lunedì 6 maggio 2013

Brioscine appena sfornate: Small Giant

Questo lunedì facciamo due chiacchere con Simone Stefanini già voce e chitarra dei Verily So e ora alle prese con un progetto solista. Ci siamo fatti raccontare le influenze e i ricordi che si nascondo dietro al suo disco Now We're Gone. Ecco a voi!

Ciao Simone. Innanzitutto grazie per aver acconsentito a rispondere a queste poche domande. Sul tuo Bandcamp definisci il disco un "homemade melancholia concept album played with silly instruments and dance / non-dance tribute to the music I grew up with." Dagli M83 da cameretta di We Were Fuckers al chitarrismo di matrice Neil Young che accompagna il backbeat 80's sul finale di The Night Apollo Died, dal wall of sound di The Other Me al vocoder di Discovery-ana memoria di Divisi, il disco mi sembra ricco di riferimenti interessanti. Ti va di parlarmi della musica che hai ascoltato realizzandolo? Qual è esattamente "the music you grew up with"?
Ci siamo, hai individuato perfettamente un po' della musica che ho macinato negli ultimi anni. Now we're gone nasce come raccolta di canzoni a tema, una sorta di autobiografia della mia adolescenza musicale, fatta di improbabili synth ed assoli ineguagliabili, di voci robotiche e drum machines con tre suoni. Dalla colonna sonora di Rocky 4 fino a Twin Peaks (The other me tributa la musica dei film di David Lynch con un ospite speciale, John Neff, ingegnere del suono e collaboratore dello stesso Lynch, che ha suonato la chitarra nel pezzo, facendomi felice!).


Poi i Daft Punk, gli M83 e Trust, tra gli altri, hanno attualizzato certe sonorità, facendomi voglia di provarci. Dentro, inaspettatamente, ci è finito anche un bel po' di folk. La maggiore ispirazione, essendo questo un viaggio a ritroso nella memoria, sono comunque state le immagini. Io sono un consumatore seriale di film anni 80 ed ogni pezzo ha in sé quel tipo di comune denominatore, da We were fuckers, nella quale prendo spunto dalla mia esperienza per rendere omaggio a Stand by me o ai Goonies fino alla sigla finale, Neverending Story. Ma la musica con cui sono cresciuto non si limita a quella sintetica, il metal e il dark mi hanno tirato su fino alla maggiore età!


Non so come nei Verily So vi spartiate le responsabilità per quanto riguarda il songwriting ma immagino che tu scriva canzoni anche per quel progetto. Come stabilisci in fase di scrittura quale sarà un pezzo di Small Giant e quale invece svilupperai con la band?
Questo è semplice, quando penso ad una canzone, in testa mi si crea anche l'arrangiamento. Se ci sento più di tre strumenti, la tengo da parte per Small Giant. Anche se i nuovi pezzi Verily So sono molto più pieni di un tempo ed alcuni sfiorano l'elettronica, che poi è la passione non troppo segreta di tutti e tre, la componente suonata è la conditio sine qua non. Con i VS scriviamo canzoni che possano essere portate live in trio. Con Small Giant mi sbizzarrisco a fare un po' quello che mi pare!



"Coming home was never easy". Nei testi del disco ci sono riferimenti autobiografici? Ti va di condividere con noi la storia dietro questa bella punchline (se ce n'è una)?
Dietro questa frase c'è un passato ed un presente. Io faccio parte della generazione dei ragazzini cresciuti a giocare per strada e quando l'ora giungeva, tornare a casa non era mai semplice. Sembrava finisse tutto. Nel presente invece, vivo a cavallo tra la Toscana e Torino, sono un pendolare per amore ed ogni volta che mi sposto lascio inevitabilmente qualcosa, dagli affetti alle cose pratiche. Decisamente tornare a casa non è mai semplice. Concludo dandoti la notizia che presto Now we're gone sarà pubblicato in distribuzione digitale su tutte le piattaforme conosciute ed in free download per la V4V Records in collaborazione con Fairy Sister. Quindi non avete scuse!

RecensioneFBBandcamp

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