lunedì 18 giugno 2012

Brioscine appena sfornate: Reazione Acustica

Ciao a tutti, questo Lunedì faremo due chiacchiere con i romani Reazione Acustica.


Ciao ragazzi, avete voglia di spiegare ai nostri affezionati lettori chi siete, cosa fate nella vita oltre che suonare e a che età avete preso in mano per la prima volta uno strumento musicale?
Ciao!I Reazione Acustica nascono nell'autunno del 2007. Siamo Dario Cruciani (Voce e Chitarra), Ninì Forciniti (Batteria), Stefano Bani (Synth e Tastiere) ed Emiliano Tizi (Basso e Cori). Ci raccontiamo...
Dario: Inizio a suonare la chitarra e a scrivere le prime canzoncine a 12 anni. Da lì ho vissuto diversi progetti ed esperienze musicali con passione, sempre di musica originale indipendente. Per vivere faccio l’Aiuto Regista di programmi televisivi.
Ninì: La musica ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato da piccolo studiando pianoforte fino al liceo, quando mi sono accorto che il mio strumento era la batteria. Mi diverte strimpellare chitarra e basso e per la felicità dei miei vicini, il violino. Sono Architetto.
Stefano: Lavoro come tecnico audio e video in ambito televisivo. Tra le varie ed eterogenee passioni quella per la musica è iniziata non prestissimo ma ha inciso fortemente sulle mie scelte di vita. Il mio primo approccio serio con uno strumento musicale è stato all'età di 16 anni.
Emiliano: Ogni bassista che si rispetti inizia comprando il proprio strumento perché è quello che manca nella band già formata dagli amici del liceo. E così feci io a 14 anni. Lavoro per una rivista scientifica in ambito medico.

Vi conosco dal 2010, quando avevate presentato il vostro secondo EP Martedì Piove su Indieitalia, cosa è cambiato nel vostro modo di suonare in questi due anni?
Pensiamo che il nostro ultimo EP sia l’evoluzione inevitabile e il frutto di questi anni passati insieme. Con l'esperienza il nostro modo di suonare è sicuramente cambiato, abbiamo sentito la necessità di sperimentare influenze diverse che già ci appartenevano. L’evoluzione elettronica di Senza rappresenta per noi un punto di svolta, siamo sempre alla ricerca di sonorità più sofisticate e curate.
Abbiamo scelto di lavorare di più sui brani, curando arrangiamenti e suoni come in passato non avevamo potuto fare. Forse oggi siamo più consapevoli e decisi di quando uscì Martedì Piove.

La vostra ultima fatica Senza sta uscendo in autodistribuzione in questo periodo, perché avete scelto questo titolo e come avete scelto le canzoni presenti nell'EP?
Tutte le volte che cerchiamo il titolo per il cd ci vengono in mente mille idee, ma alla fine vincono i pezzi che suoniamo, infatti anche questa volta l’EP prende il nome dalla seconda traccia.
“Senza” nasce dal forte contrasto di possesso e privazione che ci rappresenta e ci nutre tutti i giorni. E’ una deflagrazione dell’Ego per combattere la banalità, l’indifferenza e la pressione che subiamo dall’esterno per diventare tutti uguali e inutili, privati degli istinti e dei bisogni più veri.. Quindi Senza di noi. Le canzoni si sono fatte scegliere durante le sessioni in sala prove, le idee non ci sono mai mancate, sia scaturite nell'intimità di ognuno di noi che nate collettivamente in sala prove. Tra queste poi c'è stata una selezione naturale che ha definito questi 5 brani.


La vostra musica è sicuramente sanguigna, anche nei momenti più irriverenti e sarcastici come in "Troppo Indie", la musica e i testi trasmettono inquietudine e passione per quel che volete esprimere, qual è il vostro segreto?
Cerchiamo di non ripeterci, proviamo a far uscire il sangue da ferite diverse, nuove. Non sappiamo qual è il segreto, potremo annoiarvi con della retorica ma forse la verità è che quando si suona e si scrive bisogna sentire e ricercare il proprio linguaggio, la propria alchimia, le sinestesie dell’anima.
Cerchiamo di trovare, fra le nostre diverse esigenze creative, uno spazio estetico comune che lasci libere le individualità ma che ci consenta però di unirle in un messaggio istintivo e diretto.Quando i generi si rincorrono con le mode l’unica salvezza è tirar fuori il proprio stilema, bello o brutto che sia, basta che ti renda riconoscibile, unico.

