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lunedì 31 marzo 2014

Riassuntone di Marzo

Marzo è stato un mese bello tosto e pieno quindi eccovi un corposo riassunto. Per cominciare abbiamo intervistato OvO, Be Forest e The Volume Setting Folder, i primi due magari già li conoscete ma forse non avete idea di che droneggianti soundscapes sa creare il buon Filippo Bordigato, per non parlare dei meravigliosi packaging che realizza per i suoi dischi. Vi racconta tutto in questa intervista mentre qui sotto vi ascoltate un pezzo dal suo ultimo Folder #02, Marghera.


Sono usciti inoltre una valanga di dischi estremamente fighi. I Chambers hanno pubblicato con To Lose La Track una raccolta di cover e pezzi ri-arrangiati e ri-cantati in italiano dal titolo Colpi Scapoli, il video di Salita lo vedete qui e il disco lo scaricate qui.



Per una nuova etichetta/libreria/vinileria di Milano, SOLO | Vinyls & Books, esce il nuovo album dei Pueblo People, Sentiero di Guerra. Il disco lo ascoltate e scaricate a questo link. Qui sotto un assaggino che si intitola Warpath.


Il duo salernitano Maybe I'm pubblica il suo terzo disco Bwa Kayiman, una roba così carica di ritmi neri e danze voodoo che non ci credi. L'album è uscito per Jestrai Records e qui sotto vi ascoltate Damballah Wedo.



I Klam anticipano il nuovo album con un brano dal titolo Depression Ridin' Cowboys, ve lo scaricate dal loro bandcamp cliccando qui. Per il resto del disco c'è ancora un poco da attendere.


Mark Zonda colpisce di nuovo nel segno, accompagnato stavolta dalla band Les Monochrome, con un romantico album di ricordi e fotogrammi in bianco e nero. Ci perdiamo tra hollywood e la provincia emiliana con questo pezzo tratto da Chansons Invisibles e dedicato ad Anna Karina.


domenica 30 marzo 2014

Julie's Haircut, 3 Aprile @ Teatro Altrove, Genova

Aprile non stare a dormire, il Giovedì sera esci che DisorderDrama anima di musica il teatro Altrove. Dalla psichedelia di Julie's Haircut al punk rock degli americani Dan Vapid & The Cheats, dal folk di Aisha Burns (dei Balmorhea) al giovane duo brasileiro Boogarins. L'appuntamento è dalle 21:30 in Piazzetta Cambiaso a Genova. E non finisce qui! Venerdì, sabato, domenica e lunedì sono sempre ricchi di eventi per tutti i gusti inseriti nella bellissima cornice del palazzo storico del Teatro della Maddalena. Tutti i link in fondo.


Giovedì 3 Aprile
Euro 10 / Soci 8

Giovedì 10 Aprile
Euro 10 / Soci 8

Giovedì 17 Aprile
Euro 8 / Soci 6
Aisha Burns
(Estasiante violino dei Balmorhea)

Giovedì 24 Aprile
Euro 7 / Soci 5


Mainstreaming 2.0: Calcutta + L'Orso, 5 Aprile @ Fusolab 2.0, Roma

Il meglio della musica indipendente italiana torna al Fusolab 2.0 di Roma il prossimo Sabato, 5 Aprile 2014, per Mainstreaming 2.0, la rassegna mensile organizzata da Fusoradio. A salire sul palco per questa occasione ci saranno L’Orso e ad aprire Calcutta. L'appuntamento è al Fusolab 2.0 in Viale della Bella Villa, 94 alle 21:30 e l'ingresso è a sottoscrizione. Ma 5 Euro per della buona musica e per sostenere l'associazione e lo spazio polivalente del Fusolab 2.0 sono sempre soldi ben spesi.


Line up:

Fusolab 2.0Fusoradio ◄
Evento FB

sabato 29 marzo 2014

Gianni Giublena Rosacroce - La Mia Africa - 2013 [Streaming]

Tra la prima cassettina dal titolo La Piramide di Sangue (Yerevan Tapes, 2011) e il pregiato vinile condiviso con Maria Violenza uscito a gennaio di quest'anno si colloca quest'altro piccolo gioiello di Gianni Giublena Rosacroce, progetto solista di Stafano Isaia dei Movie Star Junkies. La Mia Africa usciva a Gennaio 2013 per No=Fi Recordings su un bellissima cassetta verde come l'erba che il deserto non vede da seimila anni. Guidati dal clarinetto di Isaia troviamo la nostra strada nei quattordici brevi brani che compongono La Mia Africa verso una palma in lontananza, oasi o miraggio che sia.


Gianni Giublena Rosacroce
La Mia Africa
2013
No=Fi Recordings

Tracklist:
1. Dogon
2. Il Sandalo di Aissa
3. Baobab
4. La Sposa Bambina
5. Sangue Nero
6. Yurugu
7. Il Primo Sole Sul Tempio
8. Te, Nel Deserto
9. La Memoria Della Terra
10. Il Seme Della Discordia
11. Dov'è La Casa Del Mio Amico
12. Le Tre Lune
13. Malaria
14. Africa Mia, Mai T'ho Veduta


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venerdì 28 marzo 2014

Pueblo People - Sentiero di Guerra - 2014

Sentiero di Guerra è il nuovo Ep dei Peublo People, trio nato alla fine del 2012 che comprende Nicola e Lorenzo dei Vulturum e Claudia delle Agatha. Le meravigliosa violenza dei rispettivi progetti di partenza l'hanno chiusa momentaneamente nel cassetto per tirare fuori dall'armadio tre nuovi pezzi di folk apocalittico. Testi densi e sofferti di morte e rinascita con lunghi intermezzi strumentali in cui ti perdi sperando siano infiniti per non dover tornare sul sentiero di guerra della vita quotidiana dove vincere è afferrare con i denti tutto quello che davi per scontato mentre cercano di portartelo via millimetro dopo millimetro.


Pueblo People
Sentiero di Guerra
2014
SOLO | Vinyls & Books

Tracklist:
1. Phantom Ships
2. Eastbound Sun
3. Warpath


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giovedì 27 marzo 2014

Portfolio - Criminal World


Well I'm Just a Modern Guy è un tributo al Glam Rock realizzato da AntWork con l'intento di dare risalto alla giovane creatività emiliana. Diciassette brani degli anni '70 riletti da altrettanti artisti tra cui Julie's Haircut, Magpie e Portfolio. Questi ultimi hanno realizzato la cover di Criminal World dei Metro (finita poi anche in Let's Dance di David Bowie) e la stessa traccia farà parte anche del loro nuovissimo album, Due, in uscita a Maggio.



FBBandcamp

Chambers - Salita [Video]

Colpi Scapoli è una fulminante raccolta di cover e pezzi ri-arrangiati e ri-cantati in italiano provenienti dal primo album dei Chambers e da Dicotomia, lo split con i The Death of Anna Karina. Qui sotto il video di Salita, diretto da Davide Barbafiera e Federico Borghesi, per darvene un assaggio. In fondo i link per scaricare il disco. (Volendo potete anche comprarvelo da To Lose La Track, sia in cd che musicassetta).



