venerdì 28 febbraio 2014

In Zaire - White Sun Black Sun - 2013 [Streaming]

Dall'incontro di ritmi africani e la psichedelia nasce il progetto In Zaire. Stefano Pilia, Claudio Rocchetti e gli ex G.I.JOE (oh quanto li ho amati), danno vita a questo quartetto che si tuffa a piene mani nell'immaginario psichedelico e confezionano il tutto con un approccio punk e diretto, senza troppi fronzoli. Tra le cavalcate aselvaggee di Moon, le ambientazioni esoteriche di Venus e brani che assorbono altri generi come il funk e il krautrock, la stupenda Mercury su tutte, White Sun Black Sun vi trascinerà in una trance di danze tribali e viaggi mistici.


In Zaire
White Sun Black Sun
2013
Holidaysrecords / Brigadiscorec / No=Fi Recordings

Tracklist:
1. Sun
2. Moon
3. Mars
4. Mercury
5. Jupiter
6. Venus
7. Saturn


Sito ufficialeBandcampFB

giovedì 27 febbraio 2014

Losing Traces - Ep - 2014

Terapia d'urlo. Cinque brianzoli sul piede di guerra con un pugno di brani emo-core urlati da una voce tirata che se continua così la perde fra sei mesi. Si chiamano Losing Traces, il loro primo Ep si chiama Ep e passa dal triste al violento con la naturalezza delle emozioni di ogni giorno. 


Losing Traces
Ep
2014

Tracklist:
1. The Earth Is Evil
2. When Love Burns Everything
3. No Place For Dreams
4. Asphodelus
5. Farewell


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mercoledì 26 febbraio 2014

Huliganz - Magmagandi - 2014

Francesco Pintaudi sforna un nuovo capitolo del suo progetto Huliganz, una raccolta nove tracce piuttosto eterogenee unite sotto il titolo di Magmagandi e legate dalla sua formidabile erre moscia. Dall'hillbilly punk di Fantasia all'elettromalinconia di Fondale questo disco inanèlla una sorpresa dopo l'altra scorrendo piacevolmente e, purtroppo, velocemente. Ma per fortuna Magmagandi non finisce qui, oltre ai nove brani, nel b-side (che vi potete ascoltare qui) sono raccolte cinque bellissime cover/collaborazioni (Fabio Campetti, Lucia Manca, Fabrizio Cammarata tanto per citarne alcuni). Scaricate a manetta!
"Nei pomeriggi grigi, per tirarmi su, 
mi basta ascoltare... Foggy Pintaudi"


Huliganz
Magmagandi
2014

Tracklist:
1. Normale
2. Fantasia
3. Più Mi Manca (feat. Tunaman)
4. Direzione..
5. Fondale (feat. Dryleaf)
6. Era Come
7. Blu Fumogeno
8. Ti Vomito Addosso (feat. Oratio)
9. Novembre



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martedì 25 febbraio 2014

Goød Falafel - Are you real?


I Goød Falafel, quartetto palermitano nato nel 2007 e attualmente al lavoro per il primo album, potrebbero far andare in crisi i libri di filosofia. Colazione interrogativa suggerita da Are you real?, non morite con una polpetta di dubbi in mano e addentate 267 secondi di soffice elettronica.


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Delawater - Playing Wipeout [Video]

I Delawater sono un quintetto di Teramo di cui già avevamo scritto ai tempi del loro ottimo omonimo esordio, Delawater (che potete sempre scaricare qui). Torniamo ora a parlare di loro in occasione del video di Playing Wipeout, nuovo singolo estratto dall'album Open Book at Page Eleven prodotto da Mattia Coletti e uscito a Gennaio. Qui sotto il visionario video diretto da Ivan D'antonio e il link per scaricare la canzone da Soundcloud!



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lunedì 24 febbraio 2014

Brioscine appena sfornate: Mosca Nella Palude

Mosca Nella Palude sono Giovanni Belcari (voce), Giacomo Tongiani (batteria) e Daniele Belcari (chitarra), trio che si diverte a sperimentare le varie forme del Rock sotto l'etichetta discografica della Santa Valvola Records. Con questa intervista, Giovanni ci regala pensieri, opinioni, esperienze, raccontandoci anche dell'album d'esordio Ultrafuck. Che la lettura abbia inizio!


Recentemente avete suonato al Controsenso di Prato, in apertura ai Nausea Or Questra. Com'è andata la serata? Soddisfatti - o rimborsati?
Soddisfatti e anche rimborsati; cosa che, coi tempi che corrono, per band come la nostra, e nel circuito dei locali dove suoniamo, è quasi un inedito. La serata è stata strepitosa, locale ricolmo, ottimi feedback, spettacolo fantastico... Cavolo! Dovevi esser dei nostri...

Qual è l'ingrediente fondamentale perché un live riesca bene, a parer vostro?
L’amore. Sì è l’amore, cara mia, che mettiamo in quello che facciamo; del resto dimmi, se non hai il brivido freddo che corre giù per la schiena mentre gridi, o suoni, se mentre stai gridando guardi negli occhi di chi ti ascolta, ma non riesci a scuoterne l’anima dalle fondamenta, se alla fine di quella che è per noi, una vera performance fisica di sport estremo, non sei sudato marcio, e distrutto, allora non significa forse, che non hai amato quel live? Quel pubblico? Quel momento, e forse anche persino la tua musica?

(Foto di Angelica Gallorini)

Meglio: andare ad un concerto, suonarlo, oppure goderselo tramite lo schermo del pc/televisore?
Beh dipende con chi condividi il divano in quel momento (eheheh); ma confesso: poche cose mi hanno dato emozioni come l’ultimo concerto dei Pearl Jam, o vedere Chris Cornell ad un passo da me, o sentire la voce di Mike Patton mentre ne cercavo lo sguardo da sotto il palco.

Cosa combina la vostra Mosca Nella Palude? Come ci è finita?
Ahahah! Ma è naturale! È il suo habitat, la palude è un po’ la sua vocazione.. E della nostra musica la palude ne è stata un presagio: abbiamo iniziato due anni fa come crossover ninetees, ma il sound si è rapidamente e inaspettatamente evoluto in qualcosa di ben più tribale, feroce, e junglesco. Mosca Nella Palude è uno dei richiami più intuitivi, secondo noi, che potresti avere quando ci ascolti. Poi dentro questo nome confluiscono non solo le ispirazioni musicali, ma anche cinematografiche o letterarie. Del resto ascoltare Ultrafuck non può certo farti pensare al circolo di cucito del martedì pomeriggio, e anzi, spero si sentano i selvaggi che ti ansimano alle calcagna, tra una canzone e l’altra.

(Foto di Angelica Gallorini)

Ultrafuck è il vostro album di debutto: in che modo è nata questa giungla di Rock a momenti tribale, graffiante, più tranquillo, carico, imprevedibile?

