sabato 26 maggio 2012

Ocean Cloud - The more you have, the less you are - 2011 [Streaming]

In alto il cielo è un oceano di nuvole, il braccio fuori dal finestrino sembra raccogliere tutta l’aria intorno, nulla di più piacevole che lasciarsi avvolgere dalle fragranze della brezza marina mentre un tic incontrollato fa sì che la testa si muova a destra e manca. L’estate è ormai alle porte e la voglia di riprendersi dal tedioso letargo invernale è ingente; quindi,per prepararsi alla bella stagione, cosa c’è di meglio che salire in macchina,percorrere la propria Route 66 con i finestrini aperti e spararsi un bellissimo album a tutto volume nell’autoradio? Il tono ottimista e solare di  “The more you have, the less you are” irradia una quantità di entusiasmo contagiosa perfetta per l’occasione. Un esordio brillante quello del giovane quartetto parmense che a distanza di un anno dalla pubblicazione dell’ep, continua ad allietare numerose serate nostrane (e non solo).  Cinque brani che sprizzano vitalità da tutti i pori e che potrebbero tranquillamente assurgere al ruolo di potenziali singoli. Sin dai primi secondi emerge  una continua ricerca melodica  e una dedita cura degli arrangiamenti che danno adito a sonorità sempreverdi e personali, pur guardando con simpatia al britpop d’oltremanica. Deliziosa la voce di PierFrancesco che nonostante l’uso di una lingua straniera sembra trovarsi a proprio agio tra ambientazioni sixties e un seducente indie-pop dalla ben riuscita propensione rock. L’uso azzeccato dei cori e la capacità di alternare vorticosi riff di chitarra a ritmiche più rilassate, sono solo alcuni degli elementi che rendono interessante questo lavoro. Il sorriso che campeggia in copertina invita subito a mettersi a proprio agio, dopodichè basta ascoltare il primo pezzo per sorridere a nostra volta.  Cinque brani in un racconto musicale ironico e riflessivo che narra di storie provenienti dal passato che possono far ridere, piangere ma che sono in ogni caso traboccanti di sincerità. Così “The boy who asked for more” che apre l’ep è qualcosa di davvero fascinoso e travolgente con il suo basso aggressivo in apertura e un refrain che difficilmente vi lascerà scampo; “Spring Wind” parte tra inserti pop e rabbia rock, tratteggiando con la sua melodia catchy, foschie malinconiche accarezzate da fresche folate di vento primaverile. La title track è una constatazione oggettiva e fin troppo condivisibile contro un’acuta forma di avarizia che inevitabilmente porta a sminuire la genuinità dell’essere. “Dreamin’ in a coffee break” è senza ombra di dubbio uno dei pezzi forti dell’album; un bellissimo e gioioso trionfo di colori pop, in una tela sonora traboccante di esperienze giovanili, vive testimonianze della spensieratezza di un’eta irripetibile. “God bless America” è la ballata da accendino e mani in alto, ipnotica e trasognante in sintonia con fraseggi di chitarra e colpi di batteria più distesi.  Insomma, non c’è una canzone che possa essere definita poco interessante e dato che è solo l’inizio, quello degli Ocean Cloud è un esordio che lascia con la sensazione che il meglio debba ancora venire.






















Ocean Cloud
The More You Have, The Less You Are
2011
Autoprodotto

Tracklist:
1. The Boy Who Asked For More
2. Spring Wind
3. The More You Have, The Less You Are
4. Dreamin' In A Coffee Break
5. God Bless America


RecensioneFBTWSoundcloudMyspace

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