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mercoledì 26 marzo 2014

Sonambient - /|\


Lo scorso agosto siamo rimasti ipnotizzati dal suo disco d'esordio, Remnant, uscito per Megaphone Records e ora torniamo a parlare di Andrea Buzzi, in arte Sonambient, perchè su soundcloud salta fuori un bellissimo brano che il producer friulano ha ri-trovato in un angolo del suo hard-disk. Old but gold.



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Godblesscomputers - Nothing to Me [Video]

Godblesscomputers anticipa nuovo album Veleno con il singolo Nothing to Me. Il disco uscirà per Fresh Yo! Label e White Forest il prossimo 4 aprile e sarà un concept album sulla contaminazione reciproca tra natura e uomo. Dal tumblr dell'artista potete seguire, tramite foto, backstage e racconti paralleli, il percorso che ha portato alla realizzazione del nuovo album.



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martedì 25 marzo 2014

Phonic Culture Club - Three Ep - 2013

I Phonic Culture Club nascono come duo a Cerveteri, in provincia di Roma, alla fine del 2010. La formazione poi cambia e a Tommaso Marcone ed Eugenio Nobile si uniscono altri musicisti, attualmente sono in cinque con Nadia Grasso alla chitarra, Lorena Trebbi alla batteria e Loris Serracchiani al basso. In questo bellissimo Ep si mescolano sonorità sognanti ed elettroniche mentre i testi dolci ti cullano e catturano l'orecchio senza lasciarselo scappare. Il nuovo Ep dei Phonic Culture Club è uscito pochi mesi fa, si intitola Three e lo scaricate dal loro sito ufficiale.


Phonic Culture Club
Three Ep
2013

Tracklist:
1. Grow Up
2. Radici
3. Broken City



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lunedì 24 marzo 2014

My Violent Ego - May You Find Yourself Ep - 2014

Registrato dagli stessi My Violent Ego tra il 2010 e il 2013, May You Find Yourself è l'Ep che segna il ritorno del sognante duo italo-scozzese dopo la bellissima raccolta One day you'll laugh at the sad saga that was uscita nel 2011. May You Find Yourself è composto da cinque toccanti inediti che confluiranno poi nel nuovo album dei My Violent Ego la cui uscita è prevista entro il 2014. Prevista ma non programmata, le incertezze non sono poche. Ci siamo fatti raccontare tutto a riguardo le difficoltà e le novità del nuovo Ep e del disco in uscita in una bella intervista uscita a fine Gennaio, la trovate sempre a questo link.


My Violent Ego
May You Find Yourself Ep
2014

Tracklist:
1. A Looong Big Yeah
2. Crystal Velvet Eyes
3. Wasted Moments
4. Gloryego
5. Smell the Roses


Sito UfficialeIntervistaTW
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Brioscine appena sfornate: My Violent Ego

Dei My Violent Ego abbiamo già scritto ma non era ancora venuta l'occasione di scambiare due parole per farci raccontare più da vicino il progetto. In occasione della pubblicazione del nuovo Ep, preludio al nuovo album, abbiamo contattato Paolo Miceli, la metà italiana del duo dream pop. Ecco quello che ci ha raccontato.

Ciao Paolo, benvenuto nel nostro cucinino, partirei banalmente dall'inizio. Ho letto che tu e Christy vi siete conosciuti online dove le distanze geografiche non sono un problema, cos'è che vi ha fatto avvicinare? Cosa ha fatto "click" le prime volte che avete chiacchierato?
Sì, lei è di Edimburgo, io di Roma. Al tempo, Christy aveva un progetto solista, Kizzy, chitarra e voce. Molto bello. Assurdo che nessuno l'abbia scoperta prima di me. La trovai sul vecchio mp3.com. Cominciammo a scriverci, a chattare su Msn. All'inizio volevo distribuire la sua musica su un'etichetta che avevo creato con un amico, progetto che morì in pochi mesi. Poi, avevo da un po' nel cassetto un pezzo, che non riuscivo a cantare, così chiesi a lei se le andava di fare una prova. Il pezzo era Plim, me lo rimandò cantato nel giro di una giornata o due. Per me era perfetto così, e così ho lasciato le tracce della sua voce. Si poteva continuare con altri pezzi. Quello che faceva più click tra di noi, erano le nostre registrazioni, piuttosto lo-fi. Registravamo tutto in casa.
Dopo un primo prolifico periodo ricco di Ep e collaborazioni c'è una lunga pausa dal 2005 al 2011 interrotta dalla raccolta One day you'll laugh at the sad saga that was pubblicata da Handwriting, Sometimes, White Birch. Come mai la lunga pausa? La compilation voleva essere un punto della situazione? Era già nell'aria il nuovo album?
Comincio a confondere le date, e cercherò di non essere (troppo) prolisso... Ma nel 2004 o nel 2005 finimmo in Francia, vicino Tolosa, dove stava l'etichetta che avevamo al tempo, questo, per registrare un nuovo Ep. Per una serie di vicissitudini (pessima strumentazione di supporto, un raffreddore improvviso di Christy), questo Ep secondo me era uscito peggio che mai, mediocre e piatto, rispetto i demo che gli stavano sopra una spanna, così mi sono rifiutato di farlo stampare. Dissi che bisognava tornare in studio, e ricominciare da capo. L'etichetta non la prese bene. Christy nemmeno. Per me, non c'era alternativa, o si rifaceva, o niente. Non la presero affatto bene. Christy mi scrisse in un'ultima email, al tempo, "One day you'll laugh at the sad saga that was my violent ego. May your new band be named 'my new happy band'". E smettemmo di sentirci, se non sporadicamente.
Qualche tempo dopo avevo deciso di distribuire online, gratuitamente, le demo originali di quell'Ep, col nome Clicks & Hisses. Dopo qualche mese, scoprii che una fake band black metal di Portland, di nome Velvet Cacoon, aveva cambiato nome ai nostri pezzi e al disco, questo, fortunatamente, senza venderlo, e gli aveva associato un'immagine di due nichilisti goth metallari, lui/lei, che si facevano di droghe pesanti dalla mattina alla sera, passeggiando fra le nevi, vestiti di pizzo. La gente di quella nicchia, in delirio per loro. E l'Ep ebbe un boom di download, finché il tizio in questione, non ammise che si trattava di una frode e che era contento così.



Verso il 2010 Christy scoprì che forse non avevo avuto così torto. E mi propose di ricominciare a registrare pezzi insieme, senza però nessun piano di continuità. Meglio di un calcio in bocca, mi son detto.
Nel 2006 o 2007, mi sono messo a suonare la chitarra nei Sea Dweller. Dissi agli altri di cambiare il nome in My New Happy Band, ma non la proposta non fu accolta.
Poi nel 2010, Antonio Olivieri, - fu Sometimes rec (oggi Angst e negli Addio), amico già da tempo, - mi chiese se avevo voglia di far uscire una sorta di antologia MVE, ristampa degli EP passati. Ci misi dentro anche le demo, riaggiustate, di quell'EP 'black metal'. Gli amici di White Birch (i fratelli Venturini dei Ka Mate Ka Ora, Werner) e di Handwriting rec (Michele Pollice de La Calle Mojada) si unirono generosamente alla produzione, ed eccolo là il disco One day you'll laugh at the sad saga that was, che contiene i pezzi scritti prima e dopo l'Lp Carried-Along-By-Fate.
Il 'nuovo album' oramai è praticamente già vecchio, nel senso che abbiamo cominciato a scriverlo nel 2010. O nel 2009, non ricordo. Ma tra lavoro, le nostre famiglie (siamo entrambi fieri genitori), i Sea Dweller prima e ora La Casa al Mare (dove suono la batteria), non c'è stato mai abbastanza tempo per finire tutto. Le parti di Christy sono finite, ma mi restano ancora da completare altre mixing e mastering. Spero di farcela per marzo.

