giovedì 31 maggio 2012

Il meglio di Maggio (anche se sembrava Febbraio)

Siamo a fine mese e di nuovo scegliamo per voi alcuni dei pezzi migliori dagli album migliori che ci sono passati sotto le grinfie. Le migliori colazioni di maggio per i migliori pigroni dell'interwebs, le trovate tutte qui. Anche io sono pigro e a maggior ragione ho saltato qualche colazioni quindi eccovi un post corale così non mi sbatto troppo. Mara, Fabrizio, Lucy e Silvia ne hanno scelta una a testa e questo è il risultato.

I Putiferio hanno pubblicato di recente Lov Lov Lov, il loro secondo lavoro, e sono più in forma che mai. Negli otto minuti di Hopileptic! ci sono tutte le sfaccettature del gruppo veneto, si passa infatti con disinvoltura dalla violenza hardcore al rumorismo free, con in mezzo parti di malinconica dolcezza (complice il violino di Rodrigo D'Erasmo). Poi di nuovo viulenza. Qua trovate tutti i link per ascoltarlo/scaricarlo/comprarlo.


Impossibile dire se c'è o ci fa; inutile chiederselo e tanto vale ascoltarselo. Calogero Incandela è un misterioso progetto di cantautorato sgarrupato e a dir poco personale; Giuseppe ha preso casa è un sunto perfetto del suo eterodosso microcosmo lirico, fatto di mutande che sventolano impunemente dall'alto di un balcone e ddt spruzzato a memento di solitudini invincibili e precedenti inquilini sconosciuti e inconoscibili. Il brano è tratto dall'Ep Di demo in peggio. Lo abbiamo ascoltato in streaming e ne abbiamo parlato qui e qui.


Non è facile descrivere esattamente che tipo di musica faccia Johnny Mox e inquadrare il lavoro in un solo genere, potrebbe risultare limitativo e sconveniente. Una cosa è certa, We=Trouble è un viaggio in corso sulla rotta di un continente sonoro dove si alternano con estrema efficacia i ritmi ossessivi del rock, i melismi gospel e lo spirito del punk più atipico. Basta prendere un brano qualsiasi per capire quanto solida e accattivante la struttura compositiva dell’album. For President, sesta traccia dell’album, racchiude in sé, la sintesi sovversiva e originale dell’intero lavoro. Un arsenale di loop vocali e innesti elettronici bizzarri che si snodano in un crescendo ritmico teso e mai noioso. Senza dubbio, un album da applausi. Trovate tutto ciò che c'è da sapere qui.


La Biblioteca Deserta non poteva che finire in questo post riassuntivo con un pezzo da Ever pride, ever power, ever peace, il loro nuovo disco uscito il 18 maggio. Il singolone è un misto di elettronica, math-rock e sberloni nella faccia che si intitola Ever Glory. Il disco lo trovate in modalità pay-what-you-want su bandcamp, recensione e tutti i link li trovate qui.


Immaginatevi il caldo torrido di un paesaggio siciliano, il suono ipnotico di una tastiera e l'incedere di un'armonica ossessiva. I ritmi tribali prendono il sopravvento e in tutto questo non vi rimane che lasciarvi avvolgere dalla voce di Andrea Venezia, così ammaliante e irritante allo stesso tempo. Cosa chiedere di più? Questa è Il Pozzo mentre recensione e streaming dell'album di VeneziA le trovate qui.

mercoledì 30 maggio 2012

Le Furie - Andrà Tutto Bene - 2012 [Streaming]

Edoardo Florio Di Grazia, Francesco Giommi, Rocco Nencioni, Theo Taddei sono quattro giovani ventenni fiorentini che esordiscono con Andrà tutto bene. Le Furie hanno patito a lungo per la release di questo disco e "andrà tutto bene" è un titolo adatto, che è servito di buon auspicio alla riuscita dell'album. Ascolto a ripetizione Love Affair, perchè la trovo un singolo più che mai adatto ad un gruppo che si chiama Le Furie e mi fa bene sentirli urlare quasi disperati. I testi sono di gran livello in tutto il disco anche se salta fuori un pò l'alter ego della furia, il flemma. Ma non si può certo urlare per tutto il disco. Sta di fatto che le mie preferite sono quelle un poco più movimentate, Niche è alta in classifica. Andrà tutto bene è un bel disco che parte con la violenza dell'emocore e si adagia su di un rock più o meno pestato piacevolissimo da ascoltare. Quindi... Enjoy!


Le Furie
Andrà Tutto Bene
2012
Ishtar Music

Tracklist:
1. Love affair
2. Banale
3. Non c'e' niente
4. Solypso
5. 21 anni
6. Mimì Bluette
7. Pausa
8. Il Tuo Dio
9. Occhibelli



Recensione (DLSO) ▲ Sito UfficialeFB

The Piano Machine - The Bicycle Ep - 2012

Il progetto Piano Machine nasce ad opera di Antonello Raggi (Yellow Capra, Satan Is My Brother, Matita) ed è stato prodotto insieme a Francesco Campanozzi (Le Gros Ballon, Fabrizio Coppola). Bicycle è il primo di tre EP dedicati ai mezzi di trasporto, non solo in quanto veicoli che permettono di spostarsi, ma anche come metafora del viaggiare con la musica, intesa come colonna sonora. I brani sono per lo più strumentali, mentre il cantato ci riporta indietro al folk-prog anni '70, dove il pianoforte è visto come una macchina per creare emozioni, spaziando tra cinematica, psichedelia e contemporanea. Diversi artisti hanno, inoltre, realizzato dei video che verranno proiettati durante i live e che saranno successivamente raccolti in un DVD. Quindi non dovete far altro che scaricare questo disco, prendere le cuffie e partire con la vostra bicicletta. Probabilmente vi accorgerete che non vi è mai sembrato così bello.


The Piano Machine
The Bicycle EP
2012
Autoprodotto

Tracklist:
1. Schimmel
2. You are the one
3. Space piano bar
4. Come out


SitoFBDownload

Aldrin - Scavikkji ma non apra [Video]

Regia di Silviete Mela D'Orazi
FB

martedì 29 maggio 2012

Alessandro Fiori - Questo Dolce Museo Ep - 2012 [Teaser]

Non è vero che i musei sono tutti dei posti muffosi. Ce ne stanno alcuni che ci entri e ti sembra di fare  un giro sulle montagne russe. Questo dolce museo è un brucomela, e se ne va sbullonato e colorato mutando di continuo il ritmo di marcia, e rendendo di fatto l'EP un microcosmo sistematico in cui convivono le differenti attitudini di Alessandro Fiori
La vigna, cuore e nocciolo di questa piccola teca sonora, si assume le vere vestigia del museo in questione, fra memorie domestiche colte con liricità e naturalismo già presenti in Attento a me stesso e meno usuali per il Fiori mariposiano. Ma è la vena surreale e iperbolica a dominare; così Io amo Gesù - già contenuta nella raccolta natalizia Il Natale non è reale di Garrincha Dischi (2010) - si riaggrappa al rifugio rassicurante dei ricordi, dei bimbi che fanno il presepe e dell'albero che fa tanto famiglia; per poi buttare tutto in pasto alle renne di Santa Klaus insieme a ricciarelli e panforte. E se il papa si prende la depressione? Se si butta dal finestrone?
In attesa del secondo album del Fiori solista, pevisto per il prossimo autunno.


