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lunedì 30 aprile 2012
lunedì 19 marzo 2012
Dragonspring 2012
Ritorna come ogni stagione il momento della compilation di David Drago. La brezza di primavera porta una ventata di musica indipendente italiana con la Dragonspring 2012, la compilation stagionale che propone una scelta tra le novità indie più recenti. Ad aprirla troviamo il musicista abruzzese Orlando Ef, con un brano tratto dal suo terzo album Yor 11, e a seguire, la versione in studio di uno dei brani più belli della formidabile coppia salentina Amerigo Verardi e Marco Ancona: Stanco stufo stupido e da solo, dal loro primo album in studio Il diavolo sta nei dettagli. E ancora i livornesi The Walrus con un brano tratto dal loro secondo album Hanno ucciso un robot, che poi è il loro riuscitissimo debutto in italiano. Vento di primavera anche sul nuovo cantautorato italiano, con quattro esponenti tra i migliori: Nicolò Carnesi con la sua bellissima Penelope, spara! tratta dall'album Gli eroi non escono il sabato; Oratio e la sua Il Laccio dal nuovo album Discorrendo senza ratio; Leo Pari con la delicata Piume di drago dall'album Resina, e Luca Gemma con la trascinante Blu elettrico dall'album Supernaturale. Completano la Dragonspring 2012 l'attesissimo ritorno degli Snow in Mexico e del loro meraviglioso shoegaze, gli intensi Intercity con il secondo singolo tratto dall'album Yu-hu, i favolosi Chewingum dall'album Nilo, gli ariosi Farmer Sea e la prova riuscitissima degli Operaja Criminale con il singolo ECG tratto dall'album Roma guanti e argento.
La copertina della Dragonspring 2012, scaricabile, è stavolta affidata a un artista, e realizzata appositamente da Andrea Massara, calabrese che vive a Bologna, dove studia pittura all'Accademia di belle arti, e che firmerà tutte le copertine delle compilation stagionali del 2012 (andmassara@gmail.com).
David Drago, giornalista e speaker radiofonico, scrive
di musica su Shiver e conduce “L'Ora del Dragone”,
programma dedicato esclusivamente alla musica
indipendente, italiana, in fm e streaming su Radio Insieme
il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 18 alle 19
(www.radioinsieme.it).
di musica su Shiver e conduce “L'Ora del Dragone”,
programma dedicato esclusivamente alla musica
indipendente, italiana, in fm e streaming su Radio Insieme
il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 18 alle 19
(www.radioinsieme.it).
Dragonspring
2012
Tracklist:
1. Orlando Ef - Beautiful dives (Yor 11)
2. Amerigo Verardi e Marco Ancona - Stanco, stufo, stupido e da solo (Il diavolo sta nei dettagli)
3. Nicolo' Carnesi - Penelope, spara! (Gli eroi non escono il sabato)
4. Oratio - Il laccio (Credi in me Ep)
5. Operaja Criminale - ECG (Roma, guanti e argento)
6. Intercity - Smeraldo (Yu-hu)
7. Luca Gemma - Blu Elettrico (Supernaturale)
8. The Walrus - Ma Hollywood non imparerà mai (Hanno ucciso un robot)
9. Chewingum feat Latootal - Il neorealismo del lunedì (Nilo)
10. Farmer Sea - The sun (A safe place)
11. Snow In Mexico - I need to sleep (Prodigal summer)
12. Leo Pari - Piume di drago (Resina)
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Tags:
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Intercity,
Nicolò Carnesi,
The Walrus
lunedì 13 febbraio 2012
Brioscine appena sfornate: The Walrus
Un buon lunedì a tutti i nostri lettori. Iniziamo questa settimana con una bella intervista ad alcuni membri dei The Walrus, un gruppo molto fresco della scena livornese.

Ciao ragazzi, diteci un po' chi siete e cosa fate nella vita quando non suonate.
Giorgio: Io suono prevalentemente. Sono inoltre il responsabile organizzativo di www.videotapetv.com per cui organizziamo interviste e live set con volti noti della musica indipendente italiana e non. D’estate faccio il driver english speaker con simpatici e antipatici turisti (per lo più americani), a bordo.
Dario: Studio e lavoro in un’enoteca.
Il vostro è un approccio alla musica è molto fresco, cantante in italiano dopo il primo album in inglese; anche "Hanno ucciso un robot" sembra un ritorno al rock e la musica d'autore italiana, come mai questa scelta?
G: il passaggio dall’inglese all’italiano è stato un passaggio piuttosto lungo. Francesco portò delle canzoni da lui scritte in italiano. Le provammo e pian pianino cercammo di entrare dentro questa nuova dimensione. Con un pò di tempo mi sono affiancato a questa nuova impresa e sfida, mettendomi alla prova e buttando giù delle liriche in italiano (avendo sempre scritto in inglese non è stata cosa semplice). Quando ho scoperto che ciò mi dava grosse soddisfazioni, mi sono rasserenato e ho aggiunto già alle numerosi canzoni di Francesco pure le mie.