Il nuovo Ep May You Find Yourself è inteso come un assaggio del nuovo disco o come release a sé stante? La distinzione di significato tra i due titoli, l'augurio del titolo dell'ep e l'incertezza del titolo del album (You Might find Yourself), è solo un bel gioco di parole o ha radici nel vissuto? E tu, hai trovato te stesso?
May you find yourself Ep contiene pezzi che finiranno nell'Lp You might find yourself. Del domani non v'è certezza, tempus fugit, questi pezzi hanno la loro liason, quindi potevano e dovevo farli uscire per poter andare avanti; per una stampa su supporto fisico, aspetto di averli tutti pronti. I titoli sono un augurio (il primo) e un suggerimento (il secondo).

Come spiegavi l'album in uscita non rispecchia esattamente l'attuale, state parallelamente scrivendo nuovo materiale o vi concentrate sui rispettivi progetti paralleli?
Se per l'attuale intendi One day you'll laugh..., no, sono due album piuttosto diversi: questo è il primo disco in cui suono anche la batteria e il basso, oltre le chitarre. Prima, era solo chitarre, voci e violino. A questo giro, è tutto molto più fisico, a volte noise, rispetto il piano etereo di un pezzo come Come on, sleep.


E con i Sea Dweller come procede?
Il capitano ha abbandonato la nave. Siamo morti partorendo il disco lo scorso aprile per la giapponese Hands and Moments. Spero che un giorno riprenderemo da dove ci siamo fermati.

Per i My Violent Ego prevedi una rinnovata fertilità nella produzione come nel primo periodo di attività oppure le tempistiche sono ormai consolidate, un album ogni dieci anni? : )
Fosse per me, starei tutto il giorno a suonare e registrare del nuovo. Ma purtroppo questo crimine non paga, e tocca lavorare 5 giorni su 7 per non andare in rovina. La maggior parte di You might find yourself l'ho registrato di domenica mattina, tra le 8 e le 12 in un garage di Roma. E' sempre più difficile trovare il tempo per essere se stessi.
La previsione di aspettare altri 10 anni è futuribile, quanto ridicola. Ma il patto con Christy era di continuare a fare musica insieme sino alla morte, senza altre scadenze. Vedremo. Per il momento, finito questo Lp, sarò a piene mani nel disco dei La Casa al Mare (dove tra l'altro, ci suono con Alessio Pindinelli, ex Zoe, e Marco Poloni, fu La Calle Mojada e ora nei Dallas).



Avete già le idee chiare riguardo la pubblicazione e la distribuzione di You Might find Yourself? Sarà in free download o preferite magari puntare su un particolare supporto fisico?
Appena pronto il disco, sarà in pre-order sul nostro bandcamp, e prevedo di stamparlo su CD. Mi piacerebbe il vinile, ma conto di farlo solo se c'è sold-out o qualche offerta esterna. ... Non facciamo concerti, quindi abbiamo una chance in meno per vendere.

Infine. Che ne pensi della possibilità di distribuzione digitale offerta oggigiorno?
I "grandi" canali di distribuzione digitale (amazon, itunes, g-play, etc) per quanto mi riguarda sono ancora troppo costosi per offrire un serio ritorno economico ad un gruppo di nicchia come il nostro; già bandcamp si prende una bella fetta di revenues. E aggiungici la fee di paypal. Forse è un discorso utile più ad un'etichetta che ha diversi gruppi per account. O ad un gruppo meno di nicchia, che non spende soldi per stampare, e lascia tutto digitale. Probabilmente è diverso per le nuove generazioni, ma per quanto mi riguarda, è come per i libri, a me piace toccarli, vederli sparsi in casa, leggerli su un ebook reader mi ammazza un po' il fascino della cosa in sé. Per la Musica, poi, c'è il discorso di differenza audio fra mp3 e disco, che sappiamo tutti essere una questione a sé.

That's all folks.

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domenica 23 marzo 2014

Thalassa - Italian Occult Psychedelia Festival, 3-5 Aprile @ Dal Verme, Roma

Il 3, 4 e 5 Aprile al Dal Verme si consuma la seconda edizione del Thalassa festival, il festival italiano dedicato alla psichedelia e alla musica occulta. Si "consuma" nel senso che andate lì, vi nutrite del festival e ne uscite piacevolmente sconvolti. I nomi in cartellone fanno una bella concorrenza all'edizione passata: La Piramide di Sangue, Mai Mai Mai, Mamuthones, Metzengerstein tanto per dirne alcuni che mi vanno venire la bava alla bocca. Il resto della line up è qui sotto, ulteriori informazioni nei link in fondo.


Line Up

Giovedì 3


Venerdì 4

Sabato 5


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sabato 22 marzo 2014

Astolfo Sulla Luna - Moti Browniani - 2011

Alienato e disorientato. E perduto. Cammini voltandoti di scatto col terrore di essere seguito. Le gente ti fissa, sei un corpo estraneo. People are strange when you're a stranger. Sei sulla Luna. Ma a differenza del poema cinquecentesco non si trova il senno. Non si può tornare. Moti browniani è una bellissima e spossante mitragliata di parole mentre tu sei bendato e legato ad un palo. Citazioni e riferimenti dietro ad ogni angolo. Da Lynch a Einstein, da Ariosto a Brecht. Denso e crudele questo trio, mi bevo da Verfremdungseffekt fino a Dick Laurent è morto tutto d'un fiato. Un sound ipnotizzante. Impossibile scendere a patti. Impossibile fare altrimenti. (Agosto 2011)


Astolfo Sulla Luna
Moti Browniani
2011

Tracklist:
1. Verfremdungseffekt
2. 2 minuti d'odio
3. Nient'altro che un buco vuoto nel quale si agitano le ombre delle mie passioni (napoli-bari)
4. Fino all'ultimo battito
5. Dick Laurent è morto



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venerdì 21 marzo 2014

Revelse - Telegrandma


Una bella sorpresa nel sampler invernale dell'americana Custom Made Music, ci sono i nostri amati Revelse con un pezzo del loro nuovo album For Us There Is Only The Trying, The Rest Is Not Our Business. Campionamenti ambientali e un filo melodioso di chitarra, questa è Telegrandma e la scaricate gratuitamente dal Bandcamp della band. Link in fondo.


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Gouton Rouge - Attratti [Video]

Attratti è il secondo singolo estratto da Carne, album d'esordio dei marchigiani Gouton Rouge uscito il 17 Marzo per V4V Records in collaborazione con 3SX Netlabel. Il disco lo scaricate dal link in fondo mentre qui sotto vi guardate invece il bellissimo video. È un ordine mica un consiglio.