Alessandro Fiori
Questo dolce museo EP
2012
Urtovox

Tracklist:
1. Il vento
2. L'airone
3. La vigna
4. Io amo Gesù
5. E quando tutte le stelle



RecensioneFBMyspaceSito ufficiale

Sakee Sed - A.S.M.A Los Angeles [Video]

Da A Piedi Nubi
Regia di Alessandra Beltrame
FB

lunedì 28 maggio 2012

domenica 27 maggio 2012

Warm Up: Handmade Festival VI [Annullato]

Arriva quest'anno alla sua sesta edizione l'Handmade Festival di Guastalla. Il festival, che si è svolto ogni primo maggio dal 2007 al The Cleb, quest'anno cambia giorno e location e si farà il 3 giugno al G.S.T. Tagliata e avrà una line up incredibile. Il festival apre i battenti alle 12, l'ingresso è gratuito e per tutto il giorno ci saranno bevande e cibo sulle griglie. Inoltre a mò di riscaldamento ci sarà un'anteprima del festival  il 30 Aprile al Mattatoio di Carpi con Colapesce e Gu Dugong


Questa la line up da svenimento:
Bugo, Drink To Me, Gazebo Penguins, 
Dumbo Get Mads, Brothers In Law,
Horrible Present, Karibean, The Mojomatics,
Cane!, She Said Destroy, 
Welcome Back Sailors, A Classic Education


BlogFBCome Arrivare
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Warm Up: Epicentro Festival

Eccoci a proporvi il programma di Epicentro Festival 2012, il festival gratuito solidale con le vittime abruzzesi del sisma che si terrà al Parco Pertini di Agliana (PT) dall'1 al 3 Giugno. Tre giorni di concerti con Morkobot, Incoming Celebral Overdrive, Diaframma, Eveline, Dance for Burgess, Calibro 35 e Above the Tree & the E-Side ma anche un momento di riflessione, per fare il punto della situazione, dalle ore 17 dibattito-talk (R)esistere: L’Aquila tre anni dopo, Incontro con i realizzatori del progetto Eva – Pescomaggiore.




Venerdì 1 giugno:

Sabato 2 giugno:

Domenica 3 giugno:



sabato 26 maggio 2012

Monsieur Gustavo Biscotti - The disastrous fall of... - 2012

Il progetto Monsieur Gustavo Biscotti nasce a cavallo tra il 2005 e il 2006 per mano di Paolo, Lorenzo, Filippo e Jacopo. I quattro serimentano con l'hardcore e il noise creando un muro sonoro di forte impatto con due bassi, farfisa e batteria. Il primo disco esce nel 2008 e dopo molte date live a supporto del disco le loro strade si incontrato con quella di Giandomenico. È il duemilanove, la line up si allarga e il suono si arricchisce della chitarra che scala il suono come una parete di roccia. Inizia così un lungo periodo in sala prove, viene aggiunta la voce e il risultato è The distraous fall of..., secondo disco totalmente auto prodotto della band. L'album naviga tra post-punk e post-hardcore ed ha la potenza di una facciata sul muro. Questa è la caduta disastrosa del Sig. G. Biscotti e siete tutti invitati ad assistere.























Monsieur Gustavo Biscotti
The disastrous fall of...
2012

Tracklist:
1. Ko Ko Death
2. Usa IN Bolt
3. Bikini Contest Blues
4. Loch(li)ness Fisherman
5. It's the Moonlight
6. Once Upon a Tape
7. Neanderthal


FBBandcamp

Ocean Cloud - The more you have, the less you are - 2011 [Streaming]

In alto il cielo è un oceano di nuvole, il braccio fuori dal finestrino sembra raccogliere tutta l’aria intorno, nulla di più piacevole che lasciarsi avvolgere dalle fragranze della brezza marina mentre un tic incontrollato fa sì che la testa si muova a destra e manca. L’estate è ormai alle porte e la voglia di riprendersi dal tedioso letargo invernale è ingente; quindi,per prepararsi alla bella stagione, cosa c’è di meglio che salire in macchina,percorrere la propria Route 66 con i finestrini aperti e spararsi un bellissimo album a tutto volume nell’autoradio? Il tono ottimista e solare di  “The more you have, the less you are” irradia una quantità di entusiasmo contagiosa perfetta per l’occasione. Un esordio brillante quello del giovane quartetto parmense che a distanza di un anno dalla pubblicazione dell’ep, continua ad allietare numerose serate nostrane (e non solo).  Cinque brani che sprizzano vitalità da tutti i pori e che potrebbero tranquillamente assurgere al ruolo di potenziali singoli. Sin dai primi secondi emerge  una continua ricerca melodica  e una dedita cura degli arrangiamenti che danno adito a sonorità sempreverdi e personali, pur guardando con simpatia al britpop d’oltremanica. Deliziosa la voce di PierFrancesco che nonostante l’uso di una lingua straniera sembra trovarsi a proprio agio tra ambientazioni sixties e un seducente indie-pop dalla ben riuscita propensione rock. L’uso azzeccato dei cori e la capacità di alternare vorticosi riff di chitarra a ritmiche più rilassate, sono solo alcuni degli elementi che rendono interessante questo lavoro. Il sorriso che campeggia in copertina invita subito a mettersi a proprio agio, dopodichè basta ascoltare il primo pezzo per sorridere a nostra volta.  Cinque brani in un racconto musicale ironico e riflessivo che narra di storie provenienti dal passato che possono far ridere, piangere ma che sono in ogni caso traboccanti di sincerità. Così “The boy who asked for more” che apre l’ep è qualcosa di davvero fascinoso e travolgente con il suo basso aggressivo in apertura e un refrain che difficilmente vi lascerà scampo; “Spring Wind” parte tra inserti pop e rabbia rock, tratteggiando con la sua melodia catchy, foschie malinconiche accarezzate da fresche folate di vento primaverile. La title track è una constatazione oggettiva e fin troppo condivisibile contro un’acuta forma di avarizia che inevitabilmente porta a sminuire la genuinità dell’essere. “Dreamin’ in a coffee break” è senza ombra di dubbio uno dei pezzi forti dell’album; un bellissimo e gioioso trionfo di colori pop, in una tela sonora traboccante di esperienze giovanili, vive testimonianze della spensieratezza di un’eta irripetibile. “God bless America” è la ballata da accendino e mani in alto, ipnotica e trasognante in sintonia con fraseggi di chitarra e colpi di batteria più distesi.  Insomma, non c’è una canzone che possa essere definita poco interessante e dato che è solo l’inizio, quello degli Ocean Cloud è un esordio che lascia con la sensazione che il meglio debba ancora venire.






