D: Siamo italiani e ci piaceva l'idea di riavvicinarci alla nostra lingua d'origine, che sotto molti aspetti ti fa entrare più in sintonia col pubblico.

Quali sono i gruppi italiani e non che hanno influenzato quest'album?
G: Per quel che riguarda la scrittura dei testi, ho sempre amato le liriche di gente come Dalla e De Gregori, per parlare del presente rimango colpito dalla leggerezza di Dente (che ho adorato in L’amore non è bello), dal cinismo crudo e bastardo di Andrea Appino degli Zen Circus (riscontrabile per esempio in un disco come Andate tutti affanculo) e anche dalle parole del nostro conterraneo Bobo Rondelli (Per l’amor del cielo è un grande album).
D: Personalmente credo che i gruppi che più mi abbiano ispirato sono: Afterhours, Strokes, Pearl Jam.
Come vedete la scena livornese e più in generale toscana? E' facile incontrare locali "illuminati" che puntino sulle nuove leve? E con il pubblico com'è il vostro rapporto?
G: La scena livornese è molto fertile. Qui da noi, c’è un potpourri di gruppi che si danno, fanno, incidono album e girano il nostro paese, e talvolta riescono pure ad uscire dai confini. Qualche esempio? Bad Love Experience, N_Sambo, Jackie-O’s Farm, Le Gorille… Possiamo ritenerci soddisfatti della nostra scena musicale.
D: Con il pubblico il rapporto è sempre ottimo, il momento migliore per qualsiasi musicista è senza dubbi suonare di fronte ad una platea. Per quanto riguarda il discorso locali ci sono sempre meno club in Toscana (e a Livorno ancora meno) dove poter sentire musica dal vivo... i DJ ci stanno rubando il posto!
G: Per quel che riguarda la scrittura dei testi, ho sempre amato le liriche di gente come Dalla e De Gregori, per parlare del presente rimango colpito dalla leggerezza di Dente (che ho adorato in L’amore non è bello), dal cinismo crudo e bastardo di Andrea Appino degli Zen Circus (riscontrabile per esempio in un disco come Andate tutti affanculo) e anche dalle parole del nostro conterraneo Bobo Rondelli (Per l’amor del cielo è un grande album).
D: Personalmente credo che i gruppi che più mi abbiano ispirato sono: Afterhours, Strokes, Pearl Jam.
Come vedete la scena livornese e più in generale toscana? E' facile incontrare locali "illuminati" che puntino sulle nuove leve? E con il pubblico com'è il vostro rapporto?
G: La scena livornese è molto fertile. Qui da noi, c’è un potpourri di gruppi che si danno, fanno, incidono album e girano il nostro paese, e talvolta riescono pure ad uscire dai confini. Qualche esempio? Bad Love Experience, N_Sambo, Jackie-O’s Farm, Le Gorille… Possiamo ritenerci soddisfatti della nostra scena musicale.
D: Con il pubblico il rapporto è sempre ottimo, il momento migliore per qualsiasi musicista è senza dubbi suonare di fronte ad una platea. Per quanto riguarda il discorso locali ci sono sempre meno club in Toscana (e a Livorno ancora meno) dove poter sentire musica dal vivo... i DJ ci stanno rubando il posto!

E con la Garrincha Dischi com'è stato il processo dal primo incontro alla realizzazione e produzione di Hanno ucciso un robot?
G: Il nostro primo disco, Never Leave Behind Feeling Always Like A Child è stata una completa autoproduzione. Garrincha Dischi mise il marchio sul disco, e ci garantì alcune date e un maggiore spam. Sono sempre stati comunque, molto affascinati dal nostro modo di stare sul palco, e dal disco in sé.
Quando ho presentato i nuovi brani in italiano a Matteo Romagnoli (fondatore dell’etichetta), quest’ultimo si è elettrizzato. L’etichetta aveva già in mente di mettere le mani su di noi e così è andata con il secondo lavoro. Oltre che essere una casa discografica a tutti gli effetti, I ragazzi di Garrincha, si occupano inoltre dell’ufficio stampa, che per ora, almeno per quel che riguarda il web, sta andando molto bene.
La produzione artistica di Hanno ucciso un robot invece, è stata curata da Lorenzo Ori (Toys Orchestra, Perturbazione, Massimo Volume, Meg…). Lorenzo aveva già partecipato alla registrazione del primo disco, ma in questa seconda fatica, ha preso completamente a cuore il progetto. Si è buttato anima e corpo nella realizzazione del disco. Dobbiamo molto a lui.
Scaricate e comprate tanta musica? Quali sono i tre album che nell'ultimo anno vi hanno emozionato e che consigliate caldamente ai nostri lettori?
G: Scarico di più di quello che compro. Perdono.
I dischi che straconsiglio e che ultimamente mi fanno molta compagnia sono: Surfjan Stevens - Illinois, St. Vincent - Marry me e Spoon - Ga ga ga ga ga.
