lunedì 11 marzo 2013

Brioscine appena sfornate: Mum Drinks Milk Again

Per comprendere fino in fondo questo articolo dovete sapere due cose: la prima è che il Dirockato Winter è una rassegna invernale fighissima che porta in una cittadina come Monopoli (Montorso per la RAI) tantissima musica di qualità; la seconda cosa da avere ben chiara è che il popolo del Dirockato non manca mai all'appuntamento.Sono le 22:30 ed il Kambusa è pieno. Ecco, dovete sapere una terza cosa, il rockbar Kambusa è la casa del Dirockato. Capisco che avere i natali all'interno di un bar lascia presagire problematiche gravi come l'alcolismo (al di là dell'acufene), ma è così, quella è la nostra casa. Pochi minuti prima del delirio del concerto c'è una sfilata di sguardi compiaciuti e fieri di quel che sta per prendere vita.

Foto di Francesco Palmitessa (www.francescopalmitessa.com)

Il duo sale sul palco e comincia a suonare. Vi do una piccola anticipazione: a fine concerto sul palco ne resterà uno solo. I Mum Drinks Milk Again sono una botta energetica di quelle che le tue orecchie non dimenticheranno tanto facilmente. Un duo dallo spettro sonoro immenso. Sono lì a godermi il dinamismo del batterista quando qualcuno intorno a me inizia a scorreggiare pesantemente. Talvolta sono distratto dalle esalazioni sinistre che pervadono i massicci volumi della chitarra/basso, ma serve ben altro per combattere cotanta potenza. La band sta suonando “15” mentre un tizio alla mia destra si fa strada in direzione del bagno, fra me e me penso “Ecco, lo scorreggione va ad appestare il bagno”. Il tipo non si farà rivedere prima della fine del concerto, lasciando il campo ad un popolo in visibilio. Il live è uno spettacolo e, come per tutte le cose belle, la fine arriva troppo presto. Capisco che il tutto sta arrivando al capolinea quanto il chitarrista vola, sorretto dal popolo del Dirockato, da una parte all'altra della sala, continuando a suonare i propri riff aggressivi. In meno di un paio di minuti è tutto finito. Torna la calma e resta la soddisfazione di una musica veloce ed appagante. Li lascio riposare un po' e scendo a far loro un paio di domande.

Foto di Francesco Palmitessa (www.francescopalmitessa.com) 

Evitiamo tutte le stronzate tipo da dove venite, cosa avete fatto, cosa fate nella vita ecc...
Sì, evitiamo! Dal '92 veniamo!

Perché un duo? Lo dico anche visto il modo di suonare la chitarra.
Quella è stata una conseguenza... L'idea è stata subito quella di formare un duo. Poi c'è stato il bisogno di coprire quelle frequenze che mancavano; è stato il percorso e l'evoluzione, un qualcosa di inconscio. Poi ti rendi conto del fatto che le cose escono e hai preso la direzione giusta.

Il live, al di là della sua breve durata, ha il suo impatto...
Sì, altrimenti non lo faremmo. Poi personalmente a me non piace andare a vedere una band emergente che mi fa un'ora e mezza di musica, dopo un po' mi rompo le palle.

Il vostro non sembra un primo disco. Per come suona e per come è strutturato, ero convinto aveste fatto altro prima...
No, questa è stata la chiusura di un primo discorso fatto insieme: il meglio lo abbiamo racchiuso nel disco, quello che è rimasto fuori non credevamo fosse all'altezza e lo abbiamo scartato.

State già lavorando al secondo album?
No, purtroppo no, abbiamo tutta una serie di problemi... La nostra sala prove è stata dichiarata inagibile, quindi siamo lì ad aspettare che il padrone di casa faccia i lavori che servono


Il primo disco lo avete prodotto da voi?
Sì, chiamarla produzione mi sembra esagerato... avevamo un computer e dei microfoni! Suona come suona grazie alle ore passate in sala prove e ad un santo mastering. Per il prossimo sogniamo qualcosa di meglio. Comunque la cosa più importante è sapere cosa vuoi fare e dove vuoi andare: devi avere chiaro in testa il suono che vuoi ottenere.

Quanti dischi si vendono?
Stasera una decina, ma dipende dalle situazioni: quando si è accolti bene, la serata funziona e riesci a dare il 110%, i dischi si vendono.

Stasera vi siete trovati bene? Ringraziamo gli organizzatori?
Sì, sono dei grandi... Luciano, Domenico, Giorgio e tutti gli altri sono dei grandi. Il popolo del Dirockato umanamente è splendido.

Questa estate comincerete a lavorare sul disco nuovo, quindi questo inverno lo porterete in giro?
Appena ci potremo rimettere in una sala prove nostra. Non vediamo l'ora. Sembrerebbe si stia smuovendo qualcosa [si tocca le palle]. Speriamo bene, ma non c'è nulla di certo.

Avete finito il concerto, il batterista sudando come un porco e tu volando su e giù per la sala, finisce sempre così?
Volando no. Sudando come un porco sì. Anche il calore, alla fine il bello è quello... Lo facciamo per divertirci, è bello per quello, se no non avrebbe senso suonare. Quando mi romperò il cazzo allora smetterò. Per ora si va avanti soddisfatti e felici.

Ed è così che vogliamo ricordarceli: sudati e felici.

FBBandcamp

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