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sabato 1 febbraio 2014

Like a Paperplane - Light - 2012

E’ Novembre. Un velo di malinconia autunnale domina le giornate poco luminose. Le foglie ingiallite sono cadute ormai da un po’ di tempo e la pioggia spazza via gli ultimi ricordi della bella stagione. Nella stanza in penombra, scrivo qualcosa, mentre in sottofondo il tempo sembra rimanere sospeso tra le sonorità morbide e raffinate del primo lavoro dei Like a Paperplane, che abbraccia una desiderata tensione generale. Il quartetto toscano debutta sulla scena musicale italiana con Light, un ep di elevata intensità grazie ad arrangiamenti perfettamente calibrati e un tessuto strumentale privo di ogni sbracatura commerciale. Un flusso post rock di buona fattura, permeato da una vena vagamente elettronica e trame chitarristiche minimali. I colpi secchi di batteria e le melodie circolari scandiscono il tempo con foga, alternando momenti di stasi totale a crescendo ritmici dinamici. Il carattere sognante dei brani dà al disco un sapore delicato, creando situazioni di volta in volta eleganti e graffianti. La prima traccia 8# è un puro concentrato di suggestioni psichedeliche e di implosioni dal gusto progressive; un continuo alternarsi tra distensioni dreamy e climax elettrici che crescono di intensità, secondo dopo secondo. La successiva Light, now riporta l’atmosfera malinconica, prevalentemente giocata su tintinnii di chitarra e i deliri espressionisti della batteria. Un’onda sonora densamente palpabile, che genera sensazioni  indefinite e piacevoli, in un continuo rincorrersi  di slanci sonori generati da percussioni marziali e dagli inserimenti elettronici dei sintetizzatori. Basement si libra dirompente con il suo approccio noise mentre il ritmo sostenuto di Memories, chiude il lavoro sciogliendosi in una mistura di estasi clamorosamente inebriante. Venti minuti di musica in grado di sorprendere ed emozionare ogni volta; autentico balsamo contro lo stress quotidiano. (Novembre 2012)


Like A Paperplane
Light
2012

Tracklist:
1.#8
2. Light, now
3. Basement
4. Memories


FBLast.fmBandcamp

venerdì 30 novembre 2012

Il meglio di Novembre

Eccoci arrivati a fine mese e visto che l'anno finisce in fretta (e non solo perchè lo dicono i Maya) eccovi un piccolo riassuntino per mettervi in pari con quello che non vi potete perdere e dovete assolutamente sentire.

Un fulmine a ciel sereno questo quartetto di Firenze che con l’ep di debutto potrebbe inserirsi in quel filone di musica strumentale che da qualche tempo va alla grande in Italia. Post rock raffinato inebriato da contaminazioni elettronico-ambientali e lancinanti tappeti sonori in loop. Da Light, ci ascoltiamo Light, now, brano che esplica la propria essenza con fulgide ondate di batteria distese su un caldo magma shoegaze. Il suono che ne viene fuori è intimo e confortevole. A questo link trovate la nostra recensione dei Like a Paperplane e il link per scaricare gratuitamente l’ep. (Mara)

C’è passione e professionalità nell’ultimo lavoro di Giulio Frausin aka The Sleeping Tree. La voce pregna di pathos e l’abilità chitarristica si intersecano amabilmente in un tappeto sonoro compatto e lineare. Folk dalle radici lontane e dalla grande capacità espressiva in grado di evocare paesaggi onirici pervasi da una malinconica ed esistenziale tranquillità compositiva. Stories, la title track, è una ballata seducente e pregevole in cui gli arrangiamenti personali e le ipnotiche melodie mascherano un contenuto profondo e la cura di un suono di altissimo livello. La recensione a questo link. (Mara)

Un pianoforte classico, una voce che potrebbe apparire solo sussurata inizia a prendere piede, al ritmo incalzante di una grancassa. E insieme ai fiati non sarà che un rincorrersi di strumenti, nel tentativo di avere il sopravvento l'uno sull'altro. Loro sono i Mimes fo Wine e in tutto questo potete assaporare il profumo delle note di Yellow flowers. Qui trovate la nostra recensione con lo streaming intergrale.

I Gagarin sono sei giovani milanesi alle prese con uno psych-folk tropicale declinato in cinque storie agrodolci, cinque bellissime canzoni contenute nel loro Ep esordio dal titolo Pequod. E il protagonista di una di queste storie è Ernesto Guevara de la Serna, detto El Fuser, celebre rugbysta argentino naturalizzato cubano. Qui trovate la nostra recensione. Il disco è scaricabile gratuitamente, basta pagare con un tweet!

Il disco d'esordio dei Tequila Funk Experience ha una ricchezza sonora spettacolare, non c'è nulla di meglio del folk pacato alla Fleet Foxes per lasciarsi trasportare nelle profondità di voi stessi in questi meditativi giorni di diluvio. Gold pt.1 è la seconda bellissima traccia di questa magnifica opera prima, ve la proponiamo qui sotto assieme ad un paio di link. Qui la recensione del loro disco e qui una breve intervista riguardante il particolare packaging del disco.

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