venerdì 17 aprile 2015

Valentina Dorme - La Estinzione Naturale di Tutte le Cose - 2015 [Streaming]

Proprio oggi esce il nuovo album dei Valentina Dorme e per me ogni volta è un viaggio nel tempo in quella loro cristallizzata capacità di descrivere con clinico romanticismo le sconfitte della vita e dell'amore in storie/canzone che sono tutte, pur con la dovuta evoluzione stilistica e personale, collegate da un filo che lega la loro produzione come le perle di una collana. Il totale ripasso è quindi inevitabile e necessario e al disco nuovo ci arrivo passando da quella maledetta Ford accartocciata sulla strada, dalla spigolosa supplica di Entro Aprile, dalle Diana spente nel posacenere, dall'amore a trentanni che si inabissa e poi risale... Infine sono pronto ad immergermi ne La Estinzione Naturale di Tutte le Cose, dodici racconti che consumo in apnea ripetutamente, in ordine e mescolati, cercando un segno di cedimento, una ruga dei loro vent'anni (e più) a fare musica. Ma non trovo altro che nuovi impeccabili classici. Una Giulietta qualsiasi, Monsignor Ligresti, cardinale, Il circo lascia la città (Attaccate poi! Per non farti prendere respiro) sono quelle che non posso smettere di ascoltare. Ecco, ho finito di sbrodolare. Per questa chicca musicale ringraziate il cielo e Lavorarestanca e cliccate play.


Valentina Dorme
La Estinzione Naturale di Tutte le Cose
2015
Lavorarestanca

Tracklist:
1. Mani tagliate
2. Ricordi cagna?
3. Cronaca sportiva minore
4. Una Giulietta qualsiasi
5. Lucidio Sentimenti IV
6. Una burla piccola ma buona
7. Monsignor Ligresti, cardinale
8. Il circo lascia la città
9. Le linee transatlantiche
10. Carrarmati
11. Waterloo
12. Shangai



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giovedì 16 aprile 2015

Iosonouncane - Die - 2015 [Streaming]

Die io lo leggo così: /'di:e/. In sardo è femminile e significa “giorno”, e questo disco è impregnato di Sardegna e di tutte le Sardegne e le isole personali di ogni ipotetico ascoltatore. Però, se uno vuole, può anche intenderlo come /'daɪ/, che in inglese è “morire”, ed entrambi i modi hanno a che fare con un concetto temporale di finitudine. Certo che “morire” riguarda una finitudine un po' più urticante, e Die è un disco complessissimo, da mal di pancia, disturboso all'estremo. Die è una specie di Odissea ridotta all'osso che scortica e mescola i piani di Eros e Thanatos, in cui ogni cosa precipita agli elementi puri e tutto diventa l'opposto di tutto. C'è un uomo in mezzo al mare che non riesce a tornare a riva, si ritrova a fare i conti con i limiti della propria persona, e il contesto fa di questo corpo, in balìa dell'incerto, l'universo intero. Il resto è un rumore di fondo nella fatica della sopravvivenza tout court, che però funziona da enorme memento vivere: più giù, aldilà della crisi, sta l'ordinario quotidiano. Così arrivano gli echi di polifonie umane virili e rotonde, dei muretti a secco che intersecano le campagne aride su cui trovano nutrimento bestie, sugherete e contadini, a dispetto della sterilità apparente. Nel mentre, tutt'intorno, le acque materne e feconde per definizione stanno lì lì per dargli il colpo di grazia e risucchiarselo per sempre. E poi c'è una donna sulla terraferma - ma un'isola è terraferma davvero? - che aspetta il ritorno, e ogni cosa riporta a una specie di trance in sospensione fra i ritmi circolari e percussivi e la voce aguzza e lacerante come un amo da pesca di Jacopo Incani / Iosonouncane. Die è intenso e viscerale al pari di e forse più de La macarena su Roma; c'è da innamorarsene seriosamente da quanto muove e commuove. Non abbiatene timore e ascoltate...


Iosonouncane
Die
2015
Trovarobato

Tracklist:
1. Tanca
2. Stormi
3. Buio
4. Carne
5. Paesaggio
6. Mandria



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mercoledì 15 aprile 2015

Satan is my Brother - They made us climb up here - 2015 [Streaming]

Suono di sax e trombone si distendono come sottolivello allargandosi in una fumosa nube di nebbia, sonorità jazz gravitano nell'atmosfera di tutte le tracce di They made us climb up here, terzo album dei Satan is my Brother uscito con la Boring Machines. Fosco itinerario dalla soundtrack brumosa, in cui tra fitte ombre fasce di luce si fanno spazio nella vegetazione, come lame. Calpestare le foglie scandisce il fruscio dei pensieri, l'odore di legno bagnato svigorisce i sensi. Cinque sentieri in salita, affanno, tensione e tutto il resto dentro di noi. Un introspettivo e un organico indistinti tra loro. Qui sotto lo streaming.


Satan is my Brother
They made us climb up here
2015
Boring Machines

Tracklist:
1. First Path
2. Second Path
3. Third Path
4. Fourth Path
5. Fifth Path



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