sabato 30 giugno 2012

Il meglio di Giugno

Siamo giunti a fine Giugno e mentre Caronte ci traghetta verso l'infernale inizio di questa afosa estate potete chiudere le tapparelle, piazzarvi di fronte al ventilatore e ascoltare il meglio della musica che è passata sul nostro blog in questo ultimo mese. Un passatempo come un'altro, in fondo, mentre stai lì seduto immobile per non surriscaldarti. E sai solo sudare.


L’ultima volta che ho fatto ascoltare l’album dei Portfolio ad un gruppetto di amici che ascoltano solo musica straniera e snobbano apertamente il sottobosco italiano mi han chiesto per quale etichetta statunitense fosse uscito quest’album. Sono rimasti “F4 basiti” (Boris docet) quando con molta supponenza gli ho risposto che sono alcuni ragazzotti emiliani e che anche se la musica non conosce i confini, non bisogna avere la carta verde per ascoltare anche dal vivo gruppi da brivido. E questa Beth Gibbons, il cui nome mi riporta al grande concerto mancato della mia vita (che ho ancora sul groppone) è la traccia che più si avvicina alla mia estasi. La recensione la trovate qui mentre questa ed altre quattro sono scaricabili gratuitamente dal bandcamp. Enjoy!


Cinque giovani scalmanati alle prese con un emocore accaldato che s’irradia come elettricità con la sua emozionale e attrattiva vena melodica. La sinergia agrodolce tra la sezione ritmica infuocata e le melodie vocali urlate a più voci, va dritta al cuore per rivelare la bellezza della quotidianità delle cose. I testi sono distorti, carichi di quella rabbia e malinconia in cui ci si rispecchia e ci si perde. Questi sono i Lantern e Noicomete è un ep al quale vi affezionerete sin da subito. Qui la nostra recensione e qui il loro bandcamp! Cassettina in produzione per TwoTwoCats.


Mai senza guanti è il pezzo che introduce il primo album di Billy Torello, un invito al sesso sicuro, accompagnato da una chitarra slide. Tra tanti che urlano per farsi sentire a volte preferisco la morbidezza di chi sa imporsi con l'autorevolezza delle note o solo attraverso una dolce malinconia, che però non butta mai nello sconforto. Trovate la nostra recensione qui, mentre a questo link potete scaricare l’album.


In auto è una canzone da strilla-strimpellare in canotta, bermuda stropicciati, infradito consunti e unti di grasso di marmitta, preferibilmente col Mediterraneo sullo sfondo. È ancora possibile scrivere un pezzo al sapore di salsedine senza risultare scontati e già sentiti? I Bosio dimostrano che sì, si può fare: magari indossando le squame di un pesce volante che lotta per la vita fra i cavalloni, o cercando rifugio dalla folle folla vacanziera nella solitudine di un'auto ''parcheggiata in ultima fila sul traghetto strapieno''. Ci affacciamo all'estate in compagnia dei Bosio e del loro album di debutto L'abbrivio, di cui abbiamo parlato qui.



I milanesi Albedo con il loro nuovo disco A Casa raccontano la follia delle nostre routine in testi freschi che vi rimarranno adesi alla pareti del cervello, non potevo non inserirli in questo riassuntone perchè in questo periodo li ascolto a ripetizione fino allo svenimento. Questo disco come il precedente (Il Male, 2010) li trovate in free download qui e qui. La nostra recensione invece la potete leggere qui.

venerdì 29 giugno 2012

f〇fㄚ- Bioluminescence Ep - 2012

Non è certo stato con le mani in mano il nostro buon Davide Cedolin, in silenzio per un poco, certo, ma era lì che armeggiava e spippolava e registrava meraviglie. L'ultima sua fatica si intitola Bioluminescence Ep perchè è un disco che brilla nelle profondità marine come fanno le meduse, un rimbalzo di bagliori nel fresco e ombroso fondale roccioso dell'idm. In cinque tracce di dolce e sognante musica elettronica f〇fㄚ, come un buon ospite, ci conduce nei paesaggi sonori in cui ormai è di casa. Imperdibile. A brevissimo in free download dal bandcamp.


f〇fㄚ
Bioluminescence Ep
2012

Tracklist:
1. She
2. Bioluminescence
3. Embrace
4. Wandering Star
5. Oh Sea Tide


FBSoundcloudBandcamp

Brioscine appena sfornate: f〇fㄚ

Doppio appuntamento questa settimana con le brioscine, non ho potuto resistere dato che questo venerdì esce il nuovo lavoro del genovese Davide Cedolin (sotto il moniker di f〇fㄚ) che si intitola Bioluminescence. Suoni meravigliosi che mi sono fatto raccontare qui sotto.

Ciao Davide, raccontaci cosa fai nella tua vita precaria e dicci come la musica si incastra in essa. Conosciamo già il progetto dei Japanese Gum, come si differenzia questa tua esperienza solista?
Ciao a te e ai lettori. La mia vita, per quanto in realtà non sia al momento recaria in senso assoluto, lo è per quanto riguarda la fattibilità delle mie aspirazioni, che posso garantirti, non sono pazzesche. Sono sempre stato abituato a credere che il mondo in generale sia un insieme di pensieri e desideri, parole e azioni che, anche se spesso in modo intelligibile ed apparentemente inconsapevole, si legano a vicenda in maniera univoca per poi dare nuovamente spazio ad altre miriadi di possibilità, scelte e conseguenze. Come dire, prendere un miliardo di biglie, gettarle in una rete fine, e dopo che hanno smesso di muoversi e si sono posizionate, vedere che iniziano a trapassare i piccoli spiragli della rete per ricomporsi, in uno strato successivo in un nuovo e differente motivo. Quindi, in concreto, non ho mai sentito la musica come un elemento che dovesse incastrarsi nelle mia vita, ma come qualcosa che facesse parte effettiva di essa, e quindi non divisibile o identificabile. Sono accademicamente grafico, disciplina nella quale impronto anche buona parte della mia esperienza musicale, ma per necessità spesso faccio anche lavori meno edificanti. f〇fㄚ è nato come esigenza estemporanea, qualcosa che potesse fissare un determinato momento creativo in modo molto veloce, ma lentamente sta acquistando una forma ed una sostanza diversa, forse più riflessiva, pur non perdendo la spontaneità e la rapidità di produzione-esecuzione che coi Japanese Gum non è fisiologicamente possibile.


Il genere con cui ti esprimi è più o meno sempre l'idm, è un incasellamento voluto, senti di esprimerti al meglio o cerchi e pensi anche di esplorare, in un futuro più o meno prossimo, terreni vicini?
In realtà, il genere o l'incasellamento come tu hai scritto, è un qualcosa che riesco a capire e comprendere in una fase successiva alla composizione dei pezzi, e spesso non è neppure detto che ci riesca. Quindi di voluto non c'è quasi nulla in questo senso. Ascolto (quasi) di tutto, vedo un sacco di serie tv e film, sono per deformazione professionale informato di arte contemporanea, quindi di conseguenza credo che sia un insieme molto ampio di elementi a "influenzarmi" o comunque a dettarmi certe coordinate.
Sono appassionato della natura, appena posso passo giornate in un posto nell'entroterra varazzino nei pressi di un torrente quasi magico, coltivo anche un piccolo orto sul terrazzo di casa con la mia ragazza, e credo che siano queste cose di tutti i giorni a toccare maggiormente le mie corde espressive, più di un genere od un altro. Aggiungo che, un film come Drive, a partire dalla fotografia, per arrivare ad una prevalente assenza di dialoghi ed alla colonna sonora che è perfetta, abbia giocato un ruolo importante per lo sviluppo di certe idee, anche se poi nei fatti non penso ci sia moltissimo in comune tra la musica che faccio e la sua soundtrack.
Non ho quindi aspirazioni a coprire un genere piuttosto che un altro, ma semplicemente ricerco, in quello che faccio, una gamma di suoni che possano rappresentare al meglio la mia espressività, e sicuramente in futuro posso garantire al 1000% che non farò mai un disco uguale ad un altro, discorso che vale anche per i Japanese Gum. Per me resta più importante trovare gli strumenti e i codici espressivi più appropriati per poter raccontare o astrarre un concetto piuttosto che consolidare uno status quo di genere o stile, che giudico personalmente uno stratagemma per nascondere un'aridità o una pigrizia di idee.

