea sai cosa e dove trovarlo oppure è una sorta di urgente creazione istantanea?
Quando realizzo un collage non parto MAI con l’ idea di realizzarne uno su una tematica specifica. Ciò che mi guida è l’ istintività. Il tempo che intercorre tra il lavoro iniziale di accostamento e quello di assemblaggio finale è davvero breve. E’ molto raro che possa ritornare a lavorare su un collage che magari ho lasciato incompiuto.

Conosco gente fissata con le orecchie, io personalemente sono un pò fissato coi denti. Non saprei spiegarlo. Però a te lo chiedo. In che maniera spieghi la tua discreta ossessione nei confronti degli occhi? A volte cassati sugli esseri umani e spesso vivi di vita propria al centro o in qualche angolo dell'opera.
Quello dello sguardo, e degli occhi in particolare, è uno dei temi ricorrenti nelle mie opere, come giustamente hai notato. Per quanto riguarda i miei lavori, preferisco non essere io a dover fornire una spiegazione, ma al contrario che sia chi guarda a formulare una propria interpretazione. E’ davvero curioso ritrovarsi davanti ad un’ interpretazione completamente diversa da quella che io ho chiaramente in mente. Detto questo posso comunque dirti che la mia ossessione per l’ occhio e l’ insistenza con cui lo inserisco nei miei lavori si configura come un invito ad andare oltre la superficialità delle apparenze. E’ un monito: occorre GUARDARE e non vedere. E’ un po’ un voler dire “hai gli occhi? Allora usali!” con tutto ciò che ne consegue. Tradizionalmente l’ occhio inscritto nel triangolo è considerato un attributo di Dio, ma nel mio caso il significato non è legato in alcun modo ad esso o alla religione.

L'avvicinamento al mondo musicale come è avvenuto? In che maniera ti ispiri alla musica per cui realizzi l'opera? Con quali artisti hai finora collaborato?
Ascolto musica sin da quando ero piccola. Tendo ad ascoltare un po’ di tutto, anche se devo ammettere di avere una vera e propria passione per la musica anni ’90, grunge in particolar modo. Come accennavo precedentemente, spesso nei miei collage inserisco versi tratti da brani musicali, ma fino ad ora non ho mai realizzo un collage in funzione di un brano, o viceversa. Preferisco semplicemente accostare le due cose per il loro valore univoco sotteso. L’ unica circostanza in cui non riesco ad ascoltare musica è proprio quando lavoro ad un collage! So che può sembrare strano, ma non riesco davvero ad attribuirle una funzione di “sottofondo". Una collaborazione di cui vado particolarmente fiera è stata quella con Casa del Mirto, per cui ho realizzato la copertina di Behind the Nature, un onore. L’ aver vinto il vostro concorso è una stata un' altra bella soddisfazione!

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