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giovedì 20 marzo 2014

Moro - Homegrown Ep - 2013 [Streaming]

Vogliate scusarmi per il considerevole ritardo con cui mi accingo a parlarvi di questo favoloso lavoro, ma se è vero che non è mai troppo tardi per porre rimedio, allora, oggi è decisamente il giorno giusto per redimersi. Con My favourite Season prima, e Silent Revolution poi, Massimiliano Morini in arte Moro, ci aveva abituato bene all'idea che ricercatezza sonora e immediatezza melodica potessero intrecciarsi perfettamente in un canovaccio espressivo mirabile. A distanza di qualche mese dal suo predecessore, Homegrown è l'ulteriore conferma di uno stile che non rinuncia a mutare e rafforzare la propria imbastitura sonora, svestendo i panni del passato, per rivestirsi elegantemente dell'incanto idilliaco e sognante, che le sue armonie folk tratteggiano. Concepito come anticipazione di Home Pastorals, la cui uscita è prevista per i prossimi mesi, l'Ep è stato pubblicato sia digitalmente con la presenza di brani già editi, che in un 45 giri in vinile con l'open-track City Pastoral e la dolce ballata, Spike Milligan II. La vocalità pastosa e trasportante, la perizia tecnica e gli arrangiamenti ricercati, realizzati con l'ausilio di prestigiosi collaboratori, e ancora i deliziosi handclapping e le rassicuranti vibrazioni acustiche fanno di questo lavoro un'Arcadia terrestre, in cui rifugiarsi ogni qualvolta si desideri evadere dalla solita routine quotidiana.


Moro
Homegrown Ep
2013
Gamma Pop

Tracklist:
1. City Pastoral
2. Spike Milligan II
3. Sparks
4. I Know
5. Lie To Me
6. Now


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mercoledì 19 marzo 2014

Zondini et Les Monochrome - Karina


Mark Zonda torna all'assalto dei vostri cuori con un concept album che ruota attorno ai romantici sogni di una ragazza chiusa in casa a sbirciare la provincia dalla finestra. Immaginazione e ricordi e fotogrammi in bianco e nero si mescolano alla perfezione di questo disco, Chansons Invisibles, in cui Zondini si fa aiutare dai Les Monochrome: Nico Zanetti alla batteria, Gennaro Spaccamonti alla chitarra, Andrea Russi al basso. La bellissima traccia che vi proponiamo qui sotto è dedicata all'immortale Anna Karina.


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Are We Real? - La Prima Chiave: Evoluzione [Video]

Alex Ortiga e Francesco Chiarandini dal 2010 sono gli Are We Real? e giungono ora al loro secondo full legth dopo numerosi Ep e un bellissimo concept album, Il Piccolo Dirigibile Giallo. Il nuovo lavoro del duo friulano si intitola La Chiave e uscirà il 14 Aprile per 3SX Netlabel, ad anticiparlo c'è il video della prima traccia del disco, La Prima Chiave: Evoluzione.



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martedì 18 marzo 2014

Empty Vessel Music, Apash Twenty Twelve, Magnetic Poetry - Safe in Their Alabaster Chambers - 2013 [Streaming]

Safe in Their Alabaster Chambers -Sicuri nelle Loro Camere d'Alabastro- è la poesia di Emily Dickinson che ha ispirato questo volume supportato dall'etichetta Under My Bed Recordings, uscito nel 2013, necessario da ripescare. Empty Vessel MusicApash Twenty Twelve e Magnetic Poetry recepiscono parole e le proiettano in emotive suggestioni musicali. Sei brani, l'uno perfettamente legato all'altro, aprono il sipario all'atmosfera bianco avorio di una stanza non contaminata dalla luce del sole, provvista di luminosità propria, morbida e porosa. Voci, corde di chitarra e basi elettroniche, sembra si siano riunite con l'intento di trovare degli accordi perfetti e abili nel trasporto in questo spazio inconsistente, lontano dall'oggi, forse, vicino a un qualsiasi domani. Per chi desiderasse immergersi, qui sotto lo streaming.


Empty Vessel Music / Apash Twenty Twelve / Magnetic Poetry
Safe in Their Alabaster Chambers
2013
Under My Bed Recordings

Tracklist:
1. Empty Vessel Music - Safe in Their Alabaster Chambers
2. Empty Vessel Music - Untoched By Morning
3. Apash Twenty Twelve - Safe in Their Alabaster Chambers
4. Apash Twenty Twelve - Untoched By Morning
5. Magnetic Poetry - Safe in Their Alabaster Chambers
6. Magnetic Poetry - Untoched By Morning


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lunedì 17 marzo 2014

Broscine appena sfornate: The Volume Setting Folder

Terzultimo lunedì di Marzo, i primi sentori di brezza primaverile sulla pelle e una lunga intervista che narra il percorso di The Volume Setting Folder, progetto ambient-drone-post-rock del veneto Filippo Bordigato. Parole esaustive sulla necessità di sperimentare, comunicare sensazioni ambientali e pensieri personali servendosi, solo e soltanto, di virtualità sonore. Buona lettura e buona settimana!

Il progetto The Volume Setting Folder nasce nel 2011, considerando il tuo rapporto con la chitarra, iniziata a suonare di 16 anni e, considerando anche la musica che ascoltavi e quella che ascolti adesso, la cartella del volume su che tonalità è impostata?
Si orienta mio malgrado su tonalità sempre varianti e variabili, poichè non posso che ammettere che tutto ciò che ascolto mi influenza, e ciò che ascolto è vario, pur rimanendo in categorie musicali classificabili da molti come "strane", di nicchia, senza dare connotati pomposi al termine. Vero è il fatto che una grossa fetta di ascolti ed influenze è arrivata con il post rock. Dall'altro lato non posso nemmeno escludere che nel 2009 ci sia stato un altro punto di svolta; quando ancora molti mi potevano considerare un "metalhead", l'aver acquistato alla libreria Feltrinelli di Padova la mia prima copia di "Wire" (magazine britannico di musica contemporanea sperimentale in ogni accezione) ha allargato immensamente i miei orizzonti. O ristretto, dipende dai punti di vista, certo. E questo solo perché i Sunn O))) vi comparivano sulla copertina, destavano in me grande curiosità all'epoca, poiché avevo scoperto quelle sonorità da poco. A quella rivista, di cui consiglierei l'abbonamento a chiunque, devo un'apertura di orizzonti cui magari pochi riescono ad accedere, e solo con studi accademici, artistici o di conservatorio.


Quanto ha influenzato musicalmente per The Volume Setting Folder il progetto precedente Dӧrt, collettivo di sei amici musicisti e artisti? Per la serie, se non ci fosse stato non sarei ciò che  sono?
È stata un'esperienza molto importante soprattutto per la tempistica, poiché è arrivata al momento giusto, personalmente parlando. Probabilmente aver perso quel treno non mi avrebbe portato a perseverare nel cercare la mia strada di espressione in musica più tardi. Come molti, quasi tutti qui in Italia purtroppo, io ho suonato canzoni di altri per anni. Il problema è staccarsi dall'appagamento immediato ma effimero che da suonare un successo già consolidato, e provare ad esprimersi originalmente. Da questo punto di vista il progetto dört ha catapultato tutti noi in qualcosa di nuovo, costruire musica propria. E penso che sia ancora valido per tutti noi sei del gruppo iniziale, ma in maniera particolare per me ed Enrico, il quale ora da Berlino dirige la sua netlabel Ekar, assieme a Rita, su corde diverse dalle mie ma sempre alla ricerca dell'originalità.