Come mai Bioluminescence? L'accostamento medusoide a questa musica è più che mai azzeccato ma io davvero non lo saprei spiegare. Come nasce in specifico questo disco?
La bioluminescenza è un'altra mia fissa. Credo di avere guardato in passato tonnellate di documentari a riguardo, sono sempre stato attratto/affascinato dalle profondità dei mari e dalle creature che le popolano. Creature in grado di generare luce dal proprio corpo autonomamente... forse lo troverai infantile, ma in un certo senso credo che anche questo sia magia. Durante la composizione dell' EP, mi sono reso conto che un certo tipo di mood vinceva sugli altri, ed era una sorta di pacifica danza silente, un qualcosa che fosse di movimento ma allo stesso tempo quasi statico. Un qualcosa che mi trasmetteva una sorta di luce attraverso un insieme di scenari più cupi e non definiti. Quindi è stato naturale per me associare alle canzoni un titolo del genere.


Il tuo disco è il classico esempio di DIY e sicuramente puoi essere etichettato come un artista indipendente in quanto non legato ad una major. Ma cosa vuol dire per te indipendente e come si discosta la tua visione da quello che in Italia è chiamato così?
Fare il punto sull'essere indipendente come artista nel 2012 è una questione complessa a dir poco e risponderti in modo completo senza dimenticare dettagli pressoché impossibile. Ma è una tematica che mi è molto cara e cercherò di essere il più esauriente possibile.
Nella domanda parti dal presupposto che io abbia una visione che si discosta da quella italiana e salvo specifici casi sporadici, hai ragione. Non ho mai capito perché si debba parlare di DIY o di indie con tanta leggerezza e qualunquismo. Dietro una parola c'è sempre un significato e se è vero che luoghi comuni come "paese che vai usanza che trovi" non sono privi di fondamento è anche vero che quando le cose non funzionano come altrove, sarebbe bene cercare di imparare un certo tipo di elementi che potrebbero fare migliorare la propria situazione. Innanzi tutto bisogna fare delle differenziazioni di intenti: la gente mediamente tende a mescolare e rendere subalterne parole come indie e hipster. Storicamente indie significa affermazione di un'esigenza espressiva che non può esistere all'interno di un sistema mainstream. Ormai invece indie è spesso considerato più un genere musicale piuttosto che una condizione. E gli hipsters che esistono dagli anni '40 dello scorso secolo negli States, sono tutt'altro che persone che si affannano a fare gli strani o gli alternativi in modo ostentato, vestendo in un certo modo, ascoltando solo le demo dei gruppi e mangiando macrobiotico; sono individui che tentano di affermare una controcultura, non con intellettualismi gratuiti da wikipedia, ma con formazione personale e studi che giustificano certe scelte ed interpretazioni delle cose, individui che non scelgono un prodotto alimentare perché è diverso e basta, ma perché hanno una consapevolezza che li porta a credere che sia migliore. Non pensano che la demo di un gruppo sia meglio dei dischi successivi solo per poter dire di esserci arrivati prima, ma perché magari certe band, col passare del tempo, dopo i promettenti inizi si perdono in elaborazioni non spontanee e omologate del proprio suono che li porta a perdere di significato. E' ovvio che le degenerazioni modaiole dietro ad attitudini come queste siano facilissime. A mio parere in Italia molto di più che in altri paesi, si cerca di cavalcare l'onda, di assorbire il più possibile, senza essere in grado di metabolizzare in modo autonomo le cose. Ne sono esempio gruppi italiani che prima di ottenere riconoscimenti nello stivale devono andare oltre confine per suscitare interesse qui.
Poi, in Italia, paese della moda (e delle mode) per eccellenza, tutto si riduce a questo. Nei primi anni 2000 tutti a cantare in inglese perché si pensava fosse figo. Ora negli ultimi anni un sacco di gruppi che apprezzavo parecchio hanno invertito la tendenza, scegliendo l'italiano. So che non mi farò molti amici, ma personalmente credo che quest'ultima cosa sia esemplificativa: siamo un popolo barbaro, incapace di dedicare tempo alle cose, e quindi magari preferiamo ascoltare gente che canta in italiano per evitare di dover leggere i testi e tradurli. Non credo che nessuna persona dotata di un'intelligenza media pensi che la lingua italiana sia più funzionale di quella inglese ad un gruppo che suona come uno americano. L'italiano è una bellissima lingua, ma al di là di singolari casi in cui la lingua è utilizzata in modo differente da quello tradizionale (parlato come gli Offlaga Disco Pax, o screamo come i La Quiete i primi che mi vengono in mente) non è per niente armonica e sintetica come l'inglese, ha troppe sfaccettature, tempi verbali e strutture rigide per funzionare, che ne so, su un pezzo alla Pavement. Capitolo a parte sono i cantautori, dove c'è una scuola italiana enorme e bellissima, ma che prima ancora che in Dylan affonda le radici in Tenco.
Quindi, dovendo fare una sintesi conclusiva, reputo la nostra cultura indi(e)pendente indietro nella media e ancora troppo arroccata su posizioni conservatrici se vogliamo, anche se fortunatamente ci sono piccole realtà che vanno decisamente contro corrente, mettendo al primo posto le qualità ed i valori di una band piuttosto che l'impatto mediatico costruito a tavolino che essa ha. Una cosa positiva, è che finalmente anche in Italia l'età media delle nuove band si stia abbassando, ottenendo così maggior respiro e nuova linfa per un paese che ne ha davvero bisogno.

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giovedì 28 giugno 2012

Above the tree - From the memory of my hard disk - 2012

From the memory of my hard disk non è un nuovo disco di Marco Bernacchia ma piuttosto un sito archeologico dal quale emergono cocci di musica antica, lasciata nel cassetto nel quale galleggia l'anima intima di Above the tree. L'effetto e il gusto che lascia al palato è quello di un genere che non hanno ancora inventato, sembra un western folk del futuro, sembra di vedere il momento in cui atterrano le astronavi al saloon dell'asteroide MC-25AT per portare via al povero gestore immigrato le poche casse di lingotti di ferro, così rari ormai nell'universo. From the memory of my hard disk contiene undici frammenti, undici file piuttosto scollegati tra loro che provocano alle vostre ossicine auricolari una serie di piacevolissime sensazioni. Enjoy!


Above the tree
From the memory of my hard disk
2012
Miacameretta Records

Tracklist:
1. Disco shit inferno
2. Boxer
3. Pappagallo rosso
4. I love you
5. Rappy
6. To the loft
7. Le signorine che nuotano (lo-fi version)
8. Azzurro
9. Imbutu
10. Dogy-02
11. Final one



BandcampFBDownload

Garden of Alibis - WICAYO [Video]


Regia di Italo Draperi
Sito

mercoledì 27 giugno 2012

Silvia Dainese - 11 EP - 2012 [Streaming]

Silvia Dainese viene da Genova e come cantautrice è un po' particolare, dato che utilizza sintetizzatori e drum machine per alimentare e dare forza alle delicate storie che racconta. Si presenta subito senza equivoci: Sono una sognatrice, vivo sulla luna, sopra un albero di cera che si scioglie ad ogni ricordo triste. In Sapore di zenzero, poi, cerca nuovamente di aprirsi un varco: Esiste un posto dentro, tento di entrarci in silenzio, delicatamente senza far cadere niente, imparo a bussare, mi apri per favore?
11, a parte l'utilizzo di varie diavolerie tecnologiche, è un album molto introspettivo, di cui Pelle come limone potrebbe essere l'emblema: il numero “11” infatti, come la personalità di un individuo, è unico ma anche doppio, e quindi ci fa pensare alla bipolarità insita in ognuno di noi. Silvia ci mette così a contatto con le sue discrepanze, i contrasti, le disarmonie di cui è la prima a stupirsi. Non diciamolo a nessuno vede la partecipazione e complicità di Luca Urbani (mai ospite è stato più adatto) ed è anche il pezzo che insieme a Pelle come Limone ti rimane più attaccato addosso. Tanto per dare ulteriore risalto al titolo dell’ep ci sono infine 11 secondi di silenzio che congedano l’ascoltatore. Un disco perfetto per i pomeriggi in cui avete solo voglia di rimanere da soli ed elucubrare sulle vostre contraddizioni. Sempre con leggerezza però.

gli occhi sono gli unici amanti a piangere in due
(da Pelle come Limone)



Silvia Dainese
11 EP
2012
TdEproductionZ

Tracklist:
1. Pacman (Siamo soli)
2. Sono una sognatrice
3. Sapore di zenzero
4. Baciami e odiami (Les Forè chin mbira)
5. Non diciamolo a nessuno feat. Luca Urbani
6. Pelle come limone
7. O la luna in gola
8. 11 secondi


Recensione (Stordisco) ▼ FBSitoTWBuy it!

