domenica 4 novembre 2012

How Do You DIY? // Breve storia del crowdfunding musicale

La prima volta che ho sentito parlare di crowdfunding non si chiamava così. Forse ve lo ricorderete anche voi. D'estate si andava al mare e alle quattro si correva scalzi sull'asfalto bollente per raggiungere il chiosco dei gelati dall'altro lato della strada. Tutti guardavano nel borsellino e da questo uscivano solo le mosche come nei cartoni animati, allora si faceva la colletta. Praticamente si faceva il crowdfunding di un gelato. È sempre estate ma molti anni dopo, il 2009 per la precisione, e si viene a sapere che gli Ex-Otago vogliono produrre un disco da soli, o meglio, con l'aiuto di tutti. Non ci ho pensato un attimo, sono diventato produttore. L'idea era semplice, invece di aspettare che uscisse il disco e comprarlo loro ti chiedevano di pagarlo prima, di firmare una "Buonazione" di 25€ con la quale avevi diritto al disco, ad una maglietta, al download in anteprima del loro primo singolo, riduzioni ai concerti e il tuo nome fra i ringraziamenti del disco. Il disco esce due anni dopo ma ne vale la pena, la maglietta mi si è stinta e la uso come pigiama e ai loro concerti mi bullo e dico che sono un produttore.


Già esistevano piattaforme standard per effettuare questo tipo di raccolte, Kickstarter, forse ora il più famoso, nasce in america proprio in quell'anno, nel 2009. Ma la storia dell'azionariato popolare aveva un fascino tutto suo. L'anno dopo leggendo un articolo su Indie Riviera scopro che i My Awesome Mixtape stanno cercando di coprire le spese del loro successivo album, di un video e del viaggio in Texas per il SXSW del 2011 usando il portale SellABand. Sul portale (indirizzato esclusivamente alla musica) si stabilisce un obiettivo, in questo caso la cifra di 3000€, e si permette ai fans di comprare delle quote. A seconda del valore della quota la band può stabilire degli incentivi, di valore man mano maggiore. Nel caso dei My Awesome Mixtape con una quota di € 10 si aveva la possibilità di avere un pre-order sul loro album, con due quote (ovvero € 20) oltre al pre-order la band metteva la possibilità di scaricare l’album in formato digitale, con tre quote (ovvero € 30, avete capito l'andazzo non sto più a ripeterlo) si avevno tutti gli incentivi sopra elencati più degli mp3 bonus in download, con quattro quote si aveva diritto anche al Cd e così via. Volendo con mille euro un fan poteva avere anche uno show privato in una location da decidersi, purchè in europa. Averceli. Il progetto, che trovate qui, raggiunse la cifra stabilita l'anno successivo a settembre 2011 con l'apporto di 120 "believers".


Nel 2011 sbarca in Italia il portale Eppela che, come Kickstarter, abbraccia qualsiasi progetto creativo, musicale e tecnologico. Uno dei primi progetti italiani è di Chiara Meloni, ovvero Chiaralascura, disegnatrice e video editor trentenne che ha lanciato una linea di abiti e gadget vegani ponendosi un obiettivo di 5000€. E l'ha raggiunto! Uno dei progetti più recenti è, invece, quello che ha permesso la realizzazione dei Pistoia Underground Festival 2012. In pratica ciascuno dei finanziatori del progetto poteva partecipare alla direzione artistica del Festival. L'idea piuttosto luminosa era questa, versando anche una piccolissima somma, ciascuno poteva proporre la sua scaletta musicale ideale scegliendo tra quarantaquattro (come i gatti) interessanti band del panorama indipendente italiano. Alla fine soltanto una dozzina di queste band sono salite sul palco del PUF!, quelle più votate dagli utenti via Eppela. Quindi se il festival è venuto fuori figo, un pò di merito se lo possono prendere tutti quelli che hanno partecipato al progetto!


Per ultimo, o quasi, mi sono tenuto Kickstarter. Uno dei primi tra i portali di questo tipo e ora tra i più avviati, Kickstarter dal 2009 ha raccolto e ridistribuito 10 milioni di dollari; non ho trovato l'articolo che ho letto qualche settimana fa ma qui c'è una bella intervista del magazine Time, per farvi un'idea. Senza starvi a fare una carrellata infinita dei progetti che sono passati su questa piattaforma vi basti sapere la storia degli Honeybird & the Birdies. Il trio in due mesi ha raccolto 6000€ per la realizzazione del suo nouovo album tramite la campagna You Should Co-produce su Kickstrarter. In due mesi! Questo perchè la rete sa riconoscere la qualità e anche un solo euro realizza progetti, produttori e major sono bravissimi a saltare sul treno in corsa ma saranno sempre restii a scommettere su una band, la rete invece funziona in una maniera completamente diversa, il livello di democratizia di internet è mostruoso ed è per questo che piattaforme come queste funzionano.


Sull'onda dei portali sopra descritti e nel tentativo di sdoganare il crowdfunding anche in Italia è nato qualche settimana fa MusicRaiser portale a respiro internazionale esclusivamente italiano fondato da Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi e dalla dj e producer Tania Varuni. Il portale MusicRaiser, come fa intuire il nome, ha deciso di focalizzarsi sulla musica, senza però limitarsi necessariamente alla realizzazione di album o videoclip, nell'intervista a La Stampa Gulino specifica che c'è spazio per progetti di vario tipo come "la realizzazione di documentari, film musicali oppure il finanziamento di festival e altri eventi live". Ho sentimenti contrastanti nei confronti di MusicRaiser per via della forte limitazioni di mercato che si autoimpone e anche per l'accurata selezione che viene fatta all'ingresso. Il fatto che, se le tue opportunità di successo vengono valutate basse, non puoi aprire un progetto di finanziamento va contro l'ideale iniziale di crowdfunding, ovvero che è la rete e nessun altro che decide se un progetto è valido o meno. Ma nondimeno trovo l'idea allettante e spero sarà di successo, ogni spunto è buono per rianimare un poco il panorama di produzione discografica all'italiana. 
 Attualmente tra i progetti attivi di MusicRaiser c'è la realizzazione dell'edizione deluxe di Turisti della Democrazia de Lo stato Sociale che prevede un disco aggiuntivo che conterrà l’intera scaletta dell’album, reinterpretata, coverizzata e remixata da undici artisti italiani e internazionali tra cui 99 posse, Gazebo penguins, Menagement del  dolore post-operatorio, Ex-otago, Nicolò Carnesi, Digi G'Alessio, Matteo Costa e L’officina della camomilla. Mentre vi chiedete se volete un video oroscopo, due bottiglie di vino o una vostra poesia d'amore musicata da Carota, cordialmente vi saluto.

3 commenti:

Tania Varuni ha detto...

Ciao, una precisazione: www.musicraiser.com non è un sito esclusivamente italiano bensì internazionale, per ora in inglese e in italiano ma presto sarà anche in altre lingue. Tuttavia online ci sono già progetti stranieri tra cui Galapaghost americano, I Science senegalese e QuintaEssenza Habanera cubano.

DVd ha detto...

Allora ancora meglio!

Romilar ha detto...

bell'articolo!