Ocean Cloud
The More You Have, The Less You Are
2011
Autoprodotto

Tracklist:
1. The Boy Who Asked For More
2. Spring Wind
3. The More You Have, The Less You Are
4. Dreamin' In A Coffee Break
5. God Bless America


RecensioneFBTWSoundcloudMyspace

Big Charlie - The Sun [Video]


da Too Little Too Late
RecensioneFB

giovedì 24 maggio 2012

There Will Be Blood - Wherever You Go - 2011

Riccardo Giacomin e Davide Paccioretti e Mattia Castiglioni sono tre varesini che condividono la passione per il blues del Mississippi e le atmosfere polverose e torride del deserto Americano, loro sono i There Will Be Blood. Dieci canzoni, dieci storie black western che creano un truce racconto di sangue, non possono fare a meno di ricordarmi Hell on Wheels, serie americana sulla costruzione della ferrovia Union Pacific. Polvere sangue e pallottole. Nonchè il più chiaro rimando al film di Paul Thomas Anderson con Daniel Day-Lewis. Protagonisti in entrambi i casi sono personaggi sfortunati e maledetti determinati a sopravvivere alle proprie sventure, poco importa il prezzo da pagare, purchè sia in cadaveri. Come le prime pagine di un romanzo ad anticipare l'arrivo del primo album, nel maggio del 2010, i ragazzi realizzano l'Ep Prologue e con i proventi raccolti nel primo giro di concerti il trio autoproduce nel giugno 2011 il concept album Wherever You Go. Eccola in chiare profetiche lettere la maledizione e inevitabile conclusione della storia. Wherever you go there will be blood.























There Will Be Blood
Wherever You Go
2011
Ghost Records

Tracklist:
1. Coyote
2. White Walls
3. Death Letter
4. The Blood
5. Stomp Or Fall
6. The Story Of A Woman Who Kisses Only Once
7. River Flowing
8. Circus Of Truth
9. The Faith
10. Black Rain


Recensione (Komakino) ▲ FBBandcamp

Robert Passera - Gringo on the Rocks - 2011 [Streaming]

Robert Passera è DJ e produttore di gran carattere: può vantare di una carriera trentennale nel mondo rilassato e godereccio dell'Easy Listening, sicuramente ne ha viste e ascoltate di tutti i colori, e i suoi lavori risuonano in modo eclettico di tanta esperienza. Soprattutto, estate alle porte, Robert Passera viene incontro al diffuso e impellente bisogno di smaltire con brio le magnagne adipose accumulate nei lunghi mesi invernali a mestoli di Nutella. Gringo on the Rocks è un album fresco, frizzantino e solare come un Bellini, da buttar giù per le orecchie a tutto volume ogni volta che lo stomaco comincia a reclamare schifezze ipercaloriche e il cervello vi richiama coscientemente a regime. Impossibile resistere al groove di questi 15 ballabilissimi, altamente improbabile non essere colti da una gran voglia di "cariocare" a tempo come pazzi: ritmi tropicali a josa, disco della più spassosa, funky come se piovesse e persino qualche sprazzo di Motown...
Abbandonatevi a questo divertente, stroboscopico, multivitaminico frullatone, e imparate a bruciare cuscinetti antiestetici e panza-che-avanza a suon di musica.


Robert Passera
Gringo on the Rocks
2011
IRMA Records

Tracklist:
1. Gringo on the Rocks
2. Explosion N.4
3. Brill Building Break Fast
4. A Place in the Sun
5. Menage à trois
6. Tee Tee Coc
7. Vipera VIP
8. Indagher
9. Yo Yo Boy
10. Musicarello decamerotico
11. Lazy Mambo
12. Easy Life
13. Jamaica
14. Go Straight
15. Yo Yo Boy (Bossa Mix)



Recensione (Saltinaria) ▲ Sito ufficialeFB
MyspaceSoundcloud

The Shak & Speares - Zoolander [Video]


regia di Michele Pesce
da Culi, animi e cactus
Download

mercoledì 23 maggio 2012

VeneziA - La culla - 2012 [Streaming]

Già dalla copertina si può intravedere il fascino sciamanico di Andrea Venezia, al primo ascolto poi, ecco apparire un passato blues, punk e wave, perfettamente amalgamati, in un misto di sacro e profano, lugubre e dannato. L’armonica accompagna una voce roca che in più di un occasione non potrà non ricordare Capossela, i ritmi ossessivi e tribali fanno il resto, basta ascoltare l’intro della bellissima il pozzo per riportare alle mente i Suicide di Ghost Rider. Nonostante il nome del gruppo possa far pensare alla decadenza della laguna, i VeneziA vengono in realtà da una Sicilia di cui si sente tutta la potente carnalità. Sono un trio composto, oltre che da Andrea Venezia, voce e armonica, da Donato Di Trapani alla sezione elettronica, timpani e sonagli, e Roberto Conigliaro alla batteria. La culla ha il fascino perverso di un dopo sbronza, con inquadrature dove tutto continua ad essere distorto, primi piani sudati, sguardi impauriti. Lo stesso pezzo che dà il titolo all’album è una cantilena a metà tra il rito bacchico e la celebrazione funebre. Un disco talmente pieno di riferimenti che finisce per essere fuori dal tempo, e che, nel bene o nel male, non vi lascerà insensibili.


VeneziA
La Culla
2012
800a Records

Tracklist:
1. Troppo tardi
2. La culla
3. Il pozzo
4. Whiskey Harp (parte 1)
5. Whiskey Harp (parte 2)
6. Dolce è la sera
7. Oramai
8. Cicli
9. Mondo di consumi
10. Cenere e fumo


Recensione (Ondarock)FBSito

Zondini - Notte a Parigi [Video]


Regia di Stefano Poletti
DownloadFB

martedì 22 maggio 2012

Filo Q - Di giorno gli incubi hanno sonno / Rendermi Presentabile [Video + Download]

Di giorno gli incubi hanno sonno è il nuovo singolo tratto dall'album Il bordo del buio di Filo Q, uscito qualche mese fa per Micropop. Sicuramente il brano che più di tutti sintetizza il percorso sulla linea che divide la luce dal buio narrato dal cantautore-elettronico genovese, il pezzo vanta preziose collaborazioni, dal pianoforte di Max Morales, agli archi di Roberto Izzo e Stefano Cabrera dei Gnu Quartet per arrivare agli interventi del produttore Giorgio Pona. Il videoclip che vi presentiamo è stato realizzato dal regista milanese Alessandro Lentati, con il quale Filo collabora già da diversi anni.


Insieme alla pubblicazione del video, Filo Q metterà in downoad gratuito l'intero album, attraverso una staffetta che coinvolgerà dieci siti differenti, su ciascuno dei quali sarà scaricabile uno dei pezzi del disco. Ecco gli altri portali da cui potete scaricare le altre canzoni de Il bordo del buio:

1. Di Giorno gli Incubi Hanno Sonno - www.toylet.it
2. La Memoria - www.vivalowcost.com
3. Illumina - www.shiverwebzine.com
4. Causeffetti - www.osservatoriesterni.it
6. Bombardano Parigi - www.rockshock.it
7. Il Sapore - www.impattosonoro.it
8. Amore Maddalena - www.hatetv.it
9. Rendermi Presentabile - breakfastjumpers.blogspot.it
10. Sparire Qui - www.music-on-tnt.com



Buona visione e buon ascolto!