Caronte - The Devil laughs under the bed [Video]


Da Red, Blue and Green
Sito

martedì 26 giugno 2012

Shelly Johnson Broke My Heart - Me Vs. Sugar Ramos [Video]

"...ci è stata commissionata una colonna sonora e la cosa già era sufficiente per entrare in studio e registrare... Giusto il tempo di capire cosa dovevamo sonorizzare e che tipo di atmosfere dover ricreare, poi senza neppure badarci tanto abbiamo attaccato gli strumenti agli amplificatori e il resto è venuto da se. Si sono create diverse parti musicali che poi sono state ricomposte a posteriori cercando di dare un senso a quello che di getto si era registrato. Ringraziamo di cuore la tecnologia che ci permette di fare tutto ciò..."
La spontaneità è la reazione più adatta, shoegazing etereo accostato ad immagini rapide e violente di un incontro del peso piuma Sugar Ramos, pugile cubano riconosciuto come uno tra i più grandi pugili di sempre. Il footage è stato ricercato da Umberto Bendini e il pezzo scritto dagli Shelly Johnson Broke My Heart. Registrato allo Stop Studio di Rimini da Andrea Muccioli e Ivan Tonelli.



"Il video ha a che fare col titolo, per una volta. Sul perché la boxe: nelle mie personalissime intenzioni è un piccolo omaggio a un musicista e a un disco che ho ascoltato all'infinito, in cui ricorrono questi personaggi dal mondo del pugilato che fu, come fantasmi. Il disco è - per l'appunto - Ghosts of the great highway di Sun kil moon."


Stop! RecordsFBBandcamp

lunedì 25 giugno 2012

Brioscine appena sfornate: Wora Wora Washington

Colazione in compagnia di Giorgio, Marco e Matteo, coi quali facciamo il punto della situazione sul progetto Wora Wora Washington.

Cari ragazzi, la promozione dell'ultima fatica Radical Bending vi ha portato questa primavera a suonare la vostra musica in giro per l'Europa. Vi va di parlarci di questa esperienza? Da dove è nata, com'è andata e, soprattutto, è sintomo di un'auspicata invasione estera da parte vostra?
Questa è la nostra seconda esperienza all’estero. Siamo stati contattati da un'agenzia di booking tedesca un paio di anni fa, e con questa abbiamo potuto organizzare il tour in Germania. Attualmente stiamo definendo altre date in Francia, Olanda, Belgio, Croazia e Slovenia e altri paesi dell’Est. Suonare all’estero è sempre una bella esperienza e la risposta del pubblico è sempre stata ottima. Entrare in contatto con la cultura europea porta inevitabilmente ad una crescita anche personale.
La nostra musica trova ottimi riscontri anche all’estero, e veder ballare e saltare un pubblico di volta in volta così nuovo ci dà gioia.


Il vostro secondo LP è un lavoro senza mezze misure o toni grigi, a partire dall'artwork optical da emicrania giocato tutto sul bianco e sul nero. La virata estrema che prende Radical Bending rispetto al precedente Techno Lovers mi sembra evolversi da un'attitudine più propriamente punk, arruffata e selvaggia, verso territori in qualche modo più ''razionalizzati'', e forse per questo più efficaci. Cos'è successo fra un disco e l'altro? Avete ascoltato cose diverse o questo cambiamento è dovuto a pure scelte di produzione?
È curioso come definisci il nostro nuovo lavoro “senza mezze misure o toni grigi” quando al contempo il nostro artwork è grigio/in bianco e nero! [Ottimo, cambio occhiali, NdR.]
La nostra fortuna è l’avventurarci in nuovi mari, intendo cambiare, smontare, pluggare, clikkare, segare, ricucire strumenti col fine di ricercare nuove sonorità che meglio possano interpretare la nostra idea di musica. Con Radical Bending abbiamo fatto un faticoso lavoro di preparazione, composizione e produzione che ha portato alla realizzazione di un disco del quale siamo molto soddisfatti. Radical Bending rappresenta molto bene il momento musicale che stiamo vivendo.

I testi dei vostri brani sono in lingua inglese, e sono stati scritti da Giulia Galvan. Da dove è nata questa collaborazione? La scelta dell'inglese ha anche lei a che fare con i vostri (presunti) sogni di esportazione musicale? Avete mai pensato di produrre qualcosa in italiano?
La collaborazione con Giulia Galvan è cominciata già al tempo di Techno Lovers. Le sue storie e poesie hanno contribuito, tramite l’immaginario che creano, alla composizione dei brani stessi. Per la musica che proponiamo vediamo l’inglese come lingua base e di conseguenza non abbiamo mai preso in considerazione l’idea del cantato italiano se non solo pochi secondi la sera tra il 31 dicembre e il 1 gennaio alle 6 del mattino.


Come nascono invece i suoni delle vostre canzoni? Come arrivate materialmente a tirarle fuori tutti e tre insieme?
Di solito si parte da un’idea che viene elaborata da tutti, dove ognuno porta un po’ di se stesso e di conseguenza il proprio modo di fare musica. La commistione è quello che voi avete potuto ascoltare.

I vostri lavori sono tutti disponibili in streaming su Soundcloud. Come nasce questa scelta? Avete mai avuto il timore di esserne danneggiati in qualche modo?
Nessun danneggiamento, per noi la musica deve veicolare sempre in ogni dove e quando. Comunque per i feticisti il prezzo del cd è 10 euro, il vinile 12… ;) $$$$$$$$$$$$$$$$$

Per chi ha la curiosità di venire a vedervi dal vivo. Progetti estivi?
Per chi volesse venire a vederci, saremo qui:
06/07: Tagofest - Marina di Massa (MS)
13/07: Festival - Breno (BS) T.B.A.
17/07: Mira on Festival - Mira (VE)
28/07: Pedepalooza - Pederobba (TV)
A breve altre news... Stay tuned!!!

Frivolo domandone finale in sintonia con la stagione estiva: i dischi che vi porterete sotto l'ombrellone?
Per noi è sempre inverno, del sole ne aspettiamo il tramonto, e dell'ombrellone non sappiamo che farcene. :)

Invece noi saltacolazione fototipo 1 andiamo a inzupparci di protezione solare 50+, ci ficchiamo lo streaming di Radical Bending nelle orecchie e ci godiamo il sole di fine giugno con quei vampiri dei Wora's.

Wora Wora Washington - Radical Bending - 2012 [Streaming]

WWW, mi piaci tu! Voi che avete la (discutibile) fortuna di ricordare la hit estiva di qualche anno fa, sappiate da subito che siamo da tutt'altra parte. Il WWW in questione è infatti l'acronimo di un trio di provenienza veneta che risponde allo splendido nome di Wora Wora Washington, ispirato ai tre - almeno così hanno raccontato qua e là per il web, e di per sé è una storia deliziosa a pescindere - dal nome di una squadra di salvataggio creata in sogno da una bambina e dai suoi giochi. Radical Bending è il secondo lavoro dei WWW, è un album accattivante a più livelli a partire dall'artwork mesmerizzante, un labirinto ottico che la dice lunga sulla dinamicità del progetto. Post-punk? Lo chiameremo così per praticità. Ascoltandolo ci troverete un magma travolgente con pungolature techno e industrial, fra suoni sintetici e ritmi che sconquassano le budella.


Wora Wora Washington
Radical Bending
2012
Shyrec

Tracklist:
1. Radical Bending
2. If It's so Wow
3. Marbles
4. Love It
5. LN
6. Flowing and Fresh
7. Dozen Frozen
8. Distraction



RecensioneFBMyspaceSoundcloud

domenica 24 giugno 2012

Warm Up: Era.. sPAZIALE Emersione Festival

Torna lo sPAZIALE festival con i suoi 5000 metri quadri di parchi, concerti, area verde allestita, merchandise, expo, installazioni permanenti, spiaggia urbana, servizio ristoro ed exotic art. Cambia un poco il nome ma la qualità è sempre la stessa!


