domenica 7 ottobre 2012

How Do Yo DIY? // Videomaking di un Bocciòlo

Come ho cercato di spiegare un paio di settimane fa, questa nuova rubrica sarà una specie di guida al "farselo da soli". Farsi da soli cosa? Tutto! In particolare ci faremo raccontare esperienze dirette di artisti che hanno deciso di essere loro stessi gli ideatori, produttori, masterizzatori, serigrafatori della loro musica, dei loro video e dei loro supporti. Questa prima intervista coinvolge Edoardo Lenzi, il tastierista degli Abiku nonchè studente di architettura e appassionato di fotografia. Edoardo da neofita videomaker ha curato (pur con l'aiuto di altri) lo sviluppo delle idee, le riprese e il montaggio dell'ultimo video del gruppo grossetano, Bocciòlo.

Ciao Edo, andiamo al sodo, come ti sei avvicinato al ruolo di videomaker, è difficile per un gruppo creare da sè un video efficace?
Ciao Davide! Innanzitutto ci terrei a condividere la mia diffidenza nel definirmi "videomaker", vuoi perché artisticamente parlando quella del videomaker non è ancora diventata la mia prima ambizione, e vuoi perché nei videoclip realizzati per gli Abiku non sono mai stati fatti interamente da me: le idee su cui abbiamo lavorato, che sono poi il vero compito del videomaker, ce le abbiamo messe un po' tutti: possiamo dire, a ragion veduta, di essere una squadra di videomaker! A tal proposito ci terrei a ringraziare Sara Mautone, che anche se non è citata nei crediti del nostro ultimo video ha partecipato attivamente facendo riprese e proponendo idee, direi anzi che lo script del video è proprio suo. Fatta questa dovuta precisazione ti posso dire che oltre alla passione per la musica ho sempre nutrito un certo interesse per le arti visive, fotografia in primis, a cui sono stato introdotto da mio padre che, per mia somma fortuna, da bravo appassionato ha riempito un armadio intero di casa tra obiettivi, macchine fotografiche e quant'altro. Nel particolare, per lavorare ai video degli Abiku ci siamo serviti di una Canon 5D Mark II e di una Canon 7D, affiancate spesso dall'altra Canon 5D di Sara che usa per le sue foto (se non le conoscete vi consiglio di fare una visita alla sua pagina Facebook) e, recentemente, da una Olympus TG-1 per le riprese sottomarine. L'avvicinamento con il mondo del video è avvenuto quindi rapido e indolore, avendo già tutto quello che mi poteva servire sotto mano. Il motivo di questo interessamento è stato assolutamente congenito alla decisione di voler affrontare in maniera il più autonoma possibile la produzione degli Abiku, sacrificando un po' di quella patinata e plasticosa "perfezione" delle produzioni professionali ma guadagnandoci tantissimo in libertà espressiva e, più pragmaticamente parlando, risparmiando tantissimo in termini economici; inoltre devo dire che tutto questo DIY ci ha dato finora una soddisfazione enorme e che ci divertiamo davvero tantissimo.


Il primo video che abbiamo realizzato è stato fatto con l'aiuto di un nostro amico, Mario Salanitro, che studia appunto Visual Communication allo IED di Milano, ma poiché ci siamo poi resi conto che non possiamo pretendere di scomodare qualcuno ogni volta che ci alziamo la mattina e decidiamo di fare un video (e, credimi, non è neanche troppo una metafora) abbiamo optato per tentare di fare tutto da soli. Arrivando invece a parlare dell'ultimo video che abbiamo girato (Bocciòlo), abbiamo sfruttato l'esperienza e le conoscenze di Sara che ci ha fatto conoscere Giulia Nardi, la modella che si è molto pazientemente e impeccabilmente prestata a ore di corsa sotto il sole, camminate a piedi nudi su scogli affilatissimi, acrobazie sottomarine, apnee infinite, camminamenti sull'acqua e quant'altro un squadra di videomaker che improvvisa la gran parte della sceneggiatura al momento della ripresa può arrivare a chiedere.
Nella mia mente, devo ammetterlo, il video avrebbe dovuto essere molto diverso: mi ero proposto di farlo totalmente in piano sequenza (quindi con un'unica inquadratura dall'inizio alla fine senza mai staccare la macchina da presa), riprendendo la corsa di Giulia che, una volta indossate le cuffie del lettore mp3, dai colli di Porto Santo Stefano sarebbe ridiscesa fino alle rive azzurre e scintillanti del mare dell'Argentario per poi tuffarsi a capofitto e nuotare, nuotare, nuotare… Non avevo calcolato che avremmo dovuto girare il video di Domenica, in Agosto, senza ovviamente avere alcuna location a noi riservata, senza un qualcosa che stabilizzasse la macchina da presa per fare delle riprese decenti anche in corsa e, sopratutto, che nessuno di noi si sarebbe poi ricordato di portare un lettore mp3. Abbiamo quindi improvvisato sul momento, riuscendo comunque a trovare un "concept" alternativo che si è dimostrato altrettanto efficace. Abbiamo fatto varie riprese in varie location di Giulia che corre, riprendendo da dentro la nostra macchina che la fiancheggiava a passo d'uomo. Abbiamo sfruttato ogni momento in cui la strada era sgombra da altre macchine per farla scendere, riprendere qualche scena il più in fretta possibile e poi riprenderla in macchina non appena cominciassero a farsi sentire i clacson delle macchine dietro di noi.
La parte del video di cui sono più orgoglioso resta comunque quella girata sott'acqua, che è stata anche quella più divertente e creativamente interessante. In particolare sono molto soddisfatto del lavoro di editing e postproduzione che ha dato una certa coerenza a delle riprese che per la loro natura di riprese fugaci e quasi "strappate" al mondo sottomarino (nel quale anche un primo piano può diventare impresa ardua) sembrava impossibile farne uscire qualcosa di compatto e "registicamente" giustificabile."