FBStreaming

iori's eyes - Double Soul - 2012 [Streaming]

Prodotto da Federico Dragogna dei Ministri e masterizzato da Jo Ferliga degli Aucan, ecco l’atteso debutto dei milanesi iori’s eyes, che approdano alla Tempesta dopo due precedenti ep. Nonostante quest’album sia qualcosa che all’estero si è già sentito abbondantemente (indubbia e dichiarata è l’influenza di James Blake sopra tutti), fa piacere che venga prodotto in Italia e da artisti italiani. Gli iori’s eyes non hanno perso lo stile impalpabile e quasi evanescente, ma i loro suoni pacati e introspettivi, all’apparenza tanto delicati, hanno acquistato uno spessore e un calore che, a dispetto del genere, (un elettronica minimale, glaciale e distante), riesce invece a scaldare gli animi in più di un’occasione. Clod e Sofia scattano istantanee che esprimono, in tutte le loro sfumature, l’incomunicabilità e solitudine del nostro vivere moderno, relazioni che finiscono o che nemmeno riescono a iniziare, sentimenti malinconici e d’abbandono, il tutto condito con raro gusto estetico, per un disco che può essere assaporato e apprezzato completamente solo nel silenzio della notte, quella stessa notte che non dorme mai, cantata tanti anni fa dagli Eurythmics (You know there's so many people living in this house, and don't even know their names…) Double Soul sembra una rielaborazione odierna (ma la sostanza non cambia) dei suoni della Bristol anni ’90, con la voce di Clod più o meno presente a se stessa e ritmi che variano da soffusi a più accentuati. Ascoltatelo bene, pezzo dopo pezzo, riconoscetevi e lasciate che si prenda cura di voi.



iori’s eyes
Double Soul
2012
La Tempesta International

Tracklist:
1. Wake Up Friend
2. All The Peolple Outside Are Killing My Feelings
3. Bubblegum
4. Winter Olympics
5. Something's Comin' Over Me
6. Vlad
7. In Love With Your Worst Side (Feat. Aucan)
8. The Merging
9. Why Here She Is?
10. Pull Me Down
11. They Used To Call It Love
12. D.Y.S.W.R.T.W.

Recensione (Lost Highways) ▲ Sito
FBBuy it!

Mariposa - Suzuki Bazuki EP - 2004

La recente pubblicazione di Semmai Semiplaya è anche un bel pretesto per rispolverare i vecchi lavori che i Mariposa hanno da tempo liberato in free download nell'etere digitale.
Suzuki Bazuki
venne spiegato come ''un EP sulla guerra'', e se i testi dell'ormai dipartito Fiori sono tutt'altro che linearmente espliciti in merito all'argomento, si ode invece un gran cozzare di pioggia contro nuraghi abbandonati a se stessi, su un paesaggio di cupo Medioevo e cortei funebri sotto la luna immobile e menefreghista. Tripudio in chiusura con ''l'impotenza degli stati membri'', la dermatite seborroica e le battaglie - perse? - a colpi di pomate cortisoniche.
Suzuki Bazuki EP uscì nel 2004, l'anno della bandana di Berlusconi, dell'infarto di Bossi, dello Zecchino d'Oro a Il gatto Puzzolone. Masini vinse Sanremo, mentre Ciampi si fratturò la clavicola e Fidel Castro il ginocchio. Gran parte di questi avvenimenti si può fare a meno di ricordarli senza tanti rimpianti; Suzuki Bazuki EP, invece, sarebbe un peccato non (ri)ascoltarselo ogni tanto, perché aldilà della sua immarcescibile - purtroppo - attualità tematica, è un gioiello in miniatura. E a tratti commuove, in senso buono.


Mariposa
Suzuki Bazuki EP
2004
Trovarobato

Tracklist:
1. Servitù coattiva di elettrodotto
2. I bambini collaterali
3. La luna ha molto tempo da buttare
4. Il pappagallo (è maturo il tempo della rivoluzione)



Sito ufficialeFBTWMyspaceDownload

lunedì 21 maggio 2012

Cappuccino Fumante: I Dischi del Minollo

A una manciata di giorni dall'uscita ufficiale dell'ultimo album dei Devocka La morte del sole, sorseggiamo un ricco cappuccino in compagnia di Francesco Strino e Daniela Nativio, laboriosissime api operaie della Minollo Records. Di quest'ultima, Francesco è demiurgo-fondatore, sostenuto e coadiuvato da Daniela all'ufficio stampa. Scopriamo direttamente dalle loro voci cosa sta alle spalle delle interessanti produzioni della giovane label abruzzese.

''I Dischi del Minollo'' è un nome curiosissimo per un'etichetta discografica... Ci spiegate cos'è questo misterioso Minollo, se esiste veramente, cosa mangia? E che tipo di dischi suonano nel suo stereo? Sono dischi veri e propri, o in senso lato? Si sono ''piegati'' al formato liquido o credono ancora nel supporto fisico?
Francesco: il Minollo è un mio personale omaggio a Massimo Troisi, un’artista molto importante per me che sono un napoletano “DOC”… Il minollo era il personaggio di uno sketch della Smorfia, un animale immaginario che ben identifica la mia volontà di creare, con l’etichetta, qualcosa di nuovo nel settore discografico indipendente, anche se questo può risultare un po’ da “vanitosi” …
Daniela: Ne approfitto per dire che la scelta del nome è stata tra le maggiori attrattive per me nell’accettare la collaborazione con Francesco, dato che sono cresciuta col cinema di Massimo Troisi.
F.: Relativamente al formato credo ancora fortemente in quello “fisico”, quale oggetto da desiderare e possedere ed anzi con il tempo, appena il budget me ne darà la possibilità, spero di poter approdare a packaging più ricercati ed al vinile.

Parlateci del vostro organico e dei mondi ''paralleli'' da cui provenite, e da cui probabilmente la label trae linfa, in qualche modo. Cosa e come vi ha portati sulle strade della Minollo? Siete anche produttori in senso stretto dei dischi del catalogo Minollo?
F.: L’organico è molto semplice: io e Daniela. Io (purtroppo non più di “primo pelo”) sono stato sempre ai margini della musica indipendente, prima come tuo collega (ho scritto per diverse fanzine, quando erano ancora fatte di carta frusciante e fotocopiata), ho fatto da manager a diverse band, ho organizzato concerti, ecc... Poi nel 2007 è nata I Dischi del Minollo, credo come voglia di ritagliarsi uno spazio personale, in cui potermi identificare maggiormente.
D.: Io vengo da una formazione di studi teatrali e cinematografici, mi sono avvicinata alla musica indipendente proprio con Francesco che aveva necessità di dare un’organicità maggiore al suo progetto discografico ovvero non più solo come mera produzione, ma voleva fornire un servizio più ampio come ufficio stampa e promozione. 


Altrisuoni e Stasera vi presento sono rassegne da voi curate che hanno creato attorno all'etichetta degli spazi musicali ''altri'', ovvero esperienze di condivisione musicale che vanno aldilà del classico discorso label = produzione discografica + marketing. In che misura i Dischi del Minollo si discosta dai percorsi più abituali del mondo delle etichette indipendenti?
F.: Con queste rassegne vale un po’ il discorso dell’etichetta di cui sopra… cioè il creare qualcosa di diverso, la possibilità di realizzare eventi in zone come quella della provincia di Chieti (dove viviamo io e Daniela) che non offrivano nulla da questo punto di vista… In particolare Stasera vi presento (una rassegna itinerante che ha avuto location di prestigio come Palazzo Farnese ad Ortona oppure quelle che mi piace considerare come delle vere e proprie oasi culturali quali Musica & Libri di Lanciano o la libreria Ubik di Roseto) è nata per creare qualcosa di diverso rispetto al tradizionale concerto dove il palco fa da barriera tra il pubblico e l’artista. In questo caso il palco non esiste, l’artista ha un contatto epidermico con il suo ascoltatore prima e dopo l’evento, si mette a nudo raccontando di se stesso, nella speranza che questo tipo di approccio possa creare interesse ed “educare” il pubblico ad ascolti di qualità. Nel tempo sono passati, tra gli altri, The Niro, Ofeliadorme, Dimartino, Nicolò Carnesi, il “mio” Nicolas Roncea, Amelie Tritesse ed altri… Inoltre non solo musica ma anche reading, mostre fotografiche e fumettisti.
D.: Sì, in effetti per l’aspetto relativo alle mostre sono entrata in gioco io. Per Stasera vi presento ho curato maggiormente il calendario dei reading e delle mostre avendo come ospiti lo scrittore Giovanni Di Iacovo, con la partecipazione di Anna Gala, la mostra personale di Sabrina Caramanico con Silent Trees, le foto di Marco Buccione, i fumetti di Luca Cicchitti e le illustrazioni di Frabrizio Di Nicola che, in occasione del live degli Amelie Tritesse, ha esposto le tavole inserite all’interno del libro che accompagna l’album della band teramana.