Line up da urlo anche quest'anno. Grandissimi gruppi internazionali e nazionali si alterneranno su due palchi per cinque giorni dal 5 al 10 Luglio nell'area open air dello sPazio 211. Linea 77, Titor, Management del dolore post operatorio, Tre allegri ragazzi morti, Venus in furs, Nouvelle vague, Litio, Fine before you came, Lo stato sociale, I fasti e molti altri. Imperdibile!


Giovedì 5 luglio
Ticket : 12 € (ridotto 4 € fino alle 19:30)

Breton, Kurt Vile & the Violator
The stealing sheep, Woodu?

Venerdì 6 luglio
Ticket : up to you!

Tre allegri ragazzi morti
Venus in furs, Schneeflock
10135, Federico pianciola

Sabato 7 luglio
Ticket : up to you!

Linea 77, Titor, Bettie blue
Management del dolore post operatorio
Il proteo delle grotte di postumia
Ronny taylor

Domenica 8 luglio
Ticket : up to you!

Fine before you came
Lo stato sociale
I fasti, Satellite, Gregor kay

Lunedì 9 luglio
Ticket : 15 € (ridotto 5 € fino alle 19:30)

Nouvelle vague, Litio
2:54, Perfume genius

Martedì 10 luglio
Ticket : 15 €

The cribs, The answer
Citizens


Per raggiungere sPAZIO211 open air Area211:
Uscita autostradale della Torino-Milano: C.so Giulio Cesare
Bus che arrivano in zona: 46, 46 /, 75, 51, 4, 50, 10Navetta, 52, 49
Ogni venerdì, sabato e nei prefestivi bus notturni
Dall’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle: una linea ferroviaria collega l’Aeroporto di Caselle con la stazione Dora GTT di Torino in 19 minuti. Stazioni consigliate: Dora e Madonna di Campagna

sabato 23 giugno 2012

Fabio Zuffanti - La Foce Del Ladrone - 2011

Fabio Zuffanti è nato a Genova. Musicalmente attivo dal 1994 ha realizzato, in qualità di bassista e compositore, diversi album con una miriade di gruppi e progetti da lui fondati tra i quali ricordiamo Finisterre, La Maschera Di Cera, Hostsonaten, Quadraphonic e Aries, componendo musiche che spaziano tra moltissimi generi musicali.
La Foce Del Ladrone è un album che sia a partire dal titolo che dalla copertina appare come un sentito omaggio a Franco Battiato e alle atmosfere de La Voce del Padrone, che lo fece avvicinare al mondo della musica. Un disco che comprime i diversi generi sperimentati da Zuffanti nella sua carriera, dal prog al post-rock, alla musica da camera, tanto per citarne alcuni, rimandandoli fuori in otto canzoni di (quasi) puro pop. Come dice Zuffanti: "Il ladrone del titolo non è altro che il musicista/compositore: quando si compone, oltre alla pura e semplice ispirazione c'è sempre un riferimento altrui, rimesso in discussione secondo i canoni del musicista che realizza l'opera. Queste canzoni si paragonano a quelle di Battiato per come sono state costruite e cioè secondo gli stessi criteri: collages di frasi musicali e testuali prese altrove, linguaggio colloquiale, banalità di vario genere, storie di vita vissuta". Canzoni molti intime, unite da atmosfere d'inizio anni '80, che trovano il loro focolaio non solo in Battiato, ma anche in Battisti, e nel grande Enzo Carella (ascoltatevi il brano "In cantina"), anch'egli collaboratore del poeta Panella. Da avere assolutamente.


Fabio Zuffanti
La Foce Del Ladrone
2011
Spiral Records / Long Song Records

Tracklist:
1. 1986 (on a solitary beach)
2. Musica strana
3. Se c'è lei
4. Lunar park
5. Una nuova stagione
6. In cantina
7. Capo Nord
8. It's time to land



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Dumbo Gets Mad & Venice - Viaje Astral [Video]


Dumbo gets MadVeniceBandcamp

venerdì 22 giugno 2012

Live Report: Dimartino @ Murazzi Student Zone - 13/06/2012

Dopo un paio di anni dal primo e folgorante ascolto di un brano dei Dimartino, la scorsa settimana ho avuto l'opportunità di apprezzarli dal vivo a meno di due minuti da casa... Cosa c'è di meglio di una calda serata in cui l'estate sta per fare capolino, la brezza del fiume, la discesa ai Murazzi (lato sinistro, che quello destro lo lascio volentieri ai tamarri, fighetti, alternativifiglidipapà) e un concerto gratuito che mi aspetta in un locale-aula studio nuovo nuovo?
Montato il cavalletto, preparata la videocamera, ecco che ha iniziato come gruppo spalla gli Andrè Pascal, duo torinese che sicuramente si farà strada nei prossimi anni.
Si è giunti quindi alla salita del trio dei Dimartino, in cui si notava sul palco l'assenza di Simona, mentre Antonio e Giusto erano accompagnati da Angelo Trabace che ha preso degnamente il posto alle tastiera della bella siciliana.
Il concerto, durato poco più di un'ora ha visto alternarsi brani dell'ultimo album "Sarebbe bello non lasciarsi mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile", al più vecchio e dal titolo brevissimo "Cara maestra abbiamo perso"..
Avendo registrato l'intero live (grazie anche alla Picicca Dischi), mi fermo qui e vi invito a gustare il concerto comodamente seduti in poltrona!

Parte1 (47.20 min)




Parte2 (16.30 min)



Ecco le date dei prossimi concerti di Dimartino:
13/07: Arienzo (CE), Caffè Letterario
15/07: Brescia, Low Rock Festival
20/07: Fucecchio (FI), Parco Corsini
21/07: Civitanova Marche (MC), Popsophia
29/07: Segrate (MI), Magnolia
04/08: Filago (BG), Filagosto Festival
16/08: Noci (BA), Bucobum Festival
18/08: Messina, Horcinus Orca

Werner - Blue Sea of Runa [Video]


da Oil tries to be water
RecensioneBandcamp

giovedì 21 giugno 2012

Andrea - Caleidoscopio - 2011

Chi/cosa si nasconde sotto il parruccone di stelle filanti e il vestitino stroboscopico che capeggiano sulla copertina di questo misterioso disco? L'instancabile e coloratissima Andrea Noce de Le Rose, proprio lei, e Caleidoscopio è il progetto discografico uscito l'anno passato a seguito dell'esperienza live che l'ha portata all'estero come solista.  
Caleidoscopio è un album e insieme Andrea stessa, o meglio il suo alter-ego fluo, laccato, sparato di neon. Ci sono quelli che gli anni '80 li buttano nel cassonetto turandosi il naso a prescindere, ma c'è anche chi è capace di scucire le spalline dal blazerino fucsia e indossarlo con disinvoltura. Andrea appartiene al secondo gruppo di cui sopra, e le sue canzoni possiedono il giusto pepe di ironia e malizia per rimanerne affascinati. Caleidoscopio «scaccia il cielo grigio» a colpi di sensualità sbarazzina, specchietti luccicanti ed elettrofioriture. Che poi Elettrofiuriture è una vecchia canzone di Dente, e non c'entra una mazza. Ma se chiudo gli occhi ascoltando il disco di Andrea mi vedo passare sulle palpebre boccioli color pesca sul punto di schiudersi; e questo è quanto. Scarica le canzoni, prova anche tu e sappimi dire.


