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mercoledì 27 febbraio 2013

Bron Y Aur: Discografia in free download

I Bron Y Aur sono stati uno dei gruppi più importanti della scena sperimentale italiana. Nati nella seconda metà dei novanta a Milano e lanciati dalla storica label Wallace Records di Mirko Spino i Bron Y Aur sono riusciti a sintetizzare la lezione dei Black Sabbath filtrandola attraverso il kraut rock dei Can e il free jazz di John Coltrane. Una intellettualissima brutalità che nei pochi concerti in giro per la penisola - l'unico limite della band è stata a mio parere la poca attività live - usciva con dirompenza, mostrando muscoli e cervello in lunghe sessioni dall'alto tasso improvvisativo. Provate a chiedere a chi ha potuto assistervi.


Per capire ancora meglio il valore di questa band si potrebbe aggiungere che dal loro scioglimento, avvenuto più o meno ufficialmente nel 2008, sono nate due band incredibili come i Fuzz Orchestra e i Plasma Expander. Della serie "non tutti i mali vengono per nuocere". Per nostra fortuna, tutto il catalogo dei Bron Y Aur è ora disponibile in free download sulla loro pagina Bandcamp, permettendo ai romantici nostalgici come noi o a quelli che non sono riusciti a conoscerli prima, magari per motivi anagrafici, di recuperare questi piccoli capolavori.


Recensione (Sentireascoltare) ▲ Bandcamp

martedì 2 ottobre 2012

sabato 4 agosto 2012

giovedì 26 luglio 2012

mercoledì 2 febbraio 2011

Diaframma - Io Amo Lei [Video]

Io amo lei, non la realta' che le sta intorno.
Io amo lei, non gli altri uomini che ha avuto
dimentichiamoci il passato, che poi, tanto non lo saprei mai.








Da In Perfetta Solitudine

martedì 11 gennaio 2011

Fabrizio De André - La Domenica Delle Salme [Video]


regia di Gabriele Salvatores
da Le Nuvole
Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggiava Milano
non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento.
I polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare
i trafficanti di saponette
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
era dispensato nel novantuno
la scimmia del quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutto il culo
la piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista.
La domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade.
La domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del tua culpa
affollarono i parrucchieri.
Nell'assolata galera patria
il secondo secondino
disse a "Baffi di Sego" che era il primo
si può fare domani sul far del mattino
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
d annunciare l'amputazione della gamba
di Renato Curcio
il carbonaro
il ministro dei temporali
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni
- voglio vivere in una città
dove all'ora dell'aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo -
a tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile.
La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare
- quant'è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare -.
Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz'oretta poi ci mandarono a cagare
-voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
con i pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l'Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avevate voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo -
La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c'erano segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d'Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta.

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