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lunedì 7 aprile 2014

Werner - Oil tries to be water - 2012 [Streaming]

Il ventinove Aprile uscirà per White Birch Records un disco di rara bellezza. Oil Tries to be water è il debutto dei Werner, trio pistoiese di musica intima dove Stefano Venturini (già nei Ka Mate Ka Ora) canta e suona la chitarra, Elettra Capecchi suona il piano e Alessia Castellano il violoncello. Le dieci tracce del disco sono estreamamente evocative, vanno a scavare nei tuoi anfratti più reconditi per riportare a galla la più ampia varietà di scheletri. Il disco si apre con Walzer for Annie, canzone più che mai cinematica, una sorta di walzer un poco funereo ma nel senso buono. Se esiste. O forse nel senso romantico del termine. Se, pure lui, esiste. "You are the thief of my time, and I am in a free fall / You are waiting behind and I feel alone". Come una dolce e triste storia di due anime così vicine eppure in due universi differenti che guardano la stessa luna e scordano per un istante che uno dei due è per sempre defunto. E dopo questa siete già poltiglia. E io magari mi faccio vedere da un bravo analista. Il disco, però, continua su questa linea e non delude. Mai. Blue Sea of Runa è un'altra di quelle che ti spezzano dentro. "There are two birds, too many guns to fly away from this tiny place". E così Russian Sky o Why didn't you. Insomma tutte. La verità è che pianoforte e violoncello ti parlano ad un livello differente come strumenti, questo aggiunto ad un songwriting efficace come quello dei Werner non poteva che dare un risultato superlativo. Non ve li perdete!


Werner
Oil tries to be water
2012
White Birch Records

Tracklist:
1. Valzer for Annie
2. Your Essence
3. Homesleeping
4. Blue sea of Runa
5. Russian Sky
6. Brown Eyes
7. Why Didn't You
8. Erick
9. The Dawning
10. His Beautiful Rooster


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sabato 21 settembre 2013

Lilies On Mars - Wish You Were a Pony - 2011 [Streaming]

Marina e Lisa sono due sirene a metà strada fra il mare e il cielo. Da più di un decennio dividono le loro ibride esistenze fra il natìo Sulcis e la Londra caotica e piena di opportunità che ha permesso loro di fare un sacco di esperienze artistiche importanti negli anni. 
La loro musica risente davvero tanto di questa singolare identità. Che poi, “singolare identità” è un giro di parole abbastanza bizzarro riferito alle Lilies On Mars, è un paradosso puro. Ma va bene così, soprattutto ripescando questo loro - relativamente - vecchio lavoro. In Wish You Were a Pony domina la dimensione dell'ipotesi, del sogno, delle vite che magari in qualche altro luogo parafisico parallelo aldilà dello spazio e del tempo... Chissà! A questo punto si potrebbero scomodare cose tipo La Tempesta di Shakespeare o Voyager di Roberto Giacobbo, a seconda di quanto il vostro Tavernello sia andato d'aceto. Ma abbiamo l'ardore di credere che se le Lilies cantano cose come I'm confused, it's ok, ci è concesso pure giocare con diversi piani gnoseologici e mescolarli fino a bestemmie di tale portata.
Comunque invece di perdere tempo e rovinarvi il fegato, potete cliccare play qua sotto e lasciatevi trasportare dalla risacca aliena. Si nuota, si vola, ci si commuove persino!


Lilies On Mars
Wish You Were a Pony
2011
Elsewhere Factory

Tracklist:
1. Retro
2. Crabs
3. Aquarium Keys
4. A Lost Cause
5. I'm confused, it's ok!
6. Coming Slowly Undone
7. La mattina prima di andare a letto
8. Su
9. Hiding Under Water
10. Panic Awakening
11. Angry Lullaby


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venerdì 12 ottobre 2012

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