Abbiamo cercato di far qualcosa che prima non c’era; almeno da noi, in Italia. So che apparirà presuntuoso, spocchioso o borioso a chi legge, ma tant’è. Del resto confesso, proponendo delle vecchie preproduzioni (vecchie si fa per dire, trattandosi sempre di roba del 2011), parlavamo con etichette che ci dicevano "Beh si, è buona roba, ma troppo anni 90’, troppo già sentito". Abbiamo dovuto spostare la verve creativa in un’altra area dei nostri cervelli per sopravvivere artisticamente, ma è stato un esercizio utile: abbiamo creato roba che non avrebbe altrimenti mai visto la luce, abbiamo sposato una filosofia compositiva e realizzativa diversa. Dovevamo in sostanza, ricreare la danza intorno al fuoco, il suono del legno percosso con furia omicida, il grido di rabbia dei canti di guerra, ma anche la quiete di un paesaggio notturno d’estate. E farlo suonare comunque... "Rock".

Ho visto un video su YouTube in cui Giovanni, il cantante, spiega che il vostro è un gruppo "virtuale": vi tenete in contatto tramite mail, elaborate i pezzi su Internet, per poi ritrovarvi ogni tanto in sala prove. Perché questa scelta? Non pensate che, agendo così, venga a mancare quella sincerità, spontaneità, immediatezza che si ha quando un gruppo si ritrova in sala prove per comporre e collaborare, dando vita alla Musica insieme, ascoltandosi e aiutandosi?
Hai ragione da vendere! Ma si è trattato di un must non c’era altra via che cedere a questo compromesso, pena la morte immediata della band: siamo musicisti che vivono ad un'ora e mezzo di auto di distanza. Mettici il lavoro, le famiglie. Senza la rete, Mosca Nella Palude non esisterebbe.

Di conseguenza, attraverso quale procedimento nasce un vostro pezzo? Proponete singolarmente le idee e ne discutete sempre via computer?
Ultrafuck è stato uno sforzo produttivo personale, ne ho curato personalmente la stesura dalla a alla z, ogni strumento, produzione, artwork eccetera. Ma è stato inevitabile farlo: del trio, il batterista è arrivato alle soglie delle riprese di registrazione, prendendo il testimone di Emanuele Fiordellisi, autentico mostro della batteria, adesso con unePassante, ed il chitarrista, mio cugggino, è arrivato dopo l’ennesima defezione, subito dopo la presentazione del disco.

(Foto di Angelica Gallorini)

Precedentemente ai Mosca Nella Palude suonavate in altri gruppi?
Solo Giacomo, batterista professionista, è anche membro dei June Miller, band di punta del post-rock italiano, appena tornato da un mega tour europeo, io e Daniele, il chitarrista, siamo i cazzoni della band... Suonavamo in gruppi cover grunge.

In conclusione, vi chiedo di descrivervi liberamente a livello di gruppo e di trovare la giusta espressione, secondo voi, per presentare la vostra Musica.
Noi siamo figli degli anni 90, fratelli degli anni "zero", padri della musica che proponiamo: musica nervosa, mix d’ancestralità ed elettronica, reazione muscolare e rabbiosa ad una prima decade musicalmente troppo fragile. Non troverete nulla ascoltandoci, di intellettualoide o autoreferenziale. La rotta per la nostra musica? Immagina di prendere un’autostrada , la A (nni) 90, poi esci e imbocca una mulattiera piena di buche, pensi di uscirne, e invece fori la macchina, entri in un bosco fitto ed e’ il tramonto; cominci a sentire ululati: getti il navigatore, non ti servirà. Cominci a correre, e speri che i cannibali non ti sbranino il culo. Ecco la nostra musica: dalle origini, ai cannibali.

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domenica 23 febbraio 2014

Pending Lips Contest, 3 Marzo - 12 Maggio @ Il Maglio, Sesto San Giovanni (MI)

Giunge alla terza edizione il Pending Lips Festival, il festival che con un appetitoso contest si propone di scovare qualche perla musicale nel sottobosco italiano. Chiuse le iscrizioni comincia la fase eliminatoria con 30 band che si sfideranno nella cornice de Il Maglio per gli ambiti premi. La fase contest sarà suddivisa in Eliminatorie (3, 10, 17 e 24 marzo e 7 aprile) e Semifinali (14 e 28 aprile e 5 maggio), in cui i migliori progetti musicali emergenti si giocheranno l’accesso alla Finale (12 maggio).
Qui di seguito i trenta nomi degli sfidanti già suddivisi nelle prime cinque serate del contest. Le news e gli eventi ufficiali del festival li trovate tutti sulla pagina facebook Pending Lips Festival.



1° Serata - 3 Marzo
The Hooks
Dylar, Evacalls
Giorgieness, Neshama
Soviet Malpensa

2° Serata - 10 Marzo
Synesthesia, No.Ta
Invers, Le Fate sono Morte
Le Oscure Armate Meccaniche
Polarbeers

3° Serata - 17 Marzo
March Division, I Semi d'Ortica
Mamaonga, Ellis' Sunburns
Victoria Station Disorder
Ninfeanera

4° Serata - 24 Marzo
Reimuda, Ongaku Motel
Rumor, L'Officina dei Giochi Leggeri
Dax e gli Ultrasuoni
Elton Novara

5° Serata - 7 Aprile
Voodoo Weedow, Lights in the Distance
Silence, Exile & Cunning, Gran Rivera
Les Fleurs des Maladives
Excusers

