venerdì 11 maggio 2012

Cappuccino Fumante: DeAmbula Records

I ragazzi della DeAmbula fanno sul serio; hanno le idee chiare e ci mettono cuore e anima. Nel giro di una manciata di anni hanno messo su, nella piccola Lanciano (CH), una label con un catalogo di tutto rispetto, impreziosito di lavori dal chiaro respiro "extraitaliota". Scambiamo quattro chiacchiere con Silvia Verna e Marco Campitelli.

Domandine d'apertura rituali. Chi è DeAmbula? Da dove nasce DeAmbula? Perché nasce DeAmbula? Dove vuole arrivare DeAmbula?
Silvia: DeAmbula Records è un’etichetta indipendente nata nel 2006 con la produzione del primo disco dei Marigold, occasione questa che ci ha permesso di intraprendere un percorso distante da tutto quello che è il mondo della discografia classica e di alcuni settori del campo dell’indipendenza.
Ad oggi, DeAmbula Records vanta un roster di quattordici produzioni e un ruolo sempre più attivo nel panorama musicale europeo.


Domandine pragmatiche. Da quali esperienze di lavoro e/o di vita provenivate quando avete deciso di partorire l'etichetta, e in che misura esse hanno condizionato le modalità con cui concepite il modus vivendi di DeAmbula?
Marco: Essere musicista [Marco Campitelli è anche fondatore, nonché voce e polistrumentista, del progetto The Marigold, N.d.R.] si è rivelato molto utile: durante il mio percorso musicale ho avuto modo di conoscere e visionare a fondo alcune delle realtà per me più interessanti del panorama musicale europeo, così come ho avuto modo di conoscere scenari e dinamiche da cui distaccarmi… Il resto è andato delineandosi da sé. Ho sempre lavorato tanto sui dischi e più in generale sulla musica di cui mi occupavo; per me è stato un processo di naturale evoluzione poter allargare i miei orizzonti anche grazie a dischi che non erano i miei.
Il nostro processo produttivo ci porta a creare e condividere collaborazioni con chi come noi sceglie di avere un approccio sincero ed autentico alla musica. Inoltre, ogni disco realizzato condiziona il nostro modo di approcciarci alle produzioni successive, il bagaglio esperenziale artistico acquisito viene riutilizzato generando collaborazioni fra gli stessi artisti per giungere a risultati non altrimenti possibili se non all’interno del nostro collettivo.

Parecchie delle vostre uscite sono per metà DeAmbula e per metà frutto della collaborazione con altre etichette. In cosa consiste questa partecipazione?
S.: La co-produzione viene determinata da un’interesse di più label per un certo lavoro. Sostanzialmente è una sorta di "marriage", una condivisione di intenzioni, un connubio tra più etichette, l’artista e il suo progetto. Nel nostro caso, la DeAmbula Records ha instaurato un legame speciale con l’etichetta di Amaury Cambuzat, Acid Cobra, rapporto consolidatosi con le co-produzioni dei dischi dei Marigold, degli Ulan Bator e dello stesso Cambuzat (con il suo disco solista The Sorcerer).



Il vostro catalogo può vantare di piccoli grandi gioielli che nel corso degli ultimi prolificissimi due anni, in particolare, hanno ricevuto recensioni ottime, e più che meritatamente. Su tutti il progetto Pineda, all'esordio, e i buenRetiro, il cui inPenombra vede alla produzione e al missaggio il già ricordato ''cavallo di razza'' Amaury Cambuzat, presente con gli stessi ruoli in Tajga, l'ultimo LP di The Marigold, e nel S/t Herself. Come hanno avuto origine i rapporti con gli artisti che proponete?
S.: L’approccio con i nostri artisti e le successive collaborazioni sono nati da un’accurata ricerca artistica da parte della label e da un manifesto senso di aspirazione di appartenenza a questa realtà da parte degli artisti.
L’origine delle nostre collaborazioni con Amaury Cambuzat (Ulan Bator, Faust..) nasce con la produzione artistica/missaggio sul disco dei Marigold Erotomania e sul successivo Tajga e sull’ultimo Let The Sun EP. La sua collaborazione negli anni ha contribuito alla definizione artistica della nostra etichetta, regalandole sicuramente un evidente respiro europeo. Questa vicinanza ci ha portato di conseguenza alla produzione del suo disco solista The Sorcerer e dell’ultimo lavoro degli Ulan Bator Tohu-Bohu, LP.



