lunedì 4 febbraio 2013

Brioscine appena sfornate: Ants Army Project

Panorami espressivi di estrema bellezza sonora trapelano da Wooden Days, album d'esordio per il quintetto emiliano Ants Army Project. Noi di The Breakfast Jumpers ci abbiamo fatto due chiacchiere e questa  intervista ne è il risultato. Buona lettura e buon ascolto!

Fotografie di Andrés Maloberti

A beneficio di chi ancora non dovesse conoscervi, iniziamo con una domanda semplice. Raccontateci un po’ come vi siete conosciuti e come avete messo in piedi il gruppo.
Inizio premettendo che 4 elementi su 5 provengono dallo stesso paese sulle colline della Val Trebbia. Ci conosciamo da una vita ma soltanto io e Davide suonavamo già insieme da tempo. Quando abbiamo sciolto la nostra band precedente ci siamo presi un periodo di pausa per valutare che strada intraprendere, e una volta decisi sul progetto che avevamo in mente abbiamo iniziato a lavorarci dal 2008, è così che abbiamo trovato Michele e successivamente Silvio. Un anno fa invece, dopo aver finito la nostra ultima fatica discografica Wooden Days, ci siamo accorti che ci mancava qualcosa, avevamo difficoltà a ricreare le atmosfere dell’album nella versione che preferiamo, quella live. Quindi è arrivato Federico in nostro soccorso che si è subito integrato alla perfezione con noi.

Avete un nome che inequivocabilmente rimanda al titolo di una canzone di Tom Waits. Viene facile pensare dunque che siete grandi fan dell’artista. È così? O esiste qualche altra ragione?
Certo, siamo fan di Tom Waits, come di molti altri. Il nostro nome viene appunto da un suo brano.  La verità è che l’unica cosa di cui eravamo sicuri mentre pensavamo ad un nome, era che volevamo che contenesse la parola “project”, appunto perché all’inizio la nostra idea di quello che avremmo suonato non era molto chiara. Non ci siamo mai posti limiti su quello che possiamo comporre, non ci precludiamo scelte stilistiche o quant’altro. Il nostro sound esce nella maniera più istintiva possibile.

Ad ascoltare le vostre canzoni sembra siate venuti su a pane e America. Quanto è stata importante l’eredità musicale che vi ha trasmesso questa terra nell’elaborazione di Wooden Days?
È indubbio che molti artisti americani che amiamo profondamente ricompaiano poi nei nostri pezzi. Siamo cresciuto tutti ascoltando un certo tipo di musica, la musica nera dal blues del delta al funky anni ‘70, gente come Neil Young, Dylan i Creedence Clearwater Revival, gli Mc5 e molti altri sono stati fondamentali per noi. La nostra formazione musicale la dobbiamo a questi artisti, alla loro musica e all’immaginario che evocano. Ma è anche vero che non siamo così elitari, ci sono anche tanti artisti inglesi che amiamo come gli Stones, i Kinks ed Eric Burdon…  solo per citarne alcuni, e che sono altrettanto importanti per noi.

Fotografie di Andrés Maloberti

Solitamente qual è il vostro percorso compositivo. Chi è il principale responsabile del sound del gruppo e più in generale dei brani? Nella creazione di una canzone, ha più importanza il testo o la musica?
Il nostro processo compositivo è abbastanza semplice. Di solito è Michele che arriva con un giro di chitarra che ha in testa e magari una melodia vocale. Noi cerchiamo di completare il suo lavoro, ci confrontiamo apertamente e decidiamo che strada deve prendere la canzone. Dopodiché passiamo all’arrangiamento e per ultimo arriva il testo, che solitamente scrivo io. È un percorso creativo molto istintivo per noi.
Consideriamo la musica più importante rispetto al testo, semplicemente perché siamo un gruppo italiano che canta in inglese e quindi una persona che ci ascolta per la prima volta rimane più colpita dall’aspetto musicale rispetto a quello lirico. Questo naturalmente non significa che ci accontentiamo di testi banali, il nostro impegno è costante e massiccio sia per la parte musicale che per quella lirica.

Sono passati diversi anni dalla pubblicazione del vostro primo ep intitolato Restless times, cosa è cambiato da allora all'interno della band e come si è evoluto il vostro modo di fare musica rispetto ad oggi?
Come già detto, rispetto all’inizio del nostro percorso abbiamo guadagnato un componente. Questo è stato fondamentale per la nostra crescita artistica e ci ha permesso di sperimentare e di approcciarci alla musica in maniera diversa rispetto a prima. La nostra idea di fondo, però, è sempre la stessa fin dall’inizio ed è rimasta invariata. Acquistando, anzi, nuova forza. Crediamo profondamente in quello che facciamo. E lo amiamo a tal punto che ogni volta che saliamo sul palco l’unica cosa che vogliamo è riuscire a trasmettere al pubblico la nostra passione.

Fotografie di Andrés Maloberti

Parliamo del video di Winter, Car Crash. Il brano tratta un tema delicato, una profonda riflessione sul tema della morte, o meglio sul tempo che intercorre tra l’attesa e il suo arrivo. Cosa potete dirci a proposito? A cosa pensavate quando avete scritto questo pezzo?
Una mattina d’inverno, stavo risalendo la valle per andare a lavoro. Nevicava e ad un certo punto la mia macchina ha perso il controllo sul ghiaccio, sono uscito di strada ed ho incominciato a rotolare giù in un burrone. La caduta è durata 40 metri e sono passati secondi interminabili per me. Non aspettavo altro che la morte, ero sicuro che sarebbe arrivata e credo anche di averla desiderata perché non ne potevo più. Poi la macchina si è fermata contro un albero, sono riuscito ad uscire sfondando la portiera a calci, ho abbracciato l’albero e la prima cosa che ho pensato è stata: “Ci scriverò una canzone”.

Ultima domanda. Avete uno stile già profondamente personale che  fa emergere con chiarezza il talento e la passione che ci mettere nel  fare musica. Detto questo e armati di buoni propositi, cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? State già lavorando a qualcosa di nuovo?  
Bene, entreremo a brevissimo in studio. Ci hanno chiesto dei brani per alcune compilation nazionali. In più avremmo intenzione di registrare qualche pezzo nuovo. Non vogliamo svelare troppo perché non abbiamo ancora le idee chiare nemmeno noi. L’unica sicurezza che abbiamo è che registreremo materiale nuovo ma non sappiamo se e quando potrà uscire.

Grazie mille per la disponibilità e il tempo dedicato.
Grazie mille a te!
SoundcloudBandcampFBTW

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