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sabato 22 febbraio 2014

Topsy The Great - Steffald - 2012

I Topsy The Great fanno musica sperimentale. Nel senso che ciò che suonano andrebbe utilizzato per fare interessanti esperimenti scientifici. Tipo:
a. Se un uovo viene esposto alla musica dei Topsy The Great in quanti minuti diventa sodo?
b. Le fondamenta di un edificio possono essere strutturalmente compromesse se i Topsy The Great vi suonassero all'interno?
c. I decibel di una sessione di prove dei Topsy The Great potrebbero essere convertiti ed utlizzati come nuova fonte energetica?
c. Se un uomo viene sottoposto forzatamente - in stile Cura Ludovico Van - alla musica dei Topsy The Great, in quanto tempo questo sviluppa super-poteri?
E così via...
Questo perché questo power trio strumentale di Prato suona qualcosa di totalmente esagerato e fuori di senno, tanto che risulta difficile persino descrivere a parole. Abrasivi, caotici e distorti sono eufemismi riduttivi, più semplicemente i Topsy The Great non hanno rispetto per niente e nessuno, soprattutto per le tue orecchie.
A fine 2012 è uscito il debutto discografico Steffald, sotto le etichette Santa Valvola e From Scratch Records, che stilisticamente si trova nel punto di intersezione fra hardcore, noise e math-rock, ma senza ripercorrere il rigore e le regole di nessuno di questi. Parte Lalboom, la prima traccia, e ti senti da subito come una sberla in faccia. Basso, chitarra e batteria sono un'unica cosa, un solo macello sonoro che bussa nei timpani con la cadenza di un colpo di mannaia. Non provi a tenere il tempo, non cerchi di capire da dove arrivi quel feedback né di aspettare che quella tonalità si risolva. Non c'è niente da risolvere, non ci sono mezze misure, c'è solo la voglia di fare del male all'apparato uditivo del prossimo e di sondare il limite di cosa e cosa non è musicale. E solo per questo ai Topsy The Great voglio un gran bene, che almeno fanno qualcosa di diverso da tanti altri gruppi (anche rumorosi) che cercano solo di farsi compiacere.
Proseguendo con le canzoni l'umore non cambia, ma sorprendentemente il risultato è più variegato di quello che non ci si aspetterebbe, e il progredire del livello di sintomatologia sull'ascoltatore è molto simile a quello delle tabelle sugli effetti dell'alcol. Vol. 2 porta all'aritmia cardiaca. Con Micizzo si manifestano afasia e le prime eruzioni cutanee. Da M'ery inizia la fame d'aria e la sensazione di morte, infine Ciro Pasticche induce irreversibilmente alla Sindrome di Tourette. Durante le 12 canzoni di Steffald, per un totale di 34 minuti, il tuo sismografo interiore non smette di agitarsi per un secondo che sia uno, ma non serve chissà quale attitudine mentale o apertura culturale per godere di questo grandioso, gioiosissimo fracasso musicale.
Più simpatici dei Locust, più godibili dei Lightning Bolt e più diretti degli Hella. I Topsy The Great ridefiniscono in Italia non solo un livello di sensibilità musicale in un genere vicino al ristagno, ma anche un approccio al "mestiere" del musicista che va oltre le regole dei generi e l'ideologia dei movimenti. Qualcuno vorrebbe dire che invece è solo un gran casino?


Topsy The Great
Steffald
2012
Santa Valvola / From Scratch Records

Tracklist:
1. Lalboom
2. Minuto
3. Vol. II
4. Tere Effe
5. V. D'Adda
6. Micizzo
7. Slurp
8. M'Ery
9. Bastoni
10. Mela Fuji
11. Ciro Pasticche
12. Giangol


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mercoledì 19 febbraio 2014

Last Minute to Jaffna - Volume III - 2014 [Streaming]

In Volume III i torinesi Last Minute to Jaffna hanno davvero dato del loro meglio ri-arrangiando in acustico tre brani del precedente Volume I (dell'ormai lontano 2008) e dando adeguato assaggio del loro prossimo lavoro, Volume II, che uscirà più avanti ne 2014. In poco meno di un'ora la band condensa un'orgia di cupe emozioni che continuano a vibrarti addosso anche quanto togli le cuffie e cerchi di fare altro. Rabbrividevoli cori risuonano in sottofondo mentre fai il caffè, dal terrazzo proviene il suono di una tromba lontana. Un meraviglioso disco da brividi.


Last Minute to Jaffna
Volume III
2014
Bare Teeth Records

Tracklist:
1. Chapter V
2. Chapter XIII
3. Chapter XXV
4. Chapter VI
5. Chapter XI (Live)


Sito ufficialeFBTW
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martedì 18 febbraio 2014

K-Conjog - Something To Know, Something To Say, Something To Do


Il nuovo Ep di K-Conjog uscirà il 4 Marzo per l'americana Abandon Building Records, ad anticiparlo su Soundcloud c'è questo meraviglioso e dolcissimo brano che sto ascoltando per la decima volta di fila. Eccovi Something To Know, Something To Say, Something To Do.



► Soundcloud ▲ FBTW

Sin/Cos - Away [Video]

Domani, 19 Febbraio, esce per Anemic Dracula, Sangue Disken e Collettivo HMCF l'album d'esordio di Sin/Cos, il nuovo progetto di Maolo Torreggiani (My Awesome Mixtape, Quakers and Mormons). Il video di Away, realizzato da ElleBì e girato in varie zone della periferia di Bologna, anticipa l'album Parallelograms che già il duo ha portato, e continuerà a portare, in giro per l'Italia. Ecco le prossime date!

Mercoledì 19 Febbraio @ Diagonal Loft Club, Forlì
Martedì 25 Febbraio @ Rocket, Milano
Venerdì 28 Febbraio @ Lo-fai Handmade Bar, Piacenza
Sabato 1 Marzo @ Chinaski, Sermide (MN)



Sito ufficialeFBSoundcloud

lunedì 17 febbraio 2014

Brioscine appena sfornate: Soviet Soviet

Venerdì 10 Gennaio la sala concerti del Controsenso si è trasformata in un coloratissimo caleidoscopio gigante che fluttuava nell'aria seguendo il ritmo New Wave e Post Punk dei Soviet Soviet, rilasciando coriandoli di note che ipnotizzavano menti e orecchie con melodie graffianti, speranzose, energiche, più cupe, impetuose. Come il rito vuole, prima del live ho scambiato due interessanti chiacchiere con Andrea Giometti (voce e basso), Alessandro Costantini (chitarra) e Alessandro Ferri (batteria). Siate curiosi: here we go! (Foto di Angelica Gallorini)



Com'era la vita quando i Soviet Soviet non erano Soviet Soviet?
Alessandro (batterista): I Soviet Soviet per me sono stati un evento, sia dal punto di vista lavorativo - perché sta diventando sempre più impegnativo - sia dal punto di vista personale: già conoscevo Ale e Andre, ed abbiamo fatto nascere tutto questo insieme. È stato un cambiamento del tutto positivo: ne sono soddisfattissimo, spero di fare ancora tanti album, date, di continuare questo percorso per tantissimo tempo.
Alessandro (chitarrista): Per me la vita era un po' più piatta, prima. Ho iniziato a girare scoprendo il piacere di viaggiare grazie al gruppo, ho conosciuto a livello geografico un sacco di posti in cui non ero mai stato, ho vinto tanti blocchi mentali che avevo in precedenza nell'interagire con le persone. Ed è una delle cose più belle che una persona possa vivere.
Andrea: La stessa cosa, più o meno. La bellezza di viaggiare, conoscere altra gente, altre culture, abbattere pregiudizi su luoghi, usi, costumi e modi di vivere. Se non fosse stato per la Musica, non avrei mai visto l'80% dei posti in cui siamo stati. È stato un tassello in più nella mia, nella nostra vita. Prima era un'esistenza come tante altre.

Qual è stato il fattore scatenante per cui avete iniziato a suonare? Sia individualmente che a livello di gruppo.
Alessandro (chitarrista): Ce ne siamo accorti un po' nel mentre. Il progetto è nato diciamo per caso, dall'incontro mio e di Andre: uscivamo entrambi da due progetti precedenti, più o meno nello stesso periodo, e Andre mi ha proposto di fare qualcosa insieme. Conoscevo Ale, che suonava la batteria, e abbiamo deciso semplicemente di iniziare a provare. Non so se ci sia stato un momento preciso in cui ci siamo accorti che stava funzionando, ma nei primi mesi siamo andati avanti a diritto nel produrre e buttare via pezzi, funzionava bene. È stato un processo naturale. Qualcosa che non è fermo funziona già. Personalmente ho sempre ascoltato un sacco di Musica fin da quando ero piccolino, dai quindici anni in poi avevo già dei miei gusti musicali. Inizi scimmiottando il video che becchi su MTV, capisci cosa ti piace, senti di poter fare qualcosa che apprezzi, qualcosa di tuo. La prima volta che ho comprato una chitarra acustica era tardi, avevo circa diciotto anni: era la seconda volta che tentavo di comprarne una, la prima sono tornato a casa con un aquilone, che è un po' diverso! Ho messo su il primo gruppo verso i diciotto, diciannove anni. Ecco com'è iniziata la mia avventura nel mondo della Musica.
Alessandro (batterista): Anche io ho iniziato verso quell'età, un po' come ha detto Ale: ascoltavo Musica, giravo per i concerti, mi piaceva un sacco suonare la batteria. L'idea era quella di suonare: quando mi divertivo con la batteria in mansarda di mia nonna rompevo le palle a tutto il quartiere! Da cosa nasce cosa, la passione è continuata; conoscendo sempre meglio lo strumento, ti ritrovi a suonare nei primi gruppetti, a fare cover, fino a che non hai l'esigenza e la voglia di costruire un gruppo TUO. Il risultato è questo. E non è mai tardi per iniziare.


Andrea
: Io ho iniziato a suonare a ventidue anni e non ascoltavo nemmeno Musica nell'adolescenza. Ho cominciato a fare entrambe le cose molto tardi. Da qui deriva anche la mia ignoranza nell'ambito musicale. Quando c'è una cosa che mi piace fare, voglio farla subito, e con la Musica non è possibile, devi di volta in volta superare degli step. La vedevo come una cosa troppo difficile, e probabilmente non avrei avuto la pazienza necessaria, quindi ho lasciato perdere. Era il 2006, e un mio amico (con cui avevo molto in comune per quanto riguarda la Musica: per esempio, adoravamo tutti e due i Green Day; li adoro tuttora - quelli dei primi tempi però - porto anche tatuaggio dedicato a loro) voleva iniziare a suonare in tutti i modi. Ecco che ho comprato il mio primo basso, ed ecco che sono arrivate le prime lezioni di Musica. La mia grossa fortuna è stata quella di iniziare a suonare con un gruppo, di Fano, due mesi dopo aver comprato lo strumento: avevo così l'opportunità di mettere in pratica quello che imparavo col maestro. Dopo due anni ho abbandonato il gruppo. Luglio/Agosto 2008 è iniziata la storia dei Soviet Soviet.

Secondo molti gruppi e artisti stranieri, il pubblico italiano si rivela essere sempre il più caloroso. Voi, che siete italiani e andate a suonare all'estero (ricordiamo le tappe negli Stati Uniti, in Messico, nell'Est- Europa), cosa pensate riguardo questa affermazione?
Alessandro (chitarrista): Pensiamo semplicemente il contrario. Andrea tempo fa se ne è uscito con un concetto abbastanza veritiero: in Italia si tende a portare su un piano più alto un gruppo che viene da fuori piuttosto che un gruppo che viene dall'Italia stessa. A parità di importanza e qualità musicale, un gruppo straniero in Italia viene visto più di buon occhio rispetto a gruppo Italiano, e forse all'estero è la stessa cosa, ma questo non te lo so dire. Escluso gli ultimi due/tre mesi in cui siamo riscuotendo successo anche in Italia, inizialmente abbiamo da subito avuto un riscontro più che positivo fuori dal nostro paese, soprattutto nell'Est-Europa. Prima era sempre un grande punto interrogativo fare una data qua: ora, per fortuna, ci sono più probabilità rispetto a prima di fare una bella serata.
Andrea: Dall'uscita di FATE, a Novembre, forse si sono accorti (non solo i locali o i promoter, ma anche gli addetti ai lavori come Rockit o le radio più importanti) che qualcosa c'è.

E quindi, a detta vostra, qual è il pubblico in cui avete trovato più riscontro?
Andrea: Uno da podio è il Messico.
Alessandro (chitarrista): Sì, lì abbiamo una fanbase molto vivace. Così anche nell'Est-Europa, in particolare Russia e Ucraina. Il live è fondamentale, perché capisci l'importanza non solo della Musica che suoni, ma anche il modo in cui viene vissuta da chi è lì per vederti: se uno sta con l'occhio attento e braccia conserte per capire se canti qualcosa, oppure se è lì che ti aspetta da una vita e non vede l'ora che il concerto cominci. Alcune cose scatenato un certo tipo di energia. Quando c'è l'enfasi e la voglia di divertirsi sotto il palco, sopra succede di tutto e di più e la serata andrà benone. Dobbiamo molto a chi viene ai concerti, per divertirsi, stare bene e godersi la nostra Musica.


L'esperienza che non dimenticherete mai - se c'è stata.
Alessandro (chitarrista): Beh, ce ne sono tante di esperienze. Personalmente, il primo live in assoluto che abbian fatto all'estero, nel 2010 a Nizza. Mi ricordo che guidavo, e una volta arrivati a Sanremo mi son detto "Ma che cazzo sto facendo? Ma dove stiamo andando?". Non sapevamo nemmeno dove saremmo andati a dormire! Eravamo in contatto con questo gruppo francese che, dopo esserci scambiati un po' di complimenti su MySpace, ci hanno chiesto di andare dalle loro parti a suonare. Siamo arrivati in questo club bassissimo, in cui potevano starci tre/quattrocento persone, pieno, pubblico vario dal ragazzetto con la cresta al tizio in giacca e cravatta. C'è stato un preciso momento durante il live in cui c'era così tanta enfasi che mi son girato verso Andre e gli ho detto "Ma ci stan prendendo per il culo! Ma cosa sta succedendo?". Finito il live, dopo aver rotto di tutto, ci siamo abbracciati nel backstage perché era appena successo un qualcosa di inaspettatamente bello. Lo ritengo il momento che ha sancito l'inizio di qualcosa. Che poi si trattava di una data unica eh, siamo tornati in Italia il giorno dopo! Andrea e Alessandro (batterista): Sì, siamo d'accordo.
Alessandro (chitarrista): Fortunatamente ce ne sono capitate tante, di cose inaspettate. L'etichetta americana che ti contatta perché vuole produrti, finire su Pitchfork col primo lavoro e ti ritrovi nella stessa pagina di Thom Yorke, il tuo ep da quattro soldi recensito con 7 e mezzo. Ce ne son successe tante, sia belle che brutte, più belle fortunatamente.

Ho apprezzato molto la vostra cover di "Curami" dei CCCP: avete suonato e cantato rivisitandola secondo il vostro stile, mantenendo il giusto equilibrio con la versione originale. Secondo me è proprio così che si fa una cover. Detto ciò, qual è il vostro pensiero sulle cover/tribute band dei gruppi, che propongono sempre le stesse identiche versioni dei brani?
Andrea: Due cose: mi dispiace per loro perché non fanno un qualcosa di personale, bravi perché prendono i soldi (ride).
Alessandro (chitarrista): A me spaventa un pochino più l'idea di chi cerca di assistere a questo tipo di live, di chi non ha la curiosità di scoprire qualcosa di nuovo; piuttosto che andarsi a vedere il concertino carino sotto casa, uno cerca la cover band dell'artista che ti viene passato cento volte in radio, e fa gli stessi concerti cento volte. Mi piace essere positivo e pensare che le cose stanno cambiando. Però ecco, l'effetto cover band non lo vedo preoccupante per la cover band stessa ma per chi approva e va ai concerti. È una forma di accontentarsi e implica poca curiosità, difetto che affligge parte dell'Italia e parte delle serate in cui sei in Italia.
Alessandro (batterista): Io ho iniziato facendo cover degli Oasis. Ti lascia un po' così, vuoto: non è altro che la riproduzione tecnica di un brano, di tuo non c'è niente, e non è Musica tua. O fai la cover in un certo modo mettendoci un po' del tuo, altrimenti non c'è soddisfazione.

I peggiori nemici della Musica, secondo voi.
Andrea: La mentalità della gente, per come ragiona, per come si rapporta nelle varie serate e nell'andare a vedere un gruppo.
Alessandro (batterista): Suonare senza aver più la voglia e lo stimolo, farlo diventare solo un lavoro. Spero non accadrà mai, perché mi sentirei molto a disagio, non sarebbe più assolutamente la stessa cosa. Ti manca lo scatto di divertimento. E purtroppo c'è anche tanta invidia, tra i gruppi. C'è e ci sarà sempre, ed è una cosa che non ho mai sopportato.


L'influenza di Internet sul panorama musicale - sicuramente ha contribuito a creare un rapporto più rapido e diretto con la Musica, ma al tempo stesso è come se denigrasse il tutto: i negozi di Musica, purtroppo, stanno sempre di più scomparendo - e avere un CD, o un vinile, non è proprio la stessa cosa di scaricare file audio, che possono essere cancellati con un solo click. In più, è aumentata anche la superficialità nella conoscenza e nell'apprezzamento delle realtà musicali. Opinioni?
Alessandro (chitarrista): Internet è uno strumento che va saputo utilizzare, e a seconda di come lo fai puoi trarne sia dei vantaggi che, purtroppo, degli svantaggi. È come un'affettatrice. Internet è un'affettatrice. Sta a chi lo usa saperne fare buon uso, saper non farsi prendere dalla fretta e dalla quantità: è importante conoscere le cose un po' per volta, per approfondirle in modo migliore. Sicuramente Internet rende più difficile la lentezza: hai tutto subito e immediatamente, ti ascolti un album con disattenzione, saltando tracce in qua e in là.
Andrea: Non è colpa al 100% di Internet perché a sbagliare sono le persone a causa della loro mentalità. C'è della pigrizia di fondo che non è positiva.
Alessandro (chitarrista): C'è stato un periodo in cui avevo smesso di comprare CD. Poi ho ridato importanza alla cosa, soprattuto all'acquisto durante i live, unendo la scoperta del gruppo che sono andato a vedere al gesto del comprare la loro Musica. Se posso è la cosa più bella che possa fare, per me e per il gruppo.

State già buttando giù qualcosa per il vostro prossimo lavoro?
Alessandro (chitarrista): Sì, giusto ieri abbiamo finito un nuovo pezzo.
Andrea: C'è una grandissima voglia di fare cose nuove. Non che FATE sia vecchio, ma ha già sei/sette pezzi di undici mesi e i restanti di un anno e mezzo abbondante. Bisogna sempre stare al passo, senza essere forzato a farlo.

BiografiaFBFelte Sounds
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sabato 15 febbraio 2014

Si Non Sedes Is / Marnero - Split 12'' - 2009

Uscito nell'Aprile del 2009 questo split dei bolognesi Marnero e dei romani Si Non Sedes Is riesce a frullarti le budella ora come allora. Le orecchie ti prendono fuoco, il cuore scoppia d'ansia e cadi. All'infinito cadi. Nell'oscurità cadi. Il viaggio dentro te stesso è il più profondo pozzo nero in cui ti potevi cacciare questo sabato.
"...Nel senso piromane."


Si Non Sedes Is / Marnero
Split 12"
2009
Bar La Muerte / Donnabavosa / Sanguedischi / Tdd

Tracklist:
1. Si Non Sedes Is - Respekt Die Scheisse
2. Si Non Sedes Is - Zar
3. Marnero - L'Ultimo Grido
4. Marnero - Trebisonda
5. Marnero - Crossfigill



MarneroSi Non Sedes IsDownloadBuy it! 

venerdì 14 febbraio 2014

Carlo Barbagallo - Haiku 10 - 2014

Se in questo paese non ci si facesse distrarre continuamente da cantautori dal valore artistico discutibile, io non dovrei stare qua a spiegarvi chi è Carlo Barbagallo. Invece devo sempre ricordarvi che è uno dei giovani musicisti più talentuosi che abbiamo in Italia, autore di una miriade di dischi per l'etichetta (gestita da lui stesso) Noja Recordings, chitarrista con Suzanne'Silver, Albanopower, e La Moncada, sperimentatore elettronico con Les Dix-Huit Secondes e nel più recente collettivo torinese CoMET. A Gennaio Barbagallo è venuto fuori con un ep di tre pezzi in free download per la statunitense Subterranean Tide che fa parte della collana Haiku Project.
L'haiku è una forma di poesia breve giapponese, formata da tre versi di rispettivamente cinque, sette e cinque sillabe. Ai musicisti coinvolti nel progetto viene quindi chiesto di comporre tre pezzi di cinque, sette e cinque minuti ispirati alla poesia scelta. Barbagallo si cimenta con un haiku del poeta Konishi Raizan che recita "Alzo il capo e vedo / me coricato / nel freddo". Nei versi il poeta si sveglia e vede il proprio volto riflesso nell'acqua, ma la musica pare descrivere l'attimo immediatamente precedente. La dimensione è infatti onirica, i suggestivi frammenti ambient-noise sembrano accompagnare un incubo. Solo nel terzo pezzo si respira un'atmosfera più rilassata, che può finalmente condurre il poeta al risveglio. L'ep è l'ennesima conferma di come Barbagallo sia capace di spostarsi dal rock più classico alla sperimentazione con una disinvoltura impressionante, cosa che non fa che aumentare l'attesa per i futuri lavori del musicista siracusano.


Carlo Barbagallo
Haiku 10
2014
Subterranean Tide

Tracklist:
1. Waga Neta Wo
2. Kubi Agete Miru
3. Samusa Kana



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giovedì 13 febbraio 2014

Coldwave - Take it or leave it


Surfata adrenalinica sui binari dei Coldwave, band marchigiana tutta al maschile. In attesa dell'uscita del primo album, previsto per fine 2014, cavalcate l'onda con Take it or leave it, pescata fresca fresca dall'Ep uscito lo scorso settembre.



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Gouton Rouge - Sbiadire [Video]

A distanza di tre anni dal loro primo Ep uscito per la netlabel 3SX i Gouton Rouge realizzano finalmente il loro primo full legth, Carne. Pigiate play qui sotto per guardarvi il video di Sbiadire il primo singolo estratto dall'album in uscita a Marzo per V4V Records e 3SX. Braviloro.



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mercoledì 12 febbraio 2014

Runa Raido - Il primo grande caldo - 2013 [Streaming]

Lo sguardo è attento, la coscienza è vigile. Scene di vita urbana penetrano e si diffondono in ogni cosa catturando l'attenzione come affreschi vividi e cangianti; personaggi che sembra di conoscere da sempre si alternano in un flusso di coscienza che muove l'intero scorrere degli eventi. Il primo grande caldo, nuovo lavoro dei Runa Raido, porta a compimento un processo di crescita palese tanto nella volontà di proporre torni ed emozioni differenti, quanto in una compostezza ritmica evidentemente risoluta. Testi lucidi e potenti si fanno portavoce di una tangibile precarietà esistenziale, che da squarci di rabbia e grinta digrezza in profonde riflessioni sul senso del vivere nella società attuale. Alt-rock ben composto e strutturato che rende bene il clima generale dimostrando che verbalizzare le emozioni non sia poi un'impresa così irrealizzabile! Good job!


Runa Raido
Il primo grande caldo
2013

Tracklist:
1. Michele
2. Al tempo dei fuochi
3. Il primo caldo
4. Estate torna
5. Buone maniere
6. La domenica delle salme


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martedì 11 febbraio 2014

Kevlar Project - Le mie mani pulite


Quando il gioco si fa duro e il basso decide di andar via, chitarra, voce e batteria stringono i denti e continuano a suonare. Date un orecchio a Le mie mani pulite dei Kevlar Project, band romana nata appena cinque anni fa. E le vostre mani come sono?



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His Clancyness - Miss Out These Days [Video]

Il nuovo album di His Clancyness, Vicious, è un'emorragia di singoli e l'ultimo, Miss Out These Days, prende la forma di un video diretto da Anna Deflorian, animato da Michele Bernardi e ispirato a Roghi, albo meravigliso pubblicato da Canicola. His Clancyness è in tour in Europa con i Maximo Park, qui sotto le prossime date.

11 Febbraio @ Melkweg, Amsterdam, NL
12 Febbraio @ Docks, Hamburg, GER
13 Febbraio @ Huxleys, Berlin, GER
15 Febbraio @ Flex, Vienna, AU
16 Febbraio @ Tunnel, Milano, IT



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lunedì 10 febbraio 2014

Brioscine appena sfornate: Go!Zilla

Dalla Francia fino in Messico, quanto è bello suonare all'estero. Dopo i consensi ricevuti dal loro recente esordio per Black Candy Records, Grabbing a Crocodile, e dopo l’ingresso nella band di Mattia Biagiotti come seconda chitarra, i Go!Zilla sono partiti per un nuovo tour europeo: ventuno concerti tra Svizzera, Germania, Belgio, Olanda e Francia che vanno a sommarsi alle oltre cento date fuori dall'Italia già realizzate negli ultimi due anni. La presenza della band è stata inoltre confermata per i festival estivi francesi Cosmic Trip e Binic Festival. La prossima uscita dei Go!Zilla sarà un Ep per BeastRecords (FR) la cui pubblicazione è prevista per aprile 2014. Più o meno nello stesso periodo, a inizio primavera, la band toscana tornerà sui palchi italiani per un’altra serie di concerti lungo tutta la penisola. Abbiamo intervistato Luca Landi, frontman e manager del gruppo.

Grande accoglienza per l'album Grabbing a crocodile, uscito per Black Candy Records, è stato davvero un esordio bomba! Come ci siete riusciti? Avete fatto un lungo lavoro prima o è stato un lancio riuscito alla perfezione?
Diciamo che è l'esordio full length, il caro vecchio long playing. Grabbing a crocodile è stato un album che ci ha fatto soffrire. Siamo usciti prima con un ep di un'etichetta di Prato che portiamo nel cuore perché sono stai i primi ad aver creduto in noi, la SantaValvola Records. Poi un piccolo cambio di formazione e via in tournée: così Grabbing a crocodile l'abbiamo scritto sul campo, durante concerti fatti in Italia ma anche in Europa, e anche i testi si basano molto sulle nostre esperienze on the road. Dopo, s'è fatta viva la Black Candy Records, e se conoscete Leonardo Giacomelli sapete che non l'abbiamo cercato noi, e con nostra grande gioia ci hanno preso nel loro roster. E adesso ripartiamo per l'Europa. Anche la critica è stata dalla nostra parte, ed è stata una bella sorpresa essere citati tra i dischi più belli dell'anno che si è appena chiuso, anche perché non è certo semplice riuscire ad emergere nel panorama indipendente italiano, che ci sta ripagando anche con più lentezza rispetto a quello che succede all'estero.


Appunto. State per partire per un nuovo tour europeo. C'è differenza tra suonare da noi e dai nostri vicini d'Europa?
Il primo giro all'estero ce lo siamo fatti nel novembre 2012, ma a livello di pubblico già le date del primo tour europeo hanno pagato più che in Italia. E' uscita recentemente una polemica che lamentava il fatto che i gruppi italiani amano andare all'estero e poi suonano gratis e davanti a poche persone. No. Stiamo attenti a ciò che si dice, perché è vero il contrario. All'estero è bello suonare e ci si diverte di più perché c'è una coscienza diversa rispetto alla musica, c'è più interesse e curiosità anche nei confronti di una band che non si conosce, e si paga il biglietto senza lamentarsi, per andarla a sentire. Prendiamo la Francia, dove abbiamo avuto ottimi predecessori come i Mojomatics e i Movie Star Junkies: lì la musica rock si avvicina di più alla musica commerciale, mentre in Italia va più il cantautorato alla Brunori Sas o Dente, che infatti hanno suscitato l'interesse delle major. Inoltre in Italia mancano anche i grandi festival, dopo la decadenza dell'Arezzo Wave.

State preparando un ep che uscirà per la BeastRecords che è un'etichetta francese. Che cosa sarà? Uscirà anche in Italia?
La BeastRecords, vista la mole di date che abbiamo fatto in Francia, pubblicherà un nostro disco che sarà un ibrido: ci saranno alcuni brani di Grabbing a crocodile, e inediti solo per il mercato francese, dove il disco uscirà anche su vinile. In Italia, probabilmente, uscirà in formato digitale.


Ormai siete alla conquista del mercato discografico d'oltralpe. Parteciperete anche a due importanti festival in Francia.
I francesi adorano la cultura e la musica italiana. C'è anche più collaborazione tra i club, che in qualche modo si passano parola. E poi ci sono gran bei festival affollati, come il Rock en Seine, ma anche i festival underground in Francia raggiungono le 15-16 mila presenze. Un miraggio per quelli italiani, che sono belli ma non superano mai il migliaio. Il francese Binic Festival, ad esempio, è un festival gratuito e internazionale molto frequentato, al quale siamo felici di partecipare, i primi del prossimo agosto.

Infine. Tornerete dal tour europeo a febbraio e partirete per un tour italiano. Subito o per l'estate?
L'ultima data europea è a Marsiglia il 22 febbraio. A marzo faremo concerti sia Italia che in Germania, ad aprile un festival in Spagna e altre date italiane, e a maggio, il 17, saremo ospiti ad un festival in Messico, il Marvin.

Come l'avete trovato?
Guarda, ho ricevuto una mail alle 4 di notte, e leggo il mittente: Roberto Gonzales. Era l'invito a Città del Messico. Avevamo inviato una richiesta, e ci hanno chiamato subito. Ovviamente, voliamo. E ne approfittiamo anche per girare un po' i sobborghi messicani!

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domenica 9 febbraio 2014

Mainstreaming 2.0: Honeybird & The Birdies, 15 Febbraio @ Fusolab 2.0, Roma

Sabato 15 Febbraio torna Mainstreaming 2.0, la rassegna mensile organizzata da Fusoradio in collaborazione con il Fusolab 2.0 con il meglio della musica indipendente italiana. Protagonisti di questo quinto appuntamento saranno Honeybird & The Birdies e The Fucking Shalalalas. L’ingresso per l’occasione sarà a sottoscrizione di 5 euro e verrà totalmente devoluto a sostegno delle spese per la decima stagione webradiofonica di Fusoradio.


Line up:
Honeybird & The Birdies
The Fucking Shalalalas

► Evento FB ◄
► Fusoradio ▲ Fusolab 2.0 ◄

sabato 8 febbraio 2014

Fitness Pump - Superficie - 2005 [Streaming]

Nascono "presumibilmente poco prima dell'estate" del 2004, stagione topica, come si rivelerà in seguito. Ale, Christian e Luca alle prese anche con un bontempi arancione, come tutti noi a cinque anni. Immediatamente la Tafuzzy li pubblica, ed entrano Giulio e Ivano. Il resto è la storia, scandita dai Tafuzzy-days...


Fitness Pump
Superficie
2005
Tafuzzy Records

Tracklist:
1. Reazione
2. La santa verità
3. Guanti sterili
4. Od
5. Mosche
6. Nasco e muoio
7. Server
8. Ghost track


Tafuzzy RecordsBandcampLast.fm

venerdì 7 febbraio 2014

Call me Platypus - Pegasus Plumcake


Prendete un mammifero, un uccello e un anfibio e chiudeteli a chiave in una stanza. Il risultato sarà un sound per niente prevedibile targato Modena, ascoltare per credere. Vi proponiamo una traccia dall'album Shame on Call me Platypus.


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giovedì 6 febbraio 2014

Unminutodisilenzio - Vivo (feat. Alessandro Morini)


Lo scorso 27 Gennaio è uscito l’album d’esordio dei romani Unminutodisilenzio, Ieri. Già vi avevamo parlato della band quando lo scorso anno uscirono i loro primi due brani A Luci Rosse e Corridoio mentre ora vi facciamo sentire il primo estratto dal nuovo album, Vivo, che vede la partecipazione di Alessandro Morini dei Mary in June. Il brano in questione era già confluito nella bellissima compilation Viscere Vol. 2 che potete sempre scaricare qui. Nei link in fondo trovate invece il nuovo album scaricabile gratuitamente!



Viscere Vol. 2FBYouTube
BandcampDownload

Aharon - Your Mirror [Video]

Aharon è il nome del progetto di Aron Carlocchia, già ai synth nei Mary in June. Il suo primo Ep uscirà a breve e verrà promosso con una serie di live, per ora trovate un assaggio della sua coinvolgente IDM in questo ipnotico che fa da accopagnamento visivo a Your Mirror, primo estratto da My Favourite Escape.



SoundcloudVimeo ◄

mercoledì 5 febbraio 2014

Morose - My Singalongs Are Dramatics


Funerei più che mai i Morose stanno finalmente ultimando il nuovo album. Ma Come Gasa La Morte! include la partecipazione di Marco Monica ed Emanuele Missorini, entrambi provenienti dai progetti In My Room e Campofame, con cui la band ha già collaborato in passato in occasione del precedente La Vedova D’un Uomo Vivo e della collana Cinque Pezzi Facili di Under My Bed Recordings. Non vediamo l'ora di ascoltarlo tutto.



Soundcloud ▼ Discogs

Nicolas J. Roncea - Sand in my Eyes [Video]

Continua su YouTube la promozione del nuovo album di Nicolas J. Roncea la cui uscita è programmata per Aprile: Sand in my Eyes è la seconda preview di Eight: Part One. Il progetto è diviso in tre album che saranno scaricabili gratuitamente e pubblicati in formato cd da W//M e Goat Man Records. Alla fine di tutto il percorso sarà pubblicato un vinile con i migliori dieci brani scelti dagli ascoltatori. La prima preview di Eight: Part One, Forever with Her Ghost, invece la trovate qui.



Sito ufficialeYoutube
Forever with Her Ghost ▲ FBTW

martedì 4 febbraio 2014

Quasiviri - The Perennial Pose


Uscirà il 15 Febbraio per BloodySound Fucktory, Fallo Dischi, HysM?, Megaplomb, Morte Records, To Lose La Track e Wallace Records il nuovo album dei Quasiviri. Ad introdurre Super Humans un monolite di elettrodeliri gregoriani dal titolo The Perennial Pose che potete ascoltare qui sotto.
Queste invece le prossime mistiche date live.

15 Febbraio Super Human release party 
w/ Zolle & Garaliya @ Cox 18 (MI)
13 Marzo @ Bar Diamond, Gabicce Mare (PU)
16 Marzo @ Reasonanz, Loreto (AN)
27 Marzo @ Dal Verme (RM)
29 Marzo @ George Best (NA)



Sito ufficialeFBBandcamp

Hobocombo - Utsu [Video]

L'esotico trio Hobocombo allarga la distribuzione del suo nuovo album Moondog Mask, uscito per Trovarobato, grazie alla distribuzione europea della Broken Silence di Amburgo e nel contempo stampa anche 500 vinili con la giovane etichetta Linèria. La gioia per questi eventi viene celebrata con un nuovo videoclip dedicato al brano Utsu e realizzato da Mirco Santi per Home Movies di Bologna. Il sound e le immagini ritagliate del video si intrecciano in modo naturale, come fosse la colonna sonora originale di questo vecchio documentario orfano di madre.



Sito ufficiale ▼ FB ◄
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lunedì 3 febbraio 2014

Riassuntone di Gennaio

Uscite dal letargo e aprite un occhio gente pigra, qui c'è il riassuntone dei Gennaio con il meglio della musica che è passata su questi schermi nell'ultimo mese. Dagli urloni allo shoegaze qui c'è tutto quello di cui avete bisogno.

Quando il suono della radiosveglia è un brano dei Lantern, allora è sicuro che anche il vicino più scrupoloso si redima all'istante. Sussurri emotivi e grida laceranti squarciano un silenzio assordante, fra rincorse post punk e hardcore d'assalto, facendo di Diavoleria un album al di sopra della media del genere. La nostra recensione qui! (Mara)


Buone nuove dal fronte emiliano con il progetto solista di Ivan Tonelli. Interprete di un suono che spazia tra dilatazioni noise e ambientalismi shogaze, sorretto dalla dolcezza perfida di un timbro vocale equilibrato nel suo intenso fluire, Urali merita una menzione speciale nel riassuntone di fine mese. L'album è disponibile in free download sul bandcamp ufficiale, qui invece trovate la nostra recensione! (Mara)


Dalla collaborazione tra l'artista audio-visuale Franz Rosati e il chitarrista Francesco Saguto fiorisce l'album Gridshape. Una fitta rete di sonorità concrete e strumentali tutte intersecate tra loro, groviglio materico -organico che si scaglia nell'atmosfera in un'armonica e luminosa costellazione di suoni. Personalmente, in questi ventotto giorni del secondo mese dell'anno, non intendo farne a meno. Qui sotto In a pre-liminal state, primo brano del progetto. (Mariateresa)


Uscirà a brevissimo il nuovo album dei Werner per l'etichetta pistoiese White Birch Records, dopo l'Ep QQ e il meraviglioso album d'esordio Oil Tries to be Water il malinconico trio si prepara a rilasciare Down Below On Your Own. Il disco è anticipato da questo meraviglioso brano, Across the Fence.


Mark Zonda è Tiny Tide e ciclicamente torna a proporci il suo bellissimo mondo musicale fatto di colori pastello, cuori infranti e un po' di pioggia. La nuova raccolta si intitola Humpday Loverdose, e tra i mille rimandi e omaggi questa è Holy Land


Dopo un lungo silenzio i My Violent Ego tornano a far parlare di sé con un bellissimo Ep uscito a fine anno che introduce l'imminente album You might find yourself. Questa qui sotto è Wasted Moments mentre qui trovate la nostra intervista a Paolo, la metà italiana del duo.

domenica 2 febbraio 2014

Fine Before You Came, 7 Febbraio @ Tender Club, Firenze

Ecco i concerti di Febbraio del Tender club di Firenze, il programma completo lo trovate qui! Il Tender invece lo trovate in Via Alamanni, dietro la stazione centrale. Fine Before You Came, Appaloosa, Non Voglio che Clara e Boxerin' Club uno di fila all'altro, o quasi.


Giovedì 6 Febbraio
Jeffrey Lewis (USA)
Davide Toffolo
Ingresso: 8 Euro

Venerdì 7 Febbraio
Fine Before You Came
Kill the Nice Guy
Ingresso: 10 Euro

Sabato 8 Febbraio
King Mastino
Ingresso gratuito

Giovedì 13 Febbraio
Shannon Wright (USA)
Ingresso: 12 Euro

Venerdì 14 Febbraio
Appaloosa
Ingresso: 5 Euro

Sabato 22 Febbraio
Howe Gelb Band feat. Steve Shelley (Sonic Youth)
Ingresso: 15 euro

Giovedì 27 Febbraio
Non Voglio Che Clara
Ingresso: 5 euro

Venerdì 28 Febbraio
Boxerin' Club
Ingresso gratuito

Sito ufficialeFB

Be Forest, 7 Febbraio @ Controsenso Club, Prato

Dopo un Gennaio scoppiettante con Ovo, Radio Days e Stoner Kebab la programmazione del Controsenso Club di Prato continua con un Febbraio davvero super. Si comincia con il nuovo progetto di Alessandro Baronciani, Tante Anna, si prosegue con i pesaresi Be Forest,e poi Zeman, His Electro Blue Voice, Paolo Spaccamonti e altri ancora. Non mancate!


Sabato 1 Febbraio

Venerdi 7 Febbraio

Sabato 8 Febbraio

Venerdi 14 Febbraio

Sabato 15 Febbraio

Venerdi 21 Febbraio

Venerdi 28 Febbraio

Sito ufficialeFB ◄

sabato 1 febbraio 2014

Like a Paperplane - Light - 2012

E’ Novembre. Un velo di malinconia autunnale domina le giornate poco luminose. Le foglie ingiallite sono cadute ormai da un po’ di tempo e la pioggia spazza via gli ultimi ricordi della bella stagione. Nella stanza in penombra, scrivo qualcosa, mentre in sottofondo il tempo sembra rimanere sospeso tra le sonorità morbide e raffinate del primo lavoro dei Like a Paperplane, che abbraccia una desiderata tensione generale. Il quartetto toscano debutta sulla scena musicale italiana con Light, un ep di elevata intensità grazie ad arrangiamenti perfettamente calibrati e un tessuto strumentale privo di ogni sbracatura commerciale. Un flusso post rock di buona fattura, permeato da una vena vagamente elettronica e trame chitarristiche minimali. I colpi secchi di batteria e le melodie circolari scandiscono il tempo con foga, alternando momenti di stasi totale a crescendo ritmici dinamici. Il carattere sognante dei brani dà al disco un sapore delicato, creando situazioni di volta in volta eleganti e graffianti. La prima traccia 8# è un puro concentrato di suggestioni psichedeliche e di implosioni dal gusto progressive; un continuo alternarsi tra distensioni dreamy e climax elettrici che crescono di intensità, secondo dopo secondo. La successiva Light, now riporta l’atmosfera malinconica, prevalentemente giocata su tintinnii di chitarra e i deliri espressionisti della batteria. Un’onda sonora densamente palpabile, che genera sensazioni  indefinite e piacevoli, in un continuo rincorrersi  di slanci sonori generati da percussioni marziali e dagli inserimenti elettronici dei sintetizzatori. Basement si libra dirompente con il suo approccio noise mentre il ritmo sostenuto di Memories, chiude il lavoro sciogliendosi in una mistura di estasi clamorosamente inebriante. Venti minuti di musica in grado di sorprendere ed emozionare ogni volta; autentico balsamo contro lo stress quotidiano. (Novembre 2012)


Like A Paperplane
Light
2012

Tracklist:
1.#8
2. Light, now
3. Basement
4. Memories


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