Nel 2009 ci siamo interessati ai Magpie, progetto di Daniele Carretti (Offlaga Disco Pax), arrivando a produrre NOIR (Several Murder in Sleepless Night) un disco denso di atmosfere malinconiche.
Le due produzioni dei buenRetiro, escargot e inPenombra, sono frutto di anni di stima e amicizia reciproca sia artistica che personale; lo slowcore dei Ka Mate Ka Ora fin dal primo ascolto ci ha catturato e ci ha reso interessati alle loro canzoni. Con onore nel 2011 abbiamo prodotto Comme un flux dei Pitch di Alessandra Gismondi, disco che ha definito un nuovo approccio stilistico della storica band di Ravenna.





Il proficuo 2011 ha visto l’esordio dell’ambizioso progetto di Umberto Giardini (ex-Moltheni) nei Pineda, produzione nata per interesse della stesso alla nostra label. Il disco, prodotto in vinile, ha sicuramente consolidato la nostra etichetta nel panorama nazionale. Herself rappresenta la nostra ultima produzione: l’esperienza con Gioele Valenti è stata delle più stimolanti. L’elaborazione del disco è durata per quasi un anno, soffermandoci su dettegli e sfumature che hanno reso prezioso questo disco.



Domandine sul tempus fugit. Cosa vi aspettate per gli anni a venire? Com'è cambiata la DeAmbula rispetto agli inizi e cosa ha conservato delle origini?
S.: Più com’è cambiata DeAmbula direi com’è cambiato tutto il resto! Le idee non sono cambiate, sono cambiati gli scenari, sono cambiate le concezioni comunicative; la visibilità è alla portata di tutti (vedi: web, proliferazione anarchica fai da te) ed assistiamo ormai ad una sorta di inflazione musicale dove la capacità di ascoltare viene lesa per la preponderante quantità di proposte, ritrovandosi spesso in una situazione di ''sovracarico cognitivo'' (citando Gioele). D’altro canto qualitativamente parlando non si vedono cose sensazionali, quindi, speriamo che negli anni a venire si ritorni ad avere un approccio più fedele verso la musica e le varie realtà ad essa correlate. DeAmbula in tutto questo spera di poter continuare a lavorare con passione verso progetti ambiziosi e meritevoli.


Parlateci delle vostre future pubblicazioni e di quelle in uscita. L'album di Gioele Valenti a.k.a. Herself.
S.: L’approccio di Herself è affascinante ed è caratterizzato da una sperimentazione di matrice europea che trova il suo connubio nelle radici goth-folk americane. È un disco che si lascia cantare ma che allo stesso tempo ti stupisce nelle sua forma lo-fi. Le nostre prossime news le potrete trovare sicuramente sul nostro sito, in ogni caso, senza svelare nulla, possiamo dirvi che ci saranno delle belle novità in arrivo!



Marco, sei ''sulla scena'' con The Marigold ormai da quasi 15 anni. Cosa comporta il tuo essere musicista e compositore nell'ambito del tuo ruolo all'interno dell'etichetta?
M.: Con molta naturalezza cerco di mettere a disposizione l’esperienza acquisita con i Marigold sui palchi, in studio e nella rapporti con il vasto panorama indipendente per realizzare le uscite dell’etichetta. L’essere musicista mi aiuta a comprendere le necessità e le aspirazioni degli artisti e mi permette di supportarli nelle diverse fasi della realizzazione del disco.

Domandina per chiudere l'intervista in modo vagamente simpatico. C'è qualcuno a cui volete rivolgere un ringraziamento particolare?
Ringraziamo naturalmente tutti coloro che sono entrati a far parte della DeAmbula, ma soprattutto ringraziamo tutti quelli che negli anni ci hanno sostenuto e fatto diventare quello che oggi siamo.

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