lunedì 24 marzo 2014

Brioscine appena sfornate: My Violent Ego

Dei My Violent Ego abbiamo già scritto ma non era ancora venuta l'occasione di scambiare due parole per farci raccontare più da vicino il progetto. In occasione della pubblicazione del nuovo Ep, preludio al nuovo album, abbiamo contattato Paolo Miceli, la metà italiana del duo dream pop. Ecco quello che ci ha raccontato.

Ciao Paolo, benvenuto nel nostro cucinino, partirei banalmente dall'inizio. Ho letto che tu e Christy vi siete conosciuti online dove le distanze geografiche non sono un problema, cos'è che vi ha fatto avvicinare? Cosa ha fatto "click" le prime volte che avete chiacchierato?
Sì, lei è di Edimburgo, io di Roma. Al tempo, Christy aveva un progetto solista, Kizzy, chitarra e voce. Molto bello. Assurdo che nessuno l'abbia scoperta prima di me. La trovai sul vecchio mp3.com. Cominciammo a scriverci, a chattare su Msn. All'inizio volevo distribuire la sua musica su un'etichetta che avevo creato con un amico, progetto che morì in pochi mesi. Poi, avevo da un po' nel cassetto un pezzo, che non riuscivo a cantare, così chiesi a lei se le andava di fare una prova. Il pezzo era Plim, me lo rimandò cantato nel giro di una giornata o due. Per me era perfetto così, e così ho lasciato le tracce della sua voce. Si poteva continuare con altri pezzi. Quello che faceva più click tra di noi, erano le nostre registrazioni, piuttosto lo-fi. Registravamo tutto in casa.
Dopo un primo prolifico periodo ricco di Ep e collaborazioni c'è una lunga pausa dal 2005 al 2011 interrotta dalla raccolta One day you'll laugh at the sad saga that was pubblicata da Handwriting, Sometimes, White Birch. Come mai la lunga pausa? La compilation voleva essere un punto della situazione? Era già nell'aria il nuovo album?
Comincio a confondere le date, e cercherò di non essere (troppo) prolisso... Ma nel 2004 o nel 2005 finimmo in Francia, vicino Tolosa, dove stava l'etichetta che avevamo al tempo, questo, per registrare un nuovo Ep. Per una serie di vicissitudini (pessima strumentazione di supporto, un raffreddore improvviso di Christy), questo Ep secondo me era uscito peggio che mai, mediocre e piatto, rispetto i demo che gli stavano sopra una spanna, così mi sono rifiutato di farlo stampare. Dissi che bisognava tornare in studio, e ricominciare da capo. L'etichetta non la prese bene. Christy nemmeno. Per me, non c'era alternativa, o si rifaceva, o niente. Non la presero affatto bene. Christy mi scrisse in un'ultima email, al tempo, "One day you'll laugh at the sad saga that was my violent ego. May your new band be named 'my new happy band'". E smettemmo di sentirci, se non sporadicamente.
Qualche tempo dopo avevo deciso di distribuire online, gratuitamente, le demo originali di quell'Ep, col nome Clicks & Hisses. Dopo qualche mese, scoprii che una fake band black metal di Portland, di nome Velvet Cacoon, aveva cambiato nome ai nostri pezzi e al disco, questo, fortunatamente, senza venderlo, e gli aveva associato un'immagine di due nichilisti goth metallari, lui/lei, che si facevano di droghe pesanti dalla mattina alla sera, passeggiando fra le nevi, vestiti di pizzo. La gente di quella nicchia, in delirio per loro. E l'Ep ebbe un boom di download, finché il tizio in questione, non ammise che si trattava di una frode e che era contento così.



Verso il 2010 Christy scoprì che forse non avevo avuto così torto. E mi propose di ricominciare a registrare pezzi insieme, senza però nessun piano di continuità. Meglio di un calcio in bocca, mi son detto.
Nel 2006 o 2007, mi sono messo a suonare la chitarra nei Sea Dweller. Dissi agli altri di cambiare il nome in My New Happy Band, ma non la proposta non fu accolta.
Poi nel 2010, Antonio Olivieri, - fu Sometimes rec (oggi Angst e negli Addio), amico già da tempo, - mi chiese se avevo voglia di far uscire una sorta di antologia MVE, ristampa degli EP passati. Ci misi dentro anche le demo, riaggiustate, di quell'EP 'black metal'. Gli amici di White Birch (i fratelli Venturini dei Ka Mate Ka Ora, Werner) e di Handwriting rec (Michele Pollice de La Calle Mojada) si unirono generosamente alla produzione, ed eccolo là il disco One day you'll laugh at the sad saga that was, che contiene i pezzi scritti prima e dopo l'Lp Carried-Along-By-Fate.
Il 'nuovo album' oramai è praticamente già vecchio, nel senso che abbiamo cominciato a scriverlo nel 2010. O nel 2009, non ricordo. Ma tra lavoro, le nostre famiglie (siamo entrambi fieri genitori), i Sea Dweller prima e ora La Casa al Mare (dove suono la batteria), non c'è stato mai abbastanza tempo per finire tutto. Le parti di Christy sono finite, ma mi restano ancora da completare altre mixing e mastering. Spero di farcela per marzo.