Tenendo conto della cura estetica  fruibile nel packaging e nell'artwork dei tuoi lavori, quanto è importante l'aspetto visivo, l'immagine della tua musica?
L'estetica è forse l'unico "valore" che un uditore esterno può trovare nella mia musica, poiché per quanto io mi sforzi di cercare un concetto di fondo per ogni album, ogni uscita, questo è valido per me ma non necessariamente per un altro fruitore. Attraverso l'estetica dei pacchetti fisici (o anche solo delle copertine per gli album unicamente digitali) cerco di concretizzare ciò che alla fine è solo la mia sensazione, la mia percezione di quella musica. Inoltre cercare di interpretare in maniera originale anche il confezionamento stesso dei miei CDr è sempre una sfida ed un compromesso tra gusto, materiali e budget molto limitato; proprio per questo preferisco lavorare molto con le mie mani piuttosto che far produrre i supporti in modi più convenzionali.


Le ispirazioni creative sono molteplici: letterarie, puramente visive ed esperienziali. Registrazioni e pubblicazioni di Ep o Lp sono assidue piuttosto che rare (non lo leggo come approccio negativo). Sembra tu sia perennemente ispirato e non abbia paura di palesare ciò che fai. Cosa ti spinge a produrre e poi avere il coraggio di far ascoltare ? Quanto di tutto ciò è improvvisato?
Molte volte ed ancora oggi, dopo tre anni, mettermi ad improvvisare nella mia camera (dove fondamentalmente nasce tutto) è essenziale ma non fondativo di un album. Giusto in questi giorni ho letto un'intervista (forse proprio a Tom Yorke ma non vorrei attribuirgli cose non dette) in cui si parlava del superamento del formato "album" come obbligata uscita musicale. A me invece serve ancora il formato, per poter dare una coerenza a ciò che ci metto dentro, si tratti di left-over come per Sketches from Afar o album che hanno un "concept" più tradizionale. La coerenza serve unicamente a me per avere il coraggio, la forza di presentarlo degnamente a chi dal 2011 mi segue e possibilmente anche a chi ascolta per la prima volta la mia musica. Produco molto perché lo faccio appena posso, registro qualsiasi cosa e metto da parte. L'elaborazione del "Leitmotiv" avviene a metà strada e solitamente per strampalate epifanie personali; mi permette di unire cose già fatte con qualcosa che elaboro successivamente, a partire dal concetto stesso.

Considerando il tuo rapporto con l'improvvisazione, quanto valore  possiede la fase di editing e quindi di montaggio e costruzione accurata colma di sfumature nel risultato finale?
Dagli inizi è aumentata esponenzialmente, è innegabile. Da una parte perché ho inevitabilmente approfondito la conoscenza degli strumenti che uso nella mia produzione. E poi perché ho trovato nella "stagionatura" delle mie registrazioni un elemento di sorpresa che mi stimola nella distanza temporale tra l'incisione (intendiamoci, è tutto su supporto digitale) ed il riascolto. Molte volte capita che qualcosa che inizialmente avevo scartato o lasciato a metà si mostri sotto tutt'altra luce dopo mesi, e torni ad innamorarmene. Altre volte dalla più lunga sessione non ricavo che noia mortale, e mi rendo conto che accade quando mi impongo a forza di registrare qualcosa di valido. Il meglio viene sempre quando percepisco la stranezza in un passaggio o un errore, qualcosa che mi intriga. In quei momenti non si può pensare "ok, me ne ricorderò" ma è vitale registrare l'immediatezza, come è accaduto per Stanza in Folder #02.



Una componente molto importante percepibile dall'orecchio e sulla propria pelle è l'aspetto ambientale. Elemento d'ispirazione e suggestione, potente e presente stimolatore sensoriale. Attraverso quali modalità e perché la natura s'impone nella tua musica?  Che valore le assegni?
Le stagioni mi influenzano enormemente, come anche i luoghi, ma la ciclicità del clima durante l'anno è pesantemente centrale. A volte quasi penalizzante. Lo scorso anno mi sono imposto dei trimestri di produzione forzata con il progetto Year II: a Dogma; per ogni trimestre la musica veniva prodotta seguendo regole auto imposte a fine settembre 2012. Il terzo semestre coincideva col periodo aprile-giugno, e vi avevo assegnato una produzione esclusivamente acustica, che prevedevo si sarebbe adattata bene con il mio mood primaverile. Di fatto però tutti ricordiamo come lo scorso anno la primavera non si sia praticamente vista, con un inverno durato fino a maggio, almeno qui in Veneto. Dopo la depressione iniziale mi sono comunque deciso a sperimentare con qualcosa di diverso rispetto alle melodie "post-folk" che avevo preventivato, ed il risultato è stato molto più consono all'intero progetto di quanto io avessi immaginato inizialmente, forse anche con un po' di faciloneria. 

Quanto influisce l'esperienza strumentale con la chitarra nell'approccio al digitale e ai field recordings? I due approcci richiedono un coinvolgimento fisico (inteso letteralmente come movimento corporeo nel suonare) emotivo differente, il primo più passionale,  il secondo, forse, più elucubrato. Che ne pensi?
Nell'ultimo anno sono diventato sempre più un assiduo frequentatore di blog specializzati in "tecnologia per musicisti", come a me piace chiamarla; un nerd dell'ultima tendenza tecnologica musicale, in sostanza. Mi sono risvegliato da questa fase solo da pochi mesi, perché stava assopendo mortalmente la mia produttività. Soprattutto, spendere il mio tempo libero per blog non mi portava a registrare alcunché. Credo che partire da alcune basi certe, come è lo strumento chitarra per me, sia fondamentale, e sia anche sempre rivoluzionabile, nel senso che i limiti dello strumento sono solo apparenti. L'aiuto di software o altra tecnologia, siano sintetizzatori o altri strumenti di genere, è per me importante se posso usarlo alla mia maniera, anzi specialmente se riesco a trovare una mia maniera di utilizzo. Troppe volte guardando dimostrazioni di prodotti musicali on-line ho pensato "ottimo, così questa cosa che mi piace posso farla anch'io": emulare diventa la morte per me. 


Soffermandosi sui fields recordings, sono in qualche modo annessi al tuo attaccamento alla natura, all'ambiente che ti circonda? Pensi che siano utili e necessari a trasmettere una realtà potenziata oppure possiedono un altro valore e significato?
I field recordings sono un elemento che uso quando voglio marcare alcune sensazioni, imporre una visione a chi ascolta il brano. Imporre anche un paesaggio sonoro, o anche solo un dettaglio sonoro. Per quanto abbia attrezzatura valida per registrare, nella maggior parte dei casi modifico il registrato distorcendolo e degradandolo per usarlo nella mia musica. È una pratica prettamente personale, che mi da sensazioni più intime.

Con questa domanda concludo altrimenti non mi fermo più. Hai altri progetti nella testa? Progetti futuri o solo qui e ora?
Per il momento non ho che questo progetto, ma le collaborazioni con altri musicisti affini ci sono, ci sono anche le sperimentazioni legate al nome M. Beckmann, e questo è tutto quanto voglio continuare ad elaborare ora. Non vedo una meta né una fine, al momento. La mia priorità vera è portare la musica fuori casa, dal vivo. Per ora la sto relegando alla fine degli studi universitari. L'Italia forse non è il paese col pubblico più voglioso di ascoltare musica Ambient o sonorità sperimentali (a meno che uno non sia già affermato), ma sarebbe bello trovare qualche palco, o anche solo una stanza con poche persone, dove poter condividere qualche ora di sonorità dilatate. 