Passiamo al vostro catalogo. Ci sono lavori a cui siete legati in maniera più profonda, e perché?
F.: Dire tutti sarebbe scontato, ma è innegabile che ad alcuni si è più legati : ad esempio Greenhouse Effect (una vera folgorazione per me), unòrsominòre (quando capisci di avere di fronte un “personaggio” al di sopra della media, e non sono per i suoi gloriosi trascorsi nei Lecrevisse e i suoi dischi, compreso l’ultimo uscito con altra label, parlano da soli), Nicolas J. Roncea per la semplicità disarmante dei suoi suoni, capace con delicati arpeggi di chitarra acustica di creare forti emozioni… Ma sicuramente tutti li ho amati e li amerò, del resto non sono stato certo condizionato da scelte commerciali (come capirete dando un ascolto al mio catalogo) e posso con fierezza dire di aver prodotto sempre e soltanto dischi capaci di produrmi “good vibrations”…



D.: Qui la mia risposta è un po’ fuori dalle righe dato che non mi occupo della produzione artistica, ma solo della comunicazione. Naturalmente anch’io ho un gusto musicale molto forte e ben definito, devo dire di aver amato molto il progetto de L’Uomo di Vetro, il quale conserva delle atmosfere che rimandano molto al sound delle colonne sonore cinematografiche, ma senza dubbio tra tutti chi mi ha colpita maggiormente è stato unòrsominòre, per il coraggio di usare la lingua italiana, per la capacità di trasmettere emozioni genuine e soprattutto per la profondità lirica difficile da riscontrare nell’attuale panorama discografico.

Il 25 maggio esce l'ultima fatica di casa Minollo Records, La morte del sole dei Devocka, per una settimana a partire da oggi in streaming esclusivo su The Breakfast Jumpers. Vi va di parlarci della gestazione dell'album? Quali sono i suoi punti di forza?
Igor [voce dei Devocka]: Dopo l'esperienza positiva a livello di critica di Perchè Sorridere!?, e anche per l'importante produzione artistica in studio, ci aspettavamo di fare un buon numero di concerti nel 2009, ma non è stato così. Questo ci ha fatto riflettere molto sul perchè fare musica e sulle prospettive di questo gruppo. Abbiamo registrato dieci provini già nel 2010, ma abbiamo poi deciso di rifare tutto e ripartire da zero, cercando di recuperare il nostro istinto compositivo. La morte del sole ha così avuto una gestazione piuttosto lunga, nelle stesse sessioni di registrazione (fatte quindi in totale autonomia) ci siamo confrontati molto tra di noi e con Samboela che ci ha registrato il disco, gli stessi testi sono certamente meno "arrabbiati" rispetto ai precedenti lavori, e più dimessi; un modo diverso insomma di esprimerci. Alla fine siamo comunque veramente contenti del risultato finale.  
F.: il punto di forza dei Devocka credo che sia nella sua poetica (i testi meritano attenzione e sono riportati nel booklet allegato) che ben si sposano con le atmosfere dei suoni, in bilico tra rabbia ed uno stato di rassegnazione… Più in generale l’importanza di avere nel proprio roster un nome importante del panorama indie nazionale, attivi da quasi dieci anni e sin da subito ad altissimi livelli, come dimostra la loro discografia.


Progetti futuri della label, e/o sogni legati al suo destino. Il periodo di crisi economica diffusa ha cambiato qualcosa nel vostro modus operandi? Dovrete ridimensionare le vostre aspirazioni, o pensate di riuscire a ottimizzare? Dato che i sogni non costano niente facciamo un giochino: chiudete gli occhi e immaginate i Dischi del Minollo fra una decina di anni.  
F.: Dopo il disco dei Devocka ci sarà una meritata pausa estiva e subito dopo uscirà il nuovo disco dei Penelope sulla Luna, anticipato già lo scorso autunno da un ep a cui hanno fatto seguito diverse date, anche all’estero. Subito dopo penso di ritornare a fare un po’ di scouting, dopo i dischi di artisti già affermati e conosciuti come Roncea, Merçe Vivo, Devocka e Penelope sulla Luna mi sembra il momento di ritornare a scoprire cose nuove e non ti nascondo che questo è uno degli aspetti che preferisco. Relativamente al discorso della crisi credo che noi ne risentiamo davvero poco, il nostro è un pubblico molto selezionato e già dagli inizi abbiamo lavorato in maniera differenziata sull’artista, occupandoci non solo del discorso di produzione, di distribuzione (affidata ad Audioglobe per il supporto fisico e a Believe per quello digitale) ma anche e soprattutto di quello promozionale. Infine i sogni : bella domanda, complimenti …. Già immaginare che I Dischi del Minollo ci sarà ancora tra dieci anni significa aver realizzato un sogno.
D.: Dal un punto di vista della comunicazione continuiamo a fidelizzare i nostri rapporti con la stampa di settore, che fino ad adesso si è sempre dimostrata aperta e molto interessata alle nostre produzioni ricevendo anche elogi che ci hanno fatto credere ancora di più di andare nel verso giusto. Sicuramente tra le nostre aspirazioni c’è il desiderio di fare sempre di più, per noi e per le band che decidono di produrre con la Minollo Records, rimanendo fedeli alla filosofia indipendente che ci ha sempre contraddistinto sia nella produzione artistica che in quella promozionale (indipendente nel suo significato letterale e non per quello che è adesso diventato in campo musicale e artistico in generale).
F.: Ringraziamo voi di The Breakfast Jumpers e tutti quelli che avranno avuto la pazienza di arrivare a questo punto dell’intervista.

I saltacolazione tutti contraccambiano i ringraziamenti e si mettono all'ascolto dell'ultimo Devocka, disponibile in streaming esclusivo per TBJ fino a domenica 27 maggio.