Il nuovo Ep May You Find Yourself è inteso come un assaggio del nuovo disco o come release a sé stante? La distinzione di significato tra i due titoli, l'augurio del titolo dell'ep e l'incertezza del titolo del album (You Might find Yourself), è solo un bel gioco di parole o ha radici nel vissuto? E tu, hai trovato te stesso?
May you find yourself Ep contiene pezzi che finiranno nell'Lp You might find yourself. Del domani non v'è certezza, tempus fugit, questi pezzi hanno la loro liason, quindi potevano e dovevo farli uscire per poter andare avanti; per una stampa su supporto fisico, aspetto di averli tutti pronti. I titoli sono un augurio (il primo) e un suggerimento (il secondo).

Come spiegavi l'album in uscita non rispecchia esattamente l'attuale, state parallelamente scrivendo nuovo materiale o vi concentrate sui rispettivi progetti paralleli?
Se per l'attuale intendi One day you'll laugh..., no, sono due album piuttosto diversi: questo è il primo disco in cui suono anche la batteria e il basso, oltre le chitarre. Prima, era solo chitarre, voci e violino. A questo giro, è tutto molto più fisico, a volte noise, rispetto il piano etereo di un pezzo come Come on, sleep.


E con i Sea Dweller come procede?
Il capitano ha abbandonato la nave. Siamo morti partorendo il disco lo scorso aprile per la giapponese Hands and Moments. Spero che un giorno riprenderemo da dove ci siamo fermati.

Per i My Violent Ego prevedi una rinnovata fertilità nella produzione come nel primo periodo di attività oppure le tempistiche sono ormai consolidate, un album ogni dieci anni? : )
Fosse per me, starei tutto il giorno a suonare e registrare del nuovo. Ma purtroppo questo crimine non paga, e tocca lavorare 5 giorni su 7 per non andare in rovina. La maggior parte di You might find yourself l'ho registrato di domenica mattina, tra le 8 e le 12 in un garage di Roma. E' sempre più difficile trovare il tempo per essere se stessi.
La previsione di aspettare altri 10 anni è futuribile, quanto ridicola. Ma il patto con Christy era di continuare a fare musica insieme sino alla morte, senza altre scadenze. Vedremo. Per il momento, finito questo Lp, sarò a piene mani nel disco dei La Casa al Mare (dove tra l'altro, ci suono con Alessio Pindinelli, ex Zoe, e Marco Poloni, fu La Calle Mojada e ora nei Dallas).



Avete già le idee chiare riguardo la pubblicazione e la distribuzione di You Might find Yourself? Sarà in free download o preferite magari puntare su un particolare supporto fisico?
Appena pronto il disco, sarà in pre-order sul nostro bandcamp, e prevedo di stamparlo su CD. Mi piacerebbe il vinile, ma conto di farlo solo se c'è sold-out o qualche offerta esterna. ... Non facciamo concerti, quindi abbiamo una chance in meno per vendere.

Infine. Che ne pensi della possibilità di distribuzione digitale offerta oggigiorno?
I "grandi" canali di distribuzione digitale (amazon, itunes, g-play, etc) per quanto mi riguarda sono ancora troppo costosi per offrire un serio ritorno economico ad un gruppo di nicchia come il nostro; già bandcamp si prende una bella fetta di revenues. E aggiungici la fee di paypal. Forse è un discorso utile più ad un'etichetta che ha diversi gruppi per account. O ad un gruppo meno di nicchia, che non spende soldi per stampare, e lascia tutto digitale. Probabilmente è diverso per le nuove generazioni, ma per quanto mi riguarda, è come per i libri, a me piace toccarli, vederli sparsi in casa, leggerli su un ebook reader mi ammazza un po' il fascino della cosa in sé. Per la Musica, poi, c'è il discorso di differenza audio fra mp3 e disco, che sappiamo tutti essere una questione a sé.

That's all folks.

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