 
Dopo che si è registrato il materiale, c'è la parte del montaggio, tagliare e cucire i pezzi per renderli coerenti, che programma si può impiegare e quanto ci si impiega?
Io personalmente ho sempre utilizzato Final Cut per il montaggio, non proprio il più economico dei programmi, ma comunque molto meno costoso di altri ben più blasonati. Per il montaggio puro secondo me è una delle scelte migliori in quanto a semplicità d'uso ed economia del flusso di lavoro. Ovviamente è un'opinione del tutto soggettiva, come del resto lo è per qualunque tipo di programma professionale, in cui l'abitudine diventa sempre il metro di giudizio più efficace. Non è pensato invece per la post-produzione o per applicare effetti speciali particolari, ma ci si può accontentare se non si ha grandi necessità. Volendo, sotto sistema Apple, si può ovviare al prezzo utilizzando la versione entry level di Final Cut: iMovie, che viene fornito gratuitamente con ogni computer Apple.
Onestamente, trovandomi a lavorare spesso sia nel mondo video che in quello audio devo ammettere che il lavoro di montaggio video non è poi un obiettivo così irraggiungibile, a patto di avere una certa predisposizione, tanta inventiva e immaginazione, e un minimo di senso estetico. Il tempo che si impiega è variabile a seconda di quanto materiale abbiamo a disposizione e di quanto complesso vogliamo far risultare il montaggio. Ma comunque in una settimana di lavoro più o meno diluito si riescono ad ottenere ottimi risultati (parlando in termini di videoclip della durata di qualche minuto). Più complesso e difficile di quanto possa sembrare è invece la parte del lavoro dedicata all'applicazione di effetti e della post-produzione. Per fare un esempio, per applicare il titolo iniziale al video di Bocciòlo, la cui idea era quella di farlo sembrare parte integrante dello sfondo, ho dovuto spostarlo frame per frame in modo da mantenerlo sempre nella stessa posizione rispetto agli elementi dell'immagine, operazione abbastanza noiosa (ringrazio comunque la mia ragazza che ha gentilmente fatto tutto il lavoro per me) ma fattibile anche con un programma come Final Cut che, ripeto, è pensato essenzialmente solo per il montaggio. Altra questione sempre molto spinosa è quella della colorazione e del trattamento dell'immagine in generale.


La cosa più difficile è senza dubbio riuscire a dare uniformità a tutte le scene, sia che siano state girate al chiuso, all'aperto o sotto luci diverse. Il mio consiglio è quello di prevenire il più possibile a monte questi problemi per esempio utilizzando per le riprese fotocamere perlomeno simili e impostate, se possibile, sempre con stessi valori di esposizione automatica e correzione colore in fase di ripresa. Altro consiglio che posso dare è quello di guardare sempre molto attentamente il video prima di fare un render, anche se di prova, in modo da non sprecare quelle ore di tempo che purtroppo possono servire per fare un render di tutto il filmato. Come in tutti i lavori che richiedono una grande concentrazione e dedizione è sempre bene diluire la mole di lavoro nel maggior tempo possibile, non focalizzandosi troppo su un particolare passaggio di cui non riusciamo a venire a capo, ma invece prendersi del tempo e riguardare il proprio lavoro dopo un po', da una prospettiva diversa, e trovare magari una nuova ispirazione. So che ho dato solo una infarinata molto generale e certamente poco chiarificativa per chi è completamente a digiuno di questi argomenti, ma se nella tua rubrica vorrai in seguito chiedermi qualcosa di più specifico potrò volentieri approfondire qualsiasi argomento.

In definitiva cos'è quello che rende un video un bel video? Quali elementi secondo te si incontrano e si scontrano nei video professionali o semi-professionali che si vedono in giro? Cosa ha reso Bocciòlo un video così efficace tando da realizzare un migliaio di visite solo nei primi giorni?
Per quanto mi riguarda la cosa più importante sono sempre le idee. La puoi mettere come ti pare ma senza idee puoi realizzare anche il video tecnicamente più perfetto della storia ma gli mancherà sempre qualcosa. Ovviamente, non prendiamoci in giro, la differenza tra un video semi-professionale ed uno professionale, a livello di perfezione stilistica, si vede eccome, ma se un video ha delle idee valide dietro e se si fonde bene con la canzone, si può (e, anzi, lo si fa volentieri) sorvolare su tutte quelle ingenuità e sbavature che una produzione economica comporta. Spero che sia per questo che il video di Bocciòlo sia stato accolto così calorosamente, perché ne sono state notate e apprezzate le idee. (E soprattutto la bellissma Giulia Nardi. Ndr :-)



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Bocciòlo
(in free download nella compilation di David Drago)

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