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The Volume Settings Folder - Folder #01 - 2013

Rilasciato il 5 Dicembre Folder #1 è il primo di una serie di contenitori sonori in via di realizzazione da parte del padovano Filippo Bordigato che per questa release ha usato uno dei suoi tanti moniker, The Volume Settings Folder. Campionamenti e dolci improvvisazioni si intrecciano in questi primi sei pezzi sulla vita di mare, filo conduttore del primo Folder. Il disco è in free download dal Bandcamp dell'artista e lo si può acquistare in un pregiato packaging che potete vedere qui. Se siete incuriositi dalle influenze musicali del progetto qui c'è un bellissimo mix realizzato per  la netlabel Lost Children mentre qui potete dare un'occhiata alle sue sperimentazioni visive. Tutto il resto nei link in basso. Da navigare con Folder #01 in sottofondo.


The Volume Settings Folder
Folder #01
2013

Tracklist:
1. Steam
2. Carena
3. Whistling Fishermen
4. L'Armateur
5. Vogga
6. Pianino



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The Volume Settings Folder - Arborea Ospiza [Video]

Torniamo a parlare di Filippo Bordigato, compositore padovano dal cuore tedesco, che abbiamo conosciuto poco tempo fa con il nome The Volume Setting Folder, quando vi abbiamo fatto ascoltare il suo ultimo lavoro, Folder #01. Qui sotto invece accostiamo ai suoi soundscapes lo straniamento visivo di un video realizzato montando un film muto di inizio novecento, The Golden Beetle di Ferdinand Zecca, nel quale una donna libellula nasce dalle fiamme di mille fuochi artificiali. La release che contiene questo pezzo, Arborea Ospiza, è Ivan Hoe and Other Tales, pubblicata da Organic Industries con un packaging meraviglioso.

"Days became years. Years became days. Remembrance of a time spent trying to reach something, wich in the end reveals his familiar nature. A 'Camera' to sit in and watch the fire. 
Memoirs of an housemaid."


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domenica 16 marzo 2014

Ka Mate Ka Ora + Werner, 22 Marzo @ Controsenso Club, Prato

Eccovi il programma di Marzo del Controsenso di Prato, sempre ricco di belle sorprese e piacevoli ritorni. Si parte con il nuovo progetto di Marco Bernacchia assieme a quei pazzoidi degli Asino per proseguire la settimana dopo con il ritmo tribal-core dei Mombu. Poi in rapida successione Numero 6, Ka Mate Ka Ora, Werner, Le Man Avec Les Lunettes, Verbal e Neko at Stella. Insomma, un mese bello ricco.



Venerdì 21 Marzo

Sabato 22 Marzo

Venerdì 28 Marzo

Sabato 29 Marzo
Golden Shower

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sabato 15 marzo 2014

Maniaxxx - Shamanizm - 2012

Se ti sei svegliato strano a causa di un sogno di cui ricordi giusto qualche flash, sappi che è il momento giusto per far palleggiare i Maniaxxx coi tuoi bei neuroni confusi. La senti la cascata ipnotica di percussioni e basso? Si chiama Mugwump, la scatola cranica ringrazierà. Quattro minuti sono sufficienti per riattivare la materia grigia, puoi proseguire con Powaqa. Che cavolo significa? Strega, ecco che significa, e te ne accorgerai dal fatto che non andrà via dalla suddetta scatola cranica per circa 48 ore. Scettico? Ne hai tutto il diritto, ricorda però che le streghe e gli sciamani piemontesi non sbagliano mai. Intanto continua pure con Messerschmidt, "avanguardia senza manifesti o piani quinquennali". Ancora zero idee chiare sul sogno di stanotte? Nothing? Forse è meglio così, "questione di qualità o di formalità". Fa nulla, dai.


Maniaxxx
Shamanizm
2012
Edisonbox records

Tracklist:
1. Mugwump
2. Powaqa
3. Messerschimdt
4. Nothing


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venerdì 14 marzo 2014

STRi - Crystal


Tornano i marchigiani STRi con un promettente nuovo singolo che anticipa il nuovo album, Atom, prodotto a Berlino ed in uscita il 25 Marzo per l'americana Synthemesc Records. Crystal vi entrerà attraverso le orecchie sollecitando ingannevoli neuroni che, complice il solleone di questi giorni, vi faranno sentire sulla pelle l'estate senza tempo di una polaroid.



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Nicolas J. Roncea - He's Wrong [Video]

Uscirà a Maggio il nuovo album di Nicolas J. Roncea, Eight: Part One, e He's Wrong è il brano acustico con cui il songwriter piemontese promuove ancora una volta il suo ambizioso progetto. Dopo Forever with her ghostSand in my Eyes, The Storm e Find Me questo è il quinto brano che Roncea propone in anteprima sul suo canale YouTube e che confluirà nella prima delle tre parti in cui è suddiviso il suo nuovo lavoro. A breve tutti i brani saranno scaricabili gratuitamente ma anche pubblicati in formato cd da W//M e Goat Man Records. Alla fine di tutto il percorso sarà pubblicato un vinile con i migliori dieci brani scelti dagli ascoltatori.



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giovedì 13 marzo 2014

Topsy The Great - Fampor - 2014 [Streaming]

Dopo l'inebriante Steffald, ecco che i Topsy The Great tornano alla carica con Fampor, un concentrato strumentale intenso e rivitalizzante tanto Noise quanto Rock che non vi lascerà scampo. I Topsy sono galoppanti come un cavallo e scattanti come un ghepardo. Ruggiscono come un leone e incantano come una magia. Nella fiera di Fampor si riscoprono nuovi e pieni di energia in otto pezzi che, pur essendo uno diverso dall'altro, hanno l'inconfondibile stampo “Topsy” e non annoiano mai, proprio mai. Croty & Scrozya è un tunnel misterioso di vibrazioni che all'improvviso si fermano e ripartono, per poi esplodere in un fragoroso uragano che ha come protagonisti una chitarra, un basso e una batteria sicuri di sé e positivamente invadenti. Con Gyannesta siamo solo alla seconda traccia ed è già amore: è una mongolfiera caleidoscopica col turbo che sfida il vento e lo vince, con questa chitarra squillante, scherzosa, veloce e fuori dalle righe. Le melodie prodotte dai tre strumenti formano insieme l'immagine di un gran sorriso, bruciata inaspettatamente dall'autorevole Lyndya, fulmine a ciel sereno che vanta di sprigionare suoni tonanti e consapevoli di quando calmarsi. Varryel ondeggia pazzamente in un mare ora violento, ora allegro di melodie piacevolmente grezze. Dalla pulsante, a momenti solenne, Coor si passa a Rymettyty y Guanty con la sua cupezza sfuggente battuta dalla vivacità e sregolatezza di Usduk con i suoi sali e scendi vertiginosi. Poggy Polyny è un saluto colossale per chiudere in bellezza, e vede i Topsy scatenarsi a più non posso, risultando graffianti, energici e fascinosamente cattivi. Capacità, dinamica, creatività, intensità, immediatezza: ecco le qualità principali dei Topsy The Great. Ah sì, aggiungo anche quella di “essere una bomba live” invitandovi calorosamente ad andare ad un loro concerto, perché questi tre ragazzi vi sapranno sorprendere. Nel frattempo, visitate anche voi le terre selvagge di Fampor: ingresso gratuito cliccando “Play”.


