lunedì 13 giugno 2011

Brioscine appena sfornate: Tiny Tide

Benvenuti ai Tiny Tide. Voi venite da Cesena, vero? Com'è che la Romagna è così prolifica di nuovi musicisti? Secondo voi dalle vostre parti c'è qualche possibilità in più per suonare e farsi conoscere?
Mark: Grazie per il benvenuto. Io e Mike (il batterista) veniamo da Cesena, nonostante gli pseudonimi anglofoni che abbiamo adottato. Manuel, violinista e bassista, arriva dalla vicina Forlì, più precisamente da un'area non ben precisata tra Meldola e Predappio. Perchè proprio la Romagna è  così prolifica di musicisti? Non so. Probabilmente è tutto da imputare all'educazione ricevuta da molti piccoli mangiatori di piadina a tradimento in pseudoconservatori e compagniabella, o forse c'erano troppi ribelli di plastica che in realtà  frequentavano un po' troppo oratori e campiscuola clandestinamente. Origini e formazione a parte la Romagna di oggi ci nutre generosamente con un ottimo  humus musicale. Il merito va ai numerosi locali "indie" e l'invidiabile tetragono Bologna, Rimini, Ravenna e Cesena, ricco di live  e proposte interessanti. Ma, ormai si sa, siamo il passato. La nuova scena è a Pesaro...
C'è qualche possibilità in più per farsi conoscere? Forse, le prime settimane. O se si ha la fortuna di essere nati all'ombra delle due torri.
Manuel: Non generalizzerei sulla localizzazione geografica della musica, in Romagna, così come altre zone d'Italia, si sviluppano e nascono band, cantanti, musicisti ed altro con un alto grado di prolificazione, la cosa invece divertente è che in Romagna stessa c'è ed è abbastanza evidente una localizzazione "ghettizzata" che discrimina aree piuttosto che altre nella proiezione di "visibilita'" di band emergenti. Tipico della Romagna è sponsorizzare  artisti e musicanti locali, nonostante il genere e la qualità della musica eseguita. Si tratta piuttosto di una sorta di campanilismo a priori. Questo da una parte agevola teatrini e spettacoli locali ma allo stesso modo castra la visibilità ad un pubblico più ampio, cosa tra l'altro che or ora sta per essere superata grazie ad internet ed alle sue innumerevoli applicazioni multimediali. A suffragare questa visione c'è l'esempio della netta possibilità di "visibilità" consentita in zone del cesenate piuttosto che in quelle del forlivese, vuoi perchè le strutture sono più attrezzate, vuoi perchè la mentalità, nel giro di qualche chilometro compie balzi in avanti di qualche lustro.

E a parte questo che cosa fate nella vita?
Mark: Oltre ad ascoltare musica mi piace molto scrivere. Ho anche avuto la fortuna di vedere pubblicato un piccolo romanzo, ormai molto tempo fa. E' un'esperienza che mi piacerebbe ripetere, ma scrivere richiede sacrificio e tempo.
Manuel:  Io lavoro nell'ambito informatico, convivo felicemente e soprattutto amo suonare.
Mark: Mike Leff invece è un accanito rubacuori e conosce a memoria ogni singola formazione in ogni campionato calcistico in pressochè ogni angolo dell'universo. Per questo ogni volta che suoniamo con una band straniera attacca bottone con i compagni di palco su tutti i più piccoli paesini limitrofi. Sul resto asciamo un alone di mistero!


La vostra casa discografica, la Kingem Records è inglese, di Birmingham, come mai questa scelta? Una casualità o volevate puntare al mercato estero?
Mah. Una scelta un po' forzata. Kingem Records nella distribuzione si affida ad una casa discografica londinese già avviata per usufruire dei diritti di distribuzione digitale in quanto etichetta affiliata. Il pop inglese in Inglese è il nostro punto di riferimento, ma la scelta nasce dal desiderio di svincolarsi da una serie di formalità e complicazioni burocratiche purtroppo tipiche delle nostre parti.

Come mai l'idea di mettere l'album in streaming e in download gratuito? Cosa pensate dei nuovi metodi di condivisione della musica? Ce n'è qualcuno che ritenete più efficace?
Mark: L'album in streaming l'abbiamo messo esclusivamente come regalo a Breakfast Jumpers. L'album è stato in download gratuito solo una settimana per una promozione legata a Pitchfork.
I nuovi metodi di condivisione della musica sono diventati il mezzo più sicuro per farsi conoscere e permettere ai fan arrivare alle canzoni in modo immediato e sicuro. Mi chiedo però quanto la qualità della musica possa alla fine risentire della mancanza di fondi in questa forma di anoressico autosostentaento. Chi desidera lasciare nel piatto libertà artistica e investire in studi di registrazione, promozione, strumenti, attrezzature, produzioni, senza prospettive di guadagno diventa tout cour un martire del pop.
Attualmente il mezzo digitale più versatile ed efficace mi sembra Soundcloud, il cui asso nella manica è quello di integrarsi perfettamente con ogni tipo di piattaforma social.