Devocka - La Morte del Sole - 2012 [Streaming]

In uscita il prossimo 25 maggio il terzo full-length dei ferraresi Devocka, in streaming integrale esclusivo per The Breakfast Jumpers fino a domenica 27 maggio inclusa.
La morte del sole si divide fra solide sonorità post-rock hardcore e desolati paesaggi che appartengono alla migliore new-wave italiana dei primi anni '80. È un lavoro scomodo, come sono scomodi i suoni e le parole che sanno arrampicarsi a forza dentro le orecchie, e spingere senza chiedere permesso per penetrare in testa e scarnificarti. Questo è un album che si trova sul liminare contradditorio che divide impulsi agorafobici e claustrofobici; siamo in terra kubrickiana, fra Nietzsche, post-modernismo e uomini che rinunciano -  impotenti o indifferenti - alla facoltà di scegliere e agire, riducendosi più o meno alla condizione di un'Arancia meccanica.
La morte del sole  è carica che dirompe in energia furiosa, è un lampo di coscienza su un fisiologico e imperante squallore. Non c'è la lotta, perché non c'è l'antagonista; c'è la necessità degli elementi, l'essenza che preme e si infila prepotente fra le fessure di un mondo a pezzi. I Devocka descrivono con limpidezza un'apocalisse insieme intima e metropolitana; il cuore si allarga e inghiottisce l'universo, si sovrappone alle sue macerie. L'amore non è mai stato tanto lontano dalla facciata esteriore che il sentire comune e la prassi sociale gli hanno associato; qui l'amore è il mal d'amore disossato e cruento, quello più umano e sincero, colto nella sua integrità di dolore luminoso, che violenta, strazia e consuma. Così, negli Ultimi istanti «si spengono le luci, si individuano i cuori. L'anello più debole si è spezzato e l'ho raccolto, l'ho messo al dito per non dimenticare... Una miriade di vecchi palazzi che crollano, che crollano sotto la luce del sole».


Devocka
La morte del sole
2012

Tracklist:
1. Morte annunciata dell'io
2. Non solamente un'apertura mentale
3. L'amore
4. Cagne
5. Questa distanza
6. Morte del sole
7. Croce
8. Carne
9. Carillon
10. Tecnologici
11. Ultimi istanti



Sito ufficialeFBTWSoundcloud

domenica 20 maggio 2012

Warm Up: Musica Nelle Valli [Annullato]

The great northern X, Trees of mint, Amavo, Theresa wong, Squadra omega, Charalambides, Cut, Birdt, Complessino vazca, Crtvtr, Fau(t)x pas, Il garage ermetico, Rowan coupland, Johnny mox, This leo sunrise, Modotti, Eternal zio, My sister grenadine, Quasiviri, Butcher mind collapse, Mesta, Heroin in tahiti, Larry yes and the tangled mess, Three in one gentleman suit, Matteo uggeri, Fabian riz, Signorine taytituc, Belzebù katmandù, Istituto luce, Worlds dirtiest sport, Oaxaca, Duncan pinhas, Fritz welch, Morkobot, Quakers and mormons, Majirelle. No non sono impazzito elencando a caso nomi di gruppi fantastici, è proprio il programma di Musica Nelle Valli. Se non siete matti venite anche voi a San Martino Spino il 25, 26 e 27 Maggio. Campeggio libero vicino al barchessone, cibo tipico, lambrusco alla spina, tagli sulle ginocchia, zanzare, ranocchi, campi sterminati di mais, gente felice e ottima musica.


Warm Up: KeepOn 100%Live Club Festival

Si terrà venerdì 25 e sabato 26 maggio, la terza edizione del KeepOn 100%Live Club Festival. Dopo le prime due edizioni che si erano svolte esclusivamente al Live Club di Trezzo sull’Adda, KeepOn aggiunge un appuntamento in centro Italia in un altro dei live club più prestigiosi ed importanti: il Circolo degli Artisti di Roma. Il festival riunirà i rappresentati più di cento live club italiani e più di cinqunta booking, etichette discografiche e radio, la prima giornata sarà dedicata ai professionisti con un meeting riservato ai direttori artistici degli oltre cento live club aderenti al Circuito KeepOn, che avranno modo di confrontarsi sullo stato della musica dal vivo in Italia attraverso una serie di workshop e incontri strettamente professionali. La sera e il giorno dopo invece ampio spazio ai concerti. Sotto trovate tutti i nomi e tutti il link!


Bologna Violenta, Boxeur The Coeur, Camera 237, 
Drink To Me, Eva Mon Amour, Everybody Tesla, 
Honeybird and The Birdies, Il cielo di Bagdad, 
Leitmotiv, Lodo (Lo Stato Sociale), Luca Gemma, 
Management del Dolore Post Operatorio, 
Maria Antonietta, The Cyborgs, 
The Zen Circus, Underdog

KeepOnFB  ◄

sabato 19 maggio 2012

Delay_House - #3 - 2012

Per prepararsi con energia al fine settimana niente di meglio che farsi accompagnare dal nuovo lavoro, il terzo per l’esattezza, di quei giovanotti scanzonati che sono i Delay_ House." #3" è roba che potrebbe facilmente smuovervi  dal torpore delle coperte e distendere i segni del cuscino sul viso. Più elettrizzanti della caffeina, più stimolanti di una noiosa giornata di lavoro, i ragazzi hanno progressivamente ampliato la loro legione di suoni senza per questo deviare da un percorso artistico lineare e coerente con i canoni del passato. Si procede infatti con ascetica determinazione nella costituzione di brani  retti da un suono che appare essere a proprio agio nella sua naturale evoluzione,in un pullulare di circonvallazioni ritmiche che si dilatano fino all’estremo. Una forsennata energia in grado di incendiare qualsiasi party odierno. Il singolare dinamismo delle melodie fa sì che ciascun brano scivoli perfettamente su un fondale fisso di stranianti mid tempo e iridescenze elettroniche;  si tende ad amalgamare gli stimoli frenetici della componente più sperimentale con la volontà di recuperare in termini prettamente melodici. Aprono il disco i tesissimi sedici secondi di “(Tag)”, poi c’è “E”,pressante sentore di quello che si svilupperà poco dopo,  ulula su un crescendo spasmodico di synth. “Ora,ancora” è un balocco di sintesi con accelerazioni ritmiche e voce stralunata che appare e scompare rimbombando come un eco lontano. “Ti saluta Giulia” e “Parlami” ti si mettono in testa e scacciarle risulta quasi impossibile; giri post-punk  e distorsioni loopate condiscono una timbrica che si avvolge su stessa ,raggiungendo effetti di grande intensità. Con una bellissima voce tipo filodiffusione, Stefania (Talk To Me) interviene divinamente in “Sono muto” , un brano ben bilanciato tra asperità e morbidezze sonore. “Chessaràdinoi” si schiude in un incanto di malinconia portando a compimento un lavoro estremamente godibile. Insomma,nulla è fuori posto, e se l’intento era quello di spiazzare l’ascoltatore, l’obiettivo è più che riuscito.