Topsy The Great
Fampor
2014
fromSCRATCH records / Santa Valvola Records

Tracklist:
1. Croty & Scrozya
2. Gyannesta
3. Lyndya
4. Varryel
5. Coor
6. Rymettyty y Guanty
7. Usduk
8. Poggy Polyny


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mercoledì 12 marzo 2014

Girl With The Gun - Ages - 2013 [Streaming]

Abbiamo dovuto attendere quattro anni per il nuovo album dei Girl With The Gun. La domanda sorge spontanea. Ne è valsa la pena? La risposta non necessita di alcuna nenia verbosa ma di una sola emissione di voce: Sì! Ages, uscito lo scorso 27 dicembre per l'etichetta elettronica italo-berlinese Folk Wisdom e la romana Bad Panda Records, è un album che fa riverberare il moto e che dissolve ogni barriera temporale. Il disco si apre con le armonie in slow motion di Only Twice, farcita da nugoli pop e richiami eterei d'arpa che accompagnano dolcemente fino al brano successivo. Hold On For Cues, sulla scia del singolo perfetto, è mosso dalle avanguardistiche elucubrazioni elettroniche di Populous, perfettamente incastrate in un ingranaggio vocale sensuale e accattivante. Solo qualche secondo e subito ci si imbatte nel climax ascendente di Fireflies, innestata su una melodia placida, gravida  di percussioni in effusione. Dal minimalismo meccanico di Long Gone alla sicurezza compositiva di Love Far, ci si ritrova a metà percorso in uno stato di  inebriante folgorazione emotiva. Nemmeno il tempo di riprendersi dall'intermezzo sonoro di Sad che il febbrile synth-funky di Hover erompe da una caleidoscopica esplosione di forme e colori, intatto e immacolato. Kid e At All, su coordinate sonore intelligenti, si gettano nell'ultimo passaggio del lavoro. La chiusura è affidata a EchoAlone, che da una stasi apparente sfalda la propria essenza su percorsi ambient, illuminati tenuemente da una remota coralità. Il meraviglioso influsso di una modernità classica, attraente tanto nelle folate elettroniche quanto in una delle voci più ipnotiche della scena indipendente italiana (se ancora se ne può parlare), redimerebbe ogni singolo padiglione auricolare con il suo ascolto ad libitum, e a noi non resta da fare altro che consigliarvi di ascoltare questo splendido album.


Girl With The Gun
Ages
2014
Bad Panda Records / Folk Wisdom

Tracklist:
1. Only Twice
2. Hold On For Cues
3. Fireflies
4. Long Gone
5. Love Far
6. Sad
7. Hover
8. Kids
9. At All
10. Echo Alone


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martedì 11 marzo 2014

Klam - Depression Ridin' Cowboys


A distanza di un anno dal primo Ep tornano i pisani Klam con un brano che anticipa il loro nuovo lavoro. Cinque pezzi registrati dalla stessa band assieme a Luca Spadoni e un bellissimo artwork realizzato, come nel caso del primo Ep, da Francesco Corsini. Il quartetto affonda sempre più in irresistibili sonorità cupe e riverberate che potete ora apprezzare in Depression Ridin' Cowboys. Il loro primo lavoro lo trovate qui, mentre in carne e ossa li trovate qui:
16 Marzo @ Borderline Club (PI)
28 Marzo @ Genova w/ Pueblo People
29 Marzo @ Circolo Garibaldi (PT) w/ Pueblo People


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Foxhound - Erase me [Video]

Come vi siete sentiti quando alle semplici mappe di Google è stata aggiunta la modalità StreetView? Impostate la visualizzazione a 16:9 e sguazzate a tutto tondo nel videoclip di Erase me, firmato Foxhound e realizzato con la nuovissima tecnologia GoPano. Come vi sentite?



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lunedì 10 marzo 2014

Brioscine appena sfornate: Be Forest

I Be Forest (classe dal 91 all'89) sbarcano al Controsenso il 7 Febbraio per dare inizio al tour che li porterà a suonare in diverse parti dell'Europa. Inizialmente, il gruppo era composto d tre membri: Costanza Delle Rose (voce e basso), Erica Terenzi (voce e batteria) e Nicola Lampredi (chitarra). In vista del secondo e ultimo (per ora) album, Earthbeat, si è aggiunto Lorenzo Badioli (synth/atmosfera). Prima del live, mi dirigo verso il Controsenso per intervistarli: ci accomodiamo in una sala prove, per terra, in cerchio, e cominciamo a chiacchierare. "Oltre a dedicarci alla Musica, frequentiamo l'Università, e non è semplice riuscire a far combaciare tutto", mi dice Costanza. "Io sono fuori corso, l'Università un po' ne ha subito. Sarà anche il fatto che non mi piaccia tanto il corso che ho scelto, quello di Lettere Moderne. Non era proprio quello che mi aspettavo, e di conseguenza non è diventato neanche la mia priorità, cosa che invece è la Musica".
(Foto di Angelica Gallorini)


Quattro anni di Be Forest: quali sono stati i cambiamenti?
Erica: Intanto siamo diventati in quattro! Siamo maggiorenni, ci conosciamo meglio.
Costanza: Siamo cresciuti. È naturale che dopo un lungo periodo le cose cambino, insieme ai gusti e gli ascolti, quindi automaticamente anche il tuo modo di fare musica subisce una trasformazione, ben venga.
Nicola: Poi sono successe delle cose che ci han cambiato la vita, tipo incidenti strani, come quello bello grosso che ho fatto tornando da una data a Padova con i Brothers in Law, un po' mi ha segnato. Stavamo attraversando una fase di distrazione in quel momento preciso lì.

Come anticipato già da Erica, alla formazione si è aggiunto un quarto componente, Lorenzo Badioli: com'è successo?
Nicola: Qualche anno fa, uno o due, Lorenzo ci ha fatto un remix di Florence, singolo tratto da Cold, che abbiamo apprezzato molto: è stato il remix che ci è piaciuto di più. Lo conoscevamo già, ci piaceva...
Erica: ...Ha la sala prove accanto alla nostra, l'abbiamo preso proprio al volo!
Nicola: Poi comunque avevamo bisogno di cambiare alcuni aspetti nel nostro sound e ci sembrava giusto chiamarlo visto che si è subito offerto positivamente ed è stato presente fin dall'inizio.
Costanza: Abbiamo poi riarrangiato con Lorenzo i pezzi vecchi - non tutti, abbiamo fatto una cernita - che suoniamo adesso in concerto, riadattandoli allo stile del nuovo album senza però stravolgerli.


Quella di stasera è la prima di tante dare del vostro tour che vi porterà a suonare, Italia a parte, in Svizzera, Germania, Gran Bretagna, Francia e Slovacchia. Emozionati? Siete pronti per questa nuova esperienza? Cosa vi aspettate?