Anche se ogni canzone è un momento a sé, quale gruppo musicale vi ha ispirato maggiormente e del quale consigliate l'ascolto anche ai nostri lettori??
La lista potrebbere essere fuorviante e lunghissima, soprattutto se consideriamo il bagaglio musicale che ci nutre e ci accompagna da quando siamo piccoli. L’ispirazione è poi spesso un prurito inconscio, però sicuramnte ci stanno dei punti saldi che ognuno di noi ha sempre avuto tra le orecchie... Quindi se parliamo di capisaldi facciamo pure qualche nome che forse non sorprenderà nessuno: The Cure, The Smiths, Depeche Mode, Afterhours, C.S.I. , Placebo, Pearl Jam, Alice in Chains, God is an Astronaut, Explosions in the Sky, The Cult, Joy Division, New Order.
Per il resto non vi nominiamo centinaia di gruppi fondamentali nel Punk, nell’Hard Rock e nel Metal.
Questa risposta può risultare un po’ confusa e impersonale.. Ma la verità è che in quattro abbiamo gusti a volte molto diversi, forse la nostra vera ricchezza è proprio questa.

Il vostro EP (come i precedenti) è autoprodotto, questo significa ancora una volta che è possibile fare musica di qualità con il metodo do it yourself, cosa consigliate a giovani gruppi che come voi vogliono farsi conoscere senza compromessi con le etichette discografiche?
Noi pensiamo alla qualità delle canzoni e della musica. Il miglior giudizio ce lo danno l’emozioni di chi ascolta. La musica originale è una realtà che non c’entra niente con le etichette discografiche. In questo periodo è difficile che una casa discografica ti prenda in considerazione a meno che tu non sia già conosciuto e soprattutto con un considerevole seguito di sostenitori alle spalle. Uno degli aspetti positivi dell’avvento del digitale è che i costi di produzione si sono enormemente ridotti. Ormai con poche centinaia di euro è possibile registrare un prodotto dignitoso, il difficile poi è farsi notare ed avere spazio nella marea di proposte presenti. In questo "non" mercato discografico "formattato" più volte e reso inedito dall'avvento della rete è difficile orientarsi. I giovani gruppi troveranno la via migliore che gli consigliano l’età, le possibilità economiche e di tempo... Ma soprattutto le conoscenze giuste o sbagliate.


Scaricate e comprate musica? Cosa pensate del diritto d'autore e della tassazione che c'è dietro? Cosa auspicate per il futuro in questa annosa materia? Farete anche voi una bella pubblicità regresso come Battiato per fermare la pirateria digitale? :-P
Facciamo tutte e due. La musica è bella ma è anche essenziale, non si può stare senza. Noi stessi facciamo scaricare gratis la nostra musica. La pirateria digitale è forse stata il più grande mezzo di scambio culturale degli ultimi anni. Il diritto d’autore ha un valore importante come proprietà intellettuale del proprio lavoro, la difesa del valore economico delle proprie idee in un’epoca di condivisione dell'informazione è un fatto anacronistico. Il sistema attuale non funziona e, per “compensare” i mancati incassi della vendita dei cd, i concerti hanno dei costi d’ingresso sempre più alti. Questo circolo vizioso penalizza principalmente proprio le realtà indipendenti. Ci vorrebbero altre regole e maggiori possibilità.

Di artisti italiani e non, quali sono i tre album degli ultimi due anni che assolutamente consigliate ai nostri lettori?
Il campo si restringe... Qui ci devi lasciare almeno tre dischi a testa...
Dario: Devo partire per forza dal 2010 perchè gli ultimi due anni sono stati un po’ deludenti, sopratutto per gli italiani: 1. The National – High Violet 2. Arcade Fire – The Suburbs 3. Glasvegas – Euphoric Heartbreak
Stefano: Mi sono fermato al 2009
Emiliano: Temo di non ascoltare abbastanza musica recente. Proporrei gli ultimi dei Muro del Canto, One Dimensional Man e Charly Coombes & The New Breed.
Ninì: I love you but I've chosen darkness, Mogwai, Have a Nice Day.

Quali sono i vostri progetti futuri? Vi vedremo in giro per la penisola a suonare, o vi concentrerete tra Roma e dintorni?
Prima di tutto speriamo che Senza piaccia agli ascoltatori. Anche se la situazione dei locali attualmente non è affatto semplice la nostra intenzione è sempre quella di farci conoscere il più possibile.

Grazie mille per le risposte e a presto!

Grazie a te Burro! E’ sempre un piacere rincontrarti..
A presto!

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