D: Scarico e compro. I dischi che consiglio: The Strokes - Angles, Kasabian - Velociraptor e Mannarino - Supersantos.
Farete molti live in giro per l'Italia o per ora vi concentrerete nella vostra regione d'origine? E cosa si devono aspettare gli spettatori durante i vostri concerti?
D: Molte date del tour sono ancora da fissare però è sicuro che sconfinerà dalla Toscana. Non svelo nulla sui live così rimane la curiosità.
Marta
Tags:
*Alt-pop,
*Alt-Rock,
*Brioscine,
*Pop,
2012,
The Walrus
The Walrus - Hanno ucciso un robot - 2012 [Streaming]
Hanno ucciso un robot? Davvero? Qualcuno si stupisce? Cosa ne direbbero Philiph Dick o Asimov? Inizia così la mia avventura uditiva di questo album della fresca band livornese. So che la Garrincha non ne sbaglia una ed effettivamente quest'album non fa che confermare l'attenzione di questa label al panorama nostrano.
Le prime note di Macchina volante mi portano subito oltremanica, non a caso Walrus è liberamento tratto dalla canzone I am the Walrus dei quattro baronetti di Liverpool, oltre al fatto che il loro primo album era cantato in inglese.
Lo stupore invece arriva quando al posto di un perfect english si fa spazio l'italianissima voce di Giorgio che per tutto il disco si intreccia armoniosamente con quella di Marta. Con le prime due tracce si abbandonano le derive inglesi, ritornando al di qua delle Alpi. Tutto l'album fa l'occhiolino al raffinato pop italiano, portato in auge da Perturbazione e Baustelle, quello che alle banalità della musica commerciale ha contrapposto citazioni tanto semplici quanto alte e la capacità di essere allo stesso tempo originali e retrò.
Lo ammetto sono di parte, questo genere di musica fa breccia nel mio cuore e nei miei sentimenti, ho passato ore e ore ascoltando le voci di Tommaso Cerasuolo, di Francesco e Rachele, di Georgia degli Elettronoir, caricandomi ogni volta delle sensazioni che mi lasciavano addosso. E così è successo anche per queste canzoni, assolutamente consigliate da colazione a notte fonda, consigliando di mettere in loop: Signorina delirio, Ma Hollywood non imparerà mai e Shirley Temple. Buon ascolto!!
Le prime note di Macchina volante mi portano subito oltremanica, non a caso Walrus è liberamento tratto dalla canzone I am the Walrus dei quattro baronetti di Liverpool, oltre al fatto che il loro primo album era cantato in inglese.
Lo stupore invece arriva quando al posto di un perfect english si fa spazio l'italianissima voce di Giorgio che per tutto il disco si intreccia armoniosamente con quella di Marta. Con le prime due tracce si abbandonano le derive inglesi, ritornando al di qua delle Alpi. Tutto l'album fa l'occhiolino al raffinato pop italiano, portato in auge da Perturbazione e Baustelle, quello che alle banalità della musica commerciale ha contrapposto citazioni tanto semplici quanto alte e la capacità di essere allo stesso tempo originali e retrò.
Lo ammetto sono di parte, questo genere di musica fa breccia nel mio cuore e nei miei sentimenti, ho passato ore e ore ascoltando le voci di Tommaso Cerasuolo, di Francesco e Rachele, di Georgia degli Elettronoir, caricandomi ogni volta delle sensazioni che mi lasciavano addosso. E così è successo anche per queste canzoni, assolutamente consigliate da colazione a notte fonda, consigliando di mettere in loop: Signorina delirio, Ma Hollywood non imparerà mai e Shirley Temple. Buon ascolto!!

The Walrus
Hanno ucciso un robot
2012
Garrincha Dischi
Tracklist:
1. Macchina Volante
2. Così diverso
3. Specchio
4. Sogno
5. Signorina delirio
6. Ma Hollywood non imparerà mai
7. Shirley Temple
8. Dai con la vita
9. Lento erotico
10. Il tipo giusto
11. Non puoi fare finta
► Recensione (Impatto sonoro)▲ FB ▼ TW ▲ Bandcamp ▼
domenica 5 febbraio 2012
The Walrus - Specchio [Video]
I livornesi The Walrus lasciano l'inglese e riscoprono la bellezza del cantare italiano. In questi ultimi anni altre realtà l'hanno fatto e dal mio punto di vista hanno anche avuto ragione. Certo, non disdegno affatto gruppi che delle lingue straniere ne han fatto i loro cavalli di battaglia, ma penso che non ci sia niente di ghettizzante per chi decide di cantare nella sua lingua materna..
Con Hanno ucciso un robot il gruppo salta a piè pari tra le fresche sonorità care agli anglofoni e allo stesso tempo ha deciso di rimanere nel panorama italiano, sulla scia del pop dei Baustelle e affini (spero non sia per loro un'offesa). Tanto di chapeau!
In attesa dell'intervista e recensione dell'album eccovi in anteprima lo streaming integrale di Hanno ucciso un robot!
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