Comprate musica? Cosa avete acquistato/scaricato di recente?
Mark: Compro continuamente musica! Sono molto affezionato ad un formato ormai bistrattato da tutti, ovvero... il CD! A casa ho una vastissima collezione, tra cui una nutrita sezione giapponese piena di edizioni speciali e rarità. Recentemente ho acquistato Jenny and Johnny, The Dø, Allo Darling e il meraviglioso album di Anna Calvi, che mi ha lasciato assolutamente a bocca aperta, soprattutto dopo averla vista dal vivo. Tra i download sto ascoltando The Proctors, Baby Lemonade, Puro Instinct, con cui ho fatto recentemente amicizia online e spero di dividere il palco in quel dell'Hana Bi qualora venga miracolato dal suo patrono Chris Angiolini. Manuel e Mike sono più tradizionalisti.
Manuel: Compro musica a livello amatoriale, per collezion, e gli ultimi cd acquistati sono Pocket Revolution e Vantage Point dei Deus, English Garden dei Quintorigo e Wasting Light dei Foo Fighters
Mark: Mike è un vero e proprio cultore di brit-pop e rock anni sessanta, tra cui Beatles, Rolling Stones, Kinks, Who, Doors... Su quel campo non scherza. Ha intere discografie in vinile. Mica come me che mi affido alla plasticaccia demodè dei cd!


Il vostro album s'intitola "Febrero" (Fabbraio in spagnolo), come mai proprio questo titolo, visto che i vostri pezzi sembrano in realtà molto caldi, estivi?
Mark: Il nome Febrero è nato dalla prima canzone che "ha fatto partire" tutto il progetto "Tiny Tide", ovvero February. La canzone, come "Tiny Trains", è ispirata al film "Love & Pop", di Hideaki Anno. Ma il ritornello parla... di Tommy February6, l'alter ego di una cantante giapponese. Il brano tra l'altro è stato scritto a Febbraio, quindi è stato tutto un concatenarsi di cose e coincidenze. Febbraio è un periodo strano. Molto spesso a Febbraio mi sono trovato messo alle corde dalla vita e ho dovuto ricominciare tutto da capo. Febbraio, giusto per contrariare gli amici Perturbazione, è il mese più freddo dell'anno, ma anche un momento in cui è necessario trovare dentro di se la forza per tenere duro e compiere l'ultimo sforzo per raggiungere la primavera, un'autentica ripartenza. Forse quel mese è un premio per chi è riuscito a resistere. I pezzi sono molto "calienti" in quanto, in fase di scrittura, sono stati  influenzati dalla contagiosa e gioiosa invasione inidie pop scandinava. Quel pop allegro e colorato ci aveva fatto ritornare tutti  un po' hippie postmoderni grazie a  band come "Billie The Vision and The Dancers", "I'm From Barcellona", "Irene", "The Pipettes", e tutto il circo che gravitava attorno alla Cloudberry e Labrador Records. In realtà l'album è concepito come una sorta di calendario del mese, dal primo al 14 Febbraio. Alcune tracce  richiamano ricorrenze come il carnevale, la nascita di Abramo Lincoln e, non ultimo, San Valentino.

"Febrero" ha dei suoni molto retrò... a tratti vintage... quali sono modelli a cui v'ispirate?
Mark: Mah. Non esiste un modello vero e proprio. Escludiamo il mio lavoro solista "Feel The Blank".. Questo è stato il primo lavoro in cui ho cercato di scrivere i pezzi pensandoli per una band e non più per una cameretta. Perchè dei suoni così retrò? Probabilmente perchè le mode passano, ma quando pensiamo a brani che hanno lasciato il segno tornano alla mente Bowie, i Beatles, Simon e Gartfunkel. Queste influenze sono presenti e palpabili anche negli artisti contemporanei che amiamo maggiormente. Forse quando si sentono certi suoni viene più facile anche a chi ha un orecchio musicale meno aggiornato pensare a George Harrison piuttosto che Elliott Smith. O gli Stooges al posto degli Smith Westerns. Il tentativo di fare un nostro White Album, anche come varietà di generi, è stata molto forte. Alla fine abbiamo ceduto la tentazione giocando a travestirci nei panni dei nostri beniamini della prima ora, con richiami giocosi più o meno diretti. Ok, lo ammettiamo. A volte molto spudorati! E' il caso di "Ginger Genie" e Bowie, "Beachvolley Fields Forever" e i Beatles, "Mask Me Mask Me Mask Me" e gli Smiths. Sono state una serie di fulminazioni repentine, ci hanno entusiasmato, ci abbiamo giocato un po' sopra e ci siamo divertiti da matti.

So che avete scritto un pezzo sulla relazione (o non relazione) tra Schroeder e Lucy dei Peanuts, ce ne volete parlare? lo pubblicherete mai? Se sì ce lo farete ascoltare in anteprima?
Mark: Il brano "S♥L" è stato scritto per il secondo album che stiamo registrando, chiamato "TenneT", con la particolartà di avere tutti brani di sole tre lettere. In realtà tutte le demo sono state incise, ma alla fine altre idee sono subentrate e ci troviamo con altri due album e 2 EP in procinto di essere sfornati prima di questo progetto. Il brano di Lucy, di cui tuttavia esiste una demo e diverse incisioni dal vivo, sembra sia diventato uno dei brani più amati dei Tiny nonostante della futura versione ufficiale esista tuttora... solo la traccia di batteria!
Com'è nato il brano? Semplicissimo! Me l'hanno cantato gli Apples in Stereo alla radio. In un sogno!
Per la pubblicazione dovrete un po' aspettare quindi, ma potete essere sicuri che sarete i primi ad ascoltarlo in anteprima.

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