Delay_House
#3
2012
Stop! Records

Tracklist:
1.(Tag)
2. E
3. Ora,ancora
4. Che
5. Ti saluta Giulia
6. Parlami
7. Perché
8. Sono muto
9. Chessaràdinoi



FBSoundCloudDownload ◄

Il Garage Ermetico - La classe operaia va al Bolgia Live [Video]


Regia di Manh Luong Bui
Live @ Workshop di Serigrafia #1 by Corpoc
Ex-Abbazia di San Bernardino al Carmine, Genova

venerdì 18 maggio 2012

La Biblioteca Deserta - Ever Pride, Ever Power, Ever Peace - 2012 [Streaming]

Un epico ritorno è quello de La Biblioteca Deserta, gruppo pugliese di musica post-rock strumentale. Esordirono nel duemilasette con un ep selftitled e successivamente pubblicarono un secondo ep nel duemilaotto. Tempestivamente il portale austriaco Post-rock Community li segnalò nei suoi archivi che al tempo consultavo ossessivamente e me ne innamorai all'istante. Nel duemiladieci esce Travelling without gravity un magnifico concept sul viaggio in cui vengno riprese e ri-arrangiate alcune tracce dall'ultimo ep. Da quel momento li ho fatti sentire a tutti quelli che conoscevo, ora come allora mi sciolgo ogni volta che li sento e quasi mi viene da fermare la gente per strada, una cosa da sociopatici insomma. Se non fossero stati a ottocento chilometri di distanza sarei diventato uno di quegli stalker contro cui vengono emesse ordinanze restrittive. Ecco. Questo per dirvi che due anni di attesa perchè il tuo gruppo della vita faccia un nuovo disco sono davvero troppi, la pazienza però è ampiamente ripagata in questo nuovo lavoro della band monopolitana, Ever Pride, Ever Power, Ever Peace. Sette tracce di match-rock strumentali in cui il post-rock delle origini viene contaminato da suoni elettronici e ossessivi, gabbie sonore che poi esplodono e fanno crollare il vostro povero mondo. Inoltre, il singolone Ever Glory sarà in download gratuito per tutta la settimana. Se il disco vi piacerà la metà di quanto è piaciuto a me non ascoltarete altro per i prossimi dieci giorni. Buon viaggio!


La Biblioteca Deserta
Ever Pride, Ever Power, Ever Peace
2012
Faro Records

Tracklist:
1. Fragile
2. Troubled Kids
3. Falter Falter
4. Adaptive Memory
5. Cage
6. We Were the Future
7. Ever Glory


Sito UfficialeFBBandcamp
► IntervistaTravelling Without Gravity

Brioscine appena sfornate: La Biblioteca Deserta

Ciao ragazzi, vi siete già presentati nella nostra prima intervista di un paio di anni fa, quindi vi va di raccontarci ora cosa è successo nel frattempo?
Il primo album ci ha dato quella spinta per lavorare seriamente ad un progetto, ci ha donato soprattutto consapevolezza. Da allora abbiamo proposto il nostro primo lavoro in giro per l'Italia. Presto abbiamo sentito la necessità di provare a costruire qualcosa di nuovo. Travelling without gravity, del resto, è stato il nostro primo approccio ad un lavoro professionale, quindi si potrebbe dire che avevamo appena passato la nostra fase di svezzamento, di lì abbiamo sentito la necessità di crescere ed evolverci. Ne è seguita una lunga sospensione dalle performance live per capire come portarci ad uno livello capace di esprimere una crescità. E' così nato Ever Pride, Ever Power, Ever Peace un lavoro più maturo rispetto al precedente, lo abbiamo composto con la certezza che non ci sarebbe stata perdonata una seconda mancanza di originalità e personalità.


È stato un lungo percorso per arrivare a questo nuovo album, è stato molto faticoso? Quanto ci avete investito in tempo, denaro ed emozioni per partorirlo?
Il nuovo album è stato autoprodotto all'80% ed è stato registrato e missato interamente da noi, per il mastering ci siamo rivolti al Massive Arts Studios. Il primo album, che era stato prodotto in fretta in un comune studio di registrazione, ci aveva lasciato da molti punti di vista insoddisfatti, abbiamo sofferto molto la fretta a cui si è costretti quando si ha a disposizione un budget limitato. Tutto questo ha fatto si che non avessimo un vero controllo sui processi che avrebbero portato al risultato finale. Questo disco invece è nato e cresciuto interamente nella nostra sala prove, abbiamo avuto più tempo per poter fare un'adeguata preproduzione al fine poter valutare gli arrangiamenti e concentrarci su ogni singolo elemento dei brani. alla fine. Dalla prima registrazione alla chiusura dei mix son passati tre mesi in cui ci siamo incontrati quasi quotidianamente.
Questo disco, più che denaro, è costato tranquillità. Di sicuro dal punto di vista umano non è stata una bella esperienza. E' inutile mentire dicendo che l'atmosfera nella nostra sala prove sia stata sempre rilassata e che tutto si sia svolto con serenità. Spesso lo stress è stato tale che se avessimo potuto ci saremmo lanciati synth e chitarre in faccia.


Il sound del disco è molto diverso dal precedente Travelling Without Gravity cosa cercavate di ottenere a livello di suoni? Ci siete riusciti, siete soddisfatti?
In questi due anni, come già detto, abbiamo sentito la necessità di crescere, di doverci svincolare un po' da quel sound post-rock. Si tratta di un processo quasi naturale che tutte le band prima o poi devono affrontare. Dobbiamo ammettere che il primo album non era esattamente originale e tradiva parecchio le sue influenze, per questo abbiamo passato del tempo a cercare un nostro linguaggio musicale, qualcosa che potesse distinguerci. Anche i nostri ascolti sono cambiati, e si sente: è cresciuta la componente elettronica, le chitarre si sono fatte più cupe e aggressive, il sound generale è diventato più denso e "centrato", i ritmi si sono serrati. Per ottenere questo risultato abbiamo dovuto cambiare completamente strumentazione. La nuova musica è sicuramente diversa, noi siamo soddisfatti e curiosi di vedere come il disco verrà accolto. Incrociamo le dita.


Se Travelling Without Gravity era una specie di concept sul viaggio di cosa parla, pur senza parole, Ever Pride, Ever Power, Ever Peace?
Se con Travelling Without Gravity volevamo trasportare e far viaggiare le menti degli ascoltatori in spazi immensi, con Ever Pride, Ever Power, Ever Peace abbiamo provato a tornare ad una dimensione più fisica, istintiva e caotica. Si parla di un mondo molto attuale, fatto di: pensieri, azioni, reazioni, sentimenti di consapevolezza e ribellione.

Basta chiacchere è l'ora di ascoltare il disco e scaricarlo con modalità pay-what-you-want dal bandcamp. Correte!

giovedì 17 maggio 2012

Summertime, Here We Come - Una compilation quasi estiva

Dopo un inverno e una primavera con i mesi mescolati forse ora siamo arrivati ai primi sintomi della tanto agognata estate, quale migliore occasione per celebrare? Ecco una compilation della musica che ci ha scaldato negli ultimi tempi mentre sotto il piumone sfuggivamo alle grinfie di febbraio e dei suoi gelidi fratelli. Di questa compilation fanno parte, come sempre, epiche conferme e piacevoli scoperte: dai veterani Three In One Gentleman Suit e Fine Before You Came a primizie come Portfolio e STRi. Contiene inoltre una fantastica anteprima di Too Many Late Nights, il nuovo disco di Black Eyed Dog e una seconda traccia scaricabile dal nuovo disco de La Biblioteca Deserta, Ever pride, ever power, ever peace. C'è una storia dietro la foto usata in copertina, come c'è una storia dietro a quasi ogni cosa, il punto è che il cambio di stagione è sempre un momento catartico e visto che quasi tutti abbiamo qualcosa da lasciarci alle spalle questa compilation è la cura ideale. La prima metà è quasi tutta musica che vi infilerà un braccio dentro la gola per tirarvi fuori le interiora e la seconda è elettronica da recupero, spensierata quanto basta per riprendervi dallo shock e ricominciare daccapo. La ciliegina sulla torta è VeiveCura che chiude il disco con un pezzo magistrale da un disco meraviglioso. Come d'altronde sono tutti i dischi da cui sono tratte queste canzoni, sennò qui non avrebbero trovato spazio. Non mi resta che augurarvi buon ascolto.


