lunedì 14 febbraio 2011

Brioscine appena sfornate: Vanity

Questa settimana abbiamo intervistato i toscani Vanity di cui sotto trovate l'EP The First Quiet Night. Enjoy!

Cari Vanity, raccontateci qualcosa di voi, cosa fate nella vita oltre a suonare? Come lo portate il pane in tavola?
Partiamo bene. Fondamentalmente tiriamo a campare, chi meglio chi peggio. Lavoretti per lo più, qualcuno lavora e studia, promoter e dj, tirocini e concorsi vari. E' un sacrificio continuo e reale ma i Vanity sono il primo pensiero al mattino e l'ultimo alla sera. Il resto è funzionale al poter stare in sala prove, live e registrazioni.



Che musica ascoltate? Ne ascoltate di musica italiana? quali son gli utlimi tre dischi che avete comprato?
Non c'è un genere in particolare, cerchiamo di rimanere sempre aggiornati. Ovviamente abbiamo la nostra piccola lista nera e i nostri guilty pleasures... Non siamo disfattisti, abbiamo molta fiducia nel circuito indipendente. In Italia ci piacciono e rispettiamo un pò tutti i gruppi "soliti" e chi propone un bel live da tutti i punti di vista. Ultimi 3 dischi, Twin Shadow, James Blake, Bachi da Pietra.

L'attività live come procede? So che avete fatto un monte di concerti anche in posti molto fighi. Quale è stato quello che vi ha dato maggiore soddisfazione?
In un momento storico in cui i dischi non si vendono è un dovere di un gruppo dare il meglio nella dimensione live. Abbiamo fatto una cinquantina di concerti da Maggio scorso. Non ce ne vogliano le altre bellissime città, il live al Viceversa di Genova è stato emozionante, ci abbiamo anche girato il video, diciamo che è la nostra seconda città. E anche il Cuborock a Catanzaro

The First Quiet Night non è stato apprezzatissimo dalla critica, anche se personalmente trovo che certe recensioni lascino il tempo che trovano, volevo capire la vostra posizione. Vi sentite già fuori moda?
In realtà a parte un paio di episodi non ci possiamo lamentare di come è stato accolto l'Ep, piacere a tutti comunque non è facile e in fondo neanche necessario. Comunque piu che fuori moda ci sentiamo fuori dalla moda, nel senso che osserviamo le tendenze che si susseguono senza la smania di farne parte. Prendiamo solo quello che serve, cercando di comunicare e di emozionare. La gente ha un disperato bisogno di emozionarsi.

Quali sono i progetti per il futuro? C'è qualcosa in vista?
Stiamo preparando il disco che uscirà entro fine anno per una bella etichetta italiana. Vi stupirà.

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