Andrea 
Caleidoscopio
2011
Selva Elettrica

Tracklist:
1. New Shoes
2. Chorus Bus
3. The Yard
4. A ore
5. Laser Swords
6. R.G.B.
7. Ultraviolet

Sito ufficialeFBYouTubeDownload

Io?drama - L'amore ai tempi del precario [Video]

Da Mortepolitana
FB

mercoledì 20 giugno 2012

Bosio - L'abbrivio - 2012 [Streaming]

Vele gonfie e vento in pop!, perché pop non è una parolaccia, e i Bosio fanno popular music di pregiata fattura, roba che si fa cantare a pieni polmoni fra l'ironico e il malinconico, dondolando arti e testa a occhi chiusi. I Bosio fanno musica che colpisce per immediatezza e, quantomeno in apparenza, sono fisiologicamente incapaci di non metterci dentro quella dose di ruvidezza irrequieta che li tiene al riparo dal grande scivolone che si cela in potenza dietro il piglio spontaneo/casual: il rischio di risultare degli emeriti paraculi.
Svariati i progetti che stanno alle spalle di questo trio di area genovese (uno su tutti, gli En Roco), che ha preso una rincorsa lunghissima - sette anni - prima di esordire in full length. In L'abbrivio troverete undici  canzoni arruffate e biscottate di sole, sorrette da arpeggi di chitarra a briglia sciolta, banjo selvatico, liriche pulsanti e dalla voce fieramente recalcitrante di Pietro. Quest'ultimo è accompagnato dal fratello Enrico - Bosio, per l'appunto - e da Giorgios Avgerinos, coi quali dà vita a una miscela colorata di folk e spiccata melodicità. Se proprio vogliamo spostare le orecchie extramoenia, qua e là ci possiamo sentire un po' di Go-Betweens, Violent Femmes, R.E.M. trapassatoremoti.
Per dirla molto banalmente, gran bel debutto.


Bosio
L'abbrivio
2012
The Prisoner Records

Tracklist:
1. Non so più bene da quando
2. Lontano
3. No Vatican No Taliban
4. Cimento
5. Che fare?
6. Modo e modo
7. In auto
8. Casa piccola
9. I merli
10. Polvere
11. Verrà la pioggia



Recensione (Rockambula) ▲ FBSoundcloud

Marco Notari - La terra senza l'uomo [Video]

Da Io?
Regia di Marcello Saurino.
Realizzato in collaborazione con Greenpeace e LAV
Bandcamp

martedì 19 giugno 2012

Dragonsummer 2012

Un'estate al mare stile balneare, ma in acqua dentro una scatola di cartone, o con una corona di fiori per ciambella: specchio dei tempi, la copertina e la controcopertina della Dragonsummer 2012, disegnate dall'artista calabrese Andrea Massara. La compilation estiva di David Drago, puntuale ad ogni inizio stagione con una scelta delle novità indie, si apre con uno splendido brano dei The Please tratto dal loro secondo album Bitter along the riverside, e prosegue con la dichiarazione d'amore di Canto alla durata, uno dei brani più belli del nuovo album di Fabio Cinti Il minuto secondo. Troviamo poi i Videodreams con il pezzo che dà il titolo al nuovo Ep, ritmo ipnotico che scivola nel brano seguente, tratto dal bellissimo album La guarigione di Veronica Marchi, in cui la cantautrice recita come un mantra "l'acqua ti ipnotizza, è sempre uguale e mai la stessa". Il pezzo successivo è tratto dal nuovo disco di Toti Poeta (L'ora della socialità), esponente di quell'onda musicale che arriva dalla Sicilia e che ci fa appassionare di nuovo al cantautorato dopo stagioni in cui la sola parola ci faceva venire l'orticaria. E se Per due settimane all'anno di sole, il brano dei milanesi Albedo tratto dal loro secondo album A casa, mette in campo un'estate in cui la voglia di fuga si fa più pressante e difficile allo stesso tempo, dal bel disco di Atterraggio Alieno Il disgelo ecco la splendida ballata Ho visto cose che ci immerge in una dimensione ancora più intima. Nicolas J Roncea, già leader dei Fuh e Io Monade Stanca, torna con il suo secondo album solista Old toys da cui è tratto il pezzo intitolato alla stagione delle bugie, mentre Gianmarco Martelloni dal recentissimo album Fiamme ci inconda con un vento energico e liberatorio che "riempie le stanze di forme nuove". Uscito proprio in questi giorni, l'ep Desert beyond di ED ci regala con Missing the point un irresistibile indie pop dagli echi sixties, mentre dalla memoria dell'hard disk di Above the tree esce un meraviglioso lo-fi strumentale che descrive Le signorine che nuotano. La Dragonsummer 2012 chiude in bellezza con un irresistibile pezzo dei livornesi Bad Love Experience, tratto da Pacifico, già eletto tra gli album più belli di questa prima parte dell'anno.

David Drago scrive di musica su Shiver e conduce 
“L'Ora del Dragone”, programma dedicato esclusivamente 
alla musica indipendente, italiana, in fm e streaming 
su Radio Insieme il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 18 alle 19.

Andrea Massara, artista calabrese, vive a Bologna 
e studia pittura all'Accademia di belle arti


Dragonsummer
2012

Tracklist:
1. The Please - Hey (Bitter gospel along the riverside)
2. Fabio Cinti - Canto alla durata (Il minuto secondo)
3. Videodreams - Wet Pain (Wet Pain)
4. Veronica Marchi - Acqua (La Guarigione)
5. Toti Poeta - L'arresa (L'ora Di Socialità)
6. Albedo - Per due settimane all'anno di sole (A Casa)
7. Atterraggio Alieno - Ho visto cose (Il disgelo)
8. Nicolas J. Roncea - The season of lies (Old toys)
9. Gianmarco Martelloni - Il vento (Fiamme)
10. ED - Missing the point (Desert Beyond)
11. Above the Tree - Le signorine che nuotano (Lo-Fi version) (From the Memory of my Hard Disk)
12. Bad Love Experience - The Kids Have Lost the War Pt. II (Pacifico)


BandcampDownload

In Her Eye - We're all alone [Video]

Da Anywhere Out Of The World
Regia di Nicola Piovesan
FB

lunedì 18 giugno 2012

Brioscine appena sfornate: Reazione Acustica

Ciao a tutti, questo Lunedì faremo due chiacchiere con i romani Reazione Acustica.


Ciao ragazzi, avete voglia di spiegare ai nostri affezionati lettori chi siete, cosa fate nella vita oltre che suonare e a che età avete preso in mano per la prima volta uno strumento musicale?
Ciao!I Reazione Acustica nascono nell'autunno del 2007. Siamo Dario Cruciani (Voce e Chitarra), Ninì Forciniti (Batteria), Stefano Bani (Synth e Tastiere) ed Emiliano Tizi (Basso e Cori). Ci raccontiamo...
Dario: Inizio a suonare la chitarra e a scrivere le prime canzoncine a 12 anni. Da lì ho vissuto diversi progetti ed esperienze musicali con passione, sempre di musica originale indipendente. Per vivere faccio l’Aiuto Regista di programmi televisivi.
Ninì: La musica ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato da piccolo studiando pianoforte fino al liceo, quando mi sono accorto che il mio strumento era la batteria. Mi diverte strimpellare chitarra e basso e per la felicità dei miei vicini, il violino. Sono Architetto.
Stefano: Lavoro come tecnico audio e video in ambito televisivo. Tra le varie ed eterogenee passioni quella per la musica è iniziata non prestissimo ma ha inciso fortemente sulle mie scelte di vita. Il mio primo approccio serio con uno strumento musicale è stato all'età di 16 anni.
Emiliano: Ogni bassista che si rispetti inizia comprando il proprio strumento perché è quello che manca nella band già formata dagli amici del liceo. E così feci io a 14 anni. Lavoro per una rivista scientifica in ambito medico.

Vi conosco dal 2010, quando avevate presentato il vostro secondo EP Martedì Piove su Indieitalia, cosa è cambiato nel vostro modo di suonare in questi due anni?
Pensiamo che il nostro ultimo EP sia l’evoluzione inevitabile e il frutto di questi anni passati insieme. Con l'esperienza il nostro modo di suonare è sicuramente cambiato, abbiamo sentito la necessità di sperimentare influenze diverse che già ci appartenevano. L’evoluzione elettronica di Senza rappresenta per noi un punto di svolta, siamo sempre alla ricerca di sonorità più sofisticate e curate.
Abbiamo scelto di lavorare di più sui brani, curando arrangiamenti e suoni come in passato non avevamo potuto fare. Forse oggi siamo più consapevoli e decisi di quando uscì Martedì Piove.

La vostra ultima fatica Senza sta uscendo in autodistribuzione in questo periodo, perché avete scelto questo titolo e come avete scelto le canzoni presenti nell'EP?
Tutte le volte che cerchiamo il titolo per il cd ci vengono in mente mille idee, ma alla fine vincono i pezzi che suoniamo, infatti anche questa volta l’EP prende il nome dalla seconda traccia.
“Senza” nasce dal forte contrasto di possesso e privazione che ci rappresenta e ci nutre tutti i giorni. E’ una deflagrazione dell’Ego per combattere la banalità, l’indifferenza e la pressione che subiamo dall’esterno per diventare tutti uguali e inutili, privati degli istinti e dei bisogni più veri.. Quindi Senza di noi. Le canzoni si sono fatte scegliere durante le sessioni in sala prove, le idee non ci sono mai mancate, sia scaturite nell'intimità di ognuno di noi che nate collettivamente in sala prove. Tra queste poi c'è stata una selezione naturale che ha definito questi 5 brani.


La vostra musica è sicuramente sanguigna, anche nei momenti più irriverenti e sarcastici come in "Troppo Indie", la musica e i testi trasmettono inquietudine e passione per quel che volete esprimere, qual è il vostro segreto?
Cerchiamo di non ripeterci, proviamo a far uscire il sangue da ferite diverse, nuove. Non sappiamo qual è il segreto, potremo annoiarvi con della retorica ma forse la verità è che quando si suona e si scrive bisogna sentire e ricercare il proprio linguaggio, la propria alchimia, le sinestesie dell’anima.
Cerchiamo di trovare, fra le nostre diverse esigenze creative, uno spazio estetico comune che lasci libere le individualità ma che ci consenta però di unirle in un messaggio istintivo e diretto.Quando i generi si rincorrono con le mode l’unica salvezza è tirar fuori il proprio stilema, bello o brutto che sia, basta che ti renda riconoscibile, unico.

Anche se ogni canzone è un momento a sé, quale gruppo musicale vi ha ispirato maggiormente e del quale consigliate l'ascolto anche ai nostri lettori??
La lista potrebbere essere fuorviante e lunghissima, soprattutto se consideriamo il bagaglio musicale che ci nutre e ci accompagna da quando siamo piccoli. L’ispirazione è poi spesso un prurito inconscio, però sicuramnte ci stanno dei punti saldi che ognuno di noi ha sempre avuto tra le orecchie... Quindi se parliamo di capisaldi facciamo pure qualche nome che forse non sorprenderà nessuno: The Cure, The Smiths, Depeche Mode, Afterhours, C.S.I. , Placebo, Pearl Jam, Alice in Chains, God is an Astronaut, Explosions in the Sky, The Cult, Joy Division, New Order.
Per il resto non vi nominiamo centinaia di gruppi fondamentali nel Punk, nell’Hard Rock e nel Metal.
Questa risposta può risultare un po’ confusa e impersonale.. Ma la verità è che in quattro abbiamo gusti a volte molto diversi, forse la nostra vera ricchezza è proprio questa.

Il vostro EP (come i precedenti) è autoprodotto, questo significa ancora una volta che è possibile fare musica di qualità con il metodo do it yourself, cosa consigliate a giovani gruppi che come voi vogliono farsi conoscere senza compromessi con le etichette discografiche?
Noi pensiamo alla qualità delle canzoni e della musica. Il miglior giudizio ce lo danno l’emozioni di chi ascolta. La musica originale è una realtà che non c’entra niente con le etichette discografiche. In questo periodo è difficile che una casa discografica ti prenda in considerazione a meno che tu non sia già conosciuto e soprattutto con un considerevole seguito di sostenitori alle spalle. Uno degli aspetti positivi dell’avvento del digitale è che i costi di produzione si sono enormemente ridotti. Ormai con poche centinaia di euro è possibile registrare un prodotto dignitoso, il difficile poi è farsi notare ed avere spazio nella marea di proposte presenti. In questo "non" mercato discografico "formattato" più volte e reso inedito dall'avvento della rete è difficile orientarsi. I giovani gruppi troveranno la via migliore che gli consigliano l’età, le possibilità economiche e di tempo... Ma soprattutto le conoscenze giuste o sbagliate.


Scaricate e comprate musica? Cosa pensate del diritto d'autore e della tassazione che c'è dietro? Cosa auspicate per il futuro in questa annosa materia? Farete anche voi una bella pubblicità regresso come Battiato per fermare la pirateria digitale? :-P
Facciamo tutte e due. La musica è bella ma è anche essenziale, non si può stare senza. Noi stessi facciamo scaricare gratis la nostra musica. La pirateria digitale è forse stata il più grande mezzo di scambio culturale degli ultimi anni. Il diritto d’autore ha un valore importante come proprietà intellettuale del proprio lavoro, la difesa del valore economico delle proprie idee in un’epoca di condivisione dell'informazione è un fatto anacronistico. Il sistema attuale non funziona e, per “compensare” i mancati incassi della vendita dei cd, i concerti hanno dei costi d’ingresso sempre più alti. Questo circolo vizioso penalizza principalmente proprio le realtà indipendenti. Ci vorrebbero altre regole e maggiori possibilità.

Di artisti italiani e non, quali sono i tre album degli ultimi due anni che assolutamente consigliate ai nostri lettori?
Il campo si restringe... Qui ci devi lasciare almeno tre dischi a testa...
Dario: Devo partire per forza dal 2010 perchè gli ultimi due anni sono stati un po’ deludenti, sopratutto per gli italiani: 1. The National – High Violet 2. Arcade Fire – The Suburbs 3. Glasvegas – Euphoric Heartbreak
Stefano: Mi sono fermato al 2009
Emiliano: Temo di non ascoltare abbastanza musica recente. Proporrei gli ultimi dei Muro del Canto, One Dimensional Man e Charly Coombes & The New Breed.
Ninì: I love you but I've chosen darkness, Mogwai, Have a Nice Day.

Quali sono i vostri progetti futuri? Vi vedremo in giro per la penisola a suonare, o vi concentrerete tra Roma e dintorni?
Prima di tutto speriamo che Senza piaccia agli ascoltatori. Anche se la situazione dei locali attualmente non è affatto semplice la nostra intenzione è sempre quella di farci conoscere il più possibile.

Grazie mille per le risposte e a presto!

Grazie a te Burro! E’ sempre un piacere rincontrarti..
A presto!

Reazione Acustica - Senza - 2012

Davanti ad un nome simile è difficile rimanere impassibili, le due parole sembrano prendere un'unica forma per arrivarti dritte nelle orecchie e sconvolgere quel che fino a lì hai ascoltato. I quattro ragazzi romani ci mettono tutto il loro impegno per rendere reale questa idea e trasformano il pensiero in note in modo impeccabile.
Senza è un EP che riesce a passare le stesse sensazioni che altri gruppi tanto blasonati in Italia non riescono a passarti nemmeno in un doppio cd. Ci sono momenti molto oscuri, si parla del nostro piccolo mondo interiore, del nostro modo di indossare una divisa omologante (come la sarcastica "Troppo indie"). Meritano molto più di un singolo ascolto, quindi staccate da ogni cosa che state facendo e dedicatevi a queste cinque canzoni con grande impegno, alla fine dell'esperienza noterete la Reazione!


Reazione Acustica
Senza
2012
Autoprodotto

Tracklist:
1. Dimentico
2. Senza
3. Troppo indie
4. Vanità
5. Di sabbia

Sito UfficialeFBMyspaceDownload

domenica 17 giugno 2012

Warm Up: Abbassa! - Un festival col cuore

Domenica 24 Giugno dalle ore sedici a mezzanotte a Bosco Albergati in Via Lavichielle, 6 a Cavazzona di Castelfranco Emilia (MO) si svolgerà ABBASSA!, un grande festival che unisce i grandi artisti delle zone colpite dal terremoto. La line up è incredibile e il ricavato del modico ingresso, dieci euro, sarà destinato a rimettere in piedi la sede del Circolo Musicale Lato B di Finale Emilia, una sala prove per tantissimi gruppi della bassa modenese, un luogo di aggregazione, un luogo per far ripartire qualcosa. ABBASSA! - Un festival col cuore è organizzato da Igloo Collective, Associazione Friction, Associazione Akkatà, Mumbleduepunti e Fienile Circus e si svolgerà all'interno di Heart Quake – eventi di solidarietà per i paesi colpiti dal terremoto.