Summertime, Here We Come
Una compilation quasi estiva

Tracklist:
1. Ultimo Attuale Corpo Sonoro - Della tua bocca
2. Black Eyed Dog - It Turns You On
3. Ash of Nubia - Wrong Mistakes in the Right Place
4. pulseve - vulchaos (chill magma before use)
5. Heisenberg - Incontrarsi A Copenhagen
6. La Biblioteca Deserta - Falter Falter
7. Chambers - Chiuso per fiere
8. Fine Before You Came - Paese
9. Die Stille - Grey
10. Mary in June - Un giorno come tanti
11. Three In One Gentleman Suit - Green Riot
12. Arnoux - My New Drug
13. After Crash - Fallen (feat. Port Limbo)
14. m+a - Yes.pop
15. STRi - Cœur Cache
16. To You Mom: - Pastel Colors
17. Sub Noir - Puddle
18. Portfolio - Ofelia
19. VeiveCura - Cara Vana


Download

mercoledì 16 maggio 2012

Compilation Indie Pride contro l'omofobia - 2012

Come vi avevamo anticipato e promesso nel post di domenica, ecco la compilation dell’Indie Pride, scaricabile gratuitamente da XL a questo link. Gustatevela e ci vediamo venerdì dalle 20 al Locomotiv di Bologna!


Compilation Indie Pride
2012

Tracklist
1. Perturbazione – La Rosa dei 20
2. Davide Tosches – Ali
3. Mangiacassette – Autoradio
4. Versus – Mi raccomando
5. Maria Antonietta – Quanto eri bello
6. Ilenia Volpe – La mia professoressa d’italiano
7. Simona Gretchen – Venti e tre
8. Heike Has The Giggles – Breakfast
9. Foxhound – Criticize You
10. Diagrams – Tall Buildings
11. Hooded Fang – ESP
12. Locomotif – La Luna e Gnac
13. Chewingum – Svastiche
14. Fraulein Rottenmeier – Dietro la lavagna
15. Masoko – Il futuro non è
16. Davide Vettori – Tutti uguali
17. Mark Stewart – Gustav says
18. 2Pigeons – 9mm Parabellum
19. Drink to me – Picture of The Sun [Casa del mirto rmx]
20. Iori’s Eyes – Bubblegum
21. Colapesce – Vorrei incontrarti [Alan Sorrenti Cover]
22. Lele Battista – Profondamente dentro
23. Peter Broderick – Old Time
24. Kisses from Mars – Wor(l)ds
25. Elizabeth – Elisa sempre qui
26. Jolaurlo feat Sarah Fornito (Diva Scarlet) – Senza paura
27. Monaci del Surf – Imperial March
28. Olafur Arnalds – Poland
29. Blake/e/e/e – Time Machine [Weight and Treble Dread Train Reshape]

FB Indie PrideDownload


Nicolas J. Roncea - Old Toys - 2012 [Streaming]

Sono passati due anni dal primo album News From Belgium e Nicolas J. Roncea è ritornato con un disco che spazia tra il folk più eterogeneo ed il british pop più ispirato. Nicolas ha precedentemente militato ed è stato leader e fondatore di band come Fuh e Io Monade Stanca, ma non aspettatevi di trovare nulla di distorto o che vi ricordi minimamente il noise dei precedenti gruppi. Abbiamo a che fare con un cantautorato in cui chitarra e piano (con qualche piccolo innesto di elettronica) la fanno da padroni, tessendo melodie intense e piene di pathos, accattivanti ma mai scontate, e quel tocco di malinconia che punta dritto al cuore. Il disco si avvale anche di illustri collaborazioni con Carmelo Pipitone e Mattia Boschi dei Marta Sui Tubi, Luca Ferrari dei Verdena, Gigi Giancursi dei Perturbazione e Ruggero Catania degli Africa Unite, Francesco Alloa e Manuel Volpe. Per i momenti in cui volete solo perdervi e sognare, Old Toys potrà essere la vostra copertina di Linus.


Nicolas J. Roncea
Old Toys
2012
I Dischi del Minollo/Audioglobe

Tracklist:
1.Leave me alone
2.You are breakin’ your wall
3.The season of lies
4.One step
5.Good morning
6. A letter
7. Old toys
8. A place to go
9. Let’s just take a walk
10. On your body
11. 1974
12. Close to the end



Sito ufficiale ▼ FBTWBuy it!

Zedded - Zedded - 2012

Sono in quattro e sono di Livorno, loro si chiamano Zedded. Il loro omonimo esordio è una cascata di pugni in faccia, un muro sonoro che vi martella fin dalla prima nota e che mi fa salire un gorgoglio intestino come se una nuova versione incazzata di me stesso stesse cercando di uscirmi dalla bocca. Zedded è composto di undici tracce "che fanno le buche per terra". Clemency è in assoluto la mia preferita forse per quella nota un pò disperata nella voce ma in generale tutto il disco è qualcosa che ti scorre dentro come un fiume in piena, non potete assolutamente perdervelo. Inoltre è in download gratuito dal sito della band. Enjoy!























Zedded
Zedded
2012

Tracklist:
1. Intro
2. Clemency
3. Bugatti
4. Love twice
5. Rope
6. Tania
7. Brownie honey
8. Clauco
9. Fujiko
10. Komodo
11. Model me



Recensione (DLSO) ▼ Sito UfficialeFB
Download

Caso - Aranciata Amara Live [Video]


Regia di Manh Luong Bui
Live @ Workshop di Serigrafia #1 by Corpoc
Ex-Abbazia di San Bernardino al Carmine, Genova

martedì 15 maggio 2012

The Churchill Outfit - tCO - 2012 [Streaming]

Rimanendo nella categoria "sorprese", salutiamo il nuovo album dei The Churchill Outfit, ottimo punto di riferimento per i cultori del rock psichedelico e folk blues. Questo nuovo lavoro non ha bisogno di presentazioni, fonte di critiche positive guadagnatesi con il disco precedente, questi cinque ragazzi bresciani continuano il loro surreale viaggio musicale attraverso gli angoli più oscuri della mente umana, ulteriore conferma del loro straordinario momento di forma. Lo fanno alla luce dell'esperienza e della maturità raggiunta non solo con un sound più curato e convincente che abbraccia elementi psych e wave, ma anche con testi consapevoli e diretti. Un disco pieno di chiaro scuri ben calibrati da una produzione decisamente d'avanguardia. Canzoni che richiamano alla mente Pink Floyd e King Crimson con un sound forte e bello proprio perchè ti entra dentro. Trenta minuti d'ascolto molto piacevoli, che rappresentano una prova di stile con un lavoro superbo degno di una delle band italiane più interessanti in circolazione.























The Churchill Outfit
tCO
2012
DADA Dischi

Tracklist:
1. Tongue Like A Trigger
2. Vegetables
3. Calypso
4. Faceless
5. A Thousand Miles Away
6. Kaleidoscopic
7. Love. More. Uh.
8. Scarlet Green
9. Something To Hide



Sito UfficialeFB