lunedì 25 marzo 2013

Brioscine appena sfornate: Love the Unicorn

Questo primo lunedì di primavera ad allietare il duro inizio settimana, a quanto pare climaticamente tutt'altro che primaverile, ci pensano i Love The Unicorn. La giovane band romana presenta il loro album di debutto, Sports, dalle sonorità estive e rasserenanti.


Ciao ragazzi! Inizierei con una domanda piuttosto banale ma necessaria per comprendere meglio lo spirito che vi contraddistingue. Il vostro nome, Love The Unicorn. Avete aneddoti da raccontare circa questa scelta? L'immaginario fantastico a cui appartiene l'unicorno è lo stesso che cercate di preservare creando musica?
Di solito ci piace inventare aneddoti circa l'origine del nome ma a voi di Breakfast Jumpers ve la risparmiamo stavolta. Il nome nasce un po' per caso in realtà. L'unicorno è da sempre la creatura più affascinante del mondo mai esistita. Ci piaceva l'idea che la nostra musica in futuro potesse essere associata al suo immaginario. Noi dal canto nostro ci mettiamo solo tanta onestà, tanta passione. Crediamo ci sia della purezza in ciò che facciamo, sia nella vita sia nella musica. Sono tutte cose che coincidono con il simbolismo di questa figura.

Con questo album Sports, uscito dopo l'ep Back to '98, avete perfezionato il vostro stile, raggiunto una diversa consapevolezza e rafforzato la vostra identità preferendo un certo tipo di sonorità piuttosto che altre?
Tutte le band cambiano e si evolvono. A volte per cercare di fare qualcosa di diverso, a volte per problemi o malumori interni di qualsiasi natura. Nei LTU c'è stato un cambio di formazione dopo l'ep precedente. Fortunatamente non si è trattato di un anonimo rimpiazzo, ma al contrario di un ottimo acquisto. Raffaele, oltre a portare nuove idee, ha fatto in modo che molte delle nostre venissero messe in pratica. Abbiamo aggiunto un synth ma paradossalmente abbiamo dato più spazio alle chitarre. Abbiamo assistito all'evoluzione delle nostre vecchie canzoni proprio mentre le suonavamo tutti insieme per la prima volta. Più che aver rafforzato la nostra identità, ci viene da dire che l'abbiamo finalmente trovata. In Sports, più che mai, tutto è equilibrato. A nostro giudizio è un ottimo debutto.


Adesso che siete seguiti da un'etichetta, il collettivo We Were Never Being Boring, il vostro approccio al fare musica ha subito delle modifiche? Da grandi volete ancora fare i musicisti?
Il nostro approccio alla creazione cambia continuamente. Il fatto di essere seguiti dal collettivo WWNBB ci da solo grandi stimoli affinché riusciamo a migliorarci e a stupirci sempre di più. I loro consigli sono stati preziosissimi in Sports e lo saranno sempre. Da grandi vorremmo fare tante cose. Fare i musicisti è una di quelle!

Ci sono luoghi, locali, festival, in Italia e fuori da qui, in cui desiderereste suonare? Se pensate ad un live da sogno c'è un posto particolare che vi viene in mente?
In Italia è pieno di posti bellissimi in cui suonare. A volte pensiamo al luogo comune di quanto all'estero sia ancora meglio! Viaggiamo spesso con la testa sognando di suonare soprattutto in America, è normale credo. Ma siamo all'inizio e girando un po' per l'Italia ci siamo accorti che la cosa più bella di quando vai a suonare è conoscere nuova gente. Fare amicizia con la gente con la quale dividi il palco, ringraziare le persone che acquistano il tuo cd alla fine, è davvero appagante. Un live che ci piacerebbe fare adesso per esempio, sarebbe un live in compagnia di tutti i nostri compagni d'etichetta. Abbiamo già conosciuto i Brothers in Law e sono veramente forti!


Che importanza date alla performatività, stare sul palco e suonare? Quali sono, se ci sono, rituali o piccole ossessioni che adoperate per superare l'angoscia da palcoscenico?
Non c'è mai angoscia prima di salire sul palco. Per noi è un momento magico! Pensiamo solo a divertirci e a far divertire banalmente parlando. Una cosa da fare per la riuscita di un buon live, è iniziare a bere dal soundcheck!

Un' ultima domanda dal sapore un po' esistenziale del tipo chi sono e cosa farò. Eccola qui: Con la vostra musica dove desiderate portare chi vi ascolta? Che cosa volete comunicare? Perché lo fate?
Domanda giusta da fare, non è poi troppo esistenziale. Un po' tutto racchiuso nel significato di Sports. Raccontiamo di come suonare ci faccia stare bene e in forma, come se fosse il nostro allenamento settimanale. Lo facciamo quasi più per noi stessi che per preparare un bel live della settimana dopo. Cerchiamo di trasmettere benessere a chi ascolta. Benessere nella visione più edonistica possibile. Vogliamo che il piacere sia immediato anche per il pubblico, non solo per noi che stiamo sul palco.

RecensioneFBTW
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