Palco HEART
She said destroy,
The crazy crazy world of Mr. Rubik,
Three In One Gentleman Suit,
Cut, Gazebo Penguins
Julie’s haircut, Giardini di Mirò
A toys orchestra

Palco QUAKE
Ed, ThreeLakes, Welcome Back Sailors
Forty Winks, Bob Corn
Lo stato sociale, Beatrice Antolini
Boxeur the coeur

Ingresso 
10 euro

Saranno attivi un bar e un punto ristoro di Fienile Circus, un bar di Accatà i cui interi ricavati - tolte le spese vive - finiranno naturalmente nel fondo cassa della serata, e un altro punto ristoro gestito dalla Lanterna di Diogene, una comunità per ragazzi/e con differenti abilità i cui edifici sono stati gravemente danneggiati. Verrà organizzato un mercatino dedicato principalmente ai contadini/artigiani/produttori che hanno avuto danni e disagi a causa del sisma.

ABBASSA è organizzato da:
Igloo Collective | Correggio (RE)
Mumble: | Finale Emilia (MO)
Associazione Accatà | San Giovanni in Persiceto (BO)
Associazione Friction | Spilamberto (MO)
Fienile Circus | Bosco Albergati (MO)

Per informazioni sull'organizzazione del festival:

Warm Up: Wannabe Pop Festival [Update]

La prima edizione di Wannabe Pop festival cambia programma. Si terrà al Vinile 45 di Brescia il 16 di Giugno. New Candys, Brothers in Law, Le case del Futuro e Paletti si alterneranno dalle ore 22 sui due palchi del circolo Arci Vinile 45, storico locale bresciano per la musica alternativa; a far da corollario, tra il giardino e la sala interna, l’atmosfera informale delle feste estive con bancarelle birra e cocktails. Non mancate!



Blog UfficialeProgrammaTW

Warm Up: Welcome To The Jingle Festival 2012

A Piacenza, sabato 23 e domenica 24 Giugno ritorna, dopo le prime due storiche edizioni e la scorsa versione targata 2.0, il Welcome To The Jingle, micro festival dedicato alla musica bella ... a polmoni aperti!



Programma Live Set (dalle 19:00)

Sabato 23
Jules not Jude
News for Lulu
Ants Army Project
The Gentlemen's Agreement
Movie Star Junkies


Domenica 24
Philip & the Marmalade
New Candys
Foxhound
Iori's Eyes
Drink to Me


I concerti si terranno allo SPAZIO 4 - Via Manzoni, 21 - Piacenza 
Apertura / Chiusura porte: Ore 15:00 - 02:00

Ingresso Gratuito

Info ► TumblrFacebookMail

venerdì 15 giugno 2012

Culture Wars - Poptimism - 2012 [Streaming]

Mettendo insieme le varie profezie che da giorni impazzano sul web e provando a fare due calcoli approssimativi, la fine del mondo dovrebbe oramai essere alle porte. Ma non c’è assolutamente nulla di cui preoccuparsi, respirate profondamente e fate in modo che a dominare sia solo una buona dose di ottimismo o meglio ancora “Poptimism”. Un album incandescente quello dello scapestrato duo di Avellino che dopo un anno dalla pubblicazione dell’ep, torna con un nuovo lavoro, evidente conferma dell’ottimo stato di salute dei Culture Wars. Undici chicche folgoranti che trovano il perfetto equilibrio in un post-punk gioioso ad alto tasso percussivo. Lunghe cascate di suoni avanzano speditamente e senza indugi in una folle e corrosiva corsa fra riff a tutto fuzz, melodie trasognanti e una spontaneità che conquista. Parte il disco e “Disappointment” prende subito alla gola con un’introduzione ipnotica di batteria a fare da padrona; riff e distorsioni di chitarra scandiscono il ritmo di un brano, le cui parole sono perfette nel celare la delusione per l’attesa di un ritorno beffardo (Waiting for you to reveal yourself to me and make my day /Feelin' so bad standing in your backyard alone). Nei due brani successivi, si balocca con argute accelerazioni ritmiche e distorsioni loopate, imbevute dalla frenesia propria del punk. E così, “ Cut the wires” si scaglia agitatamente verso un passato con il quale si sente l’esigenza di tagliare i ponti, e quasi per antitesi, “ In a Daze” proietta nel futuro la possibilità di realizzazione di desideri e sogni impellenti. La strumentale “ Requiem for a drum” arieggia tra delicati arpeggi e distorsioni, affondando in un insieme sonoro tipicamente shoegaze. “Get out of my dreams”, smuove la mente con la sua massa ribollente e il passo veloce, esternandosi con una doppia voce che rende più gustoso il tutto. “Vacanza”con i suoi 58 secondi, rotola su giri di chitarra, in perenne attesa mentre aspetta che “Even if i try”, la porti via con se, nel piacevole giro di boa verso la seconda parte dell’album. Tutto funziona e più si procede nell’ascolto, maggiore diventa lo stato di coinvolgimento. È riuscito il tentativo di fondere l’irruenza sonora degli esordi , con un linguaggio pop accessibile e leggero, seppur incredibilmente maturo; un disco che unisce i vecchi amori e le nuove tentazioni , il tutto con una lucidità spietata e una forza creativa sconvolgenti. Ancora un cambio repentino di stile e il pop di “Teenage, Revisited”, in una coltre di venature rock, si innalza a ballata tanto semplice quanto toccante. Un salto indietro nel tempo per recuperare le emozioni passate di “Fader” (“I would build a time machine /just to set it on the day /we had just fallen in love”) e uno in avanti per imbattersi nella grazia di “Something I Can't Get (Infatuation)”, calibrata com’è tra le reminiscenze allucinate di un post-punk armonico e malinconie che profumano di shoegaze. Non è un caso che il punto esclamativo abbia avuto un passato come punto ammirativo, perché la conclusiva “Autocritica!” è velata da una spazialità che suscita meraviglia e che cautamente ti accompagna sotto il portone di casa. Di quando in quando, in modo assolutamente involontario, arriva una band e ti insegna qualcosa sul suo conto, e lo fa attraverso canzoni che stupiscono e migliorano ascolto dopo ascolto. Se l’Apocalisse ha realmente intenzione di rivelarsi, spero possa dare almeno il tempo ad ognuno di voi di ascoltare questo piacevole album(!).



Culture Wars
Poptimism
2012
Fallo Dischi / La Fine

Tracklist:
1. Disappointment
2. Cut The Wires
3. In A Daze
4. Requiem For A Drum
5. Get Out Of My Dreams
6. Vacanza
7. Even If I Try
8. Teenage, Revisited
9. Fader
10. Something I Can't Get (Infatuation)
11. Autocritica!


RecensioneFBYouTubeMySpace

Luminal - Non è ancora finita, babyblue [Video]

Da Io non credo
Sito

giovedì 14 giugno 2012

Portfolio - The Standing Babas - 2012 [Streaming]

Se con il primo Ep mi avevano conquistato con questo disco i Portfolio mi hanno provocato un'emorraggia cerebrale di goduria. Il disco si intitola The Standing Babas e riparte esattamente dove ci avevano lasciati. Tra tracce cantate ed pezzi strumentali si consuma quell'orgia di dolci vocalizzi, trombe e glockenspiel che danno al disco il particolare sound tra il jazz, l'ambient e lo shooegaze che già mi aveva incantato qualche mese prima in Reason Outside Nature. Inutile continuare a sbrodolare parole, ascoltateli e preparatevi ad un suggestivo viaggio musicale.


Portfolio
The Standing Babas
2012
Thisistheland

Tracklist:
1. Marnero
2. State Uniti
3. Beth Gibbons
4. Latre
5. Ognuno ha le proprie amicizie
6. Kim Novak
7. Pianoafrica
8. Ofelia
9. Canaan
10. The standing babas


Bandcamp

Il Maniscalco Maldestro - Ogni cosa al suo posto [Video]

Da Ogni cosa al suo posto
Regia di Lorenzo Franchi
Sito

mercoledì 13 giugno 2012

Sincope - Divisions - 2012 [Streaming]

Dario Balinzo e Matteo Puoti vengono da Pisa e fanno un'elettronica senza cuore. Quantomeno a loro dire. Divisions è il loro primo full lenght uscito per l'inglese Somehow Recordings e nelle sue sette tracce il disco crea una moltitudine di paesaggi sonori ed emotivi che sono tutto fuorchè senza cuore. I Sincope vi guideranno come un virgilio elettronico nelle profondità dell'ambient facendovi fin dall'inizio sciogliere sui suoni liquidi di Night Buildinings. Proseguendo nel disco il suono piano piano si differenzia andando a coprire un terreno più ampio con estratti naturali o cinematografici, conducendovi senza che voi sentiate il bisogno di chiedere la destinazione, nel mentre il cantato appare e scompare come il mare dal finestrino del treno mentre torno in riviera. Un disco nottorno ma non soporifero, come spesso accade. Una notte insonne è la compagna ideale.


