mercoledì 25 aprile 2012

Festa di Liberazione

Ha ancora senso di questi tempi parlare di Resistenza o Liberazione, quando, atrofizzati dietro ai nostri computer, ci si limita a un "mi piace" o a qualche intervento che non vai mai al di là di una dialettica compiaciuta e autocentrata? Secondo me sì, sempre e comunque. E sempre e comunque ha senso ricordare chi ci ha messo la faccia e spesso non solo quella, soprattutto in questo momento in cui chi governa non è certo il popolo. Questo 25 aprile è dedicato a loro.
Ognuno in Italia sente l'ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell'essere felice, nell'essere libero: perché questo è l'ordine che egli inconsciamente ha ricevuto, e a cui deve obbedire, a patto di sentirsi 'diverso'. Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza. L'uguaglianza non è stata infatti conquistata, ma è una falsa uguaglianza ricevuta in regalo.

(Pier Paolo Pasolini 1974 dal film-documentario "La forma della città")



...E invece sono ancora tutti là, coi sorrisi smaglianti
sono là i figli e i nipoti, vincenti ed arroganti
un proiettile a testa, caro il mio colonnello
e non smettere di giocare, proprio sul più bello
E a chi voleva la libertà che cosa gli diciamo?
ai compagni morti per niente che cosa raccontiamo?


(Giorgio Canali & Rossofuoco, Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio)

Nessun commento: