lunedì 20 gennaio 2014

Brioscine appena sfornate: S.U.S.

Per questo secondo Lunedì di Gennaio, le Brioscine di Breakfast Jumpers vi propongono l'interessante intervista ai misteriosi S.U.S., quartetto formato da Alessio Chiappelli (voce, chitarra), Duccio Stefanelli (basso, sax), Lorenzo Cammilli (batteria) e Fabio Pocci (synth, suoni). Nascono nel 2005 a Pistoia "con l'idea di produrre una Musica felicemente inquieta e situazionista", e sono stati così gentili da ritagliarsi un po' di tempo per rispondere a dieci domande. Buona lettura!

(Foto di Rachele Salvioli)

I S.U.S. ci dicono di accettare il mistero: quale?
Quel mistero disarmante e imbarazzante, anonimo e segreto come un voto, custodito gelosamente tra le righe del tuo quotidiano preferito, celato nel dubbio di sapersi adeguatamente aggiornati sullo stato d'avanzamento delle proprie miserie ed in molte altre espressioni perplesse di libertà. Accettarlo è una provocazione in forma di invito contenuta nella traccia di apertura del nostro nuovo disco Tristi Tropici.

La vostra città natale è Pistoia: immagino abbiate visto e vissuto nascita e crescita della scena Underground, che sembra essere la più produttiva insieme a quella di Prato e Firenze. Cosa ci raccontate a riguardo?
La nostra città contiene percorsi musicali molto interessanti ma non esiste né mai è esistita la volontà di farli confluire in una scena underground che sappia manifestarsi, legittimarsi e supportarsi. Siamo tutti fratelli ma ognuno con il proprio ufficio stampa (quello si, decisamente underground). E' stato anche per esorcizzare questo atteggiamento che ha segnato parte del nostro percorso che, appena ultimate le registrazioni del nuovo disco, abbiamo deciso di "aprire" la nostra sala prove, trasformandola in uno spazio adatto ad ospitare esperienze musicali tra le più variegate in una serie di appuntamenti a cadenza mensile dal titolo OSHEET!.

La nascita dei S.U.S., invece, in che modo è avvenuta?
Prima ancora di progetti, strategie, riflessioni e percorsi, anni fa si trattò di una sala prove e tre individui. D'un tratto, improvvisando sul playback di un brano dei Nirvana ci scoprimmo partoriti: una nascita a tutti gli effetti. Decidemmo di lì a breve di trasformare il Circolo ARCI Ho Chi Minh di Pistoia in un accogliente utero color rosso pastello per consentirci di rivivere quell'esperienza sul palco. Fu il nostro primo indimenticabile concerto.

(Foto di Angelica Gallorini)

E la crescita? C'è stata/c'è/ci sarà?
Della musica ci interessano i legami che è capace di creare. L'unico tipo di crescita sul quale abbiamo deciso di puntare è mosso da questa attitudine. Così, per catturare i suoni del nuovo disco abbiamo scelto di contattare Fabio Magistrali, deus ex machina di alcuni dei dischi italiani che più ci hanno segnato ( Dal lo fi al ci sei di Bugo, In circolo dei Perturbazione, Hai paura del buio? degli Afterhours, tanto per citarne alcuni) abbiamo inviato i provini e atteso pazientemente la sua decisione che si è rivelata positiva, generando uno scambio prezioso mosso da un entusiasmo incontrollabile. Allo stesso modo, attraverso le collaborazioni con lo studio di design ARCAICA e la penna di Aka B abbiamo ricevuto una eccellente risposta alla domanda di immagini e visioni che scaturisce dai nuovi brani. Ma davvero, l'elenco di persone che stanno mobilitando le proprie energie per arricchire il progetto di uscita di Tristi Tropici si sta facendo meravigliosamente lungo, dandoci fiducia nelle qualità espressive del lavoro fatto quest'anno e al tempo stesso affidandoci la responsabilità di assicurarci che il tutto venga efficacemente promosso e veicolato a tempo debito.

"Sarei dovuto morir bimbo e soddisfatto /Sicuro di essere un tutt'uno con me stesso" (da Rimpiango l'utero): tanta nostalgia dei tempi spensierati in cui il problema del giorno poteva essere la scelta di un giocattolo invece di un altro. Cosa rimpiangete oltre all'utero?
Quando abbiamo scritto Rimpiango l'utero ci piaceva l'idea di un blues decontestualizzato per voce, batteria, ed un sinth che producesse un pugno di note basse calde ed avvolgenti. Più che una rievocazione nostalgica dell'infanzia c'è dentro la sensazione terribilmente adulta d'aver perso l'unica occasione di potersi sentire tutt'uno e a proprio agio con le proprie potenzialità senza doversi affannare a rincorrere per una vita il proprio doppio per dargli un nome, una collocazione e chiedergli continui chiarimenti in merito alla sua esistenza.

(Foto di Angelica Gallorini)

Ricollegandomi a Gli errori di Copernico: in cosa, secondo voi, la terra dovrebbe avere più spessore?
Soprattutto nelle domande che si pone.

I gruppi che vi hanno formato, individualmente e come gruppo.
Alessio dice: Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, David Byrne, Flaming Lips
Duccio aggiunge: PIL, Joy Division, Refused
Lorenzo sottolinea: Nirvana, Os mutantes, Rino Gaetano
Fabio chiude con: Pavement, Eels, Radiohead

Spettacolo S.U.S. con Aka B: com'è nata questa sorta di collaborazione?
Non sappiamo niente di Aka B ma adoriamo la sua arte. Lui non sa niente di noi ma a quanto pare ascolta la nostra musica. Siamo entrati in contatto per pura coincidenza e misteriose attrazioni. Dato che i precedenti tentativi di incontrarsi sono puntualmente naufragati, abbiamo capito che forse stavamo sbagliando qualcosa nell'approccio. Così ci siamo chiariti le idee ed abbiamo scelto di conoscerci suonando e dipingendo insieme: un ottimo modo per rompere il ghiaccio. Sono nate così una serie di date che tra novembre e dicembre hanno portato lo spettacolo SUS con Aka B a Livorno, Arezzo, Firenze, Bologna per chiudere il 21 dicembre con la performance al Controsenso Club di Prato. I nuovi appuntamenti dal vivo li potrete trovare sul nostro sito www.susband.com .


Quali pensieri vi svolazzano in mente prima di un live?
Alessio ormai ha un suo rito personale: farsi la barba nel bagno del locale, fermando il tempo e alienandosi dal contesto. Duccio e Lorenzo discutono amabilmente di attualità mentre si trasformano in macchine da groove. Fabio di norma ha solo tanta fame.

Che progetti hanno i S.U.S. per l'anno che verrà?
Portare la nostra musica nei contesti più distanti tra loro. Pubblicare il nuovo disco Tristi Tropici. Farne un musical. Abbracciare un Panda. Accettare il mistero. Raggiungeteci su facebook.com/susband

(Foto di Angelica Gallorini)

Sito ufficialeFBSoundcloud

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