Costanza: Eh, siamo un po' agitati, però è un agitato buono, sì.
Nicola: Aspettare, non ci aspettiamo niente: chi vivrà vedrà! Speriamo che vadano bene le date, speriamo che vada bene tutto!
Costanza: Abbiamo fatto due tipologie di tour: nella prima parte eravamo da soli e ce la siamo vissuta in maniera un pochino grezza, e sì, è stato bello. Nella seconda parte, invece, seguivamo i Japandroids, facendo loro da gruppo spalla, ed era completamente differente: i locali in primis lo erano, come le persone. Adesso che dobbiamo riaffrontare il tutto da soli, speriamo che vada bene e che ci sia risposta anche dall'Estero.

Dite che "Pesaro non è una città per giovani, i locale dove suonare sono sempre meno, soprattutto in inverno". Quale città/realtà immaginate sia più proficua sotto questo aspetto?Nicola: Forse a livello di locali, così a freddo, mi viene da dire Bologna, l'Emilia Romagna in generale, col Covo, il Lokomotiv e il Mattatoio; poi ci sono un sacco di festival e di iniziative.


Se Cold è attraversato da venti del Nord e sonorità sì profonde ma graffianti, con Earthbeat l'atmosfera si fa più morbida, fluida, sognante, esotica. Com'è nato questo vostro ultimo album?
Costanza: Prima di iniziare un lavoro ci focalizziamo su un'idea e un'immagine. Quello che volevamo dire con Cold è stato creato dal nostro focalizzarci su un luogo freddo e un po' mistico, e da qui sono cominciate a nascere le canzoni. Con questo album ci siamo incentrati su un altro territorio, quello nativo americano, molto attaccato alla terra, ai rituali, caratterizzato da climi caldi e toni tribali. Prendendo in considerazione questi elementi, si sono sviluppati in seguito i pezzi.

Ho notato questa differenza anche nelle rispettive cover dei due album: la prima caratterizzata da colori freddi, la seconda si perde in un deserto di toni caldi (l'elemento che rimane, seppur cambiando, è una figura umana poco definita). Chi si è occupato del tutto?Costanza: È l'evoluzione, lo spostamento da un luogo a un altro.
Nicola: Per quanto riguarda il primo lavoro, siamo andati insieme a un nostro amico di Senigallia a fare delle foto in un parco a Pesaro, in compagnia di una nostra amica. A livello grafico ci ha pensato un altro ragazzo di Faenza, aggiungendo per esempio il dettaglio dei tre triangoli.
Costanza: Per Earthbeat eravamo alla ricerca di un'ispirazione per la futura copertina, e girando tra diversi siti di fotografia ci siamo imbattuti in questa foto qua che ci ha ricordato molto quella di Cold, solo in un contesto diverso. Abbiamo chiesto alla ragazza owner francese - di cui ora non mi ricordo il nome - di poterci prestare la foto e poi ci abbiamo lavorato su. Ci piace molto curare anche l'aspetto estetico.

Passiamo ora all'indianeggiante Captured Heart, primo singolo di Earthbeat: perché avete scelto proprio questa canzone?
Costanza: Tra tutte era quella che poteva fare da tramite tra il primo e il secondo album. C'è il cambiamento, ma mantiene ancora un qualcosa del precedente lavoro. Prima di stravolgere completamente l'ascolto, abbiamo cercato di focalizzarci sulla canzone che poteva fare da filo conduttore e riassunto dell'album.
Nicola: È stato anche il primo pezzo che abbiamo scritto. Ci sembrava giusto così.


E riguardo il piacevolissimo video che è stato girato cosa mi dite?
Costanza: È tutto merito di Erica e del bassista, nuovo elemento dei Brothers in Law! Lavoro di famiglia.
Erica: Sì! I ragazzi presenti nel video sono tutti di Pesaro, tranne una ragazza. L'idea era quella di fare un video che parlasse per immagini, quindi che non avesse una storia di fondo, senza voler dare una continuità forzata. Si tratta di un gruppo di amici che si ritrovano e passano del tempo insieme, giocano, è una cosa molto tranquilla. Se dai una storia è come se tu dessi un'altra canzone. O segui il filo della canzone, oppure dai un'idea generale.
Nicola: Era il video che doveva accompagnare il pezzo, non il contrario, quindi ci è sembrato giusto agire in questo modo, non raccontare una storia ma lavorare attraverso le immagini che stavano bene con la musica.

Ci sono dei momenti in particolare in cui siete più ispirati nel comporre oppure accade tutto all'improvviso, quando uno meno se lo aspetta?
Erica: Arrivi a un punto in cui ne senti la necessità di cambiare, di dire senza dire, perché alla fine parli col suono, presumendo che la Musica sia un linguaggio.
Nicola: A me succede dopo che sono stato via dall'Italia: quando torno da un viaggio sono sempre più ispirato. Probabilmente è il fatto che vedo, conosco nuovi posti, nuove realtà, che fanno scaturire in me idee su idee.
Costanza: Per me possono essere tantissimi i fattori scatenanti: un film che ho visto, un particolare, un dialogo, un libro, un quadro, una fotografia, un momento particolare della mia vita in cui sta succedendo qualcosa. Siccome alle volte non riesco ad esprimermi attraverso il normale linguaggio delle parole, cerco di buttare giù una canzone, una Musica che riesca ad esprimere i miei sentimenti.


Sei te, Costanza, ad occuparti dei testi quindi?
Costanza: In Earthbeat sì, me ne sono occupata io, in Cold eravamo io ed Erica a collaborare.

Chi eravate in una vita precedente? A quale realtà vi sarebbe piaciuto appartenere?
Nicola: Bella sta domanda!
Costanza: Sì, mi piace, tantissimo! Di solito mi faccio sempre un sacco di domande, ma questa qui non me l'ero mai posta, mannaggia!
Erica: Tu Costanza vorresti vivere nel mondo di Harry Potter.
Costanza: Sì, sarei stata una strega, sì. ("Spero Grifondoro", domando io "No, Serpeverde! Nel cuore", risponde). Forse mi sarebbe piaciuto vivere anche nella Londra nel periodo della Regina Elisabetta. Però mi sa che sarei stata fatta fuori. No scherzavo, niente vita da strega!
Nicola: A me è sempre piaciuto il Medioevo, forse per le favole, per i cavalieri, anche se non lo sarei mai stato visto il fisico gracilino che mi ritrovo.
Lorenzo: Hippie anni Settanta. A dodici anni ero un hippie, andavo in giro con le scarpe diverse. Vorrei vivermi Woodstock con le facoltà mentali giuste.
Erica: Io non lo so, sto bene nel 2014. Al massimo potrei essere nata cento anni prima con la consapevolezza che ho adesso, così farei un sacco di soldi con le scoperte!
Costanza: Trovato! Anni 20! ("A Parigi?" "Sì, a Parigi! Anni 20 a Parigi")


Sogni nel cassetto?
Nicola: A livello di gruppo penso che il sogno nel cassetto sia riuscire a campare con quello che facciamo.
Lorenzo: …Soddisfare il pubblico in primis.
Nicola: Sì, però anche se ci campi tanto male non è!
Erica: A livello individuale è essere felici con quello che si riesce ad avere, facendo quel che si sta facendo, e riuscire a raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti.
Costanza: Sì, essere a posto con se stessi è la cosa fondamentale.

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