Sincope
Divisions
2012
Somehow Recordings

Tracklist:
1. Night Buildings
2. Backwash
3. Fiction
4. Close Moving
5. Colorless
6. Eclipse
7. Circular



Recensione (Osservatori Esterni) ▲ FBBandcamp

Il Garage Ermetico - John Cassavetes [Video]

Dall’EP Pugni nell'aria
Regia di Fabio Bonfanti
FB

martedì 12 giugno 2012

Gli Ebrei - Dio è morto [Single]

Ecco la nuova release de Gli Ebrei che hanno rivistato il famoso brano di Francesco Guccini con la gentile partecipazione di Simona Gretchen, la quale recita un estratto da "Il Vangelo Secondo Gesù Cristo" di Josè Saramago. La band lo-fi shoegaze punk band marchigiana è attesa al varco dopo i clamori del primo, omonimo, album datato 2010. Il brano è presentato oggi in esclusiva streaming/download su alcune piattaforme webzine italiane: Osservatori Esterni, Impatto Sonoro, Shiver Webzine, Dance Like Shaquille O'Neal. E ovviamente lo trovate anche qui sotto. Enjoy!



Simona GretchenFBSoundcloud

Edipo - La classe operaia va all'inferno [Video]

Da Bacio Battaglia
Sito

lunedì 11 giugno 2012

Brioscine appena sfornate: Alessio Lega

Più che una Brioscina, questa breve intervista ad Alessio Lega è un buon espresso, corto e intenso. A otto anni dal debutto discografico Resistenza e amore, che stamattina riproponiamo in ascolto, il "violento pacifista" ci regala uno scambio di riflessioni sul suo rapporto appassionato e a tratti conflittuale con il mondo della musica.

Alessio, partiamo dal tuo presente. A quali progetti ti stai dedicando nell'ultimo periodo?
Continuo ad essere un coltivatore diretto di piante verbali e un camminatore di palcoscenici. Esce questo mese [e nel frattempo è stato pubblicato, NdR] un mio libro scritto con Ascanio Celestini Incrocio di sguardi e sto mixando il disco Mala Testa, che potrebbe uscire a luglio o forse a settembre.


Resistenza e amore, il tuo album del 2004, è definito nel libretto nella sua qualità di «rivolta contro le forme prestabilite». L'impressione che ho di te però, più che di un resistente, un eroe che si oppone a oltranza e si immola, è quella di un resiliente, una specie di Galileo o un Ulisse che si flette e fa tesoro delle condizioni avverse senza spezzarsi. Tu stesso dici che la rivoluzione arriverà in bicicletta, piuttosto che su una locomotiva che si schianta.
A parte le convinzioni più intime fondanti - l’amore per la libertà e la musica - molte cose si spezzano di continuo dentro di me, a partire dal cuore.
Andare in bicicletta a Milano è assai più rischioso (e forse rivoluzionario) che andare con qualsiasi altro mezzo… altro che schianto della locomotiva: due mesi fa, sotto casa mia, hanno schiantato in bici fra macchina e tram un ragazzino di 11 anni… la rivoluzione delle biciclette non può essere opzionale, è questione di vita contro la morte.

Nel 2004 spiegavi come il tuo album d'esordio fosse venuto alla luce dopo anni di concerti, al termine dei quali eri assillato da un sacco di gente che ti chiedeva quando avresti pubblicato un disco, «come dire che chi non si trasforma in un prodotto non lo si può prendere troppo sul serio!». Più in là però sono arrivati anche Sotto il pavé la spiaggia (2006) e Zollette (2007). Cos'è successo dopo Resistenza e amore? Aver fatto altri dischi è stato un compromesso? Ti senti ''prodotto'', o sei a tuo agio quando stringi in mano i frutti della sala d'incisione?
Passando dal live al disco ho vissuto quel travaglio che si vive quando si passa dall’oralità alla scrittura: prima hai solo un pubblico vivo, che può controbattere immediatamente, e poi tutto s’allontana. Ma fare dischi è un lavoro enorme e appassionante, per certi versi è un lavoro che agisce sulla composizione stessa dei brani: i rapporti fra i suoni, fra le parole, fra i timbri e i significati. L’orchestrazione. Ci si appassiona e lo sappiamo che la passione è la più perfida delle droghe, dà assuefazione. Oggi penso ovviamente che fare dischi sia del tutto inutile: è un prodotto completamente superato e anacronistico. Dovendoli fare, però, è più che mai necessario provare a farli bene… anzi, provare a farli unici.

Parliamo ancora di Resistenza e amore. La canzone d'autore è stata definita da alcuni come quella che, a grosse linee, funziona di per sé con l'accompagnamento del singolo strumento con cui è stata partorita. Il tuo album però è stato prodotto insieme ai Mariposa, che hanno un approccio tutt'altro che minimalista negli arrangiamenti (e tu stesso metti il punto interrogativo davanti a una definizione assoluta della tua personale forma espressiva - «Alessio lega: cantapoeta, cantastorie... cantautore?»). Mi racconti il vostro incontro musicale?
Fra le moltissime cose che mi uniscono a Paolo Talanca, di sicuro non c’è questa percezione dell’indipendenza della canzone d’autore dal suo arrangiamento… e poi che vuol dire? Dipende anche da come lo si suona questo strumento, con quale intenzione: un intero concerto reso da Neil Young voce e chitarra, pesa meno di un arrangiamento sbavato e ridondante. Ma non sta qui la differenza: la radicalità e l’astrattezza di Neil Young sta tanto nel suo lato acustico quanto nella violenza dei suoi suoni elettrici, non c’è proprio differenza.
L’incontro/scontro con i Mariposa è avvenuto grazie all’ammirazione che porto loro, come gruppo e come singoli intelletti musicali. Le canzoni di Resistenza e amore le suonavo già da anni quand’ho fatto il disco… i Mariposa erano gli unici che potessero farle sentire – innanzi tutto a me – come se fossero nuove. Ci conoscevamo, ci ammiravamo e abbiamo lavorato assieme litigando, discutendo, e alla fine testimoniando di tutto questo su un disco.


«...perché la musica e la poesia non siano solo belle ma ri-belle».
Può la forma canzone permettersi di vivere esclusivamente di bellezza, oppure la ribellione è funzionale a priori alla bellezza della canzone stessa? E perché ribellione, ribellione a cosa? La ribellione ha/è valore a prescindere?
La scrittura e il racconto sono una forma di ribellione alla natura. Tutto va verso la dispersione. La scrittura, la musica vogliono trattenere questo marasma, fermare la morte, il volgere del sole. Resistenza dell’amore, resistenza della vita contro la morte in fin dei conti. Perciò si canta.

Alessio Lega vs ''libertà da paccottiglia''. Hai compiuto scelte musical-professionali che schivano i canali più battuti e potenzialmente pregiudizievoli. Senti di aver raggiunto una condizione di integrità intellettuale ideale, o manca qualcosa? Senti di non dovere niente a nessuno?
Non è vero che non cerco canali… semplicemente non sono disposto a svendere i miei principi. Se mi si lascia cantare ciò che ritengo giusto nel modo che ritengo degno sono disposto a cantare ovunque.
Devo tutto a molti, a tutti quelli che credono nelle cose che provo a fare: ogni volta che qualcuno s’interessa, s’intenerisce, si commuove con una mia canzone me ne stupisco e me ne innamoro. Forse sono solo un povero diavolo che vuole comprare le emozioni, l’anima di un mondo che non sa più ché farsene… ma non ho da offrire in cambio che me stesso.

«E come disse Spiccio: ''La resistenza si misura in 'Om''». Chi è Spiccio, e qual è l'unità di misura dell'amore?
Spiccio Marco: “pianista e medico”, come credo che reciti tutt’ora il suo biglietto da visita… è un ottimo pianista, un grande musicista, un uomo fenomenale e un pazzo. È un genovese, e forse questo compendia ogni cosa. Casa sua è stato il crocevia di molti suoni, nottate insonni, esondazioni alcoliche.
L’amore si misura col sangue: quello che si